Cari orecchietti di radio pop,
Non ci sentiamo dal 17 aprile, oggi cerchiamo di tappare il doppio buco:
- La Perfida Albione è riuscita a far designare il radiotelescopio Jodrell quale sede dello SKA, dopo aver fatto saltare la nomina dell’osservatorio di Padova dettando nuove regole per la selezione. L’oca s. è per un Brexit subito, così fondi europei per l’astronomia ciccia. L’oca Filippo non si sa. All’oca honoris causa Nanni Bignami presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica è venuto un futùn, che vuol dire “fotone” nel dialetto galattico.
- A proposito di astrofisica, è stata calcolata la dimensione del buco cosmico nella radiazione di fondo a micro-onde, l’energia rimasta dai tempi dell’universo neonato: sta a 3 miliardi di anni luce e rotti da noi il che, secondo la Royal Astronomical Society della Perfida Albione, sarebbe “a poca distanza nello schema cosmico delle cose”.
- Il 25 aprile era il giorno del terremoto in Nepal (serve aiuto, ma lo sapete già), e per la scienza della conferma di una voce che girava da mesi: dei genetisti cinesi hanno modificato i geni di ovuli fecondati umani con una tecnica chiamata CRISPR/Cas9. I risultati sono stati disastrosi, ma in Cina quattro gruppi stanno cercando di migliorarli. Nel resto del mondo i ricercatori discutono – anche aspramente – su vietare o meno questi esperimenti, che in molti paesi – nell’Unione Europea per esempio – sono già illegali. E’ una questione di bioetica, quindi complicata, se vi interessa ditecelo a oche@radiopopolare.it e vediamo di fare un microfono aperto per parlarne insieme.
- Dopo la presa di posizione del Papa, dell’Accademia Pontificia, del segretario dell’Onu et al. sul riscaldamento globale il 28 aprile, il portavoce di quelli che negano l’effetto serra dei gas serra ha profetizzato che l’enciclica del Papa sul clima sarà “un testo comunista”.
- L’Italia e l’Unione Europea dichiarano l’emergenza “ulivi del Salento”, per l’infezione da Xylella fastidiosa, articolo poco rassicurante oggi su Science
- Il 30 aprile la sonda spaziale Messenger si è schiantata su Mercurio e nel morire dopo 4 anni di duro lavoro (adesso si sa che sul pianeta ci sono zone coperte di ghiaccio, nonostante stia a un passo dal Sole “nello schema cosmico delle cose”) ha fornito le ultime informazioni sulla composizione della crosta mercuriana – mercurea? Se sapete come si dice in italiano: oche@radiopopolare.it
- Non capita spesso che un genetista africano sia il primo autore di un articolo su una grande rivista come Nature: Alassane Mbengue e i suoi colleghi studiano l’evoluzione della resistenza del plasmodio all’artemisinina, il farmaco più recente contro la malaria ma sempre meno efficace perché i geni del patogeno stanno mutando – e non solo in Africa – per aggirarne l’effetto. Hanno scoperto che il farmaco inibisce la produzione di una chinasi – già nota come marcatore della resistenza – e soprattutto il gene mutato che la produce lo stesso, e l’hanno verificato trasferendolo in plasmodi non resistenti. Con lo stesso sistema, adesso si può cercare un farmaco che blocchi l’attività di quel gene, almeno fino alle prossime mutazioni.
- Sempre su Nature, ieri è uscita una notizia stupenda – se come molti, sapete di dover la vita a creature unicellulari: Anja Spang et al. dell’università di Uppsala hanno scoperto un’intera famiglia (si dice clade) di archeobatteri – i Lokiarcheota – che hanno alcuni geni uguali a quelli degli eucarioti (noi animali e le piante) mai trovati nei batteri, che plasmano la forma del citoscheletro. Stanno nei sedimenti dell’oceano Artico meridionale (o all’estremità nord dell’Atlantico), attorno a sorgenti calde del vulcano “Castello di Loki”, un dio della mitologia norvegese dalle forme mutevoli. Così come durante l’evoluzione sono mutate le forme degli eucarioti che, ipotizzano i ricercatori, discendono proprio dai Lokiarcheota. Oggi ne parla anche Science.
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Record mondiale di bufale due settimane fa, alla 19° conferenza internazionale sulla fusione fredda che si teneva a Padova, per la prima volta della sua storia con il patrocinio di una presidenza del Consiglio, quella di Matteo Renzi.
Bufala d’Oro al quotidiano Il Mattino di Padova che in prima pagina titolava “Bill Gates a Padova per studiare la fusione fredda”, pubblicava una foto in esclusiva di Bill Gates e precisava che era stata scattata nella ditta dell’organizzatore della conferenza mentre era stata ripresa in novembre all’ENEA di Frascati, un sobborgo di Padova, si presume.
Ex aequo l’auto-inviata di un blog che vedeva a Padova il ministro brasiliano per l’economia, ripreso quel giorno da varie televisioni nella sede del Fondo Monetario Internazionale a Washington, altro presunto sobborgo di Padova.
Ex-aequo il pensionato più atteso, il russo Alexander Parkhomov invitato con figlia e nipotina a spese dell’organizzatore per illustrare la produzione di energia di un suo tubo a fusione fredda con dei dati che appena tornato a Mosca scriveva di aver falsificato.
Ex aequo Matteo Renzi per il figurone.
In attesa che il presidente del Consiglio ci quereli per diffamazione, dobbiamo confessarvi che un ‘oca rischia di finire in gattabuia per aver leso la reputazione di un Istituto nazionale di ricerca facendo affermazioni blasfeme sulla Sindone, in un articolo che non parlava né dell’Istituto né della Sindone. La decisione della Corte d’Appello di Torino potrebbe arrivare tra pochi giorni, mesi o anni.
Siccome non crederete ai vostri orecchietti, ve lo confermerà Enrico Balli, editore di Oggi scienza e di quattro riviste di fisica della SISSA, co-accusato degli stessi “intenti criminosi” (sic) insieme ad altri 15 tra giornalisti, direttori di giornali, un fisico del Politecnico di Milano e un raton laveur…
Salvo gattabuia, ci risentiamo domani dalle 9.30 alle 10.30 per un micap sugli Ogm.
Streaming per la diretta, il podcast dopo come al solito.
Riguardo lo Xylella, una “infarinatura” sul punto della situazione si può trovare sul national http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2015/05/07/news/non_solo_xylella_lo_strano_caso_della_malattia_degli_olivi-2599244/
Grazie, Marianna.
“se sganciamo l’amore dalla carne e la procreazione da pisello e patata e diamo per scontato che “love is love” come faremo a negare il diritto alla poligamia, all’incesto, per giungere ai casi estremi della zoofilia?”
questa e altre merdate,solo su Cotica Scientifica
(link bloccato, ho deciso di non fargli pubblicità, l’oca s.)
ehm…Provveditoreeeee
La storia dell’enciclica papale come “testo comunista” credo che andrebbe chiarita. Cosa si intende per comunista?
A me non sembra che il Papa abbia sposato una teoria economica. E non è nemmeno inquadrabile nel filone della Teoria della Liberazione, per alcuni affine al comunismo, perché ne è stato un oppositore. Al più ha evidenziato i limiti etici della teoria economica dominante e questo mi viene difficile da tacciare di comunismo.
Ma ad ogni modo, Papa Francesco ha spiegato che il nome scelto è riferito a San Francesco d’Assisi, “l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il Creato – in questo momento che noi abbiamo col Creato una relazione non tanto buona”. Se questo è comunismo, se San Francesco era una sorta di proto-comunista, per la prima volta nella mia vita mi dichiaro pubblicamente comunista.
Riccardo,
se l’enciclica esce prima del palinsesto estivo – 4 luglio – vorrei fare un gioco con gli ascoltatori a chi trova più parole uguali a quelle usate nel Manifesto del 1848.
ne è stato un oppositore
Nel senso che era per la “teología del pueblo”, dice Austen Ivereigh nella sua biografia.
l’ENEA di Frascati ? dove si compiono ricerche all’avanguardia sulla S.ma Sindone? Il “laser a eccimeri” !!!!! ah ah ah AH AH AH
ocasapiens
bel gioco, se lo farete mi prenoto sin da ora per una telefonata 🙂
Ti cito subito una frase del Manifesto che sarebbe decisamente improbabile trovare in uno scritto del Papa, quando si descrive il sottoproletariato come “putrefazione passiva degli infimi strati della società”.
Il confronto/scontro all’interno della Chiesa sudamericana si è concluso nel 2007 alla riunione dei vescovi ad Aparecida. Lì pare (pare, la Chiesa credo sia meno trasparente delle società segrete …) che l’allora Cardinale Bergoglio abbia avuto un ruolo determinante nello spostare il baricentro verso la fede piuttosto che verso la riscossa sociale dei poveri. Benché la Teologia della Liberazione e quella del pueblo abbiano in comune la cosiddetta “opción preferencial por los pobres”, esse si differenziano sostanzialmente proprio su questo baricentro.
Per i conservatori americani è più un problema che una buona notizia proprio perché sarebbe stato più semplice etichettare Bergoglio come comunista se fosse stato un teologo della liberazione. La temuta ed ancora ipotetica “enciclica comunista” di Papa Francesco è per loro destabilizzante proprio perché metterebbe al centro il rispetto del Creato, in sé e a beneficio dei più poveri ed emarginati, una potentissima spinta di fede e morale. Di comunismo qui non si vede traccia.
Riccardo,
prenotato, Bergoglio sembra destabilizzare non solo i conservatori americani – vediamo chi, dei cattolici Watts, Pennetta e bigoilisti à la Morano gli da per primo dell’anticristo (o del watermelon)…