Per chi ama i “legal thrillers” di Scott Turow e i film di Totò, venerdì è uscita la Risposta, rif. Answer, di Industrial Heat & Co. alle denunce di Rossi ammesse dalla giudice di Miami, che i patoscettici si stanno godendo sotto l’ombrellone.
Fonte del titolo e colonna sonora
Grosso modo, al momento i credenti italiani nella FuF (1) si dividono in tre specie di passeri:
1. la JedRothwella nevanlinnae si allinea su Industrial Heat per salvare la FuF dai danni che Rossi le ha inferto invece di salvare il mondo dalla crisi energetica, gli africani dalla fame e dalla sete e curare i bambini dal cancro con tot condomini a Miami Beach.
2. La Hermanotobianus melchioris difende la creatività, onestà, genialità di Rossi, di Johnson – il legale rappresentante delle sue aziende – e degli “esperti” Fabiani, Penon (rif. Exhibit da 26 in poi) & Levi da un lato, e dall’altro attacca gli infingardi di Industrial Heat & Co. che hanno investito nella FuF concorrente i $50 milioni di fondi pensione inglesi.
Nota per entrambe, rif. Exhibit 20: stando al Fraud Act, impersonare il dirigente di un’azienda che non si dirige per causare “un guadagno o una perdita” è un reato (“offence”), che la foto sul biglietto da visita sia rubata o meno.
3. La Gomblottus ascolianus dovrebbe riconciliare la Risposta con la tesi di Rossi vittima e/o burattino consenziente nel complotto internazionale ordito da DOD, NASA, UniBo, Uppsala ecc. In attesa che ci provi, la Risposta resta un buon giallo estivo.
(1) agg. 13/08: nella sua rilevanza sullo “scacchiere geo-politico-economico internazionale”, intendevo dire.

Recensione
La trama ricalca da vicino la truffa Petroldragon, in meno glamour: protagonisti in jeans e maglietta, niente leader di partiti politici né colossi dell’energia come l’ENI né copertine dei settimanali e prime pagine dei quotidiani che inneggiano allo Sceicco della Florida.
Di gradevole lettura, anche per l’assenza di legalese, sono le mail in cui Rossi afferma di aver raggirato Hydro-Fusion – e Mats Lewan – nel settembre 2012 con un capolavoro (“masterpiece”), rif. Exhibit 12 e 13; quelle dell’ing. Joe Murray, vice-presidente tecnico di Industrial Heat dal 2015, al falso ing. Fulvio Fabiani resosi irreperibile dall’aprile scorso, rif. Exhibit 21, invece di consegnare i dati grezzi del test in cambio del mensile di $10.500 pattuito con Industrial Heat, proprio nel mentre Fabio Penon preferiva lasciare gli USA sebbene avesse consegnato un report altrettanto fantasioso, rif. Exhibit 5, del precedente, firmato anch’esso dietro compenso.
Novità poche rispetto a quanto raccontato da Dewey Weaver – uno degli investitori in Industrial Heat – nei mesi scorsi e al giudizio su Rossi “non credibile (parafrasi)” espresso da Vaughn nel dicembre 2014, quando gli ispettori per la sicurezza nucleare avevano controllato la magnificent factory del secret customer, trovando un capannone inutilizzato da anni, rif. Assaggio in fondo.
Come sempre, l’ultima puntata si conclude con domande per intrattenere la suspense:
- I Complainants contraddiranno quanto Rossi ha scritto sul suo blog in questi anni, rif. Exhibit 4, 24 e 25?
- I Defendants citeranno le mail fra Rossi, Levi, Lewan e quattro FuFisti svedesi sulle misure né fornite da Levi né effettuate da altri, riportate nel TPR1?
- E quelle sul remake di Jimmy Carter che telefona a Rossi e gli fa i complimenti per la Petroldragon, con il presidente Obama che vuole un sunto divulgativo del TPR2?
- 22 passi, Lewan & Co. informeranno della Risposta i propri fedeli?
- Di quanto aumenterà il prezzo del
rimmelbrent durante la mediazione e “discovery”? - Varie ed eventuali
- Last but not least, devo lucidare il piatto d’argento della nonna da portare a Passerini con le mie scuse?
***
Assaggio
Da Andrea Rossi a Tom Darden e altri investitori il 5 luglio 2014, rif. Exhibit 16:
Dear All:
In the incoming meeting we will have next week, please allow me to encourage you to take a decision regarding where to put at work our 1 MW plant. I really and strongly hope you will consider the solution I found, to rent it to JM (la ditta creata dal legale di Rossi pochi giorni prima, rif. Exhibit 15, ndr), in its factory in Florida (un villino di periferia, ndr) where they will use it to process their chemical products. Please think carefully before losing them. They are positive to us, but in September must start and they must know asap if they have to use our plant or provide otherwise. This solution will:
1- allow to Industrial Heat to say to the Investors that they are getting 360,000 dollars per year of rental, with a payback of a plant like this, whose construction cost is 200,000 $, in less than 6 month
2- allow to your Customer-Investors-Visitors to hear from a real Customer that he is making money with our plant
3- allow us to start in September the operation of the plant, with no further loss of time
4- allow us not to expose the know how, since the maintainance of the plant is made by us and the plant remains our property: a rental is not a sale
5- allow us to make all the Authorities make all the measurements necessary to get the Authorizations for the next plants
6- allow you to get orders to supply for rent thousands of plants
7- allow the plant work for 24 hours per day for 360 days per year, while if used as a room heater it could work only 4 months, not per 24 hours per day, with obvious loss of profit.
Your proposal to put the plant in a factory owned by yourself at least until recently is dramatically less convincing. Let me do this and I will make a masterpiece ( half masterpiece has already been done finding the Customer as a Chemival Industry and getting the authorization from the Florida State Radiation Control Office).
Fulvio is completing the control system, made by 110 computers interconnected. Also that is a masterpiece.
Warmest Regards to all,
Andrea
@ OcaSapiens,
– Grosso modo, al momento i credenti italiani nella FuF si dividono in tre specie di passeri
[…]
3. La Gomblottus ascolianus dovrebbe riconciliare la Risposta con la tesi di Rossi vittima e/o burattino consenziente nel complotto internazionale ordito da DOD, NASA, UniBo, Uppsala ecc. In attesa che ci provi, la Risposta resta un buon giallo estivo.
Mi piacerebbe capire quale tipo di contorsionismo mentale ti abbia portata ad attribuirmi una delle tre categorie in cui hai voluto suddividere i “credenti italiani nella FuF”.
Avevi a disposizione una categoria molto più vasta e sicuramente molto più rappresentativa, quella del tipo “Academicus Fuffensis”, che tra l’altro è il ceppo da cui si sono sviluppate le altre due, e che, seppur latente (nonché latitante), continua a fornire a tutti i credenti l’unico appiglio a cui agganciare la loro fiducia, dato che i professori e gli scienziati AF sono quelli che pur avendo constatato da vicino il prodigio calorimetrico dell’Ecat e averlo testimoniato a lungo (1), non lo hanno mai smentito.
E così facendo hanno lasciato in comodato d’uso all’imprenditore salvatore del Pianeta il nome della loro Università, che si è guadagnata anche una bella citazione nella Risposta della IH (2): “When Industrial Heat representatives arrived at the Validation testing site, Rossi provided them with a copy of a report (which he had received days earlier) by third parties who tested two different E-Cat reactors. That report, later published as “Indication of anomalous heat energy production in a reactor device containing hydrogen loaded nickel powder” was prepared by several Italian and Swedish scientists (Giuseppe Levi, Evelyn Foschi, Torbjorn Hartman, Bo Hoistad, Roland Pettersson, Lars Tegner, and Hanno Essen) who hailed from some of Europe’s most prominent academic institutions (Royal Institute of Technology, Uppsala University and Bologna University). See Ex. 10 (the “Ferrara Report”).”
Eh sì, perché nel suo comunicato stampa (3) in cui l’IH annunciava la propria costituzione e l’acquisizione dell’IP dell’Ecat, veviva rifilata la responsabilità principale proprio agli scienziati europei che: “IH acquired the intellectual property and licensing rights to Rossi’s LENR device after an independent committee of European scientists conducted two multi-day tests at Rossi’s facilities in Italy.”
Lo stesso “team” di scienziati, si becca una seconda citazione nella Risposta IH, questa volta per il rapporto di Lugano, quello che, respinto stavolta anche da ArXiv, ha trovato ospitalità nell’archivio di UniBo (4). Si legge quindi nella Risposta: “In late 2013 and early 2014, Leonardo and Rossi made arrangements with the team of scientists who had published the Ferrara Report to conduct another test of a single E-Cat reactor (not an entire Plant or an entire Six Cylinder Unit) over a roughly one month time period in February and March 2014 in Lugano, Switzerland. At the conclusion of the experiment, the scientists concluded in their report (the “Lugano Report”) that the E-Cat reactor produced a COP of 3.2 and 3.6 across two different “runs” of the reactor (which is still less than the lowest COP number reflected in the License Agreement). See Ex. 14. This conclusion was subsequently criticized in a series of publications identifying flaws in the methodology the scientists employed which led to overstatement of their COP calculations. These publications, however, did not surface until 2015.”
Ma questa volta, però, quelli di IH si accorgono, o meglio dicono di essersi accorti solo nel 2015, dei “flaws in the methodology the scientists employed which led to overstatement of their COP calculations”, grazie ad una serie di altre “publications”, non meglio specificate. Pubblicazioni emesse da chi? Dai colleghi degli autori del report di Lugano (o di Ferrara, o, ancor prima, di Bologna) che hanno potuto vedere da vicino il funzionamento dell’Ecat e farsene così un’idea ben precisa del suo funzionamento? Neanche per sogno! Le smentite sono arrivate da persone di buona volontà che si sono prese la briga di leggere quei report, analizzarli alla luce di conoscenze alla portata di ogni buon fisico, e reperibili in rete, e di mettere a disposizione del pubblico i risultati delle loro valutazioni.
Adesso, a questo punto, vediamo se dobbiamo aspettare il dibattimento in aula per farci spiegare da qualche perito termotecnico della Florida per quale motivo gli “Italian (and Swedish) scientists” avevano torto, oppure se i colleghi di quest’ultimi, che nel frattempo sono rimasti acquattati e silenti dietro le cortine fumogene sparse per loro da chi denuncia le bufale a stagione (5), decidono finalmente di anticiparli sul tempo e cogliere l’ultima possibilità che hanno per fare capire al mondo, che anche loro l’avevano capito che l’Ecat non produceva un bel niente.
Infine, per quanto riguarda il giallo che hai proposto ai tuoi lettori, te ne propongo io uno, anzi 2 molto più interessanti. Prova a chiedergli di indovinare chi si è inventato le prestazioni dei due componenti “gialli” che gli accademici di cui sopra hanno avuto a lungo sotto o davanti al loro naso (6), e come hanno fatto a far finta così a lungo di non sapere che si trattava di incredibili panzane.
(1) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2014/05/25/bollitore-nucleare-a-fusione-fredda-cont/comment-page-2/#comment-566641
(2) http://www.sifferkoll.se/sifferkoll/wp-content/uploads/2016/08/0029.0_Answer.pdf
(3) http://www.e-catworld.com/2014/01/24/press-release-industrial-heat-has-acquired-andrea-rossis-e-cat-technology/comment-page-1/
(4) http://amsacta.unibo.it/4084/
(5) https://fusionefredda.wordpress.com/2015/07/04/realacci-ermete/#comment-51190
(6) https://www.lenr-forum.com/forum/index.php/Thread/3374-Jed-Rothwell-on-an-Unpublished-E-Cat-Test-Report-that-%E2%80%9CLooks-Like-it-Worked%E2%80%9D/?postID=31066#post31066
Ascoli65,
quella del tipo “Academicus Fuffensis”, che tra l’altro è il ceppo da cui si sono sviluppate le altre due
quella specie non fa parte degli esegeti che sono il ceppo sviluppato da Rossi e dai suoi promotori – 22 passi, PESN wiki e blog vari – sa, quelli manipolati da DOD, NASA, UniBo, Uppsala e altri poteri forti che secondo lei sarebbero i burattinai della truffa.
ha trovato ospitalità nell’archivio di UniBo
insieme a schifezze ben più gravi, pagate da noi contribuenti per di più, che a lei non importano nulla.
Fa bene a ricordare il suo lamento da Fusione fredda, così tutti possono vedere che lei ignora volutamente l’inchiesta della radio svedese e di Oggi Scienza dell’anno prima sui dati truccati da Levi, che Levi era stato pagato da Rossi&Co per farlo e che è l’unico “Italian scientist” coinvolto nel raggiro.
A vedere la demo “da vicino”, e da ben prima del gennaio 2011, del DF c’era solo Levi, ma non per conto dell’università.
@ OcaSapiens,
– quella specie non fa parte degli esegeti che sono il ceppo sviluppato da Rossi e dai suoi promotori – 22 passi, PESN wiki e blog vari
Informati meglio. Hai citato proprio i due blog che più di tutti gli altri hanno sfruttato a piene mani la pubblicità offerta a Rossi da UniBo, concedendogli l’uso gratuito del suo prestigioso nome per supportare la credibilità delle prestazioni dell’Ecat. Due esempi tra tanti:
22passi, 3 febbraio 2010 (1): “Un doveroso grazie va al gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna che ha contribuito ad aprire un nuovo importantissimo orizzonte nel panorama delle energie pulite e rinnovabili, in particolare al Prof. Sergio Focardi che guida questa ricerca da molti anni, …”
PESN wiki, 7 marzo 2011 (2): “Cold Fusion Steams Ahead at World’s Oldest University” (Una vera apoteosi.)
Come vedi è partito tutto dalla specie Academicus Fuffensis. Il ceppo originale è il loro: 30 marzo 1995 (quando Rossi non aveva ancora fatto la transizione da chimico a nucleare), Corriere della Sera (3): NUCLEARE – Annuncio a Bologna – “La fusione fredda successo italiano” – Scoperta a Siena, sperimentata in 3 Atenei – Per ora la pila genera 40 watt per 4 mesi
Vorresti mica far credere che gli altri due ceppi di credenti basino la loro credulità sulle dichiarazioni dello scienziato A. Rossi?
– insieme a schifezze ben più gravi, pagate da noi contribuenti per di più, che a lei non importano nulla.
E chi ti ha detto che non mi interessano? Solo perché non ne parlo? No, no, a me interessano, eccome, ma non ho il tempo né di seguirle, né tanto meno le conoscenze per disquisirne. Quindi ho preferito concentrare le mie risorse su una sola bufala, almeno riduco al massimo la probabilità di dire le castroneria in cui inevitabilmente incappa chi crede di sapere tutto di ogni cosa.
– Fa bene a ricordare il suo lamento da Fusione fredda, così tutti possono vedere che lei ignora volutamente l’inchiesta della radio svedese …
Non ne parlo perché mi pare inopportuno. L’inchiesta l’hanno fatta i giornalisti svedesi, che conoscono meglio il loro contesto nazionale (anche perché capiscono lo svedese) ed hanno lavato i panni sporchi in casa loro. Hanno infatti avuto il buon gusto di prendersela con i LORO professori e le LORO Università, mentre avrebbero potuto far risalire tutto agli italiani, dato che Kullander ed Essen avevano detto di essersi fidati (ma non ci credo) dei loro colleghi bolognesi. Invece qui da noi siamo rimasti ai filmati apologetici che la RAI ha confezionato e mandato in onda nel 2011 (come quello che hai lincato nel tuo commento precedente (4)).
– … e di Oggi Scienza dell’anno prima sui dati truccati da Levi
Se ti riferisci agli articoli di inizio 2013 in cui hai accusato, esagerando, l’intera Università di Bologna di essere responsabile delle misure sbagliate di 2 anni prima, non li ho affatto ignorati. Sono puntualmente descritti nel link n.5 del precedente mio commento, quello intitolato “La muta primaverile”, in cui ho descritto come sei passata nel giro di pochi mesi da essere la principale accusatrice di tutti i fisici del Dipartimento di Fisica presenti alla demo del 14 gennaio 2011 (elencandoli ad uno ad uno), alla loro principale giustificatrice (Levi escluso si intende).
– Levi era stato pagato da Rossi&Co per farlo e che è l’unico “Italian scientist” coinvolto nel raggiro.
Ma io non sto parlando di alcun eventuale raggiro. Per quello ci pensa la magistratura, italiana o americana che sia. Non è cosa che si stabilisce sui blog o sulle rubriche on line dei quotidiani nazionali.
Io sto parlando di scienza, o meglio di pseudoscienza spacciata per scienza. Sai di quella che uno dice nelle interviste di aver visto 12 kW di calore venir prodotti da un tubo coperto di stagnola messo su un tavolino e alimentato soltanto con 1 kW di elettricità e poi non provvede a correggere queste sue affermazioni. Beh, quella roba lì.
– A vedere la demo “da vicino”, e da ben prima del gennaio 2011, del DF c’era solo Levi,
Altra toppata, anzi due. Questa non è la tua serata.
Il video che hai lincato tu (4) è un riassunto dell’inchiesta RAI di Saso-Torrealta andata in onda a maggio del 2011. Le immagini del test mostrato sono proprio quelle della demo del 14 gennaio 2011 in cui era presente, a vario titolo, una decina di fisici del Dipartimento di Fisica di Bologna. Per intendersi quella in cui Levi, in un altro video intitolato “Energy Catalyzer – Bologna University Test” (sic), si avvicina ai suoi 2 direttori e dice (5): “Dipartimento di Fisica, INFN. Scusate abbiamo qua i due direttori che ci stanno appoggiando in questa ricerca il prof. Zoccoli e il prof Capiluppi. Il Prof Capiluppi direttore del Dipartimento di fisica e il prof. Zoccoli direttore della sezione INFN di Bologna.” Questa è la prima toppata.
La seconda è ancora peggio, perché se tu leggi il commento al filmato (4) che hai lincato TU stessa, troverai scritto: “Secondo Antonio Zoccoli, direttore della sezione bolognese dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare il calore sprigionantesi dall’apparecchio quantificato in un fattore di guadagno di potenza di circa 12 volte non è giustificabile con una normale reazione chimica, la natura del fenomeno non è tuttavia ancora spiegabile.”
Ti è chiara la posizione? Per tutti i fisici bolognesi coinvolti, e non solo per Levi, il calore c’era, ed era pure TANTO. Loro hanno detto agli italiani che era solo il fenomeno che lo produceva a non essere ancora spiegabile, cosicchè bisognava indagare sull’aggeggio con un programma di ricerca biennale che coinvolgeva 5 di loro, più il Dipartimento di Chimica, più i colleghi ingegneri del Dipartimento di Energetica, più qualcun altro esperto di nucleosintesi ed atmosfere stellari. Trovi tutto nell’intervista concessa al CICAP da Levi a giugno del 2011 (6). E non è che avesse bevuto. No, no, era sobrio, stava semplicemente riferendo gli estremi del contratto di ricerca appena firmato dal suo Dipartimento con Rossi. Contratto che il Consiglio di Dipartimento del suo Istituto, cui hanno diritto di partecipazione TUTTI i suoi colleghi, aveva approvato ad aprile 2011 (7).
– ma non per conto dell’università.
Nel comunicato da te lincato (8), l’università “precisa di non essere coinvolta negli esperimenti sull’E-Cat condotti dalla società Leonardo Corp. di proprietà di Andrea Rossi.” Ma a quali esperimenti si riferisce? Non certo a quelli di inizio 2011 e di cui esistono ampie evidenze, anche filmate, del coinvolgimento di parecchi membri dell’Università. Tra l’altro lo stesso comunicato ammette apertamente per quanto riguarda i test sull’Ecat che “erano presenti agli esperimenti, in qualità di osservatori, i ricercatori dell’Università di Bologna.”
A questo punto ci si deve chiedere quale sarebbe stato il loro ruolo di osservatori. Che cosa diamine osserva un professore universitario di fisica di fronte ad un filosofo, dal passato controverso a dir poco, che gli fa vedere un aggeggio che trasforma 1 kW elettrico in ingresso in 12 kW di calore in uscita? Cosa diavolo gli frulla per la testa? Riesce a capirlo il trucco o glielo deve spiegare un qualsiasi perito tecnico della Florida che verrà chiamato a dare il proprio parere al prossimo dibattimento processuale?
(1) http://22passi.blogspot.it/2010/01/scoop-sulla-fusione-fredda.html
(2) http://pesn.com/2011/03/07/9501782_Cold_Fusion_Steams_Ahead_at_Worlds_Oldest_University/
(3) http://archiviostorico.corriere.it/1995/marzo/30/fusione_fredda_successo_italiano__co_0_95033013842.shtml
(4) https://www.youtube.com/watch?v=cJNKjbBrx5I
(5) http://www.youtube.com/watch?v=Jr0ysNSN9Ng&t=5m22s
(6) http://www.queryonline.it/2011/06/23/e-cat-intervista-a-giuseppe-levi/
(7) http://22passi.blogspot.it/2011/06/accadde-il-21-aprile.html
(8) http://www.magazine.unibo.it/archivio/2011/lecat_lunivesita_di_bologna_non_e_coinvolta
Ascoli65,
Hai citato proprio i due blog che più di tutti gli altri hanno sfruttato a piene mani la pubblicità offerta a Rossi da UniBo
Appunto, sono fonti di disinformazione, non mi risulta che Passerini e Allan siano accademici, e l’hanno sfruttata esattamente come fa lei con UniBo – e con il DoD.
suo prestigioso nome
confonde Bologna con Cambridge…
Il ceppo originale è il loro: 30 marzo 1995
Forse non ha letto il post che commenta? Parla del processo intentato da Rossi a IH nel 2016.
No, no, a me interessano, eccome,
Magari fosse vero! Le farebbe passare la fissazione sulla pseudoscienza, ridicola ma innocua, prodotta una sola volta sotto il logo di UniBo da un unico ricercatore del DF, e di raccontare urbi et orbi una sua versione del complotto mondiale speculare a quella dei creduloni.
una decina di fisici
Nemmeno 1 su 10, ma per lei sono il DF esattamente come i 9/10 estranei a questa storia che difendo dalle sue illazioni.
Per tutti i fisici bolognesi coinvolti… il calore c’era,
Zoccoli non è “tutti i fisici bolognesi coinvolti”, così come non lo è Ferrari. E dubito che “agli italiani” abbia detto qualcosa, mi risulta che parlasse a pochi giornalisti creduloni, la maggior parte dei quali non lo ha più ascoltato da allora su questo tema.
Trovi tutto nell’intervista concessa al CICAP da Levi a giugno del 2011
Già letta, grazie, ma diversamente da lei non credo a ogni fantasia di Levi.
“Zoccoli e Capiluppi… ci stanno appoggiando”
E la conferma del loro l’appoggio dov’è? Capiluppi ha negato per iscritto di aver appoggiato alcunché, ma lei continua a prendere Levi per il Vangelo.
“in qualità di osservatori”
non di partecipanti, appunto. Nessun osservatore ha confermato quanto detto da Zoccoli, men che meno Zoccoli dopo la demo di gennaio 2011 senza aver visto nulla: nel video “Energy Catalyzer – Bologna University Test”, l’unico fisico del DF che vede qualcosa da vicino è Levi. E in altre foto e video, il “coinvolgimento di parecchi membri dell’Università” sta nel seguire la “diretta” in un’altra stanza su “uno schermo Tv di una trentina di pollici”.
Contratto che il Consiglio di Dipartimento del suo Istituto, cui hanno diritto di partecipazione TUTTI i suoi colleghi, aveva approvato ad aprile 2011
Meno male, ci mancherebbe solo che il personale faccia ricerca sul congegno di una ditta senza contratto. Per quale motivo non andava approvato?
Certo che esagero quando scrivo UniBo al posto di una singola persona: scimmiotto Passerini, Allan… e lei.
Ma al contrario di loro e di lei, ricordo che UniBo ha smentito la propaganda di Rossi con comunicati ufficiali, oltre che con dichiarazioni di Capiluppi e Braga ai cronisti.
A Uppsala invece, due prof hanno criticato privatamente – senza il logo dell’università – un resoconto firmato da colleghi così creduloni da non assistere al test e non vederne nemmeno i dati grezzi.
non sto parlando di alcun eventuale raggiro. Per quello ci pensa la magistratura, italiana o americana che sia. Non è cosa che si stabilisce sui blog o sulle rubriche on line dei quotidiani nazionali
A dirla tutta, dai tempi di Keeley in avanti, proprio la carta stampata prima e i blog poi hanno giocato un ruolo non indifferente nello smascherare certi imbrogli. Più spesso che no, la magistratura -quando è arrivata- è arrivata dopo. Persino Rossi stesso rischia di più se non ha pagato le tasse in USA, piuttosto che per tutto quel che ha fatto in territori italiani…
Il “trucco” non è così segreto – stiamo sempre parlando di un ciarlatano manifesto – ma l’università è rea di essersi prestata a fare misure (che non ha fatto) dietro compenso (che non ha preso). Una presa di distanza maggiore del disclaimer appuntato nei bagni del blog sarebbe stata una cosa molto gradita a noialtri, però non era un atto dovuto: qualcuno ha detto che Levi agiva per conto dell’Università, però non è stata l’Università, a meno di non voler scambiare passeri (nostrani e non), cottimisti, soci e freelancer per il rettorato.
@ CimPy,
– Il “trucco” non è così segreto – stiamo sempre parlando di un ciarlatano manifesto – ma l’università è rea di essersi prestata a fare misure (che non ha fatto) dietro compenso (che non ha preso).
Per quanto riguarda la demo del 14 gennaio 2011, le misure le ha fatte eccome! Il comunicato stampa emesso a nome del Dipartimento di Fisica, Università di Bologna, in data 11 gennaio 2011 informava la gente che (1): “La prova sarà condotta da un ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna e sarà svolta di fronte a un pubblico selezionato di ricercatori e professori dello stesso Dipartimento. Qualora la quantità e l’origine dell’energia fossero confermati ci si troverebbe di fronte ad una nuova sorgente di energia.”
Non sono state invece effettuate le misure previste nel contratto firmato a giugno del 2011 con Rossi e solo perché quest’ultimo è stato abbastanza scaltro da prendersi quel che gli serviva, cioè un intero anno di pubblicità per l’Ecat, senza sborsare un Euro. E infatti a gennaio 2012, dopo ben un anno dalla sceneggiata del gennaio precedente, il Dipartimento di Fisica annunciava (2): “Il Dipartimento di Fisica dichiara che il contratto sottoscritto nel giugno 2011 tra il Dipartimento di Fisica e la EFA srl (la società italiana in cui Rossi è coinvolto) è stato rescisso causa il mancato soddisfacimento delle condizioni al termine contrattuale previsto. Non c’è più alcun rapporto tra il Dipartimento e la EFA srl legato a questo contratto.”
Lo vedi? Il contratto l’hanno rescisso solo perché Rossi non ha pagato, non perché hanno detto alla gente di aver capito il trucco del calore in eccesso che loro stessi avevano misurato un anno prima e sostenuto con dichiarazioni varie fino ad allora.
E’ solo dal gennaio 2012, poi, che il DF interrompe il rapporto ufficiale con Rossi (ditta EFA) e tra l’altro ci tiene a precisare che l’interruzione riguarda solo il contratto rescisso, perché per il resto: “il Dipartimento di Fisica si è reso disponibile con la sua esperienza e le sue strumentazioni per svolgere autonome misurazioni sulla produzione di calore da parte dell’apparecchiatura denominata E-cat al fine di fornire una risposta all’intera comunità scientifica e all’opinione pubblica in merito al fenomeno. I risultati delle misure saranno pubblicati.”
Ora, immagina per un momento che al posto del Rossi ci fosse stato un povero diavolo di imprenditore che, scaldando nel suo laboratorio un tubo contenente un po’ di nichel in polvere in atmosfera di idrogeno, avesse avuto l’impressione che esso generava molto più calore di quello fornitogli e che, essendo a conoscenza delle celebrate scoperte di Focardi, avesse deciso di rivolgersi a quest’ultimo per avere conferma di queste sue impressioni. Supponi anche che la storia si fosse poi sviluppata esattamente come hanno raccontato sia Rossi che Focardi, con l’imprenditore che ingaggia Focardi come consulente, che deposita un brevetto in cui si cita UniBo, che pubblica un paper insieme al professore emerito e che infine, illuso da così tanti riconoscimenti accademici, decide di vendersi la casa (o l’azienda) ricavandoci un milione con cui ripagare le spese già sostenute per inseguire il suo sogno energetico e per offrire i 500mila Euro rimasti al DF-UniBo in cambio di 2 anni di approfondite ricerche sul suo ritrovato.
Bene, siamo arrivati intorno alla date della sceneggiata del 14 gennaio 2011. Supponi ancora che ad essa sia seguita la firma del contratto, come in effetti è avvenuto, ma che, a differenza di come sono andate le cose con Rossi, il povero imprenditore abbia iniziato a pagare le rate pattuite per lo svolgimento del programma biennale di ricerca fino a completa corresponsione dell’ultimo Euro. A quel punto che responso avrebbe avuto? Sarebbe stato forse convocato al Dipartimento di Fisica per sentirsi magari dire: “Buon uomo, noi ce l’abbiamo messa tutta, ma purtroppo i nostri esperti hanno stabilito che nel suo tubo non si formano le atmosfere stellari necessarie allo scopo di favorire a sufficienza la nucleosintesi del nichel con l’idrogeno! Ritorni quando avrà altri 500mila Euro a sua disposizione, che proviamo a verificare altre ipotesi.” Sarebbe stata questa la conclusione auspicata?
(1) http://newenergytimes.com/v2/sr/RossiECat/20110111-Levi-PressRelease.shtml
(2) http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Universita/2012/01/26/E-cat_dichiarazione_del_Dipartimento_di_Fisica.htm
@ OcaSapiens,
– Appunto, sono fonti di disinformazione, non mi risulta che Passerini e Allan siano accademici, e l’hanno sfruttata esattamente come fa lei con UniBo – e con il DoD.
Questa qui sopra è la prima delle tue 10 frasine contenute nella tua ultima replica. Quei lettori che si annoiano sotto l’ombrellone potranno utilizzare proficuamente il loro tempo andando a confrontarle ad una ad una con le mie frasi di cui pretenderebbero essere una risposta e soprattutto con il contenuto dei documenti che ho lincato.
Avranno così modo di capire quanto sia importante la possibilità offerta oggigiorno da internet di poter osservare con i propri occhi e giudicare con la propria testa i documenti originali testuali e visuali. Potranno anche farsi un’idea di quanto sia frequente, in chi coltiva l’arte di maneggiar parole, la tentazione di avvalersene, sia pure maldestramente, per cercare di far vedere lucciole per lanterne.
Una sola delle tue rispostine merita qualche parola in più, dato che in essa tu fornisci il link ad un documento esterno, che, come già avvenuto con i precedenti tuoi link, dimostra esattamente il contrario di ciò che pretendi di sostenere. Tu scrivi:
– non di partecipanti, appunto. Nessun osservatore ha confermato quanto detto da Zoccoli, men che meno Zoccoli dopo la demo di gennaio 2011 senza aver visto nulla: nel video “Energy Catalyzer – Bologna University Test”, l’unico fisico del DF che vede qualcosa da vicino è Levi. E in altre foto e video, il “coinvolgimento di parecchi membri dell’Università” sta nel seguire la “diretta” in un’altra stanza su “uno schermo Tv di una trentina di pollici”.
Cosa tu stia dicendo, non si capisce bene. Ti stai forse riferendo al titolo (“Fusione fredda: poche le prove a Bologna”) dell’articolo su galileo.net che hai lincato (1)? Se così fosse, li leggi gli articoli che linki o li citi basandoti solo sul loro titolo, come avevi già fatto per i precedenti?
Perché Zoccoli, in quell’intervista, è estremamente chiaro: “L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole.” Lo vedi? Tutto è scritto in modo “indicativo”, tempi “passato prossimo” e “presente”, c’è pure un “effettivamente” e un “notevole”. Nessuna riserva, né cautela, che so, un piccolo “se”, un condizionale, niente di tutto questo. E’ una frase lapidaria: l’eccesso di energia (sorvoliamo sui kWatt) c’è ed è tanto. A meno che tu non voglia credere che i tuoi colleghi di galileo.net abbiano riportato parole diverse da quelle pronunciate dal direttore dell’INFN di Bologna.
E’ chiaro poi che Zoccoli subito dopo aggiunga “Ma come ho detto, il risultato deve essere riproducibile.” Ci mancherebbe altro! Ma lui afferma senza ombra di dubbio che in occasione della demo del 14 gennaio 2011 sono stati ottenuti 15 kW da un apparecchio alimentato con 1 kW (tra l’altro aggiungendo un paio di kW abbondanti ai 12,7 kW successivamente stimati nel report calorimetrico UniBo (2)) e, come ben sai, per i fusionisti basta dimostrare che il miracolo sia avvenuto una sola volta, tutti i fallimenti successivi li imputerebbero alla non perfetta riproduzione delle miracolose condizioni al contorno.
La risposta di Zoccoli si conclude infine con: “Gli autori dicono che l’intenzione di fare ulteriori misure e verifiche c’è. Ma non hanno specificato né il come, né il quando”. Ovviamente lui era al corrente già da allora che erano in corso delle trattative con Rossi in cui il Dipartimento di Fisica avrebbe ricevuto una sostanziosa somma (quantificata successivamente in 500mila Euro), ma evidentemente a gennaio non erano stati ancora definiti tutti i particolari di quell’accordo. Accordo che poi (come ho mostrato nei commenti precedenti) è stato approvato dal Consiglio di Dipartimento il 22 aprile successivo, cioè ben 3 mesi dopo! Periodo di tempo più che sufficiente per consentire a chiunque facesse parte di un Dipartimento di Fisica (dicasi Fisica!) di accorgersi di tutti gli errori madornali contenuti nel report calorimetrico pubblicato con il logo UniBo il 24 gennaio 2011.
Tanto più che nel frattempo questi errori erano stati ampiamente segnalati su Internet, e al Dipartimento se ne erano sicuramente accorti, tanto che il Direttore aveva sentito la necessità di minacciare proprio su Internet tutti coloro che in tal modo osavano mettere a repentaglio l’accordo con Rossi (3): “Il Dipartimento di Fisica dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, non ha nulla da commentare su quanto viene scritto o richiesto al proprio riguardo. Non considera di nessun valore le affermazioni di chiunque scriva o pretenda di valutare il comportamento del Dipartimento senza nessuna base scientifica riscontrata da riviste scientifiche riconosciute e “referate” da comitati scientifici di alto livello internazionale. – Il Dipartimento non intende rispondere a nessuna di queste contestazioni e non darà nessun altra risposta oltre a questa. Fatto salvo l’inesorabile e puntuale ricorso alla denuncia alle autorità giudiziarie di ogni azione che dovessero concretamente e provatamente danneggiarlo.” (neretto mio)
En passant, di questa minaccia non ne parli, vero? Tu sostieni che nei blog è doveroso accusare i presunti truffatori (cosa che considero abominevole in uno stato di diritto), ma non ricordi mai che un Direttore di Dipartimento ha minacciato di denuncia chi si è limitato a segnalare su internet degli errori scientifici (rivelatisi tra l’altro tali) presenti nei documenti redatti da suoi colleghi e circolanti in rete con il logo della sua università!
C’è poi un’altra questione assai delicata legata all’articolo su galileo.net che hai lincato. L’articolo è datato 19 gennaio, l’intervista a Zoccoli è quindi precedente, ma i 3 rapporti dei suoi colleghi (tutti usciti con la scritta o il logo del Dipartimento di Fisica e/o dell’Università di Bologna) sono stati pubblicati solo il 24 gennaio 2011, più di cinque giorni dopo. Come è possibile?
E’ chiaro che Zoccoli in quanto collega di Levi e suo direttore lato INFN (Istituto che in quei giorni veniva sempre citato insieme al DF-UniBo per dare maggior credito alla realtà dei miracolosi risultati energetici che venivano propinati alla gente) era ben informato di cosa stava accadendo, dato che Levi gli avrà riferito tutte le modalità di misura e i relativi risultati. Ma come è possibile che il suo direttore abbia spifferato il dato più rilevante di tutta la demo, cioè la presunta (e immaginifica) resa calorimetrica, in una intervista su web PRIMA ancora che il suo collaboratore (lato INFN) abbia terminato di scrivere il proprio rapporto calorimetrico e lo abbia sottoposto al vaglio dei suoi colleghi per una verifica? Ciò che ha fatto Zoccoli è di una scorrettezza scientifica inconcepibile. Evidentemente al DF di Bologna avevano una gran smania di anticipare i tempi della fornitura pubblicitaria.
E questo sarebbe in sintonia con il messaggio con cui Rossi annuncia sul JoNP la prossima uscita dei report UniBo (4): “WARNING TO ALL OUR READERS: THE REPORT OF THE UNIVERSITY OF BOLOGNA WILL BE DELIVERED MONDAY , JAN 24, ANYTIME. YOU WILL FIND IT ON THE JOURNAL OF NUCLEAR PHYSICS AND WE ALREADY GIVE TO EVERYBODY TO REPRODUCE IT EVERYWHERE, FOR ANY PURPOSE, FREE. – WARM REGARDS, THE BOARD OF ADVISERS OF THE JOURNAL OF NUCLEAR PHYSICS” (neretto mio)
Come vedi Rossi si affretta a dire che tutti possono disporre e riprodurre a piacimento dei report UniBo, sono FREE. E te credo! Mancava solo che si fosse fatto pagare i diritti. Tutta quella manna di pubblicità di prima qualità e per di più elargita prima di aver sborsato all’Ente erogante un solo centesimo! Tutto FREE, offre lo Stato Italiano.
(1) http://www.galileonet.it/2011/01/fusione-fredda-poche-le-prove-a-bologna/
(2) http://lenr-canr.org/acrobat/LeviGreportonhe.pdf
(3) http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/comment-page-7/#comment-2172
(4) http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360&cpage=5#comment-20117
Ascoli65,
Cosa tu stia dicendo, non si capisce bene. Ti stai forse riferendo al titolo (“Fusione fredda: poche le prove a Bologna”) dell’articolo su galileo.net che hai lincato (1)? Se così fosse, li leggi gli articoli che linki o li citi basandoti solo sul loro titolo, come avevi già fatto per i precedenti?
Se lei non capisce che cosa vuol dire “nel video “Energy Catalyzer – Bologna University Test”, l’unico fisico del DF che vede qualcosa da vicino è Levi. E in altre foto e video“, non so come aiutarla.
Forse posso aiutarla a capire quello che dice Zoccoli. Per favore legga la risposta alla domanda “dobbiamo credere o no all’esperimento di Bologna?”:
“Per ora è come se qualcuno dicesse “ho trovato la cura per il cancro”. Benissimo. Potrebbe essere vero o no, ma per verificarlo è necessaria una lunga serie di sperimentazioni e studi clinici. Qui la situazione è la stessa: c’è stata una dimostrazione – relativamente breve, per la verità, una mezz’ora in tutto – in cui gli autori hanno presentato una macchina che in teoria produce energia in quantità rilevante. L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole. Ma come ho detto, il risultato deve essere riproducibile. Gli autori dicono che l’intenzione di fare ulteriori misure e verifiche c’è. Ma non hanno specificato né il come, né il quando”.
Lei come chiama quelli che senza dati clinici annunciano di avere la cura per il cancro?
Ma come è possibile che il suo direttore abbia spifferato il dato più rilevante di tutta la demo, cioè la presunta (e immaginifica) resa calorimetrica.
Facile, l’aveva spifferato Rossi, e anche la cronaca locale: E al termine Rossi conclude: “Si sono consumati 600Wh e se ne sono prodotti 12mila Wh”
Come dice Zoccoli – che tra l’altro abbassa la resa – era come annunciare di avere la cura per il cancro.
“Fatto salvo l’inesorabile e puntuale ricorso alla denuncia alle autorità giudiziarie di ogni azione che dovessero concretamente e provatamente danneggiarlo.” (Capiluppi)
Che cosa vuol dire “concretamente e provatamente” secondo lei? E quando la prova del danno c’è, sa dirci se per un ente pubblico la denuncia è obbligatoria o facoltativa? E nel caso sia obbligatoria, che cosa rischia una testata come Query?
ha minacciato di denuncia chi si è limitato a segnalare su internet degli errori scientifici
Il DF minaccia di denunciare quelli “che dovessero concretamente e provatamente” danneggiarlo, non chi segnala errori. Lo faccio da anni, per caso le risulta che mi abbia minacciata o denunciata?
Tu sostieni che nei blog è doveroso accusare i presunti truffatori (cosa che considero abominevole in uno stato di diritto)
Mai sostenuto nulla del genere, ognuno faccia come crede.
Già… nella sua idea di stato di diritto è abominevole dire che i ciarlatani uccidono i pazienti o che un ricercatore partecipa a un raggiro. Per fortuna non è vero e lei lo sa perché da anni accusa UniBo, e adesso Zoccoli, di partecipare al raggiro di Rossi in cambio di un contratto che secondo lei non andava approvato.
Perché non andava approvato? (bis)
pubblicità di prima qualità
Sta cercando di farla lei da 5 anni ripetendo che l’intera UniBo è coinvolta.
Il comunicato stampa emesso a nome del Dipartimento di Fisica
Ecco la pubblicità, complimenti. Lei sa che il DF ha smentito di averlo emesso, ma continua a fare disinformazione lo stesso.
@ Ascoli65
Il comunicato stampa emesso a nome del Dipartimento di Fisica, Università di Bologna
Chiunque, se privo di scrupoli a mentire, puo’ emettere un comunicato stampa a nome del Dipartimento di Fisica di UniBo.
Ma tu puoi *dimostrarmi* che quel comunicato era correttamente e legittimamente emesso a nome per conto di UniBo?
Perche’ io non ne trovo traccia (con l’affermazione che si tratta di un comunicato di UniBo) se non in siti compiacenti nei confronti di Rossi e, piu’ in generale, della fusione fredda.
Eppure quando il Dipartimento di Fisica ha voluto dichiarare qualcosa, lo ha fatto in maniera molto piu’ evidente, come nel caso del comunicato sulla rescissione del contratto, che tu stesso citi, riportando un link a un server dell’Alma Mater.
Puoi indicarmi un link a un sito di UniBo che riporta quell’affermazione?
Per quanto riguarda la demo del 14 gennaio 2011, [UniBo] le misure le ha fatte eccome! […] La prova sarà condotta da un ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna e sarà svolta di fronte a un pubblico selezionato di ricercatori e professori dello stesso Dipartimento.
Ci risiamo.
Ammesso e non concesso che quel comunicato fosse effettivamente di UniBo (e non solo a nome di UniBo), nella tua ansia di arruolare l’intera Universita’ di Bologna nel tuo complottone, continui a confondere *un* ricercatore di un dipartimento con l’Universita’ nel suo complesso.
Anche prendendo per buono quel comunicato (ripeto: ammesso e non concesso), puoi solo affermare che, secondo UniBo, *un* ricercatore di UniBo ha fatto le misure. Punto.
Non che l’Universita’ ha fatto le misure.
Lo vedi? Il contratto l’hanno rescisso solo perché Rossi non ha pagato, non perché hanno detto alla gente di aver capito il trucco del calore in eccesso
Su questo ti do’ ragione.
E do torto a Cimpy: l’Universita’ non e’ rea di essersi prestata ad effettuare delle misure in cambio di un compenso.
L’Universita’ e’ rea di essersi prestata ad effettuare delle misure in cambio di un compenso e senza farsi pagare un sostanzioso anticipo al momento della firma del contratto. Un compenso abbastanza sostanzioso da scoraggiare chi mira solamente a farsi pubblicita’ col nome dell’Universita’.
Ora, immagina per un momento che al posto del Rossi ci fosse stato un povero diavolo di imprenditore […] che, a differenza di come sono andate le cose con Rossi, il povero imprenditore abbia iniziato a pagare le rate pattuite […] A quel punto che responso avrebbe avuto? Sarebbe stato forse convocato al Dipartimento di Fisica per sentirsi magari dire: “Buon uomo, noi ce l’abbiamo messa tutta, ma purtroppo i nostri esperti hanno stabilito che nel suo tubo non si formano le atmosfere stellari necessarie allo scopo di favorire a sufficienza la nucleosintesi del nichel con l’idrogeno! Ritorni quando avrà altri 500mila Euro a sua disposizione, che proviamo a verificare altre ipotesi.” Sarebbe stata questa la conclusione auspicata?
Esattamente la conclusione che io avrei auspicato.
Te lo dico piu’ chiaro: se un imprenditore (sottolineo: un imprenditore, non un bambino delle elementari) avesse creduto di aver inventato una macchina del moto perpetuo e fosse andato da un’Universita’ a chiedere di verificarla, in cambio di un sostanzioso compenso, l’Universita’ avrebbe avuto il *dovere* di accettare, farsi pagare, testare (onestamente) l’apparecchio, rispondergli che il suo apparecchio non funziona e destinare il denaro ricavato allo sviluppo della ricerca scientifica.
Perche’ se un imprenditore (sottolineo ancora: un imprenditore, non un bambino delle elementari) e’ tanto pirla da credere davvero al moto perpetuo, inevitabilmente, in un modo o nell’altro, perdera’ il suo denaro. E anche molto rapidamente. E io penso sia preferibile che questo sia destinato a qualcosa di utile come il finanziamento della ricerca scientifica. Anche nella speranza, nella generazione successiva, meno imprenditori tanto pirla da investire nel moto perpetuo.
Spero pero’ sia evidente che, in questo caso, l’imprenditore non era un pirla.
Errata corrige: nel mio intervento precedente, penultimo periodo, “Anche nella speranza, nella generazione successiva, meno imprenditori tanto pirla da investire nel moto perpetuo” al posto di “Anche nella speranza di avere, nella generazione successiva, meno imprenditori tanto pirla da investire nel moto perpetuo”
Sorry.
@ Ascoli65
Quei lettori che si annoiano sotto l’ombrellone potranno utilizzare proficuamente il loro tempo andando a confrontarle ad una ad una con le mie frasi di cui pretenderebbero essere una risposta e soprattutto con il contenuto dei documenti che ho lincato.
Avranno così modo di capire quanto sia importante la possibilità offerta oggigiorno da internet di poter osservare con i propri occhi e giudicare con la propria testa i documenti originali testuali e visuali. Potranno anche farsi un’idea di quanto sia frequente, in chi coltiva l’arte di maneggiar parole, la tentazione di avvalersene, sia pure maldestramente, per cercare di far vedere lucciole per lanterne.
Piu’ che giusto.
Seguiamo il link e vediamo quali sono le lucciole e quali le lanterne nell’affermazione che fai dopo.
Zoccoli, in quell’intervista, è estremamente chiaro: “L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole.” Lo vedi? Tutto è scritto in modo “indicativo”, tempi “passato prossimo” e “presente”, c’è pure un “effettivamente” e un “notevole”. Nessuna riserva, né cautela, che so, un piccolo “se”, un condizionale, niente di tutto questo. E’ una frase lapidaria: l’eccesso di energia (sorvoliamo sui kWatt) c’è ed è tanto. A meno che tu non voglia credere che i tuoi colleghi di galileo.net abbiano riportato parole diverse da quelle pronunciate dal direttore dell’INFN di Bologna.
Trascriviamo un frammento un po’ piu’ ampio di quello che citi tu.
Alla domanda dell’intervistatore (“Professor Zoccoli, dobbiamo credere o no all’esperimento di Bologna?“) Zoccoli risponde
Per ora è come se qualcuno dicesse “ho trovato la cura per il cancro”. Benissimo. Potrebbe essere vero o no, ma per verificarlo è necessaria una lunga serie di sperimentazioni e studi clinici. Qui la situazione è la stessa: c’è stata una dimostrazione – relativamente breve, per la verità, una mezz’ora in tutto – in cui gli autori hanno presentato una macchina che in teoria produce energia in quantità rilevante. L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole. Ma come ho detto, il risultato deve essere riproducibile. Gli autori dicono che l’intenzione di fare ulteriori misure e verifiche c’è. Ma non hanno specificato né il come, né il quando.
Quindi nelle parole di Zoccoli, secondo te, non c’e’ “nessuna riserva”? “né cautela”? Neppure “un piccolo ‘se'”? Nessun “condizionale”? Davvero “niente di tutto questo”?
Davvero tu percepisci in quelle parole la certezza granitica di Zoccoli che quell’aggeggio avrebbe prodotto 15 volte tanto l’energia in ingresso? E che questa certezza verrebbe espressa in maniera “lapidaria”?
O non e’, piuttosto, che hai estratto da quel frammento l’unica frase che era utile a sostenere la tua tesi, sfrondando quello che era in contrasto?
@ E.K.Hornbeck,
– Chiunque, se privo di scrupoli a mentire, puo’ emettere un comunicato stampa a nome del Dipartimento di Fisica di UniBo.
Chiunque non sappia che si ritroverà tre giorni dopo faccia a faccia con il Direttore del proprio Dipartimento di cui avrebbe, secondo una tra le più assurde leggende che girano intorno a questo evento, diramato abusivamente un comunicato. Altrimenti non si tratterebbe di persona priva di scrupoli, ma priva di cervello.
Ragion per cui ritengo veritiera la testimonianza resa da Levi a Krivit nel giugno 2011, in cui, riferendosi al comunicato, egli dice (1): “Yes, I have written that. And also it was revised by our Department director, because it is a press release of the Department of Physics. So was released as an official communication of our Physics Department.”
Quella di Levi è una testimonianza molto più diretta e credibile rispetto alla smentita della segretaria del DF, resa nota da Krivit solo successivamente (2): “I can confirm there’s not an official press release by the department.” Ovviamente è possibile che nella Segreteria del DF non risulti traccia di quel comunicato, ma ciò che conta è quanto si sono detti Levi e il suo Direttore, ed è fuor di dubbio che i fatti di quei giorni siano molto più allineati al racconto di Levi.
Infatti il Direttore del DF, essendo presente alla demo del 14 gennaio 2011, ha sentito bene che Focardi nel suo saluto di benvenuto aveva detto (3): “Ci sono alcuni colleghi del Dipartimento di Fisica che stanno provvedendo alla taratura dei diversi strumenti che servono per la misura.” Ha sentito ancor meglio le parole rivoltegli da Levi (a t=5:22): “Dipartimento di Fisica, INFN. Scusate abbiamo qua i due direttori che ci stanno appoggiando in questa ricerca il prof. Zoccoli e il prof Capiluppi. Il Prof Capiluppi direttore del Dipartimento di fisica e il prof. Zoccoli direttore della sezione INFN di Bologna.”
Si sarà inoltre sicuramente reso conto della presenza in sala dei giornalisti, se non altro per la vistosa presenza della troupe Rai con tanto di logo sul microfono e, immagino, sulla telecamera (4). Avrà sentito che Rossi si è rivolto ai giornalisti concedendogli la precedenza nelle domande, prima di invitarli ad andare a scrivere i loro pezzi (a t=2:08): “Prima di tutto, se mi permettete, dato che il dibattito con i tecnici e gli scienziati sarà un attimino lungo, io vorrei prima dare la precedenza ai giornalisti per rispondere alle loro domande, affinchè loro possano andare a fare il loro mestiere.”
Avrà sentito, probabilmente colmo di emozione e di orgoglio, attribuire da Rossi ai colleghi del Dipartimento da lui diretto la responsabilità di aver dato i numeri relativi alle fantasmagoriche prestazioni calorimetriche da essi misurate (a t=6:20) “Le persone che hanno effettuato questo test, che adesso mi daranno i numeri esatti di quello che è successo, sono professori dell’università di Pad.. di Bologna.”, numeri che in precedenza erano stati preannunciati essere “tra i 10 e 12 kWh per ora, di flusso energetico in uscita” a fronte di “6-700 watt in ingresso”.
Tutti i fisici del DF-UniBo che erano presenti potevano rendersi conto di quanto stava accadendo davanti ai loro occhi. A maggior ragione il direttore si sarà reso conto che il suo Dipartimento, lui stesso e tutti i colleghi lì presenti erano appena entrati nella storia e che gli italiani stavano per essere informati di lì a poche ore, grazie alla presenza dei giornalisti in loco, del prodigio da loro stessi appurato.
Vuoi che non sapesse già da prima della demo, o che non abbia saputo nei giorni immediatamente seguenti, che i giornalisti e la RAI erano lì in virtù di un comunicato stampa che riportava nell’intestazione il nome del suo Dipartimento? L’hai detto tu stesso, quel comunicato era riportato su diversi siti, a prescindere dal loro orientamento. Se fosse stato emesso abusivamente, perché non ha smentito subito la legittimità di quel comunicato?
Come vedi è molto più facile dar credito alla versione di Levi, che non a quella della segreteria del DF. Ma se uno è in cerca di cavilli, ne trova quanti vuole. Se poi cerca pure il capro espiatorio, beh, l’ha già trovato, è Levi.
– nella tua ansia di arruolare l’intera Universita’ di Bologna nel tuo complottone, continui a confondere *un* ricercatore di un dipartimento con l’Universita’ nel suo complesso.
No, guarda, quest’ansia a suo tempo era venuta a qualcun altro (5-6). Poi le è passata in fretta.
So bene che le misure calorimetriche sono state effettuate da un ricercatore, coadiuvato e consigliato da vari suoi colleghi, e appoggiato dai suoi Direttori, e non dall’istituzione Università, ma il logo sul rapporto da lui scritto era quello di UniBo. E’ quel logo che dà fiducia alla gente che quanto riportato in un documento che lo esibisce è credibile, non il nome del ricercatore che lo firma. Il giorno dopo Il Sole-24 Ore informava i suoi lettori (7) che la fusione fredda era stata riportata d’attualità da “un team italiano che ruota attorno all’Università di Bologna”, mica dal ricercatore Levi.
– Perche’ se un imprenditore (sottolineo ancora: un imprenditore, non un bambino delle elementari) e’ tanto pirla da credere davvero al moto perpetuo, inevitabilmente, in un modo o nell’altro, perdera’ il suo denaro. E anche molto rapidamente. E io penso sia preferibile che questo sia destinato a qualcosa di utile come il finanziamento della ricerca scientifica. Anche nella speranza, nella generazione successiva, meno imprenditori tanto pirla da investire nel moto perpetuo.
Eccezionale, mai sentita dire una cosa del genere con tanta invereconda franchezza.
Quindi per te un imprenditore italiano, uno delle migliaia che si dedica ad organizzare la sua azienda, competere su un mercato sempre più difficile, assicurare lo stipendio ai suoi dipendenti, pagare le tasse che reggono in piedi il sistema pubblico (comprese le università), meriterebbe di essere rapinato solo perché non conosce il moto perpetuo o, aggiungo io, le reazioni nucleari? Ma ti rendi conto di quello che hai detto?
Io spero vivamente che solo una esigua, e gretta, minoranza dei ricercatori pubblici, accademici o meno che siano, osi pensare una cosa del genere. Una buona parte delle aziende italiane sono nate da intuizioni di persone che hanno dedicato il loro tempo a provare e riprovare per conto loro, spesso senza una cultura scientifica adeguata alle spalle, ma con tanta buona volontà e passione. Credo che meritino di essere ben consigliati ed aiutati, se necessario dietro adeguato e giustificato compenso, dalle strutture pubbliche di ricerca, ma mai considerati dei pirla da spennare.
(1) http://www.youtube.com/watch?v=ld7Z1FHupZc&lr=1&t=02m44s
(2) http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/3705report3.shtml
(3) http://www.youtube.com/watch?v=Jr0ysNSN9Ng – video 1/3
(4) http://www.youtube.com/watch?v=tjdXpSUDRlw – video 2/3
(5) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/01/14/il-calzascarpe-ii/
(6) http://oggiscienza.wordpress.com/2013/01/15/un-giallo-canarino-ii/
(7) http://www.banchedati.ilsole24ore.com/doc.get?uid=sole-SS20110115018FAA&refresh_ce=1
“Anche nella speranza di avere, nella generazione successiva, meno imprenditori tanto pirla da investire nel moto perpetuo”
Eppure resta l’impressione che anche nella generazione successiva qualcuno disposto ad investire in una frode, una truffa o un imbroglio si finirebbe per trovarlo: pare che ad alcuni scommettere sul farabutto di turno renda meglio che comprare bot.
Ad alcuni e per un tempo limitato.
E, di passaggio, non trovo niente di abominevole nello smascherare le cialtronate dei ciarlatani – anzi.
E.K. Hornbeck,
A quanto ne sappiamo dal rapporto INFN, la certezza granitica di Zoccoli è che il fenomeno della FuF non esiste (sunto mio).
Stranamente, Ascoli65 attacca UniBo che non spende un cent in ricerca FuF da decenni ma non l’ENEA che la finanzia dal 1989 insieme ai raduni dei FuFisti, il cui presidente è un FuFista proclamato che non solo scrive un com. stampa menzognero a nome dell’ente, ma lo archivia sul sito della propria università dopo che sia stato smentito dalla Fondazione Gates.
—
Ascoli65,
Tutti i fisici del DF-UniBo che erano presenti potevano rendersi conto di quanto stava accadendo davanti ai loro occhi.
Mi risulta che davanti ai loro occhi ci fosse “uno schermo Tv di una trentina di pollici” sul quale vedevano solo quello che Rossi voleva far vedere. Quindi link alle foto che mi smentiscono, per favore.
So bene che le misure calorimetriche sono state effettuate da un ricercatore, coadiuvato e consigliato da vari suoi colleghi, e appoggiato dai suoi Direttori,
Lo sa “bene” perché se lo è fatto confermare dai suddetti colleghi e direttori o perché l’ha detto Levi?
Quella di Levi è una testimonianza molto più diretta e credibile rispetto alla smentita della segretaria del DF, resa nota da Krivit solo successivamente
“segretaria del DF” lo ha detto Levi o se l’è inventato lei? S. Storchi era il capo-ufficio stampa, l’unica persona autorizzata a emettere comunicati stampa.
Oltre a Capiluppi, lo ha smentito Braga (e non solo a me), fa parte del complotto anche lui?
Vuoi che non sapesse già da prima della demo, o che non abbia saputo nei giorni immediatamente seguenti, che i giornalisti e la RAI erano lì in virtù di un comunicato stampa che riportava nell’intestazione il nome del suo Dipartimento? L’hai detto tu stesso, quel comunicato era riportato su diversi siti, a prescindere dal loro orientamento. Se fosse stato emesso abusivamente, perché non ha smentito subito la legittimità di quel comunicato?
Non vorrei procurarle un trauma, ma nessuna università al mondo paga centinaia di dipendenti per controllare quello che viene scritto sui blog, men che meno sulla demo organizzata da un ricercatore di infimo rango, e proprio nei giorni in l’uff stampa ha cose ben più importanti da fare.
Lei ha parlato con quelli della RAI per farsi confermare che hanno ricevuto quel com. stampa o sta “supponendo” che nessuno abbia fatto loro una telefonata a nome, per esempio, di Focardi?
Lei ha difficoltà a capire quello che legge, sembra. E.K. Hornbeck NON ha scritto ” un imprenditore che si dedica ad organizzare la sua azienda, competere su un mercato sempre più difficile, assicurare lo stipendio ai suoi dipendenti, pagare le tasse che reggono in piedi il sistema pubblico (comprese le università) meriterebbe di essere rapinato”, bensì
SE un imprenditore e’ tanto pirla da credere davvero al moto perpetuo, inevitabilmente, in un modo o nell’altro, perdera’ il suo denaro… E io penso sia preferibile che questo sia destinato a qualcosa di utile come il finanziamento della ricerca scientifica.
Lei invece auspica che la stragrande maggioranza dei ricercatori sia così cinica e bara da aiutare un imprenditore e i suoi dipendenti a campare rifilando a sprovveduti il tubo Tucker di turno. “Si rende conto di quello che ha detto?”
Si rende conto che da anni lei accusa di collusione, non un imprenditore ipotetico, bensì tutti i dipendenti UniBo, “segretaria del DF” compresa?
“capro espiatorio“: infatti mi chiedo se Levi non sia stato scelto e retribuito per la sua incompetenza, un po’ come i chimici del PoliMi ai tempi della Petroldragon.
una tra le più assurde leggende; Eccezionale, mai sentita dire una cosa del genere con tanta invereconda franchezza ecc. ecc.
LOL! Da che pulpito…
—
CimPy,
“- anzi”: sono stupita anch’io, non avevo “mai sentita dire una cosa del genere con tanta invereconda franchezza”.
“Anche nella speranza”: stupita bis, non pensavo che E.K. Hornbeck fosse un ottimista.
In questa storia dimenticate le responsabilità del Ponzio Pilato della storia: Il governo italiano. Non rispondendo ai solleciti record di Realacci alimenta il clima di incertezza, quando basterebbe un comunicato stampa di due righe per chiarire la questione.
Esempio:
Il governo non intende finanziare o sollecitare ricerche relative ad argomenti di dubbia valenza non riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale e non presenti nella letteratura delle riviste più accreditate. Inoltre non esistono a tutt’oggi modelli teorici in grado di spiegare come le deboli energie dei processi chimici possano innescare eventi in grado di permettere il superamento della barriera coulombiana. L’energia necessaria è di almeno sei ordini di grandezza inferiore. Si invitano pertanto i signori parlamentari a non presentare ulteriori solleciti o interrogazioni su argomenti come la “fusione fredda”, macchine per il moto perpetuo o altre fonti miracolose di energia
A Unibo interessavano solo i 500k tanto che hanno dato corda a Rossi e passato sopra a misure a dir poco superficiali. Rossi ha sfruttato la situazione per pubblicizzarsi per poi mandare tutto all’aria. Unibo ha dovuto comunicare ufficialmente la rescissione del contratto e per non fare figure barbine rilanciare di voler fare le misure sul mamozio gratis. Non ci vedo tanti complotti ma solo un imprenditore furbo da una parte è una università affamata di soldi dall’altra.
Danny Zucco,
sarebbe bello, ma Renzi ha concesso il patrocinio della sua Presidenza a un raduno FuF – c’è poco da sperare.
—
Schnibble,
affamati e spinti da riforme dissennate alle “collaborazioni con il privato”, sicuramente. Ma a parecchi fisici e chimici sarebbe piaciuto lavorarci anche gratis per far fare una figura barbina a chi diceva ai media “abbiamo certificato”.
Ascoli65,
Dimenticavo.
L’inchiesta l’hanno fatta i giornalisti svedesi, che conoscono meglio il loro contesto nazionale (anche perché capiscono lo svedese) ed hanno lavato i panni sporchi in casa loro.
Non è vero che nell’inchiesta della radio svedese e di Oggi scienza Marcus e io – che sono francese – ci siamo occupati soltanto di lavare in casa panni svedesi. Lei sta accusando Marcus di aver truffato la radio svedese e io Oggi Scienza vendendo loro un’inchiesta in Italia che non avremmo fatto – e me di mentire, ma ci sono abituata.
Per la precisione, ci accusa di aver falsificato:
– le registrazioni di magistrati e ambientalisti italiani
– l’analisi e le citazioni dalle mail tra Levi, Rossi e gli svedesi (scritti in inglese…)
– i pareri di scienziati e ingegneri, tra i quali Giancarlo e un premio Nobel…
Si decide a “rendersene conto” e la smette di diffamarci o dobbiamo minacciare una querela?
Via, Guardiana, mantenga il suo proverbiale aplomb – il nocciolo della questione resta quello di sempre:può un truffatore fare un colpo gobbo che dura 5/10/15/30 anni rilanciando di 6 mesi in 6 mesi le cose più folli giurando che son vere mentre si tratta di banali trucchi da prestigiatore nemmeno bravo? E può gente istruita, di buona famiglia, che occupa posizioni nel mondo accademico o imprenditoriale o militare abboccare e restare appesa come una triglia per tanto tempo (e persino oltre)?
In una parola, John Ernst Keely è esistito realmente?
CimPy,
mantenga il suo proverbiale aplomb
adesso ci provo. Sa, Marcus è un giovane free-lance, sulla solidarietà umana la pensa come lei, e qui non può smentire chi lo diffama – e poi stamattina le notizie erano proprio tremende.
@Cimpy
@Ascoli65
il nocciolo della questione resta quello di sempre:può un truffatore fare un colpo gobbo che dura 5/10/15/30 anni rilanciando di 6 mesi in 6 mesi le cose più folli giurando che son vere mentre si tratta di banali trucchi da prestigiatore nemmeno bravo? E può gente istruita, di buona famiglia, che occupa posizioni nel mondo accademico o imprenditoriale o militare abboccare e restare appesa come una triglia per tanto tempo (e persino oltre)?
Onestamente Cimpy, se poni in questi termini la questione qualche dubbio viene. Non è usuale tra l’altro che il truffatore porti in giudizio il truffato e viene spontaneo pensare a qualcuno che muova le trame della storia dietro le quinte. E’ possibile che Ascoli65 si sbagli, ma non mi sembra abbia tutti i torti.
Danny Zucco,
Non è usuale tra l’altro che il truffatore porti in giudizio il truffato
Per truffa no, ma per violazione del contratto succede spesso. In USA serve a ottenere un patteggiamento (confidenziale, tutti salvano la faccia oltre a risparmiare) e funziona perché il truffato non vuol passare per un bersaglio facile.
Nei panni di Rossi, calcolavo una probabilità di patteggiamento alta perché Cherokee ha già problemi di immagine. Colleghi che seguono la finanza non erano d’accordo perché i fondi d’investimento si reggono sulla fiducia in chi li gestisce. Nel loro modello, Darden “would cash in” mostrandosi onesto al punto di passare per un bersaglio facile: ci rimette soldi propri, sacrifica pure la reputazione per non far perdere soldi ad altri e i partner di Cherokee lo ringraziano con un bel golden handshake.
Si può anche giocare al dilemma del prigioniero, di Rossi e Johnson chi spiffera tutto per primo e lascia l’altro ad arrangiarsi?
Crossblogging,
scrive Franchini che qui ha paura di farsi vedere perché E.K. Hornbeck colleziona le sue bufale:
Ho notato con nessuna sorpresa che in tutto il puntiglioso ribattere ad Ascoli non fai mai il nome di Focardi, l’inventore della ff versione Ni-H. Tutto il disdoro viene scaricato sul povero Levi, trasformato nel pulcino nero di UniBoh, forse a causa della capigliatura e delle magliette che indossa.
Noto con nessuna sorpresa che Franchini non “nota” che Ascoli, al quale ribatto, non fa mai il nome di Focardi.
Tutti abbiamo assistito alla tua “muta primaverile” ben descritta da Ascoli:
sei passata nel giro di pochi mesi da essere la principale accusatrice di tutti i fisici del Dipartimento di Fisica presenti alla demo del 14 gennaio 2011 (elencandoli ad uno ad uno), alla loro principale giustificatrice (Levi escluso si intende).
Complottismo puro, Levi è l’unico fisico del DF ad aver partecipato al raggiro di Rossi in cambio di 75 k/euro.
A me pare di conoscere la causa di questo ripensamento, perché a suo tempo io stesso ho ricevuto delle pressioni da parte di un’allieva importante per lasciare fuori Focardi dalla ff di Focardi.
Su di me nessuno ha mai fatto pressione, sanno già che è il modo migliore per non farmi demordere.
Anche i giornalisti d’assalto hanno le loro debolezze.
mai stata d’assalto e son piena di debolezze, per es. trovo più importante denunciare i ciarlatani dei Dip di Medicina – quelli che senza dati clinici annunciano di avere la cura per il cancro, per dirla con Zoccoli – che accanirmi contro un morto o i fisici del DF per compiacere due forcaioli.
La riconversione è stata però troppo vistosa per non essere notata e, purtroppo per te, Ascoli ha buona memoria, trova i link e sa argomentare.
Franchini vede perfino che gli Appennini sono più vecchi delle Alpi… E per ora Ascoli65 spara una “castroneria” via l’altra.
Un osso troppo duro per te.
Sì, certo, com’è noto bulli, logorroici, complottisti e diffamatori mi hanno sempre chiuso il becco.
—
Danny Zucco,
Eh sì, ogni paese ha i propri Scilipoti. La DIA è nota per essere credulona. Pensi che per 30 anni ha finanziato i fisici dello Stanford Institute (ora fanno FuF) che dicevano far esplodere i criceti con la mente.
Aveva scoperto, e la CIA pure, le pubblicazioni di fisici sovietici – tra cui Parkhomov – sulla trasmissione del pensiero a oggetti e animali con l’energia psicotronica. Questa le esce dagli occhi, quindi se lei fissa un criceto con molta insistenza quello esplode…
Se vuol provare anche con un cane o un canarino, e poi dirci cosa pensa della DIA, le saremo tutti molto grati! (CimPy, per favore non dica il contrario.)
Sono curiosa di sapere come risponderà Ash Carter, pare che fosse un fisico molto bravo.
@Ocasapiens
Certo tutto è possibile, ma di cose curiose che portano acqua al mulino di Ascoli65 ce ne sono diverse:
Low Energy Nuclear Reactions (LENR) Briefing
The committee is aware of recent positive developments in developing
low-energy nuclear reactions (LENR), which produce ultraclean,
low-cost renewable energy that have strong national security
implications. For example, according to the Defense Intelligence
Agency (DIA), if LENR works it will be a ‘‘disruptive technology
that could revolutionize energy production and storage.’’ The committee
is also aware of the Defense Advanced Research Project
Agency’s (DARPA) findings that other countries including China
and India are moving forward with LENR programs of their own
and that Japan has actually created its own investment fund to
promote such technology. DIA has also assessed that Japan and
Italy are leaders in the field and that Russia, China, Israel, and
India are now devoting significant resources to LENR development.
To better understand the national security implications of these developments,
the committee directs the Secretary of Defense to provide
a briefing on the military utility of recent U.S. industrial base
LENR advancements to the House Committee on Armed Services
by September 22, 2016. This briefing should examine the current
state of research in the United States, how that compares to work
being done internationally, and an assessment of the type of military
applications where this technology could potentially be useful.
@ OcaSapiens,
visto che vi state alternando in più d’uno a controbattere i miei argomenti, pensavo di rispondere mantenendo l’ordine FIFO (First Input First Output), anche per agevolare chi legge, ma l’ultima tua sbroccata, quella delle 14:11 di oggi (forse dovuta ad un pranzo un po’ pesante), merita la precedenza assoluta.
Quindi siamo arrivati alle minacce di querela? E per di più fatte al plurale (chi sarebbero gli altri)? E questo per quelle due righe che hai estratto dal mio intervento e che, per fortuna, hai ripetuto qui sopra, così che tutti possono facilmente vedere quale nesso può mai esserci tra le mie parole e le accuse di falsificazione che mi rivolgi, e magari uno psicanalista di passaggio potrebbe anche spiegarcelo.
Comunque provo a rispondere a quel poco di ragionevole che si può raccapezzare dalla tua replica. Tu scrivi:
– Non è vero che nell’inchiesta della radio svedese e di Oggi scienza Marcus e io – che sono francese – ci siamo occupati soltanto di lavare in casa panni svedesi.
Innanzitutto facciamo ordine sul numero delle inchieste. La Radio Svedese ha trasmesso un’inchiesta commissionata al giornalista Marcus Hansson e che è andata in onda in 3 puntate il 27, 28 e 30 maggio 2014. Il contenuto delle 3 puntate radiofoniche è riassunto nelle pagine della SverigesRadio (1a,b,c), che indica come reporter il solo Hansson. In rete è pure disponibile la trascrizione integrale in inglese delle 3 puntate (2a,b,c).
Quella che tu hai pubblicato su Oggi Scienza (3a,b,c), e che hai lincato solo oggi e che io non ricordavo al momento della mia precedente risposta (ma che hai fatto bene a rammentarmi adesso), è uscita negli stessi giorni, ma il contenuto degli articoli è diverso dalle trascrizioni delle trasmissioni svedesi.
Quindi per me le inchieste sono due distinte, anche se svolte sullo stesso argomento e pubblicate contemporaneamente e contenenti riferimenti e dichiarazioni incrociate dei due autori. .
Io, tuttavia, mi riferivo all’inchiesta svedese e, come hai riportato tu stessa, ho detto che “l’hanno fatta i giornalisti svedesi, che conoscono meglio il loro contesto nazionale (anche perché capiscono lo svedese) ed hanno lavato i panni sporchi in casa loro.” Ed è esattamente ciò che si evince dal contenuto dai riferimenti che ho lincato.
I 3 sommari delle puntate radiofoniche svedesi (1a,b,c) non citano mai né Bologna, né alcun fisico bolognese, l’unico italiano citato è Rossi. Vengono citati (e criticati): Essen, Kullander, il Royal Institute di Stoccolma, la Royal Swedish Academy of Science, l’Università di Uppsala, l’Elforsk, ecc. A leggere quei resoconti parrebbe che Rossi nel 2007 sia andato direttamente in Svezia e ci sia rimasto ininterrottamente fino al 2014, sviluppando lì il suo Ecat. Tra l’altro la Radio Svedese è così attenta ad evitare intromissioni nelle faccende altrui che nel titolo della terza puntata (“Ricercatori svedesi invitano a viaggiare su e-catalizzatore”) pare attribuire l’intera responsabilità del pasticcio ai suoi connazionali.
La situazione non cambia se si leggono le trascrizioni in inglese (2a,b,c) delle trasmissioni, a parte che sono più lunghe e la lettura è più noiosa. In quelle trascrizioni l’Università di Bologna è citata una sola volta, alla terza puntata, e solo in quanto, essendo menzionata all’interno di un virgolettato, non poteva essere ignorata. Infatti una ricercatrice della Divisione Ricerca della Vattenfall dichiara (2c): “The only thing you can trust today completely is the University of Bologna and University of Uppsala’s analysis. It is rigorously made.” Quindi, come vedi, non dice che si fida di Levi, dice che si fida dell’Università di Bologna, ovviamente!
Tutto il resto (sperando che non mi sia sfuggito qualcosa) è sullo stesso tenore. Hansson, che è uno svedese, se la prende solo con i suoi connazionali, tutti coloro (singoli, istituzioni e società pubbliche) che si sono fatti coinvolgere in un modo o nell’altro nell’affare Ecat, senza eccezioni o riguardi. Non se la prende mica con gli italiani (tranne Rossi ovviamente). Probabilmente perché, pur lavorando attualmente in Germania (4), paga le tasse in Svezia.
Veniamo infine alla tua inchiesta. Hai scritto:
– Lei sta accusando Marcus di aver truffato la radio svedese o Oggi Scienza vendendo loro un’inchiesta in Italia che non avremmo fatto – e me di mentire. Per la precisione, ci accusa di aver falsificato:
– le registrazioni di magistrati e ambientalisti italiani
– l’analisi e le citazioni dalle mail tra Levi, Rossi e gli svedesi (scritti in inglese…)
– i pareri di scienziati e ingegneri, tra i quali Giancarlo e un premio Nobel…
E dove le avrei scritte di grazia queste cose? Ti stai inventando cose molto gravi. Non so se ora. a digestione avvenuta, riesci a rendertene conto.
A proposito di Levi. Ho visto che hai infarcito i TUOI articoli con il suo nome, e sei sempre stata molto attenta a riversare ogni responsabilità su di lui, ma nelle lunghe trascrizioni delle 3 puntate svedesi il suo nome non compare MAI (ammesso che non sia stato tradotto male).
Nel primo articolo (3a) scrivi: “Dal KTH, infatti, avevamo ottenuto le mail riguardanti i test che il prof. Essén aveva scambiato con Mats Lewan, Andrea Rossi, Giuseppe Levi dell’Università di Bologna che effettuava personalmente le misure …” Va bene, e allora? Ho forse detto che quelle mail non le hai avute o che non le hai esaminate? Le valutazioni che ne hai tratta sono tue. Sono obbligato a condividerle? Per quanto mi riguarda ritengo molto più significativi i 3 video della demo del 14 gennaio 2011, quelli apparsi in rete il giorno dopo con il titolo ” Energy Catalyzer – Bologna University Test”. E’ vietato?
Tra l’altro, sempre a proposito di quella demo, mi era sfuggito finora l’inizio del tuo secondo articolo su OggiScienza (3b): “L’11 gennaio alla rivista Ny Teknik arriva una mail in italiano con l’intestazione “Dipartimento di Fisica – Università di Bologna”. Annuncia che il 14 presso lo stabilimento GM, un “ricercatore dell’Università di Bologna” condurrà …”
La cosa è molto interessante. Non sapevo che quel comunicato era arrivato a NyTeknik già in data 11 gennaio. Chissà a quante altre redazioni in giro per l’Europa, o forse per il mondo, sarà stato spedito. Io credevo che gli inviti si fossero limitati solo all’Italia. Però certo che se fosse vero, vorrebbe dire che Lewan nel primo capitolo del suo libro non l’ha raccontata giusta. Infatti lui scrive (5): “A few days after his semi-public presentation in Bologna one of our readers had tipped the newsroom with a link to a blog in Italian. Looking at it, an informal report on Rossi’s work, I had realized quickly that the results were unique, if they were genuine.” Quindi, secondo la sua versione, lui avrebbe saputo della demo di Bologna SOLO DOPO il suo svolgimento, NON PRIMA. A meno che i destinatari della mail a NyTeknik fossero altri suoi colleghi, che non l’anno avvisato in tempo, impedendogli così di essere tra i testimoni diretti dell’evento. Tu che ne dici? Cosa risulterebbe dalle tue mail?
1a – “http://sverigesradio.se/sida/avsnitt/375904?programid=412”
1b – “http://sverigesradio.se/sida/avsnitt/375957?programid=412”
1c – “http://sverigesradio.se/sida/avsnitt/376054?programid=412”
2a – “https://docs.google.com/document/d/1R7TjpyqhD5LyJ6KX1bL9-uHpFyUqDJq4z1solMJ9inA/edit”
2b – “https://docs.google.com/document/d/1YD8KcjqCQGMAnZlWL5Tf2L0F8jEX58j92GpB7CI0XRI/edit”
2c – “https://docs.google.com/document/d/1emLOB9Ksp4lIHkt4pT8Q5FrYC2AuLoHUbYyZtmidpAQ/edit”
3a – “https://oggiscienza.it/2014/05/27/kall-fusion-uninvenzione-impossibile/”
3b – “https://oggiscienza.it/2014/05/28/kall-fusion-uninvenzione-impossibile-ii/”
3c – “https://oggiscienza.it/2014/05/30/kall-fusion-uninvenzione-impossibile-iii/”
4 – “http://www.marcushansson.se/?m=201406”
5 – http://animpossibleinvention.com/chapter_1/
PS per OS: Ho virgolettato i link per evitare la moderazione. Se vuoi puoi rimuovere le virgolette per agevolare l’accesso ai documenti.
Ascoli65,
Quindi siamo arrivati alle minacce di querela?
Non so a quali minacce alluda. Le ho fatto una domanda a nome mio e di Marcus, perché la sua frase
l’inchiesta “l’hanno fatta i giornalisti svedesi, che conoscono meglio il loro contesto nazionale (anche perché capiscono lo svedese) ed hanno lavato i panni sporchi in casa loro
è falsa, infamante e dimostra la sua totale ignoranza del mio mestiere. L’inchiesta è una sola e ci hanno collaborato più testate. Non è vero che Marcus conosce la situazione locale, vive all’estero da vent’anni, si occupa di inquinamento nei paesi poveri e aveva saputo della Petroldragon, non dell’e-cat.
Nella divisione del lavoro, a me toccava verificare i claims di TPR e come gli autori svedesi ci erano arrivati. E’ la parte dell’inchiesta su cui si basano le domande e le affermazioni di Marcus, uscita in italiano su Oggi Scienza.
Abbiamo fatto un’inchiesta in Italia proprio perché i panni si sono sporcati qui, dalla Petroldragon in poi. E l’abbiamo fatta davvero, senza truffare chi ce la pagava come insinua lei, come se Marcus fosse rimasto a Stoccolma per mesi e avesse falsificato le sue note spese!
A proposito di Levi. Ho visto che hai infarcito i TUOI articoli con il suo nome
Altra falsità infamante. Cito tutti quelli che si scambiano mail per discutere dei dati raccolti per i TPR che poi firmeranno (meno Rossi, Lewan e un prof svedese). E come tutti possono vedere, riverso le responsabilità su quelli che non contestano i dati implausibili se non assenti di Rossi e Levi
Le valutazioni che ne hai tratta sono tue.
Altra falsità infamante. Non mi sono mai spacciata per scienziata o ingegnere, faccio la science reporter, riuscirà un giorno a capirlo?
Sono quelle dei miei consulenti, approvati dalla radio che ne ha nomi, mail ecc. nel caso di contestazioni sui loro pareri inseriti nel copione.
Sono obbligato a condividerle? Per quanto mi riguarda ritengo molto più significativi i 3 video della demo del 14 gennaio 2011
De gustibus, a me quelli che senza dati dicono di avere la cura per il cancro non sono mai piaciuti.
L’11 gennaio alla rivista Ny Teknik arriva una mail in italiano
Così risulta a un’altra testata che collaborava all’inchiesta e che ha curato la trasmissione su l’e-cat nei media, con Lewan, Marcus e altri.
Non so se altri giornali stranieri hanno ricevuto il falso com. stampa. A Bologna c’era solo la cronaca locale, mi sembra.
Ho virgolettato i link per evitare la moderazione
buona idea.
Lei come chiama quelli che senza dati clinici annunciano di avere la cura per il cancro? (bis). Visto che svicola, le faccio un esempio: Geerd Hamer, il condannato per omicidio plurimo dei suoi pazienti.
Anzitutto, chi non ha pensato subito ad una boutade da parte di Sylvie? Lei, minacciata di querela ogni 3×2 dal bru-bru di turno, che minaccia querele? Via, non è credibile se non come un fare il verso a certi fusionisti e ad alcuni sostenitori di una fisica quantica alternativa persino alla quantistica stessa…
Per un’altra questione, invece:
“Onestamente Cimpy, se poni in questi termini la questione qualche dubbio viene”
Sei forte in Storia, Danny Zucco? Questo – per esempio – è andato avanti per 25 anni. Hai presente Fleischmann e Pons? Sai che poi hanno proseguito in un laboratorio associato alla Toyota? Pons è andato avanti 6 anni a non fondere una cippa, dopo aver fatto spendere all’associata 12 milioni di sterline (ed erano stati sbugiardati in mondovisione in meno di due mesi…).
La Storia è piena di imbroglioni che restano saldamente al loro posto anziché fare un solo colpo e sparire. Di norma la fanno pure franca, o comunque pagano sempre meno di quel che meriterebbero e riescono praticamente sempre a far sparire il bottino.
Ma che te lo dico a fare – non è la prima volta, no?
@ E.K.Hornbeck, (in risposta al tuo commento del 10 agosto 2016 alle 00:56)
– Quindi nelle parole di Zoccoli, secondo te, non c’e’ “nessuna riserva”? “né cautela”? Neppure “un piccolo ‘se'”? Nessun “condizionale”? Davvero “niente di tutto questo”?
No, non ce n’è nessuno che riguarda la produzione di calore. Lo vedi pure da solo.
– Davvero tu percepisci in quelle parole la certezza granitica di Zoccoli che quell’aggeggio avrebbe prodotto 15 volte tanto l’energia in ingresso? E che questa certezza verrebbe espressa in maniera “lapidaria”?
Certo che “appare” così. Perché quella di Zoccoli a galileo.net non è l’unica dichiarazione pubblica di un membro del DF in cui è stata espressa assoluta certezza sulla presenza del calore in eccesso. Se hai la pazienza di leggere il link n.1 al mio primo commento ne trovi 13, che sono solo una parte di quelle rilasciate nel 2011. Quasi tutte quelle dichiarazioni sono fatte con lo stampino: assoluta certezza sul calore prodotto + qualunque altra cautela riservata esclusivamente alla reale natura del fenomeno. Il mix ideale per giustificare una lunga ricerca sul “coso”.
Ti faccio un altro esempio, che riguarda sempre l’allora direttore dell’INFN di Bologna. Lo stesso giorno della dichiarazione a galileo.net, il 19 gennaio 2011, appare in rete un’altra sua intervista (1) in cui dice (neretto mio): “Una persona saggia, prima di urlare al miracolo, si preoccuperebbe di trovare una spiegazione scientifica valida. Allo stesso modo, venerdì ho visto la produzione di 15KiloWatt per mezz’ora. Effettuando misure sistematiche di lunga durata (dell’ordine di mesi o settimane) in cui si misura sia l’energia in ingresso e in uscita, sia eventuali prodotti nucleari, allora a quel punto posso accettare che si possa trattare di una reazione nucleare.” Ora qui ci sono tutte le cautele che vuoi, che tra l’altro servono anche a dare al lettore l’impressione di avvedutezza, ma nella parte evidenziata che riguarda i kW rispunta fuori il modo indicativo: “ho visto”, senza “se” e senza “ma”. Esprime solo dubbi che si tratti di una reazione nucleare. E infatti non si tratta di una reazione nucleare, ma di dati inventati e lui, nella sua posizione, come poteva non essersene accorto?
Lo schema si ripete pari pari nelle conclusioni del report calorimetrico con il logo UniBo (link n.2 al commento 9 agosto 2016 alle 19:05) e pubblicato 5 giorni dopo le interviste a Zoccoli (neretto aggiunto): The amount of power and energy produced during both tests is indeed impressive and, together with the self sustaining state reached during [Test 1] could be an indication that the system is working as a new type of energy source of unknown origin. The short duration of the tests suggests that is important to make more long and complete experiments. An appropriate scientific program will be draw.
Lo vedi? Com’è la quantità di calore ed energia? “IS indeed impressive”! Dove viene impiegato il “could”? Viene impiegato per avanzare l’ipotesi che potrebbe trattarsi di “a new type of energy source of unknown origin”. Il problema però è che ad essere stata taroccata è proprio la misura del calore in uscita, cioè quella che i fisici di Bologna garantiscono essere assolutamente certa, ma di dubbia origine. Quindi si arriva alla conclusion delle conclusioni: “the tests suggests that is important to make more long and complete experiments. An appropriate scientific program will be draw.” Bingo!
E per quanto riguarda i cittadini italiani a cui viene rifilato il tutto? Gli tocca, come spesso accade, non fidarsi di chi si dovrebbero fidare ad occhi chiusi e arrangiarsi da soli per capire come stanno le cose, senza però mettersi a cavillare troppo sui blog a proposito delle misure farlocche, che se salta il contratto con Rossi (“concretamente e provatamente”, si intende), rischiano pure la querela.
Pare, tra l’altro, che la querela si rischi anche se si mettono in discussione le narrazioni a posteriori, proposte sulla stampa italiana.
(1) http://daily.wired.it/news/scienza/fusione-fredda-bologna.html?page=1
@ Ascoli65
Chiunque non sappia che si ritroverà tre giorni […] che non a quella della segreteria del DF.
Stai svicolando.
La mie domande erano semplici e richiedevano una risposta secca: si’ o no.
Tu puoi *dimostrarmi* che quel comunicato era correttamente e legittimamente emesso a nome per conto di UniBo?
Puoi indicarmi un link a un sito di UniBo che riporta quel comunicato?
Attenzione: non sto dicendo che molti del Dipartimento di Fisica non fossero coinvolti.
Sto solo cercando di chiarire se quel comunicato e’ o non e’ un comunicato ufficiale dell’Universita’ di Bologna (o di un suo Dipartimento) o meno.
Se sostieni che quello e’ un comunicato ufficiale del Dipartimento di Fisica ma non riesci a provarmelo, allora non vedo che differenza c’e’ tra te e Passerini.
So bene che le misure calorimetriche sono state effettuate da un ricercatore, coadiuvato e consigliato da vari suoi colleghi, e appoggiato dai suoi Direttori, e non dall’istituzione Università,
Bene: questo e’ proprio quello che volevo chiarire.
Quindi smentisci te stesso quando, a un’affermazione di Cimpy relativa a misure effettuate dall’Universita’ (“l’università è rea di essersi prestata a fare misure (che non ha fatto)”) hai ribattuto “le misure le ha fatte eccome”.
Eccezionale, mai sentita dire una cosa del genere con tanta invereconda franchezza.
“Invereconda” dillo a tua sorella.
Se non apprezzi la franchezza, e’ un problema tuo.
E se nessuno ti parla con franchezza, e’ un problema, sempre tuo, ancora maggiore.
Quindi per te un imprenditore italiano, uno delle migliaia che si dedica ad organizzare la sua azienda, competere su un mercato sempre più difficile, assicurare lo stipendio ai suoi dipendenti, pagare le tasse che reggono in piedi il sistema pubblico (comprese le università), meriterebbe di essere rapinato solo perché non conosce il moto perpetuo o, aggiungo io, le reazioni nucleari?
Impara a leggere.
Non affermo che “merita”. Affermo che avverra’. Inevitabilmente.
Perche’, come sanno bene i britannici, a fool and his money are soon parted.
Ovvero, essere cretini non e’ compatibile con l’imprenditoria.
E credere nel moto perpetuo al punto da investirvi somme rilevanti di denaro e’ essere cretini.
Ma ti rendi conto di quello che hai detto?
Io si’.
E tu?
Che strilli come un’aquila quando qualcuno usa il termine “truffa” in relazione alla vicenda ECat ma che proponi come alternativa che un intero dipartimento universitario sia consapevolmente coinvolto in un complotto per tranquillizzare l’opinione pubblica diffondendo false speranze?
Io spero vivamente che solo una esigua, e gretta, minoranza dei ricercatori pubblici, accademici o meno che siano, osi pensare una cosa del genere.
Spera quel che vuoi ma non illuderti che l’universo si uniformi alle tue speranze.
Una buona parte delle aziende italiane sono nate da intuizioni di persone che hanno dedicato il loro tempo a provare e riprovare per conto loro, spesso senza una cultura scientifica adeguata alle spalle, ma con tanta buona volontà e passione
Persone spesso ignoranti ma non cretine.
E scaltre al punto da avere un’istintiva base di scetticismo tale da non farsi imbrogliare dal primo imbonitore che passava proponendo una macchina del moto perpetuo.
Altrimenti non sarebbero state in grado di costruire quelle aziende.
Credo che meritino di essere ben consigliati ed aiutati, se necessario dietro adeguato e giustificato compenso, dalle strutture pubbliche di ricerca, ma mai considerati dei pirla da spennare.
Aiutati? Nei limiti del ragionevole.
Consigliati? Certo.
Ma se insistono?
Se un imprenditore e’ tanto cretino da insistere a farti provare il suo macchinario anche dopo che gli hai spiegato chiaramente che il moto perpetuo violerebbe il principio di conservazione dell’energia?
Stiamo parlando di imprenditori, non di bambini delle elementari.
Certo che “appare” così. Perché quella di Zoccoli a galileo.net non è l’unica dichiarazione pubblica di un membro del DF in cui è stata espressa assoluta certezza sulla presenza del calore in eccesso. Se hai la pazienza di leggere il link n.1 al mio primo commento ne trovi 13, che sono solo una parte di quelle rilasciate nel 2011. Quasi tutte quelle dichiarazioni sono fatte con lo stampino: assoluta certezza sul calore prodotto + qualunque altra cautela riservata esclusivamente alla reale natura del fenomeno. Il mix ideale per giustificare una lunga ricerca sul “coso”.
Stai svicolando di nuovo.
La mia domanda era relativa alla seguente affermazione di Zoccoli
Per ora è come se qualcuno dicesse “ho trovato la cura per il cancro”. Benissimo. Potrebbe essere vero o no, ma per verificarlo è necessaria una lunga serie di sperimentazioni e studi clinici. Qui la situazione è la stessa: c’è stata una dimostrazione – relativamente breve, per la verità, una mezz’ora in tutto – in cui gli autori hanno presentato una macchina che in teoria produce energia in quantità rilevante. L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole. Ma come ho detto, il risultato deve essere riproducibile. Gli autori dicono che l’intenzione di fare ulteriori misure e verifiche c’è. Ma non hanno specificato né il come, né il quando
Prova a focalizzare.
Tu da questa affermazione hai estratto solamente
L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole
e hai affermato
Zoccoli, in quell’intervista, è estremamente chiaro: “L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole.” Lo vedi? Tutto è scritto in modo “indicativo”, tempi “passato prossimo” e “presente”, c’è pure un “effettivamente” e un “notevole”. Nessuna riserva, né cautela, che so, un piccolo “se”, un condizionale, niente di tutto questo. E’ una frase lapidaria: l’eccesso di energia (sorvoliamo sui kWatt) c’è ed è tanto. A meno che tu non voglia credere che i tuoi colleghi di galileo.net abbiano riportato parole diverse da quelle pronunciate dal direttore dell’INFN di Bologna
Prova a focalizzare.
Hai scritto “in quell’intervista e’ estremamente chiaro“.
Non citarmi una sequela di *altre* dichiarazioni, scelte appositamente per dimostrare la tua tesi.
Hai scritto “in quell’intervista e’ estremamente chiaro“.
Non svicolare per cercare di nascondere la tua malafede nella selezione di quella particolare frase in un contesto che ti smentisce.
Hai scritto “in quell’intervista e’ estremamente chiaro“.
Ripeto e prova a focalizzare.
Le mie domande erano relative al seguente frammento dell’intervista a Zoccoli.
Per ora è come se qualcuno dicesse “ho trovato la cura per il cancro”. Benissimo. Potrebbe essere vero o no, ma per verificarlo è necessaria una lunga serie di sperimentazioni e studi clinici. Qui la situazione è la stessa: c’è stata una dimostrazione – relativamente breve, per la verità, una mezz’ora in tutto – in cui gli autori hanno presentato una macchina che in teoria produce energia in quantità rilevante. L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole. Ma come ho detto, il risultato deve essere riproducibile. Gli autori dicono che l’intenzione di fare ulteriori misure e verifiche c’è. Ma non hanno specificato né il come, né il quando
Le ripeto.
Davvero nelle parole di Zoccoli, secondo te, non c’e’ “nessuna riserva”? “né cautela”? Neppure “un piccolo ‘se'”? Nessun “condizionale”? Davvero “niente di tutto questo”?
Davvero tu percepisci in quelle parole la certezza granitica di Zoccoli che quell’aggeggio avrebbe prodotto 15 volte tanto l’energia in ingresso? E che questa certezza verrebbe espressa in maniera “lapidaria”?
@Cimpy
Non ti viene il dubbio che le ipotesi di Ascoli65 siano più credibili della banale truffa di un venditore di fumo in grande di gabbare così tante persone e con così poco ?
E’ possibile che mi sbagli, per carità, ma Il curioso rapporto del “COMMITTEE ON ARMED SERVICES HOUSE OF REPRESENTATIVES” ad esempio sembrerebbe dare ragione ad Ascoli65.
Danny Zucco,
Se Ascoli65 dice che ogni paese ha i suoi Scilopoti, quel documento gli dà senz’altro ragione. Il comitato per le Forze Armate ha votato pure questa mozione:
Delists the Lesser Prairie Chicken from the Endangered Species Act for a period of 5 years to allow states to implement range-wide conservation plan. Delists the American Burying Beetle from the ESA., p. 652
A proposito se come le Forze Armate USA lei vuol fare esplodere qualche nemico con la mente, va bene anche un tetraone o un necroforo americano, come allenamento…
—
CimPy
a proposito di un genio italiano che gabba un intero governo straniero, militari in primis,con niente, gliela racconta lei a Danny Zucco la storia degli aerei sniffatori? O per non prendersela sempre con gli italiani, quella dell’antenna per le palline da golf e quanti morti ha fatto in Iraq?
@ Cimpy
Eppure resta l’impressione che anche nella generazione successiva qualcuno disposto ad investire in una frode, una truffa o un imbroglio si finirebbe per trovarlo
Certo che si’.
Puoi migliorare la cultura scientifica quanto vuoi, ma la madre dei cretini e’ sempre incinta.
E se e’ vero che un cretino molto difficilmente riesce ad accumulare un capitale sufficiente a trasformarsi in imprenditore, nulla gli impedisce di ereditarlo (e disperderlo).
@ Oca Sapiens
“Anche nella speranza”: stupita bis, non pensavo che E.K. Hornbeck fosse un ottimista.
Ebbene si’: saltuariamente anch’io indulgo nel vecchio vezzo dell’ottimismo.
Pensi che una volta ero persino convinto che Franchini potesse ammettere i propri errori.
Franchini vede perfino che gli Appennini sono più vecchi delle Alpi…
… e che Marte e’ privo di atmosfera, e che i nazisti, nel ’40, non sapevano dell’esistenza del radar, e che la Terra verra’ ridotta a una palla da biliardo dalla termodinamica e (sopratutto) che lui non si intromette nei campi di competenza altrui.
“Non ti viene il dubbio che le ipotesi di Ascoli65 siano più credibili della banale truffa di un venditore di fumo in grande di gabbare così tante persone e con così poco?”
No. Che poi nella sua impresa abbia trovato alcuni soci, spalle e comparse anche blasonate, è indubbio. Ma che tutta questa storia dell’E Cat sia solo una banale truffa messa in atto e sospinta da alcuni per mero interesse (per lo più squisitamente monetario) è più che evidente e resta comunque infinitamente più probabile di una manovra di alte o altissime sfere unite in un’associazione mondiale che miri a ingannare quanta più gente possibile perché non si preoccupi della prossima fine delle risorse fossili e continui a far girare il mondo come già lo sta facendo.
Insisto che questa seconda ipotesi, non solo per la sua mera assurdità intrinseca, ma anche per l’assurdo di teatrini così scadenti (per materiale attori e comunicati) a fronte di un Consiglio di Grigi Mondiale che si ipotizza tanto in accordo da condividere una simile strategia (evidentemente prioritaria) eppure da investirci così poco, non sta in piedi per nulla.
Invece di affaristi avidi e di scalatori di business purchessia è pieno il mondo a tutti i livelli, come pure di allocchi, e l’idea che un volpone riesca a trovare i compagni (anche temporanei) di squadra giusti e sufficienti speranzosi a battergli le mani (siano essi tordi credenti o monete false o Giani bifronte) per le sue esigenze continua a sembrarmi un fatto perfettamente normale e anzi estremamente probabile.
Caso vuole che la Storia sia piena di esempi simili, si tratti di inventori di ruote perpetue, di orbi fluttuanti o energetici, di energie quantiche in perline o in cerotti, di cure miracolose grazie all’acqua fresca (che tutto ricorda purché sia buono) o grazie alle staminali anche in preparati che non ne contengano.
Può cambiare l’oggetto, ma la trama è sempre quella, in due copioni:
a) per gli allocchi: dammi i tuoi soldi e io salverò te, la tua famiglia e il mondo intero
b) per i volponi: dammi i tuoi soldi (o il tuo sostegno) e io li moltiplicherò per te grazie a questo trucco che venderò a gente ancora più ricca e avida (o semplicemente molto meno furba di te) – soddisfatti o rimborsati in 3/6/12 anni
Da notare che ad alcuni (pochi) volponi che hanno investito con Rossi o lo hanno aiutato a raggiungere la fama necessaria, finora è andata parecchio bene, anche se nessun G8 o G12 si è mosso per loro.
@ OcaSapiens, [in risposta al tuo commento del 10 agosto 2016 alle 01:44]
– Se lei non capisce che cosa vuol dire “nel video “Energy Catalyzer – Bologna University Test”, l’unico fisico del DF che vede qualcosa da vicino è Levi. E in altre foto e video”, non so come aiutarla.
A parte il fatto che nella stanzina del test hanno stazionato permanentemente 3 fisici di UniBo e non solo Levi e che tutti i presenti nel salone sono entrati per qualche minuto in quel locale come detto da Rossi (video 2/3 a nel secondo video a t=1:52): “Grazie infinite per la vostra presenza. Io spero che tutti quanti abbiano potuto entrare e io spero di essere riuscito a spiegare a tutti il funzionamento del reattore. [si guarda attorno] Mi sembra di sì.
Il punto principale è che DF e INFN hanno collaborato alla messa a punto di quelle misure, come detto chiaramente da Levi al cospetto dei rispettivi direttori (a meno che non fossero delle controfigure) e le altre 4 persone (tutti professori universitari di fisica di lunga esperienza!) che insieme a Levi avrebbero dovuto costituire il gruppo incaricato di studiare per 2 anni il “coso” erano già stati individuati ed erano lì presenti. Aggiungendo Focardi e Stremmenos c’erano in tutto 9 docenti (o ex) universitari. Prima e dopo la fase pubblica dell’evento, immagino che avranno potuto muoversi a piacimento dentro e fuori il laboratorio. Tutti sapevano che un aggeggio che moltiplica i kW di potenza è qualcosa che si situa tra lo straordinario e l’impossibile (molto più vicino al secondo), tutti sapevano come sarebbe stato calcolato il calore prodotto (entalpia specifica x portata di refrigerante), non ci voleva molto ad appurare le caratteristiche dei soli 2 strumenti su cui erano basate queste misure e accorgersi che non corrispondevano con quelle fornite.
– Lei come chiama quelli che senza dati clinici annunciano di avere la cura per il cancro?
Appunto. Tu come li chiami? Forse, tenuto conto delle implicazioni epocali della scoperta, nello stesso modo di coloro che insegnando fisica all’università dichiarano perentoriamente ai media, e quindi alla pubblica opinione, di essere stati testimoni del fatto che un’apparecchiatura alimentata con 1 kW ne ha prodotti 15 volte tanto?
– Facile, l’aveva spifferato Rossi, e anche la cronaca locale: E al termine Rossi conclude: “Si sono consumati 600Wh e se ne sono prodotti 12mila Wh”
Hai toppato, ancora una volta.
A parte il fatto che il compito che si erano assunti pubblicamente il DF e l’INFN (di cui Zoccoli era il direttore a Bologna) era quello di verificare accuratamente le effettive prestazioni dell’apparato e non di fare da portavoce delle dichiarazioni del suo presunto inventore, uno dei valori che fino ad allora era circolato per la potenza in ingresso era proprio 600 W (sorvoliamo sulle unità di misura fantasiose aggiunte poi dai giornalisti), che poi era lo stesso (6-700 W) dichiarato da Rossi (ma con numeri approssimati anticipati dai professori) ai giornalisti presenti in sala. Ma Zoccoli parla di 1 kW, proprio il valore (a meno dell’arrotondamento ad uso stampa) del consumo medio riportato 5 giorni dopo da Levi sul suo report calorimetrico, che era risultato di 1022 W. Quindi Zoccoli era probabilmente in stretto contatto con Levi e forse stava seguendo la preparazione del suo report calorimetrico, come mi parrebbe ovvio e doveroso dato che il suo Istituto era pubblicamente coinvolto in quella storica impresa. E tra l’altro concorda con quanto riferito da Levi nell’intervista a Krivit del giugno 2011 (1): “Actually the work was done in group. We have written different reports, but the work was … There was a cross check in our group on what we were writing.”
– Che cosa vuol dire “concretamente e provatamente” secondo lei?
E cosa c’entra! Secondo te oltre a minacciare di denuncia tutti coloro che stavano commentando risultati scientifici straordinari (per la fisica ed i potenziali impatti sul pianeta) e resi pubblici proprio da membri del suo Dipartimento, avrebbe potuto anche adire contro di loro per motivi “non concreti” e “non provati”?
– nella sua idea di stato di diritto è abominevole dire che i ciarlatani uccidono i pazienti o che un ricercatore partecipa a un raggiro.
Come al solito giochi con le parole. Sostenere in generale e su basi statistiche che “i ciarlatani uccidono i pazienti” è sacrosanto. In più, per chi è a conoscenza di fatti e persone precise è doveroso segnalarlo alla magistratura che appurerà come stanno i fatti, servendosi del giudizio di esperti, solitamente reclutati nelle Università (ragione in più cui le dichiarazioni pubbliche degli universitari devono essere improntate alla massima onestà intellettuale, sempre!).
Sostenere invece pubblicamente su web che “UN ricercatore partecipa ad UN raggiro” specificando il nome dell’interessato, in assenza di qualsiasi giudizio da parte dell’autorità giudiziaria, è, a mio giudizio, abominevole.
– Per fortuna non è vero e lei lo sa perché da anni accusa UniBo, e adesso Zoccoli, di partecipare al raggiro di Rossi in cambio di un contratto che secondo lei non andava approvato. Perché non andava approvato?(bis)
No, non denuncio raggiri, sto denunciando da anni la scorrettezza scientifica di una parte autorevole e consistente dei membri di un Dipartimento di Fisica che hanno dichiarato, senza mezzi termini, di aver misurato/appurato/toccato con mano la moltiplicazione a due cifre dei kW di potenza da parte di un aggeggio posto su un tavolino. La scorrettezza principale non consiste nell’aver preso una cantonata, cosa umana anche se in questo caso biasimevole considerando il ruolo di chi l’ha presa e l’assurdità delle dichiarazioni fatte, ma nel non aver MAI, dico MAI, rettificato quelle dichiarazioni al punto che esse rappresentano l’ultimo argomento rimasto ai sostenitori della realtà dell’Ecat, come dimostra uno degli esempi più recenti (2): “Io ho semplicemente dato testimonianza di quello che riferivano Focardi, Levi, Ferrari ecc. che avevano testato (in test privati e pubblici) il funzionamento dell’E-Cat. Ovviamente – a differenza di oche, ramani, cimpi, barnei, sciaini e altra fauna patoscettico-popolar-trollesca varia – considero tali tester ultraqualificati e competenti.”
Il contratto non andava approvato perchè non era stato prodotto calore in eccesso.
– Sta cercando di farla lei da 5 anni ripetendo che l’intera UniBo è coinvolta.
Non ho mai detto che nell’affare Ecat è coinvolta l'”intera UniBo”. Questi sono i giochini di parole che usi tu. Semmai ho detto che la faccenda Ecat coinvolge la reputazione di UniBo e ciò principalmente, ma non solo, per via di un report, quello calorimetrico del gennaio 2011, che riporta in prima pagina il suo logo e il cui contenuto non è mai stato smentito. Da più di 5 anni e mezzo, per la precisione.
Per quanto riguarda la pubblicità che ne deriva, questa potrebbe arrivare abbondante quando, e se, inizierà il processo relativo alle azioni legali in corso in Florida e di cui tu hai dato notizia in questo post, ovviamente dimenticandoti di precisare che la Risposta IH di cui parli cita anche la “Bologna University”.
– Lei sa che il DF ha smentito di averlo emesso, ma continua a fare disinformazione lo stesso.
Levi ha detto a Krivit una cosa diversa, la sua dichiarazione è riportata in un video e la possono ascoltare tutti. Ho già spiegato a Hornbeck per quale motivo le dichiarazioni di Levi mi sembrano più credibili. Cosa si siano detti per davvero Levi e il suo direttore lo sanno solo loro, ma noi conosciamo la versione di uno dei due. Questa versione potrebbe essere anche compatibile con la mancata registrazione ufficiale del comunicato e quindi con quanto detto a Krivit dall’ufficio stampa UniBo (che erroneamente ho scambiato in precedenza per la segreteria DF), ma si tratterebbe solo di una carenza formale e non sostanziale. Sta di fatto che il comunicato con l’intestazione DF-UniBo esiste in rete da 3 giorni prima della demo, tutti quelli che si sono interessati alla vicenda l’hanno letto (e quindi lo conoscevano anche molti, se non tutti, i fisici di UniBo) e risulta smentito solo in una mail indirizzata privatamente a Krivit oltre 6 mesi più tardi.
(1) http://www.youtube.com/watch?v=ld7Z1FHupZc&t=1m51s
(2) http://22passi.blogspot.com/2016/05/andrea-rossi-strategie-discutibili.html?showComment=1463054860889#c3542582337575836334
Ascoli65,
Uso anch’io il FIFO, buona idea. Lei scrive il 10 agosto 2016 alle 23:23
A parte il fatto che nella stanzina del test hanno stazionato permanentemente 3 fisici di UniBo e non solo Levi
Nomi, link al video, e link a dove dichiarano di aver effettuato o registrato misure, please
e che tutti i presenti nel salone sono entrati per qualche minuto in quel locale come detto da Rossi
Qualche minuto su 30’ insufficienti, secondo Zoccoli (tutti, in realtà)
al cospetto dei rispettivi direttori
link al video con la risposta dei direttori, please
altre 4 persone che insieme a Levi avrebbero dovuto costituire il gruppo incaricato di studiare per 2 anni
link al documento precedente al 14.1.2011 sulla costituzione del gruppo, please
non ci voleva molto ad appurare le caratteristiche dei soli 2 strumenti su cui erano basate queste misure e accorgersi che non corrispondevano con quelle fornite.
Link alle dichiarazioni autografe in cui i 7 fisici di UniBo affermano il contrario, please
il compito che si erano assunti pubblicamente il DF e l’INFN
link al video o documento in cui il DF e l’INFN se lo assumono, please
Zoccoli parla di 1 kW, proprio il valore (a meno dell’arrotondamento ad uso stampa) del consumo medio riportato 5 giorni dopo da Levi sul suo report calorimetrico, che era risultato di 1022 W.
LOL! prima secondo lei Zoccoli fornisce i valori esatti del resoconto, adesso ne sbaglia 2 su 2.
il suo Istituto era pubblicamente coinvolto in quella storica impresa.
Link al documento INFN in cui è precisato che qualunque evento visto da un suo dirigente su uno schermo implica il coinvolgimento dell’INFN in quell’evento, please
the work was done in group. We have written different reports,
Link ai report scritti da altri fisici del DF e/o INFN presenti il 14.1.2011, please
oltre a minacciare di denuncia tutti coloro che stavano commentando risultati scientifici straordinari
Lei continua a non capire o forse fa apposta, non lo so. Capiluppi scrive che il DF non risponderà alle contestazioni, non che esse siano di per sé dannose. Invece precisa “Fatto salvo” il ricorso alla denuncia in caso di danni comprovati. Domande numerate per sua comodità:
1. In caso di danni comprovati a un ente pubblico recati via stampa, per legge la denuncia è obbligatoria o facoltativa?
2. Chi viene denunciato?
3. Capiluppi scrive alla redazione di Query o ai commentatori?
Sostenere invece pubblicamente su web che “UN ricercatore partecipa ad UN raggiro” specificando il nome dell’interessato, in assenza di qualsiasi giudizio da parte dell’autorità giudiziaria, è, a mio giudizio, abominevole.
Meno male che sulla libertà di stampa e di opinione, gli autori della Costituzione italiana e “l’autorità giudiziaria” non la pensano come lei. Cmq grazie della franchezza, in democrazia pochi sono disposti a vantarsi di opinioni così “invereconde”.
sto denunciando da anni la scorrettezza scientifica di una parte autorevole e consistente dei membri di un Dipartimento di Fisica che hanno dichiarato, senza mezzi termini, di aver misurato/appurato/toccato
Finora ha denunciato la scorrettezza di Levi, Rossi, Ferrari, cronisti e Passerini, con un’accuratezza per la quale la ringrazio di nuovo (se solo mi aiutasse facendo altrettanto nel caso dei 300 bambini autistici usati come cavie da un ricercatore di Napoli2, accidenti alla sua fissazione con il DF e UniBo!).
Ma c’è una cosa che non capisco: perché li ritiene una parte consistente e autorevole del DF?
Il contratto non andava approvato perchè non era stato prodotto calore in eccesso.
Immaginavo, ma non capisco perché.
Secondo lei, un fisico del DF deve confermare o smentire pubblicamente un eccesso di calore senza che il DF abbia i dati sperimentali, ottenuti con misure corrette, meglio se pubblicati su rivista o presentati e discussi in una conferenza tra pari? O un ricercatore che fa così si comporta come Geerd Hamer e tutti quelli che dicono senza dati di aver la cura per il cancro?
Non ho mai detto che nell’affare Ecat è coinvolta l'”intera UniBo”.
Dall’inizio e ancora adesso, come le ha fatto notare E.K. Hornbeck.
dimenticandoti di precisare che la Risposta IH di cui parli cita anche la “Bologna University”.
LOL, ci è cascato di nuovo! Potrebbe per favore cercare di “rendersi conto” che a) i motori di ricerca esistono da decenni; b) abbiamo imparato a usarli; c) il mio (brevissimo) post riguarda la causa Rossi-IH, non la storia dell’e-cat a UniBo; d) storia che ho già raccontato al punto di sembrare fissata quanto lei?
Sta di fatto che il comunicato con l’intestazione DF-UniBo esiste in rete da 3 giorni prima della demo
Link please
tutti quelli che si sono interessati alla vicenda l’hanno letto
tutti chi e l’hanno letto quando?
(e quindi lo conoscevano anche molti, se non tutti, i fisici di UniBo)
A quanti fisici di UniBo (assenti alla demo) lo ha chiesto? I nomi non servono, vorrei solo sapere se il suo campione è statisticamente più rappresentativo del mio.
risulta smentito solo in una mail indirizzata privatamente a Krivit oltre 6 mesi più tardi.
Falso, ma LOL bis! Adesso accusa pure Krivit di violare la legge sulla privacy.
E’ la smentita ufficiale dell’unica persona autorizzata a darla oltre a Capiluppi, prorettori e rettore. Infatti è stata pubblicata su un giornale, come ho fatto con quella di Capiluppi (e molte altre).
@ Danny Zucco
Non ti viene il dubbio che le ipotesi di Ascoli65 siano più credibili della banale truffa di un venditore di fumo in grande di gabbare così tante persone e con così poco ?
Se davvero vuole una decente risposta a questa domanda dovrebbe prima formalizzare, con precisione, “le ipotesi di Ascoli65”.
E comunque… l’ipotesi di un venditore di fumo in grado di gabbare cosi’ tante persone non mi sembra solamente credibile; mi sembra estremamente credibile.
Ha idea di quanti compratori di fumo — entusiasti, per di piu’ — ci sono in giro?
E non risponda basandosi sul fatto che io non sono ancora riuscito a vendere la Fontana di Trevi o il mio impianto di produzione di acqua liofilizzata.
Il problema e’ che io sono, oggettivamente, un pessimo venditore: quando mento non riesco a trattenermi dal ridere e dall’esclamare cose come “e se ti bevi questa sei proprio un deficiente”.
@ Ascoli65
Sta di fatto che il comunicato con l’intestazione DF-UniBo esiste in rete da 3 giorni prima della demo, tutti quelli che si sono interessati alla vicenda l’hanno letto (e quindi lo conoscevano anche molti, se non tutti, i fisici di UniBo) e risulta smentito solo in una mail indirizzata privatamente a Krivit oltre 6 mesi più tardi.
Davvero?
Solo da una mail indirizzata privatamente a Krivit?
La seguente non ti sembra una smentita?
L’Università di Bologna – in riferimento al servizio pubblicato su FoxNews.com e a diversi articoli usciti nelle ultime settimane – precisa di non essere coinvolta negli esperimenti sull’E-Cat condotti dalla società Leonardo Corp. di proprietà di Andrea Rossi.
Attenzione: non sto dicendo che questa smentita sia veritiera.
Sto dicendo che mi sembra che tu stia sbagliando quando affermi che “il comunicato con l’intestazione DF-UniBo […] risulta smentito solo in una mail indirizzata privatamente a Krivit oltre 6 mesi più tardi”.
@ E.K.Hornbeck,
“Invereconda” dillo a tua sorella.
Inverecondo, e lo ribadisco, è quello che hai scritto tu alla fine del tuo commento (1) in cui fai capire chiaramente come vengono visti gli imprenditori da una parte, spero minoritaria, degli universitari italiani. Nel mio esempio a CimPy, su cui ti sei voluto inserire elargendoci la tua perla, facevo l’ipotesi di un imprenditore onesto, ma non abbastanza preparato scientificamente da comprendere l’impossibilità di una sua intuizione, come ce ne sono tanti in Italia. Persone di questo genere non vanno considerate come polli da spennare solo perché non conoscono i principi fondamentali della fisica, ma, se si rivolgono ad un’Università, vanno aiutate con pazienza, cortesia e spirito di servizio pubblico cercando di far loro capire dove risiede l’impossibilità della loro idea.
Per il resto, le tue cavillosità, sinceramente, mi hanno stufato (e non è la prima volta). Il tuo apporto informativo alla discussione è prossimo a zero e non ho altro tempo da perdere con te.
(1) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2016/08/07/la-stangatina/comment-page-1/#comment-1026502
Ascoli65, papale papale: non conosco imprenditori da aiutare a capire che un business è basato su una sola -quelli, al limite, sono i piccoli o grandi risparmiatori. Gli imprenditori -quelli veri sono persone che fiutano il business (e non importa da dove provenga – importa che, investito X, alla fine loro conseguano X+Y, tutto il resto sono chiacchiere).
Il problema, quando il business fosse truffaldino, è che non è tanto semplice annunciare a chi di dovere “mi hanno imbrogliato”: promettevano di far mi fabbricare soldi falsi e invece non era vero…!”. Perché fabbricare soldi falsi pare sia un reato più grave.
Questa truffa non è diversa: Rossi trova soci insospettabili che (a parte poche eccezioni) sanno benissimo che è un imbroglio, ma pensano di avere un vantaggio a cavalcarlo, pensano di essere più furbi e di uscirne meglio di come ne sono entrati.
Il risultato? È come per IH, che adesso dice che era tutto un imbroglio e (stranamente?) nessuno che abbia dato a quella 5 volte tanto la cifra che quella ha dato a Rossi, insorge e porta IH in tribunale.
Il punto è che i principi della fisica (o il buon nome del professionista X, o quello dell’istituzione Y) vengono parecchio dopo il vantaggio personale immaginato prima o la reale possibilità di finire in guai legalmente peggiori rispetto allo scammer stesso poi.
Finale: non servono i grigi, bastano l’avidità individuale prima e la paura di rimetterci maggiormente poi.
@ Ascoli65
Inverecondo, e lo ribadisco, è quello che hai scritto tu alla fine del tuo commento (1) in cui fai capire chiaramente come vengono visti gli imprenditori da una parte, spero minoritaria, degli universitari italiani.
Quello che ti ho espresso e’ il *mio* parere.
Puo’ piacerti o puo’ non piacerti.
Puoi condividerlo o puoi non condividerlo.
Ma che c’entrano gli universitari italiani?
facevo l’ipotesi di un imprenditore onesto, ma non abbastanza preparato scientificamente da comprendere l’impossibilità di una sua intuizione, come ce ne sono tanti in Italia.
E io facevo l’ipotesi di un imprenditore che crede possibile il moto perpetuo e decide di investirci cifre importanti.
Spero che tu ti renda conto che e’ qualcosa ben al di la’ dall’essere “non abbastanza preparato scientificamente”.
Per il resto, le tue cavillosità, sinceramente, mi hanno stufato (e non è la prima volta
Senti chi parla di cavillosita’.
E sapessi da quanto tempo tu hai stufato me.
Il tuo apporto informativo alla discussione è prossimo a zero e non ho altro tempo da perdere con te.
Bella scusa.
Rimane il fatto che
(a) hai cercato di far passare una comunicazione di Levi per un comunicato ufficiale del Dipartimento di Fisica di UniBo, allineandoti a Passerini e agli altri sostenitori della Fusione Fredda
(b) quando ti ho chiesto di provarne l’ufficialita’, hai svicolato puntando a provarne la plausibilita’
(c) hai affermato che il comunicato di Levi non e’ stato smentito, se non da una mail indirizzata privatamente a Krivit, e, quando ti ho mostrato una smentita ufficiale del Dipartimento di Fisica, hai fatto finta di niente
(d) hai ammesso che le misure non vanno attribuite all’istituzione Universita’, ma a suoi ricercatori, ma non hai avuto l’onesta’ intellettuale di ammettere che avevi affermato l’esatto contrario poche ore prima
(e) hai dimostrato malafede nell’attribuire a Zoccoli delle precise affermazioni in una precisa intervista estrapolando una frase da un contesto dal quale si deduceva l’esatto contrario
(f) quando ti ho fatto notare la cosa hai mostrato ulteriormente malafede cercando conforto in altri documenti, facendo finta di ignorare che la tua affermazione originaria era relativa a quell’intervista
Se questo e’ il *tuo* “apporto informativo alla discussione”, abituati alla mia invereconda franchezza perche’ e’ esattamente quello che dovrai attenderti da me, sistematicamente, da qui in avanti.
Poi è evidente che la riuscita del gioco di Rossi è iniziata grazie all’interessamento di alcuni (inizialmente uno o due, mica di più) personaggi blasonati che, per un motivo o per l’altro, si sono prestati o si sono fidati.
E’ altrettanto evidente che una presa di posizione immediata del mondo accademico e scientifico (come avvenne per Fleischman e Pons) avrebbe decisamente ridotto il numero di seguaci (speranzosi o troppo furbi) al lumicino – ridotto ma non azzerato, perché passeri e volponi esistono comunque e non basta tutta la scienza di questo mondo a farli deviare dai loro percorsi.
Da qui a ritenere che sia tutto merito del DF di Bologna o – ancora peggio – a volerci vedere l’interessamento di eminenze grigie, quando bastano le umane debolezze e una persona già nota per saperle sfruttare a dovere, il salto è parecchio lungo.
Rossi era già noto per aver saputo generare flussi di denaro notevole partendo dal nulla, riuscendo a trovare e a coinvolgere le persone giuste e finendo per farla franca anche grazie al fatto di aver coinvolto tanta gente rispettabile o di un certo peso.
Un altro come lui era Bonassoli, che ne aveva fatte diverse già prima (il raggio della morte, il radiotelescopio per fotografare i satelliti,…) ma in questa vicenda era riuscito a fare un salto di qualità: aveva coinvolto gente abbastanza importante, e non solo politici o imprenditori, ma anche tecnici e ingegneri che, almeno dopo le prime trivellazioni a vuoto, non potevano non aver capito.
Ecco, il segreto è anche quello: coinvolgere le persone giuste, specie in abbinata con l’altro asso nella manica di Rossi: prendere i soldi a chi sperava di arricchirsi con la vendita della sòla a qualcun altro, cioè ai suoi stessi soci (ovviamente i più furbi di loro se li sono fatti dare, moltiplicati per cinque da qualche altro wannabe socio…).
Il flusso di denaro è reale e, contemporaneamente, troppo scarso per un interessamento dei Capi Del Mondo e troppo grosso per non interessare qualche volpe o per non far sognare tanti tacchini. In sostanza, è più che adeguato ad una ipotesi di banale truffa perpetrata da pochi a danno di furbetti e speranzosi che Rossi (e qui sta la sua vera abilità) è riuscito a trovare, coinvolgendo anche persone altrimenti perbene e infangando, nel suo cammino verso un bottino sicuro, più di un accademico.
Mettiamola così:
fuffari e passeri hanno fatto del loro meglio per far credere di tutto, dal coinvolgimento dell’intera Università alle partership più improbabili (la più fuori luogo era quella della Siemens che poi lo stesso Rossi ha smentito, mentre invece aveva diffuso quella sulla Nasa – non ricordo chi per primo ha parlato del Mit).
C’erano davvero elementi appartenenti alla Nasa (due affiliati emeriti nessuno) e al DoD (uno dentro al board del JonP, di questo ci ha informati Ascoli65 stesso, ma se non ho capito male, nel DoD conta tanto quanto contavano i due affiliati alla Nasa: circa zero virgola qualcosa…).
Alla fine, al netto di alcune sacche di illusione e alcune di autentica ruberia, era tutta propaganda: le Istituzioni nel loro complesso – INFN ed ENEA compresi, oltre ad Ansaldo Nucleare, UniBo stessa (e figurarsi quelle USA o anche solo svedesi ) – non credono nella FF anche se, in nome della libertà di ricerca, pare non possano allontanare quella minoranza di illusi o di furbetti.
A quanto sembra, Ascoli65 ha motivi per ritenere che fuffari e passeri abbiano ragione: le minoranze, anche quando non siano larghe ma ben misere, alla fin fine conterebbero per tutta l’Istituzione. Noialtri tali motivi proprio non li vediamo – vediamo la propaganda, quella sì e ad alcuni di noi dispiace che la maggioranza ne sembri in ostaggio, ma tutti capiamo che non è nemmeno così: la maggioranza, almeno in maggioranza, non si cura e non si mescola a illusi e imbroglioni di tal specie.
Farà bene? Farà male? Abbiamo opinioni divergenti su questo: c’è chi punta l’accento sul fatto che non parlare di quella propaganda ne abbassi il volume e non sporchi le scarpe, chi invece la vorrebbe controbattuta a pieni polmoni. Resta il fatto che ciascuno può disporre solo dei polmoni suoi – è troppo comodo voler fare gli strilloni con quelli degli altri…
Poi sia detto: una smentita un po’ più sonora, specie da parte di uno Zoccoli, non avrebbe guastato, IMHO. Ma Levi – perché ce l’abbiamo tanto con lui? Perché ha preso soldi per sostenere per più di tre anni quell’imbroglio- non è proprio la stessa cosa che non dire nulla e girare al largo, no?
CimPy,
circa zero virgola qualcosa
sì, mica come Albert Stubblebine III commanding general of the U.S. Army Intelligence and Security Command e dei criceti…
Farà bene? Farà male?
Bella domanda. Uppsala non apre bocca, patoscettici e trubì le fanno i complimenti, i trubì pure. Bologna fa smentite ufficiali e urlano al gomblotto.
Levi: per forza, qui è l’unico Accademicus fuffarus del raggiro e con la smania di protagonismo per di più, sui media la réclame per Rossi l’ha fatta lui.
una smentita più sonora specie da parte di uno Zoccoli
però la frase sui ciarlatani riecheggia ancora oggi. E i panni sporchi di casa mia li lavo malvolentieri con degli sconosciuti – e lei?
@ Danny Zucco,
– Non è usuale tra l’altro che il truffatore porti in giudizio il truffato e viene spontaneo pensare a qualcuno che muova le trame della storia dietro le quinte. E’ possibile che Ascoli65 si sbagli, ma non mi sembra abbia tutti i torti.
Non è questione di avere torto o ragione, il quadro completo della situazione riguardante la gestione della vicenda Ecat, e più in generale di quella FF, lo conoscono in pochi e sicuramente io non sono tra quelli. Quello che ho fatto in questi anni è stato semplicemente di allargare progressivamente l’ambito delle mie ricerche internet a contesti diversi e più generali rispetto all’iniziale curiosità tecnica per le notizie diffuse all’inizio del 2011 dai fisici di UniBo. Se ci si libera dai paraocchi dovuti ai precondizionamenti specialistici saltano all’occhio un mucchio di documenti sul web che consentono di immaginare storie molto più plausibili di quella della scoperta del secolo avvenuta per caso ad opera di un controverso filosofo, oppure, dell’altra storiella di riserva, messa in giro ad uso di chi non crede alla prima, secondo cui il medesimo personaggio sarebbe l’artefice di tutta questa sceneggiata durata quasi 10 anni.
Quali sarebbero le ipotesi più plausibili è difficile dirlo. Come ripeto la verità la conoscono in pochi, quindi è bene che ognuno si costruisca i propri personali scenari, tenendo conto adeguatamente delle informazioni di prima mano reperibili in rete. Informazioni da cui ovviamente non si può prescindere, anche se è in corso, e non da oggi, una campagna volta a confutarne l’autenticità o quanto meno a minimizzarne l’importanza.
Per quanto riguarda queste informazioni, per lo meno quelle in cui mi sono imbattuto io, credo di averle elencate quasi tutte nei link al termine dei miei commenti contenuti nel post “Maccheggio” (1), che però arriva fino a gennaio di quest’anno.
Nei mesi successivi ci sono state diverse novità riguardanti lo stesso ambito di osservazione. I link ai principali documenti emersi li ho elencati in calce ad alcuni commenti su LENR-Forum, in particolare il più significativo, a mio giudizio, è quello di cui ho riportato alcuni stralci a fine luglio (2).
Per il resto non posso non concordare con te in merito all’importanza dell’interrogazione della Commissione Forze Armata della Camera USA rivolta al Segretario della Difesa e di cui è attesa la risposta per il 22 del prossimo mese. La richiesta della Commissione è degli inizi di maggio, ma mi pare (ho dato solo una rapida scorsa ai post taggati “fusione fredda”) che non sia stata mai riferita ai lettori di OcaSapiens. Comunque sia, mi pare chiaro che, sia pure con obbiettivi totalmente opposti a quelli che avrei auspicato io, i membri della Commissione USA abbiano posto le giuste domande alla persona giusta.
Mi aspetto quindi, visto che siamo negli USA, che i parlamentari interroganti conosceranno tra un mese e mezzo le risposte ai loro quesiti. Non so ancora se saranno autorizzati a riferirle ai loro elettori e se, pertanto, diverranno di dominio pubblico. Se ciò avverrà credo che si tratterrà delle dichiarazioni più importanti (qualsiasi esse siano) che siano mai state fatte relativamente alla vicende FF/Ecat, dato che provengono dal titolare dell’organizzazione governativa più coinvolta in entrambe.
Pertanto, nell’attesa che a parlare sia chi le cose le sa, è inutile azzardare qualsiasi interpretazione personale degli eventi.
(1) https://fusionefredda.wordpress.com/2015/11/19/brevetti/
(2) https://www.lenr-forum.com/forum/index.php/Thread/3374-Jed-Rothwell-on-an-Unpublished-E-Cat-Test-Report-that-%E2%80%9CLooks-Like-it-Worked%E2%80%9D/?postID=30002#post30002
@ OcaSapiens, (in risposta al commento datato 11 agosto 2016 alle 01:48)
– Non so a quali minacce alluda.
A quella che conclude il tuo sproloquio di ieri dopo pranzo (1).
– è falsa, infamante e dimostra la sua totale ignora del mio mestiere. L’inchiesta è una sola e ci hanno collaborano più testate.
Ma allora la tua non era un’indigestione passeggera, continui ancora a delirare, sciocchezza dopo sciocchezza.
Il radioascoltatore o il lettore valuta ciò che sente o legge in base a ciò che viene detto o scritto e il contenuto della trasmissione radiofonica svedese è completamente diverso da quello dei tuoi articoli su OggiScienza, come ho ampiamente dimostrato in precedenza (2), quindi per chi ascolta o legge le inchieste sono DUE. Se poi te e il giornalista svedese, che tra l’altro è il solo citato nelle pagine web della radio svedese, vi siete coordinati nel portarle avanti si tratta di affari vostri, allo stesso modo non mi può interessar di meno delle vostre note spese.
Restano, e pesanti, le parole che stai usando per accusarmi di volerti infamare. Non ci penso proprio a farlo. Casomai sei tu stessa ad autoinfamarti. Tutti possono vedere come stai cercando di ribaltare la realtà, basta confrontare quello che dici con i documenti originali che (per fortuna!) tutti possono consultare sul proprio schermo, a cominciare da quelli che proponi tu stessa e che mostrano il contrario di ciò che vuoi sostenere..
Per il resto della tua risposta vale quanto ti ho detto nel mio commento precedente (2), non posso fare altro che invitarti a rileggertelo meglio.
Però non posso ignorare l’ennesima perla con cui chiudi il tuo intervento in oggetto, dove indefessa continui ad incalzarmi con argomenti fuori tema come questi (per di più evidenziandoli in neretto):
– Lei come chiama quelli che senza dati clinici annunciano di avere la cura per il cancro? (bis). Visto che svicola, le faccio un esempio: Geerd Hamer, il condannato per omicidio plurimo dei suoi pazienti.
Quindi vediamo di ricapitolare la situazione. Questo post “La stangatina” parla della vicenda giudiziaria tra Rossi e l’Industrial Heat, più precisamente della “Risposta” di quest’ultima (in pratica una contro-denuncia) alla denuncia precedente subita da Rossi. Nei tag a fine testo si leggono soltanto “Andrea Rossi” e “fusione fredda”. Mi hai tirato in ballo nel post attribuendomi una delle 3 categorie in cui ti è venuto lo sghiribizzo di suddividere la platea dei credenti nella Fuffa (cioè la Fusione Fredda). Sono dovuto intervenire a malincuore, visti i precedenti, per precisare qual è la mia vera posizione, sostanziando ogni mia affermazione con dei link a documenti originali che riportano in video o in testo le parole dei veri protagonisti della vicenda.
E tu adesso che cosa fai? Mi accusi di svicolare perché secondo te dovrei esprimere un giudizio su Geerd Hamer e la sua cura del cancro! Cosa c’entra costui? Ma ti senti bene? Guarda che il sole picchia forte in questi giorni, ti devi proteggere adeguatamente.
Io non so proprio cosa dirti di Geerd Hamer, non ho seguito la sua vicenda. Terrò però conto che se si vuole parlare su OcaSapiens di fusione fredda e del ruolo avuto dai fisici UniBo nella vicenda Ecat, bisogna prima informarsi di chi sia e di cosa abbia fatto questo tizio, per cui, visto che non lo so, ti saluto e me ne vado, tanto più che quello che avevo da dire l’ho detto e ho linkato tutti i documenti necessari a dimostrarlo. Aggiungendo ulteriori parole si ottiene solo rifrittura di FuFFa all’arancia.
(1) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2016/08/07/la-stangatina/comment-page-1/#comment-1026539
(2) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2016/08/07/la-stangatina/comment-page-1/#comment-1026586
PS – Per quanto riguarda la mia risposta al tuo ultimo commento del 11 agosto 2016 alle 18:10, quello degli “otto please”, rileggiti i miei precedenti commenti e riguardati tutti i link, please. Se non li capisci rileggili ancora, please. Al terzo infruttuoso passaggio lascia perder gli argomenti Ecat ed FF (non fanno per te), please.
@ Ai lettori di passaggio,
in questa pagina si sono accumulati una dozzina di miei commenti, contenenti complessivamente qualche decina di rinvii a link, che in larga maggioranza si riferiscono a documenti originali, spesso audiovisivi, che MOSTRANO i fatti di prima mano. A chi è interessato a capire come si sono svolti i fatti suggerisco di saltare i miei commenti (rappresentano solo il punto di vista di un Taxi che non conta nulla) e invece di visionare ed esaminare con cura i documenti lincati, innanzitutto i filmati, quelli della demo e quelli di Krivit. I nostri occhi e le nostre orecchie sono i migliori organi di informazione di cui disponiamo, e il processamento interno facciamolo ciascuno con il nostro buonsenso, che fuori se ne trova poco.
Ascoli65,
Ma allora la tua non era un’indigestione passeggera, continui ancora a delirare, sciocchezza dopo sciocchezza.
Lei crede di non dirne mai? S’è dimenticato di aver detto che si occupa solo di materie in cui è competente. Così si erige non solo a esperto di media e di comunicazione scientifica, ma addirittura sostiene di sapere cosa capiscono gli ascoltatori svedesi di trasmissioni di cui non sa né da chi né come sono fatte, e in una lingua che non conosce.
se poi te e il giornalista svedese, che tra l’altro è il solo citato nelle pagine web della radio svedese
La smentiscono i suoi link. In realtà lei parla della firma ma non sa la differenza tra collaborare a un’inchiesta e firmarne il reportage.
vi siete coordinati nel portarle avanti si tratta di affari vostri,
Neanche per sogno! Sono affari dei responsabili della radio svedese e di Oggi scienza, ma lei non può capirlo. Non sa che sono responsabili, anche in tribunale, della correttezza delle informazioni raccolte durante un’inchiesta e riassunte in un reportage.
allo stesso modo non mi può interessar di meno delle vostre note spese.
Grazie di precisarlo, ma è piuttosto ovvio. Altrimenti non si inventerebbe “giornalisti svedesi che lavano panni sporchi in casa”, accusando così – smentito dai suoi link – Marcus di essersi fatto pagare un’inchiesta in Italia che secondo lei non avrebbe fatto.
E tu adesso che cosa fai? Mi accusi di svicolare perché secondo te dovrei esprimere un giudizio su Geerd Hamer e la sua cura del cancro! Cosa c’entra costui? Ma ti senti bene? Guarda che il sole picchia forte in questi giorni, ti devi proteggere adeguatamente.
Forse dovrebbe proteggersi lei? Ha perso la memoria. L’avevamo notato io e Hornbeck quando lei negava di aver mai parlato del coinvolgimento di UniBo appena dopo averlo fatto.
Provo a rinfrescarla a lei e ai passanti distratti:
– 08/08/2016 alle 02:40 a proposito degli “osservatori” per conto di UniBo, Ascoli65 cita da frasi e giudizi del prof. Zoccoli da fonti propagandistiche
– 09/08/2016 alle 11.20 l’oca scrive “Nessun osservatore ha confermato quanto detto da Zoccoli, men che meno Zoccoli
– 09/08/2016 alle 19:05 Ascoli65 scrive: “Perché Zoccoli, in quell’intervista, è estremamente chiaro: “L’apparecchio è stato alimentato con un kWatt circa di energia, ottenendone 15 volte tanto, il che è effettivamente una produzione notevole.”Lo vedi? Tutto è scritto in modo “indicativo”, tempi “passato prossimo” e “presente”, c’è pure un “effettivamente” e un “notevole”. Nessuna riserva, né cautela, che so, un piccolo “se”, un condizionale, niente di tutto questo. E’ una frase lapidaria: l’eccesso di energia (sorvoliamo sui kWatt) c’è ed è tanto.”
(E.K. Hornbeck e l’oca fanno notare più volte ad Ascoli65 che ha dimenticato le frasi precedenti e ricopiano più volte il paragrafo originale:
Per ora è come se qualcuno dicesse “ho trovato la cura per il cancro”. Benissimo. Potrebbe essere vero o no, ma per verificarlo è necessaria una lunga serie di sperimentazioni e studi clinici. Qui la situazione è la stessa: c’è stata una dimostrazione – relativamente breve, per la verità, una mezz’ora in tutto – in cui gli autori hanno presentato una macchina che in teoria produce energia in quantità rilevante.)
– 10/08/2016 alle 01:44 l’oca chiede ad Ascoli65 “Lei come chiama quelli che senza dati clinici annunciano di avere la cura per il cancro?”
– 10/08/2016 alle 23:23, Ascoli65 scrive: “Appunto. Tu come li chiami? Forse, tenuto conto delle implicazioni epocali della scoperta, nello stesso modo di coloro che insegnando fisica all’università dichiarano perentoriamente ai media, e quindi alla pubblica opinione, di essere stati testimoni del fatto che un’apparecchiatura alimentata con 1 kW ne ha prodotti 15 volte tanto?”
– 11/08/2016 alle 01:48 l’oca che non prende domande insultanti per una risposta alla propria, la ripete con un esempio: “Lei come chiama quelli che senza dati clinici annunciano di avere la cura per il cancro? (bis). Visto che svicola, le faccio un esempio: Geerd Hamer, il condannato per omicidio plurimo dei suoi pazienti.”
– 12/08/2016 alle 01:35 Ascoli65 risponde di non sapere chi sia Geerd Hamer.
Ormai lei è così smemorato da dimenticare che al nome e cognome seguiva la precisazione “il condannato per omicidio plurimo dei suoi pazienti”. Non da ora, sembra soffrire di amnesia selettiva e come ci ha appena dimostrato, si mette in situazioni imbarazzanti dalle quali non riesce a districarsi se non sbattendo la porta.
—
habitués,
scusate la fine a coda di pesce, come diciamo noi. Ma “l’osso troppo duro per me” se ne va indispetitto dalle domande e senza citare fonti di prima mano sul “coinvolgimento” di UniBo e INFN nel raggiro di Rossi. Se lo incontrate su altri blog, forse vi conviene tener presente che ritiene “abominevole” chiamarlo raggiro.
“Mi accusi di svicolare perché secondo te dovrei esprimere un giudizio su Geerd Hamer e la sua cura del cancro! Cosa c’entra costui?”
Con la fusione fredda niente, a parte quel piccolo dettaglio della storiella dell’uomo che (almeno all’inizio) da solo è artefice di una sceneggiata che possa durare anche più di 10 anni, fare proseliti e poi diffondersi forte di nuovi sostenitori nonostante l’infondatezza della medesima (e in questo caso con risvolti anche mortali tra i credenti paganti).
Ovvio che se tu non vedi la vicenda E Cat come una sceneggiata attuata in primis da Rossi – che però ha subito cercato i migliori cavalli da tiro per il suo lancio -non troverai istruttiva alcuna storia di frode o truffa o imbroglio che invece dimostra (e ce ne sono tante) come sia possibile che un dritto metta nel sacco tanta gente e poi, ottenuti crediti e anche qualche complicità dalle persone che contano, possa proseguire nella sua farsa per anni (anche 20 o 30) senza mai pagare davvero, anche grazie al fatto che normalmente le persone che contano di pagare per eventuali loro errori o sogni non ci pensano proprio (e figurati nel caso qualcuna venisse fuori che fosse pure correa).
C’entrano questa e altre storie ai confini della ragione perché dimostrano come sia possibile (e anzi, persino frequente) che anche persone preparate e istruite possano essere ingannate da trucchi da due soldi; fanno capire che anche persone benestanti e a cui (apparentemente) non manca nulla si possono vendere (e non necessariamente per cifre da capogiro); dimostrano – se mai ce ne fosse bisogno – che di fronte a vantaggi concreti della figuraccia che si fa o si fa fare ad altri non frega niente a nessuno, soprattutto tra quelli che accettano ma non solo – che tanto in tanti hanno la memoria corta, eppoi l’esempio viene dall’alto, si tratti delle promesse di un politico o di quelle di un blogger, e comunque basta non cedere mai, come ben ha spiegato Rossi, e negare pure l’evidenza, come insegnava un altro).
Questa e altre storie insegnano che non c’è stato alcun salto evolutivo negli ultimi 5000 anni: chi più, chi meno, siamo tutti abbindolabili oggi come ieri (e lo saremo ancora a lungo) dal furbetto di turno che, se è furbo veramente, sa trovare gli alleati giusti (e del caso anche scaricarli al momento opportuno) per continuare ad incrementare o a mantenere la sua fortuna e il suo vivere sulle fantasie o sui desideri o sui peccati degli altri.
E tutto questo anche senza che i Signori del Mondo ci mettano becco – basta trovare quattro compari tra i furbetti del quartierino e comprare qualche consulenza di quando in quando. Ottenuta la fama necessaria, poi, non serve nemmeno comprare le interviste: se fa audience, i mezzi di informazione arrivano da soli (e magari ti pagano pure, per un’intervista)
Ovvio che nessuna di queste storie può entrare nel tuo puzzle/arazzo: non si incastrano per niente, e quindi non ti resta che ignorarle perché il bidone proposto non ha l’etichetta “fusione fredda”, nonostante avvengano nello stesso mondo, cavalcando dottori, professori, politici, scienziati, imprenditori, giornalisti e galeotti esattamente come nelle vicende che invece segui con tanta attenzione.
@ Ascoli65
Se ci si libera dai paraocchi dovuti ai precondizionamenti specialistici saltano all’occhio un mucchio di documenti sul web che consentono di immaginare storie molto più plausibili di quella della scoperta del secolo avvenuta per caso ad opera di un controverso filosofo, oppure, dell’altra storiella di riserva, messa in giro ad uso di chi non crede alla prima, secondo cui il medesimo personaggio sarebbe l’artefice di tutta questa sceneggiata durata quasi 10 anni.
Al posto della “storiella di riserva”, quale altra storia proponi?
Perche’ e’ comodo sparare su una teoria affermando che e’ implausibile.
Ma bisogna anche avere il coraggio di proporne un’altra, ben delineata, in sostituzione. O, in alternativa, sarebbe opportuno avere l’onesta’ intellettuale di ammettere che, per quanto imperfetta, e’ “storiella di riserva” e la migliore disponibile.
Per quanto riguarda la mia risposta al tuo ultimo commento del 11 agosto 2016 alle 18:10, quello degli “otto please”, rileggiti i miei precedenti commenti e riguardati tutti i link, please. Se non li capisci rileggili ancora, please. Al terzo infruttuoso passaggio lascia perder gli argomenti Ecat ed FF (non fanno per te), please.
Forse sei stato troppo concentrato sulla vicenda ECat per rendertene conto ma, negli ultimi anni, questa tua tecnica (proporre valanghe di link, sostenere che i link in questione dimostrano la propria tesi, rifiutarsi di rispondere alle richieste puntuali di chiarimenti rimandando ai link gia’ forniti) e’ stata descrita dalla Teoria della Montagna di Merda.
Non tutte le otto domande di Oca Sapiens mi interessano ma due si’ e, riformulate, te le ripropongo come domanda unica.
Tu scrivi
A parte il fatto che il compito che si erano assunti pubblicamente il DF e l’INFN (di cui Zoccoli era il direttore a Bologna) era quello di verificare accuratamente le effettive prestazioni dell’apparato […] Quindi Zoccoli era probabilmente in stretto contatto con Levi e forse stava seguendo la preparazione del suo report calorimetrico, come mi parrebbe ovvio e doveroso dato che il suo Istituto era pubblicamente coinvolto in quella storica impresa
Immagino che il fatto che il Dipartimento di Fisica si fosse pubblicamente assunto il compito di “verificare accuratamente le effettive prestazioni dell’apparato” tu lo deduca dal comunicato stampa di Levi che, data la tua incapacita’ di dimostrarlo legittimo, dovremo considerare apocrifo.
E, per il momento, passi.
Ma l’INFN?
Domanda: in base a quali elementi affermi che l’INFN era “pubblicamente coinvolto in quella storica impresa” e si era assunto pubblicamente il compito “di verificare accuratamente le effettive prestazioni dell’apparato”?
Spero che tu ti renda conto che il coinvolgimento a titolo personale di Zoccoli (o di Celani o di qualunque altro dipendente o collaboratore o ricercatore o dirigente o incarico che ti pare) *non* implica l’assumersi pubblicamente qualsivoglia compito da parte dell’INFN nel suo complesso.
Presumo quindi che tu disponga di un comunicato stampa, o qualcosa di analogo, da parte dell’INFN.
Danny Zucco,
per la precisione:
dell’altra storiella di riserva, messa in giro ad uso di chi non crede alla prima, secondo cui il medesimo personaggio sarebbe l’artefice di tutta questa sceneggiata durata quasi 10 anni.
“storiella” contenuta in sentenze e nei decreti che costringono tutti i contribuenti a pagare i danni della “sceneggiata” Petroldragon durata più a lungo, con un giro di milioni maggiore e protagonisti ben più famosi di quelli della farsa attuale.
—
E.K. Hornbeck,
Spero che tu ti renda conto
E’ proprio ottimista… grazie del tentativo, ma temo sia inutile. Se sono domande brevi, s’offende e non risponde; se sono argomentate, s’offende, le chiama cavillosità e non risponde.
Lei ha capito chi sarebbero i fisici di UniBo che facevano misure nello stanzino insieme a Levi?
—
tutti,
sul coinvolgimento del DOD & Co nel complotto mondiale, “tra i document emersi, scrive Ascoli65,
il più significativo, a mio giudizio, è quello di cui ho riportato alcuni stralci ecc.
Eccolo (‘tenti al rimmel) su un blog più delirante di 22 passi. Autrice, una ancora più credulona di Mats Lewan, Marianne Macy, “giornalista d’assalto” della rivista di propaganda FuF “Free Energy”, moglie di uno dei primi bersagli di Rossi nel 2009, se non il primo: Michael Melich, del board JONP, nel tempo libero assiduo frequentatore di spacciatori di “free energy” meglio se visitati da alieni.
Una fonte di prima mano, questo sì, ma da prendere con tonnellate di sale…
E.K.Hornbeck,
a intuito, punterei sui tre che firmarono i rapporti
Puntavo anch’io per questo volevo sapere chi erano gli altri. Bianchini non è UniBo e Ascoli65 non ha mai contestato i suoi dati, mi sembra.
Il prof. Villa aveva misurato un’assenza di gamma smentendo subito la presunta FuF (oltre al povero Celani – è stata la sua scenata a rendere Villa indimenticabile, almeno per me!).
Era incuriosito dal calore in eccesso che altri dicevano di misurare e molto scettico, anche se andava giù meno pesante di Zoccoli.
la presenza nella stanzino puo’ essere significativa e puo’ non esserla
certo, ma se ce ne fosse ancora bisogno dimostra che Ascoli65 omette sistematicamente i fatti che lo smentiscono.
precondizionamenti specialistici è un autogol da antologia: la negazione di ogni competenza, compresa la sua e quella delle sue fonti.
—
CimPy,
grazie della gentilezza con la quale ha cercato di farlo ragionare.
@ Oca Sapiens
E’ proprio ottimista…
Neanche poi tanto: ho scritto “spero”, non “credo”.
E, in fin dei conti, la speranza e’ l’ultima a morire (e potrei dovermene occupare proprio io, in quanto psicopompo…).
Lei ha capito chi sarebbero i fisici di UniBo che facevano misure nello stanzino insieme a Levi?
Per la verita’ no.
E non gli ho dato molta importanza perche’ la presenza nella stanzino puo’ essere significativa e puo’ non esserla: se uno e’ autorizzato solo a stare nella stanza con un contatore Geiger, a non meno di un paio di metri dal gattone, dubito che possa capire se ci sono imbrogli in corso o meno.
Ma cosi’, a intuito, punterei sui tre che firmarono i rapporti: oltre a quello di Levi (col vituperato uso del logo di UniBo) mi risultano quelli di Villa e di Bianchini. Anche se, in effetti, non ricordo se Bianchini e Villa sono correttamente classificabili come fisici di UniBo.
Confermo un Po di cose… su uno dei componenti fulvio Fabiani. Ho avuto modo di aver a che fare per lui. Mai pagato per i lavori fatti. Sono stato pure minacciato di percosse da uno dei suoi emissari. È mi ha rivelato molte cose su quel progetto e sul suo “comprato” attestato di perito elettronico