{"id":1289,"date":"2009-08-01T18:48:44","date_gmt":"2009-08-01T16:48:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it\/2009\/08\/01\/1289\/"},"modified":"2021-08-15T21:40:14","modified_gmt":"2021-08-15T19:40:14","slug":"1289","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2009\/08\/01\/1289\/","title":{"rendered":"Raccolti oggi"},"content":{"rendered":"<p>Su suggerimento dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.economist.com\/displayStory.cfm?story_id=14119761\">Economist<\/a> sono andata a vedere il primo numero di <em>Rejecta Mathematica<\/em>. Sembra di\u00a0buon livello\u00a0e vien da chiedersi com&#8217;erano gli articoli rifiutati dagli editori.\u00a0Avranno ritoccato lo stile, o hanno scelto gente spiritosa.<\/p>\n<p>Forse <a href=\"http:\/\/math.rejecta.org\/vol1-num1\/58-83\">Gary Harper<\/a> &#8211;\u00a0algebra geometrica \u00e0 la\u00a0H.G.\u00a0Grassmann, che gi\u00e0 basta a riempire di rispetto &#8211;\u00a0era troppo giocoso per\u00a0l&#8217;unico altro grassmaniano che doveva giudicare il suo lavoro. E il peer reviewer di <a href=\"http:\/\/math.rejecta.org\/vol1-num1\/84-103\">Neelamani, Nowak e Baranuk<\/a>\u00a0&#8211; un algoritmo wavelet based per elaborazione di immagini &#8211;\u00a0preferiva le bionde?<\/p>\n<p><strong>Prova finestra<\/strong><br \/>\nSul <a href=\"http:\/\/thermokarst.psu.edu\/\">Thermokarst Project<\/a> &#8211; su\u00a0cosa succede\u00a0attorno all&#8217;Artico mentre si\u00a0scioglie il permafrost\u00a0&#8211;\u00a0l&#8217;<em><a href=\"http:\/\/www.economist.com\/sciencetechnology\/displayStory.cfm?story_id=14119825\">Economist<\/a><\/em> \u00e8 pi\u00f9 chiaro di <a href=\"http:\/\/www.newscientist.com\/article\/dn17537-alaskas-biggest-tundra-fire-sparks-climate-warning.html\"><em>New Scientist<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em>trovo<em>. <\/em>Il capogita <a href=\"http:\/\/arcss-tk.blogspot.com\/\">Breck Bowden<\/a> doveva bloggare durante la prima stagione di ricerca, ma si vede che \u00e8 occupato. In compenso\u00a0il suo gruppo ha gi\u00e0 messo on line\u00a0<a href=\"http:\/\/www.uvm.edu\/~wbowden\/\">14\u00a0video<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Da John Stroop a Lady Macbeth<\/strong><br \/>\nTutte le culture associano\u00a0il nero con il male e il bianco con il bene?\u00a0S\u00ec, perch\u00e9 l&#8217;associazione sarebbe cablata nei neuroni,\u00a0essendo il nero un&#8217;indicatore di sporcizia fisica e morale\u00a0(&#8220;non mangiare quella roba&#8221;,\u00a0&#8220;via questa macchia&#8221;) davanti alla quale reagiremmo in entrambi i casi con\u00a0una sola\u00a0emozione, il\u00a0disgusto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec dicono\u00a0gli studenti di psicologia Gary Sherman e Gerald Clore\u00a0nell&#8217;<a href=\"http:\/\/people.virginia.edu\/~gds6d\/Sherman.Clore.Color.of.Sin.pdf\">articolo<\/a>\u00a0&#8220;Il colore del peccato: bianco e nero sono simboli percettivi della purezza e\u00a0della polluzione morale&#8221;\u00a0che uscir\u00e0 su\u00a0<em>Psychological Review<\/em>.<\/p>\n<p>In tre esperimenti, hanno correlato colori, moralit\u00e0 e pulizia.\u00a0In quello\u00a0principale, hanno fatto vedere a 48 volontari cinquanta parole come &#8220;onest\u00e0&#8221;, &#8220;bont\u00e0&#8221;, &#8220;peccato&#8221;, &#8220;truffa&#8221; ecc., scritte in nero\u00a0e in bianco e misurato\u00a0quanto ci mettevano a indicare il colore della parola che vedevano\u00a0(<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Stroop_effect\">Stroop\u00a0effect<\/a>).\u00a0\u00a0Erano pi\u00f9 veloci, 480 millisec. rispetto a 525, quando onest\u00e0 era in bianco e truffa in nero che vice versa. (Se volete giocare con il Stroop Test, ecco <a href=\"http:\/\/cognitivefun.net\/test\/2\">una<\/a> delle\u00a0versioni in rete: bisogna scrivere l&#8217;iniziale\u00a0del colore &#8211; in inglese\u00a0&#8211;\u00a0<strong>delle lettere<\/strong> che compaiono nella striscia grigia. Vince chi ci mette meno e fa meno errori.<\/p>\n<p>Il campione era composto da studenti dell&#8217;universit\u00e0 della\u00a0Virginia (stato un tantino razzista) di cui\u00a027 bianchi, 6 asiatici, 3 afro-americani e 2 ispano-americani. Se ne parlava\u00a0bene su <a href=\"http:\/\/www.psychologicalscience.org\/onlyhuman\/2009\/07\/color-of-sin.cfm\">We&#8217;re only human <\/a>e ora\u00a0<a href=\"http:\/\/www.economist.com\/sciencetechnology\/displayStory.cfm?story_id=14119817\">sull&#8217;Economist<\/a>.\u00a0Ma\u00a0non son convinta che la reazione\u00a0sia cablata nei neuroni, e non\u00a0acquisita dall&#8217;ambiente in cui si cresce.<\/p>\n<p><strong>Le ultime sui bogus treatments<\/strong><br \/>\nLa Corte d&#8217;appello di Londra\u00a0ha\u00a0deciso che <a href=\"http:\/\/www.senseaboutscience.org.uk\/index.php\/site\/project\/333\/\">Simon Singh<\/a>\u00a0non pu\u00f2 fare ricorso, ma lui ha una settimana per riprovarci &#8220;oralmente&#8221;, diceva l&#8217;altro ieri <a href=\"http:\/\/jackofkent.blogspot.com\/2009\/07\/simon-singh-loses-first-attempt-at.html\">Jack of Kent<\/a>.\u00a0L&#8217;Associazione britannica dei chiropratici prendeva nota della decisione e aggiungeva: &#8220;l&#8217;ABC spera di concludere la vicenda e consentire a entrambe le parti di\u00a0procedere costruttivamente.&#8221;\u00a0Conciliante come non era mai stata,\u00a0colpa dell&#8217;ilarit\u00e0 suscitata dalla &#8220;pletora di ricerche&#8221; che ha adotto a sostegno delle sue cure fittizie?<\/p>\n<p>Simon Singh, adesso che cosa pu\u00f2 fare? Continuare a svenarsi in spese legali o chiedere scusa per &#8220;bogus&#8221;\u00a0cos\u00ec come definito non da lui ma\u00a0dal giudice Eady, risponde oggi <a href=\"http:\/\/jackofkent.blogspot.com\/2009\/08\/simons-choice.html\">JoK<\/a> dal quale s&#8217;impara un sacco di cose sulla legge inglese\u00a0in materia di diffamazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su suggerimento dell&#8217;Economist sono andata a vedere il primo numero di Rejecta Mathematica. Sembra di\u00a0buon livello\u00a0e vien da chiedersi com&#8217;erano gli articoli rifiutati dagli editori.\u00a0Avranno ritoccato lo stile, o hanno scelto gente spiritosa. 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