{"id":1314,"date":"2009-08-22T16:30:34","date_gmt":"2009-08-22T14:30:34","guid":{"rendered":"http:\/\/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it\/2009\/08\/22\/i-sogni-di-pedro\/"},"modified":"2021-08-15T22:46:23","modified_gmt":"2021-08-15T20:46:23","slug":"i-sogni-di-pedro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2009\/08\/22\/i-sogni-di-pedro\/","title":{"rendered":"I sogni di Pedro"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;unica mappa mondiale dei suoli coltivati, coltivabili e incoltivabili \u00e8 quella del 1981 a <strong>scala 1:5.000.000,<\/strong> talmente infedele da esser aggiustata, riaggiustata e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fao.org\/ag\/agl\/agll\/wrb\/soilres.stm\">ridotta<\/a> all&#8217;<strong>1:2.500.000<\/strong> nel 2002&#8230;<\/p>\n<p>A completarla, ci sarebbe\u00a0la <a href=\"http:\/\/gcmd.nasa.gov\/records\/GCMD_GNV00018_171.html\">mappa<\/a> del degrado antropogenico dei suoli, del 1990, la quale estrapola molte stime da poche misure e ha margini d&#8217;incertezza tali da essere inutilizzabile. Eppure sono quelle usate\u00a0 da enti internazionali &#8211; FMI, WTO, Banca Mondiale, agenzie dell&#8217;Onu ecc. &#8211; e ricercatori, amministratori, economisti, agronomi pubblici e privati per gestire risorse alimentari, idriche, uso del territorio ecc. Ogni anno migliaia di piani sono fatti a naso, senza un&#8217;idea della composizione, della dinamica, delle propriet\u00e0 ecc. dei suoli.<\/p>\n<p>Non nei 20-30 paesi ricchi che dagli anni &#8217;70 aggiornano e affinano le proprie mappe digitali, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>.<\/p>\n<p>Dagli anni &#8217;70 <a href=\"http:\/\/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it\/2009\/03\/12\/\">Pedro<\/a> <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pedro_A._Sanchez\">Sanchez<\/a> trova la situazione troppo ingiusta e sogna\u00a0una\u00a0Global Soil Map, gratis per i poveri e, se proprio proprio sembra\u00a0troppo una roba da comunista cubano,\u00a0a\u00a0pagamento per le\u00a0aziende. Cos\u00ec potrebbe\u00a0autofinanziarsi, una volta\u00a0realizzata la versione di base.\u00a0Pi\u00f9 che di soldi &#8211;\u00a0per l&#8217;Africa sono gi\u00e0 arrivati dalla fondazione Bill e Melinda Gates &#8211; ha bisogno di dati\u00a0raccolti sul campo (<em>no pun intended)<\/em> e soprattutto di essere conosciuta e difesa.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 una <a href=\"http:\/\/www.globalsoilmap.net\/\">Global Soil Map<\/a> con dentro\u00a0tutte le conoscenze meteo-geo-bio-chimico-agro- ecc.\u00a0Controllate sui dati raccolti\u00a0in appezzamenti campione, a scadenza regolare, da incrociare e integrare con quelli rilevati via satellite. Aggregate con le altre mappe globali\u00a0gi\u00e0 esistenti\u00a0e in via di elaborazione. Ridistribuite su\u00a0mappe locali a scala 1:90.000 e addirittura\u00a01:30.000,\u00a0per chi ha solo\u00a0un piccolo campo di 30 metri per 30.<\/p>\n<p>Ci vorranno cinque, dieci anni per compilarla, il tempo di formare specialisti dei suoli che sappiano usarla e insegnare ad altri come usarla. Ma scavalcher\u00e0 i confini, molti stati-nazione ne diffidano, di pi\u00f9 quelli con governanti corrotti e generali\u00a0 bellicosi.<\/p>\n<p>Per le Ong sarebbe fantastica. Consentirebbe per esempio di selezionare le best practices da adottare in funzione del luogo e delle sue circostanze, di valutare l&#8217;efficacia degli interventi, il loro impatto a valle sull&#8217;ecosistema ecc&#8230; Di monitorare, e prevedere le conseguenze di, alluvioni, incendi, frane, maremoti, terremoti ecc&#8230; Uffa, quanti elenchi e quanti ecc&#8230; Servirebbe alla sicurezza non solo alimentare.<\/p>\n<p>Se collaborate con un&#8217;Ong o avete amici che ci collaborano, fate passare?\u00a0Pedro e i suoi\u00a0co-sognatori\u00a0ne scrivevano\u00a0l&#8217;altra settimana su <a href=\"http:\/\/www.globalsoilmap.net\/Publications\/2009%20-%20Science%20-%20GlobalSoilMap.net.pdf\"><em>Science<\/em><\/a> e nella <a href=\"http:\/\/www.globalsoilmap.net\/inthenews.htm\">rassegna stampa<\/a>, vedrete che\u00a0in Italia non ne parla nessuno. Ci ho provato. Frustrata,\u00a0oggi mi sfogo con\u00a0un post lungo e noioso.<\/p>\n<p>Se dopo la <a href=\"http:\/\/www.globalsoilmap.net\/GlobalSoilMap.net%20flyerv2.pdf\">brochure <\/a>della Global Map vi resta tempo, per capire quanto l&#8217;iniziativa sia intelligente e\u00a0adattativa\u00a0per la\u00a0specie\u00a0potreste leggere <em><a href=\"http:\/\/www.illibraio.it\/dettaglio\/65019\/la-storia-dellumanita-in-undici-banchetti\">Il pranzo della festa<\/a> <\/em>di <a href=\"http:\/\/http:\/\/www.arch.cam.ac.uk\/~mkj12\/\">Martin Jones<\/a>. E&#8217; sull&#8217;evoluzione del nostro cibo e della sua condivisione dai tempi dell&#8217;<em>Homo\u00a0heildelbergensis<\/em> a oggi.\u00a0Si fonda su\u00a0ricerche\u00a0recenti in\u00a0bio-archeologia ma merita un posto fra i\u00a0classici dell&#8217;antropologia\u00a0tipo <em>Il<\/em> c<em>otto e il crudo<\/em> di Claude L\u00e9vi-Strauss o\u00a0<em>Buono da mangiare<\/em> di Marvin Harris.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;unica mappa mondiale dei suoli coltivati, coltivabili e incoltivabili \u00e8 quella del 1981 a scala 1:5.000.000, talmente infedele da esser aggiustata, riaggiustata e\u00a0ridotta all&#8217;1:2.500.000 nel 2002&#8230; A completarla, ci sarebbe\u00a0la mappa del degrado antropogenico dei suoli, del 1990, la quale estrapola molte stime da poche misure e ha margini d&#8217;incertezza tali da essere inutilizzabile. 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