{"id":23605,"date":"2014-05-24T15:12:15","date_gmt":"2014-05-24T13:12:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=23605"},"modified":"2021-10-02T15:30:38","modified_gmt":"2021-10-02T13:30:38","slug":"prescrizione-vs-partecipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2014\/05\/24\/prescrizione-vs-partecipazione\/","title":{"rendered":"Prescrizione vs. partecipazione"},"content":{"rendered":"<p>Menu di oggi: mugugno con incise.<\/p>\n<p>Con Silvia S. di Action Aid, parliamo degli &#8220;scopi del millennio&#8221; che l&#8217;Onu deve stabilire entro l&#8217;anno, tra i quali ridurre fame e denutrizione e garantire la sicurezza alimentare. Nell&#8217;inserto di <em>Science<\/em> che citavo ieri, come nelle altre cose che leggo &#8211; forse me lo immagino, ma non credo &#8211; il tema comune \u00e8 la disuguaglianza: reddito, diritti, accesso al sapere, al potere contrattuale e intellettuale, figurarsi ai beni materiali.<br \/>\nCon l&#8217;information technology, pensavo 20 anni fa e temo di averlo pure detto in pubblico, la lunga marcia verso la pari dignit\u00e0 &#8211; poter farsi &#8220;a good life according to one&#8217;s capabilities&#8221; per dirla con Amartya Sen &#8211; si sarebbe accorciata, ma sembra allungarsi ancora di pi\u00f9&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.popularresistance.org\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/yellow_plane_pesticide_crop-duster_corn_fields_illinois_summer_2012.jpg\" alt=\"\" \/>Su <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/news\/agriculture-engage-farmers-in-research-1.15108\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Nature<\/em><\/a> del 1 maggio, Tom MacMillan &#8211; direttore dell&#8217;innovazione alla Soil Association &#8211; e Tim Benton &#8211; il capo di Food Security UK &#8211; invitavano gli agronomi a &#8220;Coinvolgere i contadini nella ricerca&#8221;, con &#8220;laboratori sul campo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E&#8217; il metodo chiamato &#8220;participatory breeding&#8221; che Salvatore Ceccarelli ha applicato con successo per decenni nei paesi aridi e poveri; nel mondo 10 milioni di contadini sono gi\u00e0 coinvolti; s&#8217;\u00e8 svegliata anche l&#8217;Unione europea con un apposito programma al quale partecipano anche agricoltori organici italiani.<br \/>\nIl problema \u00e8 noto, la popolazione continuer\u00e0 ad aumentare, ma:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>la resa media globale \u00e8 aumentata del 56% tra il 1965 e il 1985 e del 20% dal 1985 al 2005, grazie a input crescenti di risorse non rinnovabili. Ma i progressi rallentano. Stando a uno studio del 2013, nelle principali regioni produttrici di cibo la resa \u00e8 rimasta stabile, compresa nell&#8217;Asia orientale (riso) e nell&#8217;Europa del nord-ovest (frumento). In alcuni paesi, le rese sono calate.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le multinazionali mirano all&#8217;omogeneizzazione delle pratiche, per vendere dappertutto le stesse macchine, sementi, fertilizzanti, pesticidi. Invece i contadini hanno esigenze specifiche, scrivono Tom &amp; Tim, e insieme ai ricercatori che ne tengono conto producono spesso &#8220;innovazioni a basso costo&#8221;:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Quando i contadini producono conoscenza, sono pi\u00f9 disposti ad adottare nuove pratiche ed \u00e8 pi\u00f9 probabile che il loro sapere sia rilevante nelle condizioni locali&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un&#8217;ovviet\u00e0, infatti ci sono un sacco di iniziative di ricerca e sviluppo &#8220;bottom up&#8221;.\u00a0Da confrontare con lo &#8220;Sconvolgimento digitale in fattoria&#8221; di cui parla l&#8217;<em><a href=\"http:\/\/www.economist.com\/news\/business\/21602757-managers-most-traditional-industries-distrust-promising-new-technology-digital\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Economist<\/a><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Lo ha fatto calare dall&#8217;alto la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.climate.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Climate Corporation<\/a>, fondata nel 2006 da due impiegati di Google. Da allora costruiscono un database: sulla mappa dei 25 milioni di campi statunitensi, sovrappongono tutte le info sul clima e i suoli che riescono a trovare. Per ora, 150 miliardi di osservazioni sui suoli e 10 mila miliardi di &#8220;punti&#8221; per la simulazione meteo (hanno anche versioni beta di modelli climatici a 3-5 anni, pare, mi piacerebbe proprio vederle&#8230;).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La mappa ha generato il metodo &#8220;prescriptive planting&#8221;, il quale programma le macchine le quali nello stesso campo piantano variet\u00e0 diverse a distanza e profondit\u00e0 diverse per ottenere la resa ottimale, tenuto conto delle previsioni del tempo &#8211; queste calcolate sulle rilevazioni satellitarie, e vendute da altre societ\u00e0 &#8211; e del feedback fornito dai sensori.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Bref,\u00a0Monsanto ha combinato quella mappa con il proprio data-base: una &#8220;biblioteca&#8221; di centinaia di migliaia di sementi e di studi sulle loro rese. Per due anni ha sperimento la sua super-mappa con alcuni agricoltori, il mais ha reso un 5% in pi\u00f9.<br \/>\nQuindi l&#8217;anno scorso Monsanto ha comprato Climate Corporation e nel frattempo, le altre BigAgro si erano adeguate.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In USA, il participatory breeding di Salvatore Ceccarelli \u00e8 stato capovolto. I partecipanti forniscono i dati grezzi, il software ci aggiunge il sapere e ne deriva la &#8220;prescrizione&#8221; da vendere ogni anno agli agricoltori insieme a sementi, fitofarmaci, programma per stagioni e magari la marca della macchina da attaccare al trattore, compatibile con il programma. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 aumentare la resa del mais del 20-25%, dice Monsanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gli agricoltori americani non sono affatto ricchi, quasi tutti campano con un secondo lavoro, il 20% in pi\u00f9 farebbe una bella differenza. Senza contare che nel 2050 saremo in 9 miliardi. L&#8217;IT ci sfamer\u00e0, problema risolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Invece si stanno ribellando contro le &#8220;corporations&#8221; che si sono impossessate dei loro dati. La ribellione \u00e8 partita dal Texas, dove \u00e8 nata la <a href=\"http:\/\/www.gisc.coop\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Grower Information Services Cooperative <\/a>che dovrebbe contrattare con i data providers.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non conviene dirlo ai texani, per\u00f2 <em>mutatis mutandis<\/em> somiglia a quella creata con l&#8217;aiuto del CABI dai plant doctors pakistani&#8230; Tira e molla, Climate Corporation ha creato un deposito-dati gratuito, per i contadini-clienti che sono gli unici a poterci accedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;<em>Economist <\/em>\u00e8 a favore di un&#8217;agricoltura evidence-based &#8211; e chi non lo \u00e8? &#8211; e del libero mercato che sforna &#8220;tecnologie promettenti&#8221; un giorno s\u00ec e l&#8217;altro pure. Trova che gli agricoltori siano dei conservatori, un tantino ottusi, non capiscono che siamo entrati &#8220;nell&#8217;economia della conoscenza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per\u00f2 alla fine riconosce il &#8220;bigger problem&#8221; comune alle multinazionali del &#8220;prescriptive planting&#8221; e alle BigData companies in generale:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>i contadini diffidano delle societ\u00e0 che spacciano questo nuovo metodo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tace sui motivi della diffidenza, i contratti capestro che BigAgro ha imposto nei decenni scorsi agli agricoltori per impedire loro di cambiare fornitori &#8211; e non solo in USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;alternativa: la mappa delle propriet\u00e0 dei suoli coltivabili, cos\u00ec come l&#8217;ha progettata <a href=\"http:\/\/www.sciencemag.org\/content\/325\/5941\/680.short\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pedro Sanchez<\/a>: open source e open access, da interrogare con un cell per ricevere consigli che prendono in considerazione le pratiche locali. Non per comprare una &#8220;prescrizione&#8221; del tipo tot quintali di sementi X, di diserbante X-1 e di fertilizzante X-2, tempi e dosaggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Menu di oggi: mugugno con incise. Con Silvia S. di Action Aid, parliamo degli &#8220;scopi del millennio&#8221; che l&#8217;Onu deve stabilire entro l&#8217;anno, tra i quali ridurre fame e denutrizione e garantire la sicurezza alimentare. 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