{"id":27562,"date":"2015-04-11T16:02:31","date_gmt":"2015-04-11T14:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=27562"},"modified":"2021-11-13T21:16:41","modified_gmt":"2021-11-13T20:16:41","slug":"opinioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2015\/04\/11\/opinioni\/","title":{"rendered":"Opinioni"},"content":{"rendered":"<p>Su <em>Nature Climate Change<\/em>\u00a0di questo mese, Peter Howe et al. <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nclimate\/journal\/vaop\/ncurrent\/full\/nclimate2583.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pubblicano<\/a> i risultati dello Yale Climate Opinion Study 2014 su quanti americani &#8220;credono&#8221; o meno nel riscaldamento globale.\u00a0Paper a pagamento, ma c&#8217;\u00e8 un sito <a href=\"http:\/\/environment.yale.edu\/poe\/v2014\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">con i dati<\/a>.<\/p>\n<p>In media nazionale, il 63% ci crede, il 18% no, ma con grandi differenze tra uno stato e l&#8217;altro: dal 57% della Louisiana al 75% delle Hawaii. Ci sono anche i dati per circoscrizione elettorale e per contea.<\/p>\n<p>La propaganda di BigOil per &#8220;vendere dubbio&#8221; e l&#8217;illusione di una controversia tra scienziati \u00e8 tuttora efficace: solo il 41% pensa che la maggior parte degli scienziati concordi sull&#8217;esistenza del risc-glob, e la percezione dei rischi \u00e8 mediamente ottimista. Anche qui, le differenze sono interessanti: negli stati colpiti da eventi estremi come la Californiana o New York, prevale il pessimismo.<\/p>\n<p>Sembra strano dopo la vittoria dei repubblicani ultra-liberisti alle ultime elezioni, ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;ampia maggioranza a favore di interventi pubblici per ridurre le emissioni di CO2, anche se interferiscono con il libero mercato. A quanto pare non fa presa la campagna allarmista del <em>Wall Street Journal<\/em>, Fox News e altri organi di disinformazione per convincere gli americani che lo sviluppo delle rinnovabili sta portando al disastro economico.<\/p>\n<p>Sono favorevoli a<\/p>\n<ul>\n<li>finanziare la ricerca di fonti di energia rinnovabili: 77%<\/li>\n<li>regolamentare la CO2 come inquinante: 74%<\/li>\n<li>imporre limiti stringenti alla CO2 emessa da centrali a carbone: 63%<\/li>\n<li>esigere che il 20% dell&#8217;elettricit\u00e0 sia prodotta da fonti rinnovabili: 61%<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non mi aspettavo che il 44% fosse per una carbon tax, se venisse restituita ai cittadini &#8211; un&#8217;idea cara a Jim Hansen &#8211; e soltanto il 25% contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>L&#8217;<em>Economist<\/em> oggi pubblica un doppio grafico interessante: nel 2014 gli investimenti in energia solare ed eolica sono aumentati di pi\u00f9 nei paesi in via di sviluppo, d&#8217;altronde sono quelli che<a href=\"http:\/\/urbanscooters.com\/mp\/images\/aaaaa.jpg\"> rendono di pi\u00f9 <\/a>nel primo, secondo e terzo mondo. E questo \u00e8 il grafico del <a href=\"http:\/\/www.rmi.org\/electricity_grid_defection\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rocky Mountain Institute <\/a>per gli USA (non ho ancora letto il rapporto citato dall<em>&#8216;Economist<\/em>):<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rmi.org\/Content\/Images\/Grid_Defector_es1.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\nNelle Hawaii l&#8217;elettricit\u00e0 solare \u00e8 gi\u00e0 il 50% del totale consumato, ma l\u00ec era pi\u00f9 conveniente che in Texas!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nclimate\/journal\/vaop\/ncurrent\/full\/nclimate2577.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sol Hart et al. <\/a>analizzano le reazioni di conservatori e liberali alle notizie sui cambiamenti climatici. Dall&#8217;abstract<\/p>\n<p><em>Attention to science news was associated with greater perceptions of harm and knowledge for conservatives, but only additional knowledge for liberals. Supporting the literacy model, greater knowledge was associated with more support for climate mitigation for liberals. In contrast, consistent with motivated reasoning, more knowledgeable conservatives were less supportive of mitigation policy. In addition, attention to political news had a negative association with perceived harm for conservatives but not for liberals.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;ideologia, insomma, &#8220;amplifica o smorza il discorso dei media&#8221;. A me sembra che in generale conservatori e liberali ascoltino il discorso che ne conforta l&#8217;ideologia. Non credo molto alla validit\u00e0 del literacy model e del motivated reasoning model.<\/p>\n<p>Pensiamo spesso di aver &#8220;buone ragioni&#8221; anche quando si contraddicono o sono smentite dall&#8217;evidenza e perfino dalla nostra stessa esperienza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nclimate\/journal\/vaop\/ncurrent\/full\/nclimate2597.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">D.B. Tindall e Georgia Piggot<\/a> si occupano dell&#8217;opinione pubblica canadese dal punto di vista delle reti sociali e scoprono l&#8217;acqua calda:<\/p>\n<p><em>having social ties to environmental organization members increases the likelihood that an individual member of the public has a plan to deal with climate change.<\/em><br \/>\n<em><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sciencenordic.com\/sites\/default\/files\/imagecache\/620x\/galleriforside.jpg\" alt=\"\" \/>\u00a0\u00a0<\/em><br \/>\nInvece c&#8217;\u00e8 un <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nclimate\/journal\/vaop\/ncurrent\/full\/nclimate2590.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">paper<\/a> interessante di ricercatori danesi che hanno studiato in Groenlandia e in laboratorio l&#8217;evoluzione del permafrost (a pagamento, ma nei<a href=\"http:\/\/cenperm.ku.dk\/news\/arctic-heating-from-within\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> materiali supplementari<\/a> scrivono come hanno fatto). Contraddice in parte quello di <a href=\"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/2015\/04\/09\/chimica-estrema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Schuur et al.<\/a> che segnalavo gioved\u00ec, che prevede un rilascio lento e molto graduale di gas serra. Dipende dalla composizione locale del suolo, ma una volta avviata la fusione, appena la temperatura sale per un po&#8217; da 0,5 a 5\u00b0C, i microbi si danno alla pazza gioia<\/p>\n<p><em>\u00a0the impact of climate changes on natural organic soils can be accelerated by microbial heat production with crucial implications for the amounts of carbon being decomposed.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Nel modello danese, la temperatura e la decomposizione del carbonio si rafforzano a vicenda: nei prossimi 50-100 anni i microbi contribuiscono sempre di pi\u00f9 al riscaldamento. Rischiano di scomparire per primi i &#8220;middens&#8221; (ital? i resti di cibo e di attivit\u00e0 varie), &#8220;<a href=\"http:\/\/sciencenordic.com\/rising-temperatures-could-destroy-greenlands-archaeological-treasures\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i tesori archeologici della Groenlandia<\/a>&#8221; studiati per capire la storia e la cultura delle prime popolazioni arrivate sull&#8217;isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sulle <em>Geophys. Res.Lett<\/em>., <a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/enhanced\/doi\/10.1002\/2015GL063045\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Braddock Lindsey<\/a> et al. ricostruiscono la temperatura alla superficie marina &#8211; usando la composizione di coralli delle Fiji, di Tonga e Rarotonga<em>\u00a0<\/em>come proxies &#8211; dal 1791 a oggi nella zona del Pacifico sud-occidentale &#8220;sensibile all&#8217;oscillazione decennale&#8221; (PDO). L&#8217;oscillazione ci mette da 20 a 25 anni a passare dalla fase in cui manda il calore in profondit\u00e0 a quella in cui la rilascia in superficie. Dal 1950 l&#8217;oscillazione coincide bene con l&#8217;andamento della temperatura nello strato superiore dell&#8217;oceano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Stando all&#8217;indice PDO, la fase positiva (calda) \u00e8 iniziata<a href=\"http:\/\/research.jisao.washington.edu\/pdo\/PDO.latest\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> l&#8217;anno scorso<\/a>. Ci mette un po&#8217; a liberare il calore accumulato &#8211; molto pi\u00f9 rapidamente dal 1950 che fino al 1930 &#8211; il quale dovrebbe influire parecchio sulla temperatura globale entro il 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cos\u00ec sarebbe confermata l&#8217;accelerazione prevista da Steven J. Smith et al. su <em><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nclimate\/journal\/v5\/n4\/full\/nclimate2552.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nature Climate Change<\/a><\/em>, confrontando le variazioni dall&#8217;anno mille in poi con la crescita delle emissioni di gas serra:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>present trends in greenhouse-gas and aerosol emissions are now moving the Earth system into a regime in terms of multi-decadal rates of change that are unprecedented for at least the past 1,000 years. The rate of global-mean temperature increase in the CMIP5 archive over 40-year periods increases to 0.25 \u00b1 0.05 \u00b0C (1?) per decade by 2020, an average greater than peak rates of change during the previous one to two millennia. Regional rates of change in Europe, North America and the Arctic are higher than the global average.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Yeah, but it&#8217;s more complicated than that, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JrJJxn-gCdo&amp;feature=youtu.be\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">climate is the whole, or it&#8217;s nothing<\/a>\u00a0(bel video sui modelli di Gavin Schmidt)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"text-align: left;\">Forse <\/span>Giustino<span style=\"text-align: left;\"> sar\u00e0 deluso, perch\u00e9 Andrea (non Rampado) ha liquidato in poche righe il <\/span><a style=\"text-align: left;\" href=\"http:\/\/arxiv.org\/ftp\/arxiv\/papers\/1504\/1504.01261.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">testo<\/a><span style=\"text-align: left;\"> di Norman Cook e Andrea Rossi. Il problema \u00e8 che la storia si ripete dal 1926 con poche variazioni.\u00a0Il\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/arxiv.org\/ftp\/arxiv\/papers\/1504\/1504.01261.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">20 aprile 1989<\/a>, <\/strong>Richard Garwin demoliva la\u00a0<\/span><span style=\"text-align: left;\">fisica creativa dei FuFisti con argomenti tuttora validi e concludeva:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Within the next few weeks, experiments will surely show whether cold fusion is taking place; if so, it will teach us much besides humility and may indeed provide insight into significant geophysical puzzles. Large heat release from fusion at room temperature would be a multi-dimensional revolution. I bet against its confirmation.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A proposito, Justin Cheng et al. <strong><a href=\"http:\/\/arxiv.org\/pdf\/1504.00680v1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">propongono <\/a><\/strong>un sistema di machine learning per distinguere subito i FBU (future banned users, suddivisi in Hi e Lo) sotto qualunque nick dai NBU (not banned users). Sconsigliano la cancellazione automatica per\u00f2:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>While we present effective mechanisms for identifying and potentially weeding antisocial users out of a community, taking extreme action against small infractions can exacerbate antisocial behavior (e.g., unfairness can cause users to write worse). Though average classifier precision is relatively high (0.80), one in five users identified as antisocial are nonetheless misclassified. Whereas trading off overall performance for higher precision and have a human moderator approve any bans is one way to avoid incorrectly blocking innocent users, a better response may instead involve giving antisocial users a chance to redeem themselves<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Morale: Don&#8217;t Feed The Trolls.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Nature Climate Change\u00a0di questo mese, Peter Howe et al. pubblicano i risultati dello Yale Climate Opinion Study 2014 su quanti americani &#8220;credono&#8221; o meno nel riscaldamento globale.\u00a0Paper a pagamento, ma c&#8217;\u00e8 un sito con i dati. 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