{"id":27709,"date":"2015-04-30T15:23:12","date_gmt":"2015-04-30T13:23:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=27709"},"modified":"2021-11-13T22:44:15","modified_gmt":"2021-11-13T21:44:15","slug":"la-cina-e-vicina-os-digest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2015\/04\/30\/la-cina-e-vicina-os-digest\/","title":{"rendered":"La Cina \u00e8 vicina &#8211; O&#039;s digest"},"content":{"rendered":"<p><em>Nature<\/em> fa uno sconto del 50% a chi si abbona adesso, maledetti&#8230;\u00a0Pubblica un <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v520\/n7549_supp\/full\/520S1a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">supplemento <\/a>sulla ricerca in Cina, un tantino diplomatico perch\u00e9 risulta da una conferenza &#8220;ospitata&#8221; dalla rivista nell&#8217;ottobre scorso a Shanghai, con parecchi articoli validi anche per il resto del mondo come\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v520\/n7549_supp\/full\/520S10a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Raising standards<\/a>\u00a0ed\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v520\/n7549_supp\/full\/520S18a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Evaluation: Moving away from metrics<\/a> (magari&#8230;).<\/p>\n<p>Guarda caso, sono stati ricercatori cinesi a pubblicare, su una rivista cinese, la prima ricerca di &#8220;germline editing&#8221; &#8211; un&#8217;ingegneria genetica che modifica il genoma di tutte le cellule del corpo e, se l&#8217;embrione risulta vitale, rende le modifiche ereditarie con effetti impossibili da prevedere (mica si sa in anticipo con quale linea germinale il modificato incrocer\u00e0 la propria e i cambiamenti saranno compatibili o no!).<\/p>\n<p>Hanno scatenato un putiferio etico che non si placa, scrivevano ieri David Cyranovksi e Sarah Reardon, li avevo gi\u00e0 citati, oggi David C. e Daniel Cressey parlano dei problemi etici che riguardano &#8220;il processo editoriale&#8221; e proprio di <em>Nature<\/em> (ne ha gi\u00e0 abbastanza, dopo il disastro delle <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/doifinder\/10.1038\/520600a\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">STAPs giapponesi<\/a>&#8230;) e <em>Science <\/em>(dopo il disastro dell&#8217;embrione umano che pareva clonato e invece&#8230;)<\/p>\n<p><em>Lead author Junjiu Huang of Sun Yat-sen University in Guangzhou, China, says that <a href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.1007\/s13238-015-0153-5; 2015\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">the paper<\/a>, published on 18 April in the Beijing-based online journal Protein &amp; Cell\u00a0\u00a0was rejected by Nature and Science, in part because of ethical objections. Both journals keep details of their review processes confidential (Nature\u2019s news team is editorially independent of its research editorial team), but acknowledge that gene-editing of human embryos is a complicated issue for them.<\/em><\/p>\n<p>I responsabili delle pubblicazioni scientifiche spiegano perch\u00e9 si tratta di &#8220;una questione complicata&#8221;, poi arriva la sorpresa:<\/p>\n<p><em>Springer, the publisher of\u00a0Protein &amp; Cell, confirmed that the journal had checked the researchers\u2019 institutional approval and the consent forms from the embryo donors. They also confirmed that the study was compliant with the Helsinki declaration on human-medical-research ethics and with Chinese law.<\/em><br \/>\n<em>The paper sped through\u00a0Protein &amp; Cell\u2019s review process: it was submitted on <strong>30\u00a0March and accepted on 1\u00a0April<\/strong>. A spokesperson for Springer said that the paper was submitted with peer-review comments from\u00a0<\/em>Nature<em>\u00a0and\u00a0<\/em>Science<em>\u00a0and that the authors had made revisions on the basis of these, which facilitated the fast review. Another round of peer review was conducted in the two-day gap between submission and acceptance, said the spokesperson.<\/em><br \/>\n<em>Two days is \u201cquite long\u201d, says the journal\u2019s editor-in-chief, Zihe Rao. \u201cYou can e-mail the article to everyone at once. It\u2019s not like the old days.<\/em><\/p>\n<p>Due giorni &#8220;un tempo molto lungo&#8221;?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/news\/nih-reiterates-ban-on-editing-human-embryo-dna-1.17452\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gli NIH<\/a> hanno ribadito che la moratoria resta valida.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Paper importante di <strong><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v520\/n7549\/full\/nature14412.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alassane Mbengue et al<\/a><\/strong>. sull&#8217;evoluzione della resistenza del plasmodio all&#8217;artemisinina (ce n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 di una, ma semplifico). Hanno scoperto che il farmaco inibisce la produzione di una chinasi &#8211; gi\u00e0 nota come marcatore della resistenza &#8211; e soprattutto il gene mutato che la produce lo stesso, e l&#8217;hanno verificato trasferendolo in plasmodi non resistenti.<\/p>\n<p>Con lo stesso sistema, adesso si pu\u00f2 cercare un farmaco contro la malaria che sia capace di bloccare quel gene, almeno fino alla prossima mutazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/2009.igem.org\/wiki\/images\/thumb\/3\/31\/P53_with_DNA.png\/385px-P53_with_DNA.png\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La proteina p53 con in verticale il DNA (del gene) che la codifica<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Pleiotropismo, again<\/strong><\/p>\n<p>Anche quello di Yunhua Liu et al. <strong><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v520\/n7549\/full\/nature14418.html#ref11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">merita<\/a><\/strong>. Si occupano di un gene superstar: il <em>TP53<\/em> conservato in miriadi di organismi e per ora l&#8217;unico al quale \u00e8 stato dedicato un <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/books\/2014\/nov\/21\/p53-the-gene-that-cracked-the-cancer-code-by-sue-armstrong-review\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intero libro divulgativo<\/a> (pure bello, care socie e cari soci del <em>Drosophila melanogaster<\/em>&#8216;s Genetics &amp; Neuroscience Fan Club anche se lo sarebbe ancora di pi\u00f9 se dedicasse un capitolo ai contributi della nostra amata moscerina).<\/p>\n<p>Per anni si pensava che la sua proteina (p53) causasse il cancro, e poi s&#8217;\u00e8 scoperto che faceva l&#8217;esatto contrario. Quando il gene era disattivato da mutazioni, insorgevano tumori e metastasi. Da allora si fa di tutto per riattivarlo senza riuscirci, ma &#8211; come cercavo di spiegare nel caso della SMA1 &#8211; \u00a0i geni sono pleiotropici: abbiamo circa 20 mila geni e almeno 200 mila proteine, quindi un gene non produce un&#8217;unica proteina, semmai ne produce di pi\u00f9 rispetto ad altri geni, ma nel mucchio \u00e8 quasi sicuro che un paio d&#8217;altri lo fanno. Se sono presenti nel genoma in molte copie, suppliscono, se no si pu\u00f2 cercare di rafforzarli.<\/p>\n<p>Altra faccia del pleiotropismo: a meno che i &#8220;supplenti&#8221; non siano geni specializzati in una proteina che, nel contesto di una malattia, diventa dannosa. Be&#8217;, per oggi fine di biologia per debuttanti.<\/p>\n<p>Nel caso del tumore del colon, uno dei pi\u00f9 frequenti, Yunhua Liu <em>et al.<\/em><\/p>\n<p><em>demonstrate that genomic deletion of\u00a0TP53\u00a0frequently encompasses <strong>essential neighbouring genes<\/strong>, rendering cancer cells with hemizygous TP53 deletion vulnerable to further suppression of such genes. POLR2A is identified as such a gene that is almost always co-deleted with TP53 in human cancers. (&#8230;) POLR2A expression levels are tightly correlated with its gene copy numbers in human colorectal cancer.<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 ci sono copie del <em>POLR2A<\/em>, pi\u00f9 aumenta la polimerasi dell&#8217;RNA dalla quale prende il nome e pi\u00f9 si riproducono le cellule tumorali e i loro geni difettosi. Per\u00f2<\/p>\n<p><em>Suppression of POLR2A with alpha-amanitin or small interfering RNAs selectively inhibits the proliferation, survival and tumorigenic potential of colorectal cancer cells with hemizygous TP53 loss in a p53-independent manner.<\/em><\/p>\n<p>Solo che l&#8217;alfa-amanitina \u00e8 tossica.<br \/>\n<em>However, we found that alpha-amanitin-based antibody\u2013drug conjugates are highly effective therapeutic agents with reduced toxicity.<\/em><\/p>\n<p>In attesa di conferme, as usual.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Il gruppo <a href=\"http:\/\/waisdivide.unh.edu\/\">WAIS Divide<\/a>\u00a0ha ricostruito il tempo<strong><a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v520\/n7549\/full\/nature14401.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> che ci metteva <\/a><\/strong>la &#8220;brusca&#8221; oscillazione\u00a0calda\/fredda\u00a0dell&#8217;Artico ad arrivare in Antartide alla fine dell&#8217;ultima era glaciale, durante gli eventi di\u00a0Dansgaard-Oeschger.<\/p>\n<p>Alcuni paleoclimatologi pensavano che il riscaldamento in Groenlandia era pi\u00f9 o meno contemporaneo al raffreddamento al polo Sud, era l&#8217;ipotesi dell&#8217;altalena polare. Nei modelli di altri &#8211; tra cui Eric Steig &#8211; ci volevano circa 400 anni per la sola andata.<\/p>\n<p>Invece nel rapporto tra ossigeno-18 e ossigeno-16 delle carote di ghiaccio, hanno trovato un ritardo di 218 anni +\/-92 fra i picchi di freddo e caldo. Idem nel caso di brusco raffreddamento in Groenlandia. Circa un secolo perch\u00e9 l&#8217;Antartide cominci a reagire. Pi\u00f9 o meno il ritardo stimato dai modelli perch\u00e9 reagisca alla fusione di ghiacci e ghiacciai artici, ma senza raffreddarsi per via dell&#8217;aumento dei gas serra in atmosfera e della temperatura degli oceani.<\/p>\n<p>Il\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Delta-O-18\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Delta<sup>18<\/sup>O<\/a> &#8211; per chi se lo fosse scordato &#8211; \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 equivalente ai gradi Celsius usata dal dott. Enzo &#8220;i gas serra non hanno effetto serra&#8221; Pennetta &amp; Co. per misurare la\u00a0<a href=\"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2013\/08\/20\/i-peccati-del-prof-pennetta\/\">temperatura globale<\/a>, penso quindi che commenteranno il paper con la solita competenza.<\/p>\n<p>Io mi astengo: Eric Steig del WAIS D. lo fa da<a href=\"http:\/\/www.realclimate.org\/index.php\/archives\/2015\/04\/how-long-does-it-take-antarctica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<strong>Real Climate<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nature fa uno sconto del 50% a chi si abbona adesso, maledetti&#8230;\u00a0Pubblica un supplemento sulla ricerca in Cina, un tantino diplomatico perch\u00e9 risulta da una conferenza &#8220;ospitata&#8221; dalla rivista nell&#8217;ottobre scorso a Shanghai, con parecchi articoli validi anche per il resto del mondo come\u00a0Raising standards\u00a0ed\u00a0Evaluation: Moving away from metrics (magari&#8230;). 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