{"id":2925,"date":"2010-05-12T12:11:58","date_gmt":"2010-05-12T11:11:58","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=2925"},"modified":"2021-08-21T17:18:33","modified_gmt":"2021-08-21T15:18:33","slug":"bio-insostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2010\/05\/12\/bio-insostenibile\/","title":{"rendered":"Bio-insostenibile?"},"content":{"rendered":"<p>Sulle <em>Ecology Letters<\/em>, Doreen Gabriel et al. dell&#8217;universit\u00e0 di Leeds pubblicano &#8220;<a href=\"www3.interscience.wiley.com\/journal\/123417154\/abstract\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scales matters<\/a>: the impact of organic farming on biodiversity at different spatial scales&#8221;. Usando una trentina di parametri, hanno confrontato la resa di 192 campi appartenenti a 32 fattorie, met\u00e0 che praticavano l&#8217;agricoltura organica e met\u00e0 no, e l&#8217;aumento della biodiversit\u00e0 (uccelli, insetti, piante, lombrichi) nel Central South West e nei North-Midlands.<\/p>\n<p>In media la resa bio era era inferiore del 55%, la biodiversit\u00e0 maggiore del 12,6%.<\/p>\n<p>Conclusioni: su piccola scala l&#8217;agricoltura organica giova poco alla biodiversit\u00e0, su grande scala di pi\u00f9 e anche la resa migliora un po&#8217;; nelle zone dove la biodiversit\u00e0 totale \u00e8 pi\u00f9 elevata (gli &#8220;hotspots&#8221;), lo sono anche i parassiti e gli agricoltori bio devono usare pi\u00f9 antiparassitari; viste le rese pi\u00f9 che dimezzate, &#8220;non \u00e8 sostenibile promuovere l&#8217;agricoltura organica come unico metodo&#8221;, <a href=\"http:\/\/www.fbs.leeds.ac.uk\/research\/bulletin\/index_2010.php?id=1094\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dice<\/a> David Benton, il\u00a0responsabile della ricerca.<\/p>\n<p>Nelle precedenti ricerche di questo tipo,\u00a0l&#8217;incremento di\u00a0biodiversit\u00e0\u00a0risaltava di pi\u00f9\u00a0perch\u00e9, dice sempre Benton, i campi erano piccolini e\u00a0avevano attorno pi\u00f9 siepi e\u00a0boschi. Partivano &#8220;vantaggiati&#8221;, perci\u00f2 ha\u00a0&#8220;sottratto questi paesaggi dalle equazioni&#8221;. Il che semplifica il confronto con l&#8217;agricoltura tradizionale, ma sottrae dalle equazioni anche\u00a0la resa\u00a0economica dell&#8217;agriturismo,\u00a0pi\u00f9\u00a0frequente in quei\u00a0paesaggi\u00a0che tra le\u00a0monocolture.<\/p>\n<p>Comunque a parit\u00e0 di resa\u00a0l&#8217;agricoltura bio\u00a0richiede un&#8217;estensione doppia rispetto all&#8217;altra, quindi<\/p>\n<blockquote><p>E&#8217; un lusso che non ci possiamo permettere. (&#8230;) Per soddisfare la domanda futura di produzione alimentare, dobbiamo continuare a coltivare le nostre aree pi\u00f9 produttive nel modo pi\u00f9 intensivo possibile, e potenzialmente compensarne gli effetti gestendo i terreni rimanenti esclusivamente come riserve naturali.<\/p><\/blockquote>\n<p>La previsione su una crescita dell&#8217;appetito britannico per la verdura locale non mi pare confermata da altre fonti e, a parte il principe Carlo e seguaci, non so chi promuova l&#8217;agricoltura bio come &#8220;unico metodo&#8221;. Una sua maggiore diffusione sar\u00e0 forse un lusso nel Regno Unito. Nell&#8217;Unione Europea con le sue eccedenze alimentari, forse no. Nel terzo mondo, no di certo: per i contadini poveri che sono la stragrande maggioranza, \u00e8 l&#8217;unico metodo sostenibile finch\u00e9 non potranno permettersi gli altri.<\/p>\n<p>Vado a Sassari a parlare di biodiversit\u00e0,\u00a0torno domenica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulle Ecology Letters, Doreen Gabriel et al. dell&#8217;universit\u00e0 di Leeds pubblicano &#8220;Scales matters: the impact of organic farming on biodiversity at different spatial scales&#8221;. 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