{"id":328,"date":"2007-06-02T13:47:55","date_gmt":"2007-06-02T11:47:55","guid":{"rendered":"http:\/\/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it\/2007\/06\/02\/vive-la-difference\/"},"modified":"2021-08-04T20:27:21","modified_gmt":"2021-08-04T18:27:21","slug":"vive-la-difference","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2007\/06\/02\/vive-la-difference\/","title":{"rendered":"Vive la diff\u00e9rence"},"content":{"rendered":"<p>Amanda Hawn e Morn\u00e9 du Plessis dell&#8217;universit\u00e0 di Citt\u00e0 del Capo, e Andrew Radford dell&#8217;universit\u00e0 di Bristol pubblicano\u00a0sull&#8217;ultimo numero di <em>Current Biology<\/em> l&#8217;analisi di\u00a024 anni di registrazioni anagrafiche riguardanti le upupe purpuree.<\/p>\n<p>L&#8217;idea prevalente\u00a0era che a riprodursi tardi,\u00a0maschi e femmine\u00a0ci\u00a0rimettevano entrambi in termini di successo riproduttivo, cio\u00e8 del numero di figli sopravvissuti fino all&#8217;et\u00e0 adulta. Invece no. Mentre gli upupi che appena pronti s&#8217;accoppiano diventano padri di tanti upupini, le upupe che fanno altrettanto hanno un elevato\u00a0tasso di morte prematura, per lo stress e la fatica di allevare la prole.<\/p>\n<p>Nella prima stagione degli amori magari va tutto bene, ma alla seconda o terza, la mamma \u00e8 mancata e non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessun neonato da iscrivere all&#8217;anagrafe. Il padre d\u00e0 una mano, \u00e8 vero, le upupe praticano il &#8220;cooperative breeding&#8221;, ma non \u00e8 che si sacrifichi pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>Morale biologica: se maschi, \u00e8 meglio cominciare appena pronti e\u00a0se femmine rimandare, per cui la coppia ideale \u00e8 composta da uno sbarbino e da una stagionata.\u00a0Morale politica:\u00a0se la Repubblica italiana che oggi compie una certa et\u00e0 fosse impalmata da un trentenne invece del\u00a0solito ultrasettantenne, l&#8217;unione &#8211; minuscola, n\u00e8 &#8211; potrebbe essere feconda.<\/p>\n<p><strong>Come si capisce che la differenza c&#8217;\u00e8<\/strong><\/p>\n<p>Detto questo, siamo nel tricentenario di Linneo e della classifica per specie delle creature: quello che voglio segnalare sul serio da <em>Current Biology<\/em> \u00e8 una rassegna di Frederick Cohan ed Elizabeth Perry su come si fa a distinguere una specie di batterio da un&#8217;altra, insomma quali sono le &#8220;unit\u00e0 fondamentali della diversit\u00e0 batterica&#8221;.<\/p>\n<p>Dato l&#8217;argomento\u00a0gli autori hanno\u00a0una visione molto meno angusta di quella che ci si aspettava. Dovrebbe interessare\u00a0i genetisti dei microbi, gli specialisti\u00a0della loro\u00a0nomenclatura,\u00a0sistematica ecc.\u00a0e anche\u00a0quelli come me che\u00a0a ogni\u00a0annuncio &#8220;scoperte migliaia di nuovi batteri&#8221; alzano le spalle.<\/p>\n<p>Ma va l\u00e0, pensano, prima spiegateci come fate a capire che sono nuovi davvero, mentre pare che che si scambino geni lateralmente con chiunque capita e della barriera di specie si facciano un baffo.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo \u00e8 gratis <a href=\"http:\/\/www.current-biology.com\/content\/article\/fulltext?uid=PIIS0960982207011347\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">on-line<\/a>, forse perch\u00e9 dovrebbe far discutere parecchio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amanda Hawn e Morn\u00e9 du Plessis dell&#8217;universit\u00e0 di Citt\u00e0 del Capo, e Andrew Radford dell&#8217;universit\u00e0 di Bristol pubblicano\u00a0sull&#8217;ultimo numero di Current Biology l&#8217;analisi di\u00a024 anni di registrazioni anagrafiche riguardanti le upupe purpuree. 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