{"id":340,"date":"2007-06-07T09:33:47","date_gmt":"2007-06-07T07:33:47","guid":{"rendered":"http:\/\/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it\/2007\/06\/07\/oh-cosi-si-fa\/"},"modified":"2021-08-03T22:03:51","modified_gmt":"2021-08-03T20:03:51","slug":"oh-cosi-si-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2007\/06\/07\/oh-cosi-si-fa\/","title":{"rendered":"Oh, cos\u00ec si fa."},"content":{"rendered":"<p>Nella ricerca sulle\u00a0cellule staminali embrionali, i\u00a0risultati che fanno pi\u00f9 clamore sono sempre quelli che poi si dimostrano difficilissimi da riprodurre. Che\u00a0suscitano tanti dubbi e sospetti,\u00a0insomma.<\/p>\n<p>Era successo anche l&#8217;anno scorso a Shinya Yamanaka e colleghi all&#8217;universit\u00e0 di Kyoto,\u00a0quando avevano scritto su <em>Cell<\/em> che avevano tratto staminali pluripotenti come quelle di un embrione, da cellule chiamate fibroblasti. Le avevano prese nella pelle di topolini e, attraverso un retrovirus, ci avevano inserito &#8220;fattori di trascrizione&#8221;. Sono proteine in grado di riprogrammare i geni, cos\u00ec s&#8217;attivano gli stessi che normalmente si attivano nei primi giorni di un embrione. Le cellule figliano staminali che possono figliare cellule differenziate, capaci di produrre tutti i tessuti del futuro organismo.<\/p>\n<p>Quelle di Yamanaka erano staminali pluripotenti davvero o c&#8217;era sotto un trucco?<br \/>\nTre\u00a0gruppi diversi &#8211; il suo, quello di Rudolf Jaenisch (Whitehead) e di Konrad Hochedlinger\u00a0(Harvard Stem Cell Institute) e Kathrin Plath (univ. California) si sono messi d&#8217;accordo per usare tutti\u00a0lo stesso sistema, pi\u00f9 alcune migliorie,\u00a0e hanno ottenuto\u00a0risultati\u00a0simili.\u00a0Oggi li pubblicano su <em>Nature<\/em> e su <em>Cell<\/em>.<\/p>\n<p>Il sistema ancora non \u00e8 perfetto,\u00a0un 20% di quelle staminali sono\u00a0cancerogene forse per colpa del retrovirus usato\u00a0per modificarne le cellule genitrici.\u00a0Comunque per ora, funziona nei topi e, come dice Yamanaka, &#8220;non c&#8217;\u00e8 bisogno di ovuli, n\u00e9 di embrioni&#8221;.<br \/>\nE nemmeno di clonare embrioni con geni nucleari umani dentro un ovulo di mucca o di coniglia.<\/p>\n<p>Penso che ne parlino tutti i giornali. Ma vi segnalo <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/news\/2007\/070604\/full\/447618a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;articolo<\/a> di David Cyranoski perch\u00e9 era stato lui a indagare per primo sullo scandalo Hwang, \u00e8 uno attento.<\/p>\n<p>Aggiungo solo due cose.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;opinione pubblica non \u00e8 contenta &#8211; per vari motivi, morali per esempio &#8211; di come si fanno certe ricerche, pu\u00f2 star certa che gli scienziati cercheranno una soluzione migliore. E magari la troveranno.<\/p>\n<p>E non so voi, ma mi fido di pi\u00f9\u00a0quando non\u00a0ci sono di mezzo brevetti\u00a0o richieste di brevetti, e\u00a0tutti condividono liberamente dati\u00a0e ricette.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella ricerca sulle\u00a0cellule staminali embrionali, i\u00a0risultati che fanno pi\u00f9 clamore sono sempre quelli che poi si dimostrano difficilissimi da riprodurre. Che\u00a0suscitano tanti dubbi e sospetti,\u00a0insomma. 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