{"id":34278,"date":"2019-01-25T17:23:14","date_gmt":"2019-01-25T16:23:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=34278"},"modified":"2022-02-25T17:31:05","modified_gmt":"2022-02-25T16:31:05","slug":"la-macchina-della-disinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2019\/01\/25\/la-macchina-della-disinformazione\/","title":{"rendered":"&quot;La macchina della disinformazione&quot;"},"content":{"rendered":"<p>Su <em>Science<\/em> di oggi, Nir\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/content\/363\/6425\/374\">Grinberg et al. <\/a><\/strong>coordinati da <a href=\"https:\/\/www.hks.harvard.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">David Lazer<\/a>, pubblicano i risultati dell&#8217;ennesima ricerca sull&#8217;origine e la diffusione di fake news su Twitter durante la campagna per le presidenziali statunitensi nel 2016. Di particolare ha: la scelta dell&#8217;open access su un tema di interesse collettivo; la coincidenza con scoperte recenti dell&#8217;inchiesta Russiagate e con l&#8217;arresto di Roger Stone delegato da Trump a disinformare su Hillary Clinton; la definizione di &#8220;fake news&#8221; in una democrazia ecc.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 scritta bene gi\u00e0 dall&#8217;incipit storico:<\/p>\n<blockquote><p><em>In 1925,\u00a0Harper\u2019s Magazine\u00a0published an article titled \u201cFake news and the public,\u201d decrying the ways in which emerging technologies had made it increasingly difficult to separate rumor from fact.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E&#8217; cos\u00ec da quando esiste il passaparola, ovviamente, ma nel 1925 era presidente Calvin Coolidge che aveva ereditato un&#8217;amministrazione pi\u00f9 sfacciatamente corrotta del solito, i quotidiani si moltiplicavano grazie alle nuove rotative e aumentavano la tiratura grazie a scandali in cui erano implicati politici, milionari, gangster e pupe. Secondo gli storici, Coolidge \u00e8 stato un presidente mediocre, ma onesto e non una fonte quotidiana di fake news.<\/p>\n<p>I risultati confermano ricerche fatte con metodi diversi. L&#8217;1% dei twittanti rappresenta l&#8217;80% dei destinatari di fake news, e lo 0,1% la fonte dell&#8217;80% delle fake news.<\/p>\n<blockquote><p><em>Individuals most likely to engage with fake news sources were conservative leaning, older, and highly engaged with political news. A cluster of fake news sources shared overlapping audiences on the extreme right, but for people across the political spectrum, most political news exposure still came from mainstream media outlets.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il pubblico di Fox News, insomma, per statuto un canale di intrattenimento e non di informazione, che fa parte dei cinque media mainstream pi\u00f9 seguiti. Adesso \u00e8 diventato un organo di propaganda, ma nella campagna elettorale molti repubblicani erano ancora contro Trump e diffondeva meno fake news. Si vede bene nella <a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/content\/sci\/363\/6425\/374\/F5.large.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">figura 5<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Consumers of content from fake news sources were often exposed to multiple fake news sources. Of the 7484 nonoutlier panel members exposed to at least two fake news URLs, 95.6% of them saw URLs from at least two fake news sources, and 56.4% encountered URLs from at least five. In summary, fake news sources seem to have been a niche interest.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il <em>New York Times<\/em> e il <em>Washington Post<\/em> continuano a essere le fonti di informazioni prevalenti, perch\u00e9 vengono riprese di pi\u00f9 dagli altri media e siti on line.*<br \/>\nFra i rimedi proposti da Lazer et al., c&#8217;\u00e8 il fact checking ma, come FaceBook, Twitter \u00e8 una piattaforma, non un editore. Il problema semmai \u00e8 che i tweet di Trump sono la fonte pi\u00f9 seguita di fake news. Dovrebbe smentirle il direttore della comunicazione della Casa Bianca, assunto da Trump per confermarle e licenziato quando non lo fa.<br \/>\nLa notizia confortante \u00e8 che le fonti di fake news sembrano un &#8220;interesse di nicchia&#8221;. Forse sbaglio, ma spero che sia vero anche qui.\u00f9<\/p>\n<p>Il paper di Lazer et al. \u00e8 commentato da Derek Ruts in &#8220;<a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/content\/363\/6425\/348?sso=1&amp;sso_redirect_count=1&amp;oauth-code=c90b613a-d49d-4bd5-8f62-f9ea8cd92c78\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The misinformation machine<\/a>&#8220;, purtroppo non in open access. Lo confronta con <a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/content\/359\/6380\/1146?ijkey=a8c069d6ff9bdc2beddef154a1a1cadf74186066&amp;keytype2=tf_ipsecsha\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uno uscito<\/a>\u00a0in marzo, &#8220;The spread of true and false news online&#8221;:<\/p>\n<blockquote><p><em>whereas Grinberg\u00a0et al.\u00a0found that online misinformation operates within highly concentrated, small online populations, recent work by Vosoughi\u00a0et al.\u00a0was widely touted as evidence for fast-spreading and persuasive misinformation online. How can these both be true? To untangle them, we have to begin with how each defines misinformation.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Fatto questo, spiega il processo di produzione<\/p>\n<blockquote><p>The process of producing misinformation involves five key elements: publishers, authors, articles, audience, and rumors. Publishers run distribution platforms, which have codes of conduct, style guides, and journalistic guidelines.<\/p><\/blockquote>\n<p>e di consumazione<\/p>\n<blockquote><p><em>Of course, the audience can circulate their impressions, interpretations, or reactions to information among themselves.\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa \u00e8 la seconda fonte di disinformazione, scrive, le &#8220;voci&#8221; sulle quali mancano le ricerche mentre \u00e8 necessario capire<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00a0how fakenews stories transform into rumors and to what extent these rumors can amplify beliefs and infiltrate other communities.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il meccanismo di diffusione potrebbe spiegare perch\u00e9 i conservatori consumano e condividono fake news pi\u00f9 dei &#8220;liberal&#8221;.<\/p>\n<blockquote><p><em>More likely, though, is that liberals embed misinformation in different ways and spread it through means that we, as of now, do not have reliable ways of measuring.\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Forse ha ragione, ma i conservatori propagano anche per le fake news sul clima, l&#8217;inquinamento, le tasse o l&#8217;evoluzione. &#8220;Basta con gli esperti&#8221; \u00e8 uno slogan populista e il populismo piace ai conservatori (nel senso di reazionari) perch\u00e9 mira a ribaltare i cambiamenti invece di parteciparci, IMHO.<\/p>\n<p>*Da anni si dice che\u00a0i media on-line distruggeranno quelli tradizionali sulla scia di FaceBook e un giorno Twitter. Ieri invece, in USA cinque testate d&#8217;informazione nate on-line e gratuite per i lettori hanno annunciato il licenziamento di centinaia di &#8220;reporters&#8221; per evitare la bancarotta. Il <em>NYT<\/em> e il <em>WaPo<\/em> che concedono pochi articoli gratuiti\/mese e hanno abbonamenti flessibili, continuano ad assumere personale. L&#8217;anno scorso hanno dichiarato profitti record.<\/p>\n<p>Sembra un effetto Trump come quello della corruzione ai tempi di Coolidge, concentrato su un duopolio. In USA per\u00f2 delle fondazioni finanziano il giornalismo indipendente,e anche Propublica assume.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Marted\u00ec \u00e8 uscito il primo <a href=\"https:\/\/osservatoriovaccini.it\/rapporto\/send\/0-\/6-primo-rapporto-annuale-osv\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto dell&#8217;Osservatorio Strategie Vaccinali<\/a>. Si basa su un questionario mandato all&#8217;ottantina di direttori dei Dipartimenti di prevenzione, e su dati molto preliminari, tanto pi\u00f9 che solo in Toscana, Puglia e Calabria rispondono a tutte le domande. <a href=\"https:\/\/osservatoriovaccini.it\/blog-dynamic\/77-save-the-date-presentazione-primo-rapporto-osservatorio-strategie-vaccinali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dalla sintesi<\/a>:<\/p>\n<ul>\n<li><em><b>Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Sicilia<\/b> risultano regioni <b>particolarmente virtuose<\/b> in merito all\u2019offerta [gratuita delle vaccinazioni previste dal piano nazionale], in quanto oltre a quella inserita fra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l\u2019offerta \u00e8 stata ampliata con altre vaccinazioni (ad es. encefalite da zecca, epatite A, ecc.) in relazione a specifiche esigenze locali.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Calendario a parte, dalle tabelle in fondo al rapporto sembra che ogni Regione faccia di testa sua. E senza alcun coordinamento:<\/p>\n<blockquote><p><em>meritano di essere esaminati alcuni quesiti per i quali gli intervistati, pur provenendo dalla stessa Regione, hanno fornito risposte anche molto diverse fra loro. [&#8230;]\u00a0Questo rilievo pu\u00f2 essere interpretato come un segnale che evidenzia la profonda complessit\u00e0 dei molteplici aspetti organizzativi del sistema vaccinale: una complessit\u00e0 tale da disorientare gli stessi attori di sistema&#8230;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Chiss\u00e0 gli utenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Anche sul determinismo genetico &#8211; e parecchio razzista &#8211; dell&#8217;intelligenza e del successo negli studi e negli affari, c&#8217;\u00e8 parecchia disinformazione. Per chiarirsi le idee, raccomando di nuovo il <a href=\"https:\/\/blogs.scientificamerican.com\/beautiful-minds\/in-the-nature-nurture-war-robert-plomin-is-fighting-a-losing-battle\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">saggio di Scott Barry Kaufman<\/a>\u00a0per &#8220;Beautiful Minds&#8221;, un blog di <em>Scientific American. <\/em>Lo spunto \u00e8 l&#8217;ultimo libro di Robert Plomin, <em>Blueprint: How DNA makes us who we are<\/em>. Sintesi: no, it doesn&#8217;t.<br \/>\nNel sottotitolo, Kaufman scrive che Plomin conduce una battaglia perdente. Fra i genetisti senz&#8217;altro, ma<\/p>\n<blockquote><p><em>What&#8217;s frustrating is that there seems to be two different Plomins: (a) the careful, responsible scientist who did groundbreaking research in the field and provides the appropriate caveats, and (b) a <strong>publicly unleashed version<\/strong> of Plomin that says outrageous things that aren&#8217;t even supported by his own research.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>grassetto mio. La versione oltraggiosa ha successo tra i razzisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Science di oggi, Nir\u00a0Grinberg et al. coordinati da David Lazer, pubblicano i risultati dell&#8217;ennesima ricerca sull&#8217;origine e la diffusione di fake news su Twitter durante la campagna per le presidenziali statunitensi nel 2016. 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