{"id":34728,"date":"2019-07-07T18:14:04","date_gmt":"2019-07-07T16:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=34728"},"modified":"2022-03-03T18:25:20","modified_gmt":"2022-03-03T17:25:20","slug":"gli-alberi-della-discordia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2019\/07\/07\/gli-alberi-della-discordia\/","title":{"rendered":"Gli alberi della discordia"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Flattery will get you anywhere&#8221;, lettori miei, figurarsi se non dico la mia sul paper di Jean-Fran\u00e7ois Bastin del Crowther Lab all&#8217;ETH di Zurigo et al. tra cui Tom Crowther, parecchio criticato da quando \u00e8 uscito l&#8217;altro ieri su <em>Science<\/em><\/p>\n<blockquote><p><em><a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/365\/6448\/76\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The global tree restoration potential<\/a><\/em><strong><em>\u00a0&#8211; <\/em><a href=\"https:\/\/www.crowtherlab.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/190705_The-global-tree-restoration-potential.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf gratis<\/a>\u00a0<\/strong>&#8211;<strong> <a href=\"https:\/\/ethz.ch\/en\/news-and-events\/eth-news\/news\/2019\/07\/how-trees-could-save-the-climate.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">com. stampa<\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Ci sono state <strong><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2019\/jul\/05\/the-trouble-with-trees-as-a-climate-crisis-solution\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">repliche<\/a><\/strong> all&#8217;articolo un po&#8217; <strong><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2019\/jul\/04\/planting-billions-trees-best-tackle-climate-crisis-scientists-canopy-emissions\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sopra le righe<\/a><\/strong> del <em>Guardian<\/em>, e questa <strong><a href=\"https:\/\/twitter.com\/pepcanadell\/status\/1147066574299377664\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discussione<\/a>\u00a0<\/strong>merita, anche perch\u00e9 \u00e8 beneducata.<\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong><br \/>\nNelle <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-019-01026-8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riviste<\/a><\/strong> che <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41893-019-0277-3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leggo<\/a><\/strong>, la <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-019-00122-z\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riforestazione<\/a><\/strong>\u00a0&#8211; altri link a richiesta &#8211; \u00e8 tornata un hot topic come nel 2008, quando agenzie dell&#8217;Onu avevano partorito il programma\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.un-redd.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation<\/a><\/strong> in Developing Countries, detto REDD. Per farla breve, la Norvegia e una manciata di paesi ricchi, firmatari del protocollo di Kyoto, pagavano quelli poveri per fermare la deforestazione. Ormai li pagano per ospitare conferenze sul da farsi.<\/p>\n<p>REDD ha prodotto un monitoraggio meno soggettivo, per cos\u00ec dire, ma non ha ridotto n\u00e9 le emissioni n\u00e9 il degrado. Invece la<strong><a href=\"https:\/\/redd-monitor.org\/2013\/02\/06\/more-corruption-involving-norwegian-redd-funding-in-tanzania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> corruzione<\/a><\/strong> ha ridotto i <strong><a href=\"https:\/\/unredd.net\/global\/98-announcements\/general\/1279-highlights-from-seminars-on-anti-corruption-for-redd-in-norway.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">finanziamenti<\/a><\/strong>. Ai poveri, REDD doveva anche fornire mezzi di sussistenza alternativi: non \u00e8 successo.<\/p>\n<p>Con il <a href=\"http:\/\/www.bonnchallenge.org\/content\/challenge\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bonn Challenge<\/a> 58 paesi si sono impegnati a restaurare 170 milioni di ettari di foresta entro il 2030. Altri impegni dovrebbero arrivare nelle prossime tappe dell&#8217;Accordo di Parigi.<\/p>\n<p>In attesa dei famosi impianti di &#8220;carbon capture&#8221;, della carbon tax o del carbonio a $250-500\/tonn., piantare alberi \u00e8 una scelta obbligata se si vuol tentare di limitare il riscaldamento globale a 2\u00b0 C in pi\u00f9 entro fine secolo.<\/p>\n<p>Finora gli impegni sono andati come quelli di ridurre le emissioni di gas serra. Fra i Tropici molte foreste sono state abbattute e sostituite con piantagioni di palme da olio, cacao, caucci\u00f9. Con Bolsonaro la deforestazione dell&#8217;Amazzonia accelera; Trump regala ai petrolieri pezzi di parchi nazionali&#8230;<\/p>\n<p><strong>Fine premessa<\/strong><br \/>\nIl paper di Bastin e colleghi \u00e8 un primo tentativo, quindi bello a prescindere. Hanno usato dati satellitari e molta ricerca precedente &#8211; anche fatta grazie a REDD, va detto &#8211; per quantificare e mappare sui continenti la superficie restaurabile con specie decidue nei singoli paesi, quanto carbonio catturerebbe dalla CO2 atmosferica e quindi, implicitamente, il riscaldamento globale che eviterebbe.<br \/>\nIl tutto in base agli scenari di sviluppo economico (i soliti Representative Concentration Pathways usati per i modelli climatici) RCP 4.5 e RCP 8.5 inseriti dentro degli Earth System Models fatti a bambole russe.<\/p>\n<p><strong>Risultati<\/strong><br \/>\nCon il clima attuale, identificano 1,6 miliardi di ettari in &#8220;ambienti favorevoli alla crescita&#8221; di alberi dalla chioma ampia (oltre a 2,8 miliardi gi\u00e0 coperti da boschi e foreste). Nei 0,9 miliardi n\u00e9 coltivati n\u00e9 urbanizzati<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>oltre il 50% del potenziale restaurativo degli alberi si trova in soltanto sei paesi (in milioni di ettari:<strong>\u00a0<\/strong>Russia, +151; United States, +103; Canada, +78,4; Australia, +58; Brazil, +49,7; e Cina, +40,2).<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Buono a sapersi. Infatti non sono quelli a far discutere climatologi, ecologi, biogeografi e geo-sistemisti. Sanno che gli autori propongono uno strumento da provare e se funziona da migliorare. Non digeriscono la conclusione:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>If these<\/em> [0,9 miliardi di ettari]<em> restored woodlands and forests were allowed to mature to a similar state of existing ecosystems in protected areas, they could store 205 GtC <\/em>[sulle 300 di origine antropica aggiunte finora all&#8217;atmosfera]<em>. Of course, the carbon capture associated with global restoration could not be instantaneous because it would take several decades for forests to reach maturity. <\/em>[&#8230;]\u00a0<em><strong>This places ecosystem restoration as the most effective solution at our disposal to mitigate climate change<\/strong>.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Con i se&#8230; &#8211; e nel testo ce ne sono molti altri &#8211; son capaci tutti.<\/p>\n<p>Il paper stima che, per cominciare, vanno piantati circa 500 miliardi di alberi innanzitutto alle latitudini fresche dell&#8217;emisfero nord. Ma la soluzione pi\u00f9 efficace per mitigare il cambiamento climatico tra alcuni decenni (2050) \u00e8 un po&#8217; diversa: restaurare subito circa 1 miliardo di ettari per riportarne l&#8217;ecosistema allo stato di\u00a0 &#8220;riserva protetta&#8221;. Suolo vivo, variet\u00e0 di specie arboree, acque pulite, aria non inquinata, animali, insetti e magari guardie ecologiche&#8230;<\/p>\n<p>Un primo problema \u00e8 che i patogeni e gli insetti nocivi si sono gi\u00e0 spostati a nord, cos\u00ec come le tempeste che spianano le foreste, gli incendi spontanei durante le ondate di calore. Altri problemi politici, economici e sociali a richiesta&#8230;<\/p>\n<p>Nella loro <strong><a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/365\/6448\/24\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Perspective<\/a>,<\/strong> Robin Chazdon e Pedro Brancalion fanno notare che restaurare le foreste \u00e8<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>un meccanismo per raggiungere\u00a0molteplici obiettivi: mitigazione climatica, conservazione della biodiversit\u00e0, benefici socio-economici, sicurezza alimentare e servizi ecosistemici.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Indica anche le risorse necessarie perch\u00e9 i benefici superino i costi. Per esempio,<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>vanno usate le migliori informazioni spaziali disponibili per identificare le zone dove\u00a0 gli esiti del restauro pi\u00f9 benefici si incrociano con quelli pi\u00f9 realizzabili.\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Se aggiungevano &#8220;al contrario di quanto \u00e8 successo con REDD&#8221; si capiva meglio, secondo me.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Flattery will get you anywhere&#8221;, lettori miei, figurarsi se non dico la mia sul paper di Jean-Fran\u00e7ois Bastin del Crowther Lab all&#8217;ETH di Zurigo et al. tra cui Tom Crowther, parecchio criticato da quando \u00e8 uscito l&#8217;altro ieri su Science The global tree restoration potential\u00a0&#8211; pdf gratis\u00a0&#8211; com. stampa Ci sono state repliche all&#8217;articolo un&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2019\/07\/07\/gli-alberi-della-discordia\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Gli alberi della discordia<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,10],"tags":[967,2105,2133,5787,5899,5931],"class_list":["post-34728","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-clima","tag-bonn-challenge","tag-earth-system-models","tag-ecosistemi","tag-redd","tag-riforestazione","tag-riscaldamento-globale","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34728"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46274,"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34728\/revisions\/46274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}