{"id":34942,"date":"2019-10-02T14:54:15","date_gmt":"2019-10-02T12:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=34942"},"modified":"2022-03-05T19:49:04","modified_gmt":"2022-03-05T18:49:04","slug":"falsari-di-bassa-lega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2019\/10\/02\/falsari-di-bassa-lega\/","title":{"rendered":"Falsari di bassa lega"},"content":{"rendered":"<p>Gli articoli pubblicati su <em>Andgewandte Chemie<\/em> a volte vengono corretti, ma non ricordo di aver visto denunce di falsificazioni e frodi. Forse la redazione ha rifiutato parecchi articoli con immagini &#8220;problematiche&#8221;, perch\u00e9 ha invitato <strong><a href=\"https:\/\/innovation.ucdavis.edu\/people\/biagioli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mario Biagioli<\/a><\/strong>, dell&#8217;universit\u00e0 della California-Davis, a scrivere l&#8217;editoriale<\/p>\n<blockquote><p><em><strong><a href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/full\/10.1002\/anie.201908646#.XZOsnD-4rAw.twitter\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Prima e dopo Photoshop: la frode ricorsiva nell&#8217;era della riproducibilit\u00e0 digitale.\u2020<\/a><br \/>\n<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Come tutti, Biagioli parla delle frodi nelle discipline biomediche. Distingue tra la manipolazione della peer-review e degli indici bibliometrici, la &#8220;disonest\u00e0 post-produzione&#8221;, e il plagio, la fabbricazione e la falsificazione dei risultati, cio\u00e8 &#8220;la disonest\u00e0 tradizionale&#8221;. Fino alla met\u00e0 degli anni Novanta, le frodi si commettevano in laboratorio, racconta con una serie di esempi storici, come quello di Semmerlin che per smentire la teoria dell&#8217;evoluzione tingeva il pelo dei topi.<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>Con la diffusione\u00a0di testi on line e di software per elaborarli che hanno reso pi\u00f9 facile e veloce la pratica del taglia-incolla, il plagio \u00e8 stato il primo tipo di disonest\u00e0 a rientrare nel processo digitale di produzione. Tuttavia l&#8217;esempio pi\u00f9 cospicuo di disonest\u00e0 digitale viene da Photoshop e altri software per la manipolazioni delle immagini che fanno risparmiare lavoro&#8230;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Tutto tempo guadagnato per i falsari che possono manipolare in decine di modi l&#8217;immagine di un Western blot, per dire, e riciclarla perfino 15 volte in altrettanti articoli che descrivono esperimenti diversi, mai compiuti.<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>E&#8217; importante tener conto del fatto che virtualmente, con gli strumenti digitali, la\u00a0riproduzione\u00a0delle frodi \u2014non solo la loro produzione &#8211; non richiede alcuno sforzo.\u00a0Photoshop e strumenti simili rendono possibile una nuova categoria: la frode ricorsiva, cio\u00e8 la riproduzione e disseminazione digitale in serie di ulteriori frodi, basate su aggiustamenti o copie di una precedente evidenza fraudolenta&#8230;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>&#8220;Perversamente&#8221;, ricorda l&#8217;impatto della fotografia sull&#8217;unicit\u00e0 dell&#8217;opera d&#8217;arte.<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>Se in parte le nuove frodi sono diventate derivative, significa che quelle tradizionali erano autentiche? In uno strano senso, s\u00ec. Un falsario che dipinge un Rembrant del quale &#8220;si \u00e8 persa la traccia&#8221; cercher\u00e0 di farlo passare per autentico mentre non lo \u00e8. Eppure quel falso resta un dipinto unico, un originale del falsario.\u00a0Allo stesso modo i topi tinti di Semmerlin erano degli originali, non delle copie.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Invece le immagini photoshoppate serialmente sono copie fraudolenti. Accrescono la produttivit\u00e0, la quale \u00e8 incentivata dall&#8217;ossessione per la bibliometria, per la quantit\u00e0 e al diavolo la qualit\u00e0. I nuovi falsari sono scansafatiche, non cercano di commettere il &#8220;delitto perfetto&#8221;. Si accontentano di una plausibilit\u00e0 apparente che inganni i revisori delle riviste di seconda o terza fila, scrive con un po&#8217; troppo ottimismo, temo, non quelli che commentano su PubPeer.<\/p>\n<p>Una bella analisi e sicuramente azzeccata, ma il finale \u00e8 deludente. Il rimedio che Mario Biagioli suggerisce \u00e8 sempre lo stesso: farla finita con il pubblicare o perire. Invece di considerare le frodi soltanto come la produzione di falsit\u00e0, occorre<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>riflettere sui loro diversi tipi di economia e sulle diverse forme che assumono.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Non sulla complicit\u00e0 e solidariet\u00e0 della comunit\u00e0 biomedica che ne trae vantaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli articoli pubblicati su Andgewandte Chemie a volte vengono corretti, ma non ricordo di aver visto denunce di falsificazioni e frodi. 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