{"id":35269,"date":"2020-01-16T17:51:47","date_gmt":"2020-01-16T16:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=35269"},"modified":"2022-04-17T22:52:36","modified_gmt":"2022-04-17T20:52:36","slug":"papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2020\/01\/16\/papa\/","title":{"rendered":"Pap\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;editoriale di <em>Nature<\/em> \u00e8 intitolato &#8220;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-020-00087-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Vita da archea<\/strong><\/a>&#8220;, ma l&#8217;impresa &#8220;epica&#8221; \u00e8 quella di <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-019-1916-6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hiroyuki Imachi<\/a> <\/strong>e altri 21 ricercatori giapponesi. Ci hanno messo &#8220;oltre 2.000 giorni&#8221; per isolare certi procarioti che avevano estratto da sedimenti marini a 2.600 metri di profondit\u00e0 e sistemato in un &#8220;bioreattore a flusso continuo di metano&#8221;, costruito apposta per somigliare al loro ambiente natio.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nove anni per convincere uno di loro a riprodursi <em>in vitro. <\/em>Per\u00a0tutti gli altri non c&#8217;\u00e8 stato niente da fare.\u00a0Pensavo che il <em>Deinococcus radiodurans<\/em> fosse pigro perch\u00e9 ci mette un giorno a replicarsi e due se lo tenete d&#8217;occhio, ma questo batte il record del mondo:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>L&#8217;archeon\u2014\u2018Candidatus\u00a0Prometheoarchaeum syntrophicum\u2019 ceppo MK-D1\u2014\u00e8 un piccolo cocco (circa 550 nanometri di diametro) anaerobico, dalla crescita\u00a0estremamente lenta. La coltura aveva costantemente una fase di latenza di\u00a0<strong>30\u201360<\/strong> giorni e richiedeva pi\u00f9 di tre mesi per arrivare a una crescita completa.\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Superata la fase di avviamento e cresciuti in presenza di archea di altre specie grazie all&#8217;aggiunta nel brodo di 20 aminoacidi e di latte in polvere<strong>\u00a0<\/strong>(strani gusti per un metanotrofo, no?), impiegavano dai\u00a014 a 25 giorni per replicarsi.<br \/>\nUna volta analizzati e comparati i geni e la morfologia cellulare degli archea disponibili, il\u00a0<em>\u2018Candidatus\u00a0Prometheoarchaeum syntrophicum\u2019 <\/em>risulta un parente stretto\u00a0degli antichi archea Asgard della famiglia Lokiarchaeota, scoperti cinque anni fa in una sorgente idrotermale nell&#8217;oceano Artico, detta Castello di Loki in omaggio a un\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Loki_(mitologia)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dio nordico<\/a><\/strong> truffaldino e bugiardo.<\/p>\n<p>Famiglia dalla quale\u00a0\u00a0&#8211; forse &#8211; <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-020-00039-y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discendiamo noi eucarioti<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p><strong>Una vita da cani<\/strong><br \/>\n<em>Nature<\/em> commenta i risultati del sondaggio del Welcome Trust fra 4.300 ricercatori a vari stadi della carriera in 87 paesi. Circa l&#8217;80% ritiene che la competizione abbia generato &#8220;condizioni di lavoro aggressive&#8221;, scrive <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-020-00101-9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alison Abbott<\/a>, <\/strong>quasi due terzi sono stati testimoni di bullismo e di molestie e il 43% ne \u00e8 stato vittima:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>due terzi dei sondati dicono che lavorano pi\u00f9 di 40 ore alla settimana. Ma anche che la situazione sta peggiorando e che gli aspetti negativi non sono pi\u00f9 compensati da un posto di lavoro sicuro, e dalla possibilit\u00e0 di lavorare in modo autonomo, flessibile e creativo.<\/em> [&#8230;]<em>\u00a0Risultati simili sono emersi da altri sondaggi\u00a0<\/em>[&#8230;]<em>.<\/em><em> &#8220;E&#8217; cos\u00ec in tutto il mondo&#8221; dice il chimico\u00a0Ferdinand Sch\u00fcth, vice-presidente della Societ\u00e0 Max Planck&#8230;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>E&#8217; uscito il primo numero di <em>Nature Food<\/em>, multidisciplinare e con un editoriale pieno di buoni propositi. Per ora ho letto solo la rassegna &#8220;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s43016-019-0014-0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The nexus between international trade, food systems, malnutrition and climate change<\/a>&#8221; di Sharon Friel et al., da segnalare a chi collabora con delle Ong non fosse che per la bibliografia.<br \/>\nCont.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;editoriale di Nature \u00e8 intitolato &#8220;Vita da archea&#8220;, ma l&#8217;impresa &#8220;epica&#8221; \u00e8 quella di Hiroyuki Imachi e altri 21 ricercatori giapponesi. 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