{"id":35963,"date":"2020-09-11T21:18:04","date_gmt":"2020-09-11T19:18:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=35963"},"modified":"2022-04-23T19:56:23","modified_gmt":"2022-04-23T17:56:23","slug":"lsara-il-fumo-degli-incendi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2020\/09\/11\/lsara-il-fumo-degli-incendi\/","title":{"rendered":"Venerd\u00ec delle ceneri e per il clima"},"content":{"rendered":"<p>Solito sondaggio casalingo tra l&#8217;altro ieri e oggi al mercato, al supermercato, dal parrucchiere, al bar sotto casa, dalla formaggiaia non pi\u00f9 perch\u00e9 entriamo uno per volta. Tutti (n = 26 se non ho sbagliato il conto) hanno visto immagini dei cieli rossi in California; <strong>7<\/strong> anche quelle di incendi &#8220;fino al Canada&#8221; di cui tre citano l&#8217;Oregon e il Washington; <strong>0<\/strong> nel Pantanal, in Cile, in Argentina e altrove in America Latina.<\/p>\n<p>Un conoscente di Berkeley, per ora al sicuro, commenta &#8220;it&#8217;s the North-South divide&#8221;.<br \/>\nNon proprio, perch\u00e9 ci ricordiamo quasi tutti, penso, che per nove mesi l&#8217;anno scorso bruciava mezz&#8217;Australia, e quest&#8217;anno <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-020-02568-y?utm_source=twt_nnc&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=naturenews&amp;sf237690337=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gli incendi<\/a><\/strong> sono iniziati d&#8217;inverno in Siberia. &#8220;Non si fermano pi\u00f9.&#8221; &#8220;E&#8217; come la pandemia&#8221; (al supermercato). Forse l&#8217;analogia \u00e8 dovuta al fatto che nel quartiere molti hanno parenti e amici negli USA. Non si fermano neppure tifoni, uragani e <strong><a href=\"https:\/\/twitter.com\/NamugerwaLeah\/status\/1304487561742749698\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">alluvioni<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Circa il 50% dei sondati si fermano invece a discuterne, preoccupati e sicuri che gli eventi estremi aumentino per colpa dei cambiamenti climatici. Anche se li ha convinti il movimento dei ragazzini, per un po&#8217; mi attribuisco il merito lo stesso&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p><strong>O&#8217;digest<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/oggiscienza.it\/2013\/08\/02\/piu-semplice-di-cosi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alcuni anni fa<\/a><\/strong>\u00a0divertendosi come un bambino, Roald Hoffmann torturava l&#8217;idrogeno in un&#8217;incudine a diamanti a pressioni sempre pi\u00f9 mostruose finch\u00e9 perfino i diamanti si spaccavano. Ormai \u00e8 in pensione totale pure lui, ma legge <em>Nature<\/em> e gli piacer\u00e0 sicuramente\u00a0 il paper &#8220;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-020-2677-y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Evidence for supercritical behaviour<\/strong> of high-pressure liquid hydrogen<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p>Gli autori &#8211; coordinati dal giovane e bravo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.epfl.ch\/labs\/cosmo\/people\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Michele Ceriotti<\/a> &#8211; usano la parola &#8220;polimorfismo&#8221;, come lui, e la pensano come il suo collega torturatore, il fisico Neil Ashcroft. Concludono che la loro simulazione<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>suggerisce una transizione graduale tra strati isolanti e metallici nei pianeti gassosi giganti, e riconcilia le discrepanze esistenti tra i vari esperimenti come una manifestazione di un comportamento supercritico.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Complimenti a tutti e auguri, i miei due amici emeriti ne sarebbero felici. Ma i racconti di Hoffmann mi fanno dubitare che basti a riconciliare le discrepanze e ad accontentare gli astronomi. <strong><a href=\"https:\/\/actu.epfl.ch\/news\/artificial-intelligence-explains-hydrogen-s-behavi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Com. stampa<\/a><\/strong> del Politecnico di Losanna.<\/p>\n<p>Sempre su <em>Nature<\/em>,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-020-02610-z\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Diana Kwon<\/a><\/strong> recensisce il <strong><a href=\"https:\/\/arxiv.org\/ftp\/arxiv\/papers\/2008\/2008.11933.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">preprint<\/a><\/strong> di\u00a0Mikael Laakso et al. &#8220;Open is not forever:\u00a0a study of vanished open access journals&#8221;. Hanno scoperto che 176 riviste scientifiche (&#8220;scholarly&#8221;) in open access sono scomparse dalla rete tra il 2000 e il 2019, quasi tutte entro cinque anni dalla fine delle pubblicazioni, la punta dell&#8217;iceberg probabilmente. Tra l&#8217;altro segnalano che il problema riguarda anche le riviste in rete accessibili solo su abbonamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Lo speciale di <em>Science<\/em>\u00a0 &#8211; in open access con un&#8217;ottima\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/369\/6509\/1286\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">introduzione<\/a><\/strong> di Elizabeth Pennisi &#8211; \u00e8 sulla &#8220;variazione genetica&#8221; &#8211; la loro espressione, o &#8220;trascrittoma&#8221; &#8211; non fra le persone, ma fra i tessuti di una singola persona sana, mappata dal consorzio <strong><a href=\"https:\/\/gtexportal.org\/home\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Genotype-Tissue Expression<\/a><\/strong> (GTEx), un progetto del National Institute of Health statunitense, che ha appena compiuto la terza fase della sua missione.<\/p>\n<p>Raccomando &#8220;<a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/369\/6509\/eaba3066\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>L&#8217;impatto del sesso<\/strong> sulla variazione genica nei vari tessuti<\/a>&#8220;. Di solito la variazione \u00e8 evidente a occhio nudo, per\u00f2 nell&#8217;organismo \u00e8 decisamente modesta:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>circa il 37% dei geni mostrano un bias sessuale in almeno un tessuto, ma nell&#8217;insieme con effetti sessuali piccoli (median FC = 1.04).<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche una parte sulle patologie,\u00a0 non la raccomando a lettori e lettrici che soffrono di ipocondria&#8230;<\/p>\n<p><strong>Antropocene silente<\/strong><\/p>\n<p>Un <strong><a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/369\/6509\/1338\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mega gruppo internazionale<\/a><\/strong> di sismologi, geologi e geografi ha confrontato i segnali arrivati dai sismografi in giro per il mondo durante la pandemia con quelli registrati in passato. Cos\u00ec hanno potuto quantificare il rumore di fondo aggiunto dalla nostra mobilit\u00e0 e da altre attivit\u00e0 al &#8220;rumore naturale&#8221; della crosta terrestre quando <strong>non<\/strong> siamo chiusi in casa.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/sci\/369\/6509\/1338\/F4.large.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A fine marzo<\/a><\/strong> \u00e8 iniziato il periodo &#8220;della grande quiete&#8221; sismica, scrivono,<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>la riduzione del rumore sismico antropogenico globale pi\u00f9 lunga e marcata che sia mai stata registrata. <\/em>[&#8230;]<em> Le osservazioni sismiche dell&#8217;attivit\u00e0 umana durante i lockdown del COVID-19 ci hanno consentito di valutare l&#8217;impatto degli interventi di mitigazione sulla vita quotidiana, in particolare il tempo per stabilire i lockdown e uscirne.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Non si occupano dell&#8217;Italia, ma se vi incuriosisce lo fanno due paper in bibliografia, quello di <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-020-66368-0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Piero Poli et al.<\/a><\/strong> \u00e8 in open access.<\/p>\n<p>Per me sarebbe il paper della settimana sennonch\u00e9 c&#8217;\u00e8 concorrenza.<\/p>\n<p>Nelle carote di foraminiferi, si possono leggere i cambiamenti del clima dovuti alla forzante dei cicli orbitali per&#8230; 66 milioni di anni. Almeno <strong><a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/369\/6509\/1383\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Thomas Westerhold <\/a><\/strong>e altri 23 paleoclimatologi ci hanno provato. Hanno identificato<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>Quattro stati climatici\u2014Hothouse, Warmhouse, Coolhouse, Icehouse\u2014in base alla loro risposta specifica alla forzante astronomica, una risposta che dipende dalle concentrazioni di gas serra e dal volume delle calotte glaciali polari.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Chapeau. Noi sapiens, si stava <strong><a href=\"https:\/\/twitter.com\/RARohde\/status\/1304359615828815873\/photo\/1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nella ghiacciaia<\/a><\/strong>\u00a0poi s&#8217;\u00e8 fatta la <strong><a href=\"https:\/\/twitter.com\/agentsinaction\/status\/1304364109060870144\/photo\/1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rivoluzione industriale<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solito sondaggio casalingo tra l&#8217;altro ieri e oggi al mercato, al supermercato, dal parrucchiere, al bar sotto casa, dalla formaggiaia non pi\u00f9 perch\u00e9 entriamo uno per volta. 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