{"id":35990,"date":"2020-09-23T16:16:01","date_gmt":"2020-09-23T14:16:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=35990"},"modified":"2021-07-23T17:58:05","modified_gmt":"2021-07-23T15:58:05","slug":"rentree-litteraire-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2020\/09\/23\/rentree-litteraire-2\/","title":{"rendered":"Rentr\u00e9e litt\u00e9raire &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<p>Ho conosciuto e perfino intervistato\u00a0 un po&#8217; di matematic* e mi chiedo cosa penserebbero di &#8220;La matematica \u00e8 politica&#8221;, il breve libro di Chiara Valerio (Einaudi), un&#8217;aggiunta personale e di attualit\u00e0 alla sua &#8220;Storia umana della matematica&#8221; (Einaudi, 2016).<br \/>\nRomanziera, divulgatrice, saggista, traduttrice di Virginia Woolf, ha uno stile inconfondibile. Cos\u00ec seducente che mi viene da darle ragione a prescindere e di immaginare che condividiamo quanto di implicito c&#8217;\u00e8 nella parentesi con la quale ogni tanto conclude un paragrafo, come &#8220;(voce fuori campo di Natalia Ginzburg)&#8221; o della nonna, o Leo Longanesi o Maria Nadotti. Ecco la mia: (le occasioni per fermarsi, frugare nei propri ricordi e riflettere abbondano.)<br \/>\nPer semplificare, l&#8217;equivalenza del titolo significa che\u00a0matematica e politica esprimono funzioni e relazioni, ognuna con un suo linguaggio, con proprie regole grammaticali &#8211; gli strumenti di &#8220;manutenzione&#8221; che &#8220;minimizzano i fraintendimenti&#8221; e gli errori di calcolo.\u00a0Ma le parole della matematica &#8220;non sono fraintendibili&#8221;, perci\u00f2<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>La matematica \u00e8, fra le discipline di manutenzione, quella grazie alla quale si capisce che solo gli ortodossi fanno la rivoluzione<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Wait a minute! Meglio la citazione riportata in copertina:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>La matematica \u00e8 stata il mio apprendistato alla rivoluzione, perch\u00e9 mi ha insegnato a diffidare di verit\u00e0 assolute e autorit\u00e0 indiscutibili. Democrazia e matematica, da un punto di vista politico, si somigliano: come tutti i processi creativi non sopportano di non cambiare mai.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>A differenza degli altri processi,<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em> la matematica si impara in una maniera che coinvolge il principio di causa-effetto, cio\u00e8 la necessit\u00e0, \u00e8 la disciplina che, gi\u00e0 dalle prime nozioni, fornisce una postura logica, che subito si rivela una postura etica e civile.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Una delle dimostrazioni consiste nell&#8217;interpretare in maniera logica, etica e civile la Costituzione, facendo<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>ci\u00f2 che naturalmente fa un matematico dopo aver immaginato e scelto alcuni principi. Decide di dedurre un andamento, un comportamento, di giungere a una tesi. Svolgiamo dunque l&#8217;esercizio della democrazia<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>L&#8217;esercizio usa i principi degli art. I e II: una Repubblica fondata sul lavoro, in cui il popolo \u00e8 sovrano, garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo; e degli art. 12 (la bandiera) e 54 &#8220;che impone ai cittadini cui sono affidati funzioni pubbliche di svolgere i loro compiti con disciplina e onore&#8221;.<br \/>\nDa matematica Chiara Valerio giunge alla tesi che non \u00e8 n\u00e9 dignitoso n\u00e9 autorevole &#8220;lasciare che le persone muoiono in mare&#8221;. Siccome si era specializzata in teoria della probabilit\u00e0, vien da chiederle di stimare quanti non matematici fanno &#8220;naturalmente&#8221; la stessa deduzione e giungono alla stessa tesi.<br \/>\nPoi giunge a un&#8217;altra tesi: nella democrazia disegnata dalla Costituzione, i leader politici, eletti o meno, non dovrebbero<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>esibi<\/em>[re]<em> il privato, la sfera sentimentale o emotiva mentre sono nel pieno delle loro funzioni.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Quando li esibiscono,<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>\u00e8 una democrazia che trova possibile legiferare sulla vita privata e sulla sfera emotiva dei cittadini.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Tutte le democrazie legiferano, mi sembra, per tutelare i diritti inviolabili che certe vite private e sfere emotive di troppi cittadini violano troppo e troppo spesso &#8211; dal delitto d&#8217;onore impunito alle persone lasciate morire in mare.<br \/>\nIl privato \u00e8 politico. Lo dicevamo da femministe &#8220;storiche&#8221; quasi mezzo secolo fa e la decriminalizzazione dell&#8217;aborto lo dimostra, mi sembra, cos\u00ec come lo\u00a0<em>jus sanguinis.<\/em><br \/>\nCos\u00ec rileggendo il libro, ho capito dov&#8217;era nata la mia obiezione di sottofondo.\u00a0Non toglieva niente al piacere della lettura, almeno per me. Se un saggio non genera resistenza, non mi costringe a riflettere sui miei assunti o credenze, ho l&#8217;impressione di perder tempo.<br \/>\nObiettavo da pagina 33,<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>La matematica \u00e8 l&#8217;unico linguaggio che mi viene in mente, l&#8217;unico esercizio in cui la verit\u00e0 prescinde dal corpo, in cui il punto di vista prescinde dal corpo anche se non dal soggetto.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Smettevo a p. 61 dove l&#8217;autrice racconta come da studentessa universitaria ha scoperto Bruno de Finetti &#8211; un matematico molto citato durante la pandemia, non solo in Italia &#8211; che ha reso formalmente soggettiva la teoria della probabilit\u00e0. Una rivoluzione iniziata forse prima del reverendo Bayes.*<br \/>\nPer lei &#8211; me e molti altri &#8211; \u00e8 la &#8220;conferma che la verit\u00e0 non esiste&#8221;, che &#8220;l&#8217;incertezza non \u00e8 eliminabile&#8221; ma solo &#8220;misurabile&#8221;. De Finetti ha spostato l&#8217;attribuzione del &#8220;perch\u00e9&#8221; dal perch\u00e9 un fatto accadr\u00e0 al perch\u00e9 una persona prevede che accadr\u00e0, pertanto<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>il primo errore di valutazione siamo noi<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>La matematica politica \u00e8 il calcolo delle probabilit\u00e0, del rischio, dei costi e benefici privati e collettivi, mi aspettavo che il resto del libro ne tenesse conto. Invece ho ricominciato a obiettare su un punto solo, ma politico.<br \/>\n&#8220;Siamo noi&#8221;: matematici e non, soggetti e oggetti &#8211; anche stando alla Costituzione &#8211; di una matematica &#8220;civica&#8221;, indispensabile al buon governo della nostra vita e di quella comune. Noi popolo sovrano e insieme tutti diversi, ciascun* con un corpo, un punto di vista anzi parecchi, una storia e degli a priori che continuano a cambiare.<\/p>\n<p>Siamo anche noi analfabet*, sgrammaticat* e illogic* perch\u00e9 sono stati i sentimenti e le emozioni nostre e manifestate dai corpi e dal linguaggio altrui a insegnarci i rapporti causa-effetto e una postura etica e civile. O perch\u00e9 sono stati gli argomenti di Chiara Valerio a insegnarci come contestare qualche propriet\u00e0 esclusiva che attribuisce alla matematica? (E altri autori alla fisica o alla chimica o alla scienza tout court).<\/p>\n<p>Grazie del regalo. E&#8217; un libro da non perdere, insomma, da discutere con amic* e conoscenti tanto pi\u00f9 in tempi di crisi sanitaria, ambientale ed economica, cio\u00e8 politica.<\/p>\n<p>* Nota per passanti occasionali: la mia &#8220;tesi&#8221; \u00e8 che nasciamo bayesiani e se i frequentisti non ci traviano lo restiamo per tutta la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto e perfino intervistato\u00a0 un po&#8217; di matematic* e mi chiedo cosa penserebbero di &#8220;La matematica \u00e8 politica&#8221;, il breve libro di Chiara Valerio (Einaudi), un&#8217;aggiunta personale e di attualit\u00e0 alla sua &#8220;Storia umana della matematica&#8221; (Einaudi, 2016). Romanziera, divulgatrice, saggista, traduttrice di Virginia Woolf, ha uno stile inconfondibile. 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