{"id":36324,"date":"2021-03-05T15:09:25","date_gmt":"2021-03-05T14:09:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=36324"},"modified":"2021-09-12T15:00:14","modified_gmt":"2021-09-12T13:00:14","slug":"in-realta-lamo-non-esiste-pero-si-vede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2021\/03\/05\/in-realta-lamo-non-esiste-pero-si-vede\/","title":{"rendered":"In realt\u00e0 l&#039;AMO non esiste. Per\u00f2 si vede&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>In un&#8217;intervista a <em>Science <\/em>vent&#8217;anni fa, Michael Mann inventava il termine &#8220;Atlantic Multidecadal Oscillation&#8221; (AMO) per un fenomeno periodico che descriveva cos\u00ec l&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/michaelmann.net\/content\/rise-and-fall-atlantic-multidecadal-oscillation\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">11 febbraio scorso<\/a><\/strong>:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>un&#8217;oscillazione interna del sistema climatico che risulta dalle interazioni tra le correnti oceaniche del Nord Atlantico e l&#8217;andamento dei venti. Queste interazioni, si pensava, portavano ad alternanze di riscaldamento e raffreddamento sul Nord Atlantico extratropicale su scale temporali di 40-60 anni.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Se lo pensava lui, qualcosa di vero doveva esserci. Frotte di ricercatori trovarono effetti sul clima di un &#8220;parente&#8221; atlantico dell&#8217;ENSO (il Ni\u00f1o e la Ni\u00f1a del Pacifico centrale), anche se molto pi\u00f9 lento, con un&#8217;alternanza di acque calde e fredde. Lo legavano all&#8217;AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), altre oscillazioni nel Nord Atlantico e nell&#8217;Artico, in cicli ed epicicli di 40, 50, 60 o 70 anni.<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>Come ho\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Hockey-Stick-Climate-Wars-Dispatches\/dp\/023115254X\/ref=tmm_hrd_swatch_0?_encoding=UTF8&amp;qid=&amp;sr=#customerReviews\"><strong>detto altrove<\/strong><\/a>,\u00a0a volte mi sembra di aver creato un mostro nel dare un nome a quell&#8217;oscillazione climatica putativa.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Con trucchetti statistici, certi negaioli sostenevano che le variazioni della temperatura osservate di recente erano dovute pertanto a cause naturali. Judith Curry, per esempio, ne traeva\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.wyattonearth.net\/images\/560_wave_regime.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un&#8217;onda da stadio<\/a><\/strong>\u00a0e un global cooling iniziato nel 2000.<br \/>\n(Pro-memoria per i distratti: i due decenni successivi sono stati i pi\u00f9 caldi registrati da un paio di secoli a questa parte.)<\/p>\n<p>L&#8217;apparente &#8220;pausa&#8221; del tasso di riscaldamento globale all&#8217;inizio del decennio scorso sembrava darle ragione. Dal 2013 &#8211; proprio mentre Mann stava cominciando a <strong><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/climate-consensus-97-per-cent\/2014\/apr\/24\/global-warming-human-caused-not-stadium-wave\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">smantellare l&#8217;AMO<\/a>\u00a0<\/strong>&#8211;\u00a0sul suo blog, su\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/andthentheresphysics.wordpress.com\/2013\/11\/03\/judith-currys-stadium-wave\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quotidiani<\/a><\/strong> compiacenti e perfino in una <strong><a href=\"https:\/\/curryja.files.wordpress.com\/2015\/12\/curry-senate-testimony-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">testimonianza<\/a><\/strong> davanti a una commissione della Camera statunitense nel dicembre 2015, Curry accusava i critici della <strong><a href=\"http:\/\/www.realclimate.org\/index.php\/archives\/2014\/08\/ipcc-attribution-statements-redux-a-response-to-judith-curry\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sua ola<\/a><\/strong>, gli autori dell&#8217;IPCC e l&#8217;odiato Mann soprattutto, di catastrofismo e di negazionismo (<em>sic<\/em>, &#8220;climate denial&#8221;).<br \/>\nMann non lo ha dimenticato:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><em>Queste analisi\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/thehill.com\/changing-america\/resilience\/natural-disasters\/527992-hurricanes-shatter-records-250-percent-more\">sono state usate<\/a><\/strong> da alcuni per negare, tra altre cose, l&#8217;impatto del cambiamento climatico sulle stagioni sempre pi\u00f9 attive e distruttive degli uragani atlantici, attribuendo l&#8217;aumento degli ultimi decenni a una presunta risalita dell&#8221;AMO&#8221;.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Un anno e rotti fa, su <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-019-13823-w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Nature Communications<\/em><\/a><\/strong>, Mann et al. facevano analisi spettrali pi\u00f9 rigorose di quelle di Mann et al. in passato e decine di simulazioni con i modelli CMP5 senza trovare traccia di un&#8217;AMO pluri- o intra-decennale che fosse. Il segnale proprio non voleva saperne di emergere a cicli di 40-50 anni dal rumore di fondo.<br \/>\nMann et al. citati in bibliografia avevano preso un abbaglio, speravano di averlo corretto e che i loro risultati fossero &#8220;un motivo per riesaminare l&#8217;evidenza di oscillazioni a bassa frequenza nei dati paleoclimatici vicari&#8221; (proxy) e nei modelli che simulano il clima futuro.<\/p>\n<p>L&#8217;11 febbraio, Mann scriveva:<\/p>\n<ul>\n<li><em> Oggi in un <strong><a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/371\/6533\/1014.full\">articolo<\/a><\/strong>\u00a0su\u00a0Science, insieme a colleghi abbiamo portato quello che consideriamo l&#8217;evidenza pi\u00f9 definitiva del fatto che <\/em>in realt\u00e0 l&#8217;AMO non esiste<em>.\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma se l&#8217;aveva gi\u00e0 detto nel gennaio 2020!<\/p>\n<p>L&#8217;articolo \u00e8<strong><a href=\"https:\/\/twitter.com\/MichaelEMann\/status\/1367552895139389443\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0uscito oggi<\/a><\/strong>, l&#8217;ho letto e non \u00e8 mica tanto vero. Sia con il loro metodo di analisi spettrale che nei modelli pi\u00f9 raffinati (CMIP5 Last Millennium multimodel experiments), un su e gi\u00f9 vagamente periodico delle temperature si vede benissimo nel tempo, nello spazio e nel &#8220;bilancio energetico&#8221;.<\/p>\n<p>Solo che \u00e8 dovuto a una coincidenza. Nell&#8217;era preistorica e in parte nel millennio scorso, la forzante ricorrente era dovuta a &#8220;eruzioni vulcaniche esplosive&#8221; nella fascia dei Tropici.<\/p>\n<ul>\n<li><em>Adesso abbiamo chiuso il cerchio. Negli ultimi dieci anni, io e i miei collaboratori abbiamo indagato sull&#8217;origine del segnale <em>putativo\u00a0<\/em>dell&#8217;AMO e siamo arrivati alla conclusione inevitabile che l&#8217;AMO (diversamente, per dire, dei<a href=\"https:\/\/www.smithsonianmag.com\/smithsonian-institution\/rodents-of-unusual-size-do-exist-1-180949027\/\">\u00a0<strong>R.O.U.S.<\/strong><\/a>)\u00a0<\/em>in realt\u00e0 non esiste<em>. Durante l&#8217;era storica \u00e8 il prodotto di una competizione tra riscaldamento da effetto serra e raffreddamento da solfati in aerosol, e durante l&#8217;era preistorica di una forzante vulcanica alla quale nei secoli scorsi \u00e8 capitato di avere un andamento pluridecennale.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Sembra detta l&#8217;ultima parola?<\/p>\n<p>Su <em>Science<\/em> invece, gli autori sono meno categorici. Propongono &#8220;ipotesi da verificare con un&#8217;analisi completa dei dati paleoclimatici vicari ora disponibili&#8221;,\u00a0 cio\u00e8 dati da calibrare con maggior cura magari proprio usando il loro metodo, e con &#8220;un&#8217;analisi dettagliata &#8220;degli esiti dei modelli usati per simulazioni millenarie e di quelli nuovi (CMP6) usati come controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Oggi per Action Aid \u00e8 un giorno speciale. Doveva restare tra noi e gli amici di <strong><a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/assemblea\/marco-de-ponte-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marco De Ponte<\/a><\/strong> su <strong><a href=\"https:\/\/it-it.facebook.com\/MarcoDePonte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">FaceBook<\/a><\/strong>, ma c&#8217;\u00e8 stato un\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2021\/03\/05\/marco-de-ponte-i-miei-ventanni-con-le-persone-di-action-aid\/158567\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leak<\/a><\/strong>.\u00a0Complimenti e auguri anche dall&#8217;oca s., Marco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un&#8217;intervista a Science vent&#8217;anni fa, Michael Mann inventava il termine &#8220;Atlantic Multidecadal Oscillation&#8221; (AMO) per un fenomeno periodico che descriveva cos\u00ec l&#8217;11 febbraio scorso: un&#8217;oscillazione interna del sistema climatico che risulta dalle interazioni tra le correnti oceaniche del Nord Atlantico e l&#8217;andamento dei venti. 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