{"id":3727,"date":"2010-08-11T16:40:25","date_gmt":"2010-08-11T15:40:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=3727"},"modified":"2021-08-23T19:46:42","modified_gmt":"2021-08-23T17:46:42","slug":"altri-scenari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2010\/08\/11\/altri-scenari\/","title":{"rendered":"Altri scenari"},"content":{"rendered":"<p>A fine luglio, <a href=\"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/2010\/07\/29\/celle-multi-tasking\/#comment-67427\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Claudio Della Volpe<\/a> segnalava un paper uscito sui <em>PNAS<\/em> e voleva sapere cosa ne pensavo. E&#8217; di quelli che mi piacciono. Aggrega dati da molteplici fonti e in sostanza dice che\u00a0investire in agricoltura fa bene al clima. Secondo me fa bene tout court, anzi ho qui progetti da finanziare d&#8217;urgenza ma non voglio digredire. Burney et al. hanno\u00a0stimato<\/p>\n<blockquote><p>l&#8217;effetto netto sulle emissioni di gas serra dell&#8217;intensificazione agricola avvenuta tra il 1961 e il 2005. Mentre sono aumentate le emissioni dovute a fattori come la produzione e l&#8217;applicazione di fertilizzanti, l&#8217;effetto netto delle rese pi\u00f9 alte \u00e8 stato un risparmio di 161 gigatonnellate di carbonio\u00a0(590 gigatonnellate di CO2 equivalente). Ogni dollari investito in rese agricole ha corrisposto a meno 68\u00a0kgC (249 kg CO2e) \u00a0di emissioni \u00a0rispetto alla tecnologia del 1961, \u00a0cio\u00e8 3,6 gigatonnellate di carbonio all&#8217;anno (13,1 Gt CO2e)<\/p><\/blockquote>\n<p>Da questi e molti altri dati e indici derivano tre scenari agro-geo-ecolo-economici &#8211; da &#8220;mondo reale&#8221;, a stime alte, a stime basse &#8211; dai quali risulta che investire 800 miliardi di dollari spalmati su 45 anni nell&#8217;agricoltura decarbonizzante abbassa pi\u00f9 emissioni che investirli in edilizia, fornitura di energia, trasporti o industria.<\/p>\n<p>Ho piccoli dubbi. Perch\u00e9 partire dal 1961, cio\u00e8 da prima della rivoluzione verde? O proiettare il tasso di fertilit\u00e0 e mortalit\u00e0 di 50 anni fa? Sono dettagli, forse. Fatto sta che nel mio modello di mondo reale, dagli anni &#8217;90 diminuiscono gli investimenti pubblici nella ricerca per l&#8217;agricoltura non industriale, quella dei poveri, e aumentano i sussidi a quella industriale, anche in Brasile, India e Cina.<\/p>\n<p>Agli agricoltori industriali \u00a0le tecniche di mitigazione non piacciono, prevedono troppa mano d&#8217;opera, mentre le ho viste in parecchi paesi poveri e aridi perch\u00e9 convengono tout court. Meno la micro-irrigazione che ha problemi a parte: spesso non ci sono i soldi per i tubi o in famiglia non ci sono uomini per fare i turni di notte e vengono rubati. Meglio i qanat.<br \/>\n.<br \/>\nNei prossimi scenari, vorrei che Burney et al. tenessero conto dell&#8217;inquinamento di acque e suoli che ha gi\u00e0 reso le terre libere inadatte come carbon sink. Per dirla con <a href=\"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/2009\/08\/22\/i-sogni-di-pedro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pedro Sanchez<\/a>, le piante nascono e crescono dal basso verso l&#8217;alto, mica il contrario. E&#8217; vero, la rivoluzione verde partiva dall&#8217;idea opposta, da semi e fertilizzanti migliori gettati dall&#8217;alto e ha tenuto il passo con la demografia mondiale.<\/p>\n<p>Non pi\u00f9. Da un decennio l&#8217;aumento delle rese \u00e8 fermo sul 2% all&#8217;anno, sull&#8217;1,2% per gli Ogm, e la distribuzione delle risorse alimentari \u00e8 ancora pi\u00f9 iniqua. E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;assenza di rule of law, l&#8217;onnipresenza di tangentopoli ecc. e \u00a0il clima stesso, a rendere un po&#8217; ottimista persino uno scenario a stime basse.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/2010\/08\/11\/altri-scenari\/gurdev-khush-2\/\" rel=\"attachment wp-att-3778\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3778 aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/311\/2010\/08\/Gurdev-Khush1.jpg\" alt=\"Gurdev Khush\" width=\"299\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Gurdev-Khush1.jpg 299w, https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Gurdev-Khush1-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a><br \/>\nSui <em>PNAS<\/em> di ieri \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.pnas.org\/content\/early\/2010\/07\/26\/1001222107\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uscita<\/a> una ricerca su clima e riso, il <a href=\"http:\/\/beta.irri.org\/index.php\/Social-Sciences-Division\/SSD-Database\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cibo quotidiano<\/a> di 3 miliardi di persone e l&#8217;unico per 600 milioni di denutriti e affamati.\u00a0Anche questa \u00e8 la prima del suo genere. Non ancora in open access, ma l&#8217;editing \u00e8 di <a href=\"en.wikipedia.org\/wiki\/Gurdev_Khush\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gurdev Khush<\/a> e\u00a0conoscendolo, so che ha pesato ogni parola del riassunto:<\/p>\n<blockquote><p>Abbiamo utilizzato un modello a regressione multipla per analizzare dati da 227 risaie intensivamente gestite ed irrigate in sei importanti paesi produttori. \u00a0I particolari a livello di risaia, osservati una stagione dopo l&#8217;altra, ci hanno consentito di costruire variabili meteo specifiche per ogni risaia, di controllare fattori non osservati che erano unici per ogni risaia ma non variavano nel tempo, oppure erano comuni a tutte in un determinato sito e variavano con la stagione o con l&#8217;anno, e di ottenere stime pi\u00f9 precise con l&#8217;inclusione di variabili economiche specifiche del sito e della risaia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Prosa non elegante, ma onesta. Risultato:<\/p>\n<blockquote><p>Temperatura e radiazione avevano impatti statisticamente significativi durante la fase sia vegetativa che di maturazione della pianta. Una temperatura minima pi\u00f9 alta riduceva la resa mentre una massima pi\u00f9 alta la aumentava; l&#8217;impatto della radiazione variava a seconda del periodo di crescita. Combinati, questi effetti implicano che nella maggior parte dei siti la resa sarebbe aumentata di pi\u00f9 nella stagione della resa elevata, e di meno durante quella della resa bassa, se non si fossero verificate le tendenze delle temperature e della radiazione osservate a fine &#8216;900, tenuto presente che quella delle temperature incide di pi\u00f9. Per i prossimi decenni, implicano un impatto negativo netto nel caso di riscaldamento moderato. E se fosse meno moderato, probabilmente ancora pi\u00f9 negativo perch\u00e9 ricerche precedenti indicano che oltre un certo livello, l&#8217;impatto delle temperature massime diventa anch&#8217;esso negativo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il guaio \u00e8 che per via dei gas serra crescenti, la temperatura cala sempre meno durante la notte. \u00a0Fine delle mie pensate, non granch\u00e9 dir\u00e0 Claudio, ma forse i link serviranno ad altri volontari di altre Ong.<br \/>\n.<br \/>\n<strong>O.T.<\/strong><br \/>\nDovrei un post sull&#8217;esperimento CLOUD ad agrimensore g e a NoWayOut, ma ho l&#8217;impressione che siano in vacanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fine luglio, Claudio Della Volpe segnalava un paper uscito sui PNAS e voleva sapere cosa ne pensavo. E&#8217; di quelli che mi piacciono. Aggrega dati da molteplici fonti e in sostanza dice che\u00a0investire in agricoltura fa bene al clima. 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