{"id":4391,"date":"2010-10-06T14:02:53","date_gmt":"2010-10-06T13:02:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=4391"},"modified":"2021-08-23T23:38:00","modified_gmt":"2021-08-23T21:38:00","slug":"allevamenti-insicuri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2010\/10\/06\/allevamenti-insicuri\/","title":{"rendered":"Allevamenti insicuri"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Sui <\/span><em style=\"line-height: 1.5em;\">PNAS<\/em><span style=\"line-height: 1.5em;\">, Nathan Pelletier e Peter Tyedmers pubblicano un modello di previsione per\u00a0<\/span><a style=\"line-height: 1.5em;\" href=\"http:\/\/www.pnas.org\/content\/early\/2010\/09\/27\/1004659107\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;i potenziali costi ambientali globali della produzione di bestiame 2000-2050<\/a><span style=\"line-height: 1.5em;\">&#8220;. Lo riassumo in attesa della sua falsificazione, in senso popperiano s&#8217;intende, da parte di C. Costa, non appena avr\u00e0 falsificato i modelli idrici usciti gioved\u00ec su <\/span><em style=\"line-height: 1.5em;\">Nature<\/em><span style=\"line-height: 1.5em;\">.<\/span><\/p>\n<p>I due prendono il <a href=\"ftp:\/\/ftp.fao.org\/docrep\/fao\/010\/a0701e\/a0701e00.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contributo<\/a> (emissioni di gas serra e di inquinanti di acqua e suoli) degli allevamenti mondiali nel 2000 e quello stimato per il 2050 al cambiamento climatico, alla &#8220;mobilitazione&#8221; di azoto reattivo e al consumo di biomassa vegetale.<\/p>\n<p>Calcolano che nel 2050 per produrre 465 milioni di tonnellate di carne e oltre un miliardo di tonn. di latte, rispetto a 229 e 580 milioni nel 2000, servir\u00e0 quasi tutto &#8220;<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v461\/n7263\/full\/461472a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lo spazio operativo sicuro<\/a>&#8221; dell&#8217;umanit\u00e0. Circa il 70-80% sar\u00e0 dedicato ad assorbirne l&#8217;inquinamento.<\/p>\n<p>In alcuni degli scenari che usano per le varie scelte alimentari, lo spazio sicuro sarebbe abbondantemente superato. In quelli pi\u00f9 ottimisti, con una riduzione del 40% dei consumi di carne invece che del 19% per esempio, i livelli di azoto che nel 2000 erano il 125% di quelli sostenibili passano al 294%, il contributo alle emissioni di gas serra <strong>aumenta<\/strong> (grazie C. Costa) dal 52% al 70%, la biomassa necessaria dal 72% all&#8217;88%.<\/p>\n<p>Tenuto conto delle \u00a0incertezze legate alle &#8220;condizioni al contorno&#8221; della sostenibilit\u00e0 e dei margini d&#8217;errore, l&#8217;impatto \u00e8 comunque tale da suggerire &#8220;politiche ambientali che frenino la crescita del settore&#8221;.<\/p>\n<p>Nathan Pelletier e Peter Tyedmers sono pi\u00f9 cauti di <a href=\"http:\/\/www.springerlink.com\/content\/053gx71816jq2648\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">altri<\/a> sui benefici per il clima di una dieta vegetariana. D&#8217;altronde se \u00e8 vero che si diffonde in alcuni paesi occidentali, per motivi di salute in particolare, ogni americano mangia 8 kg di carne in pi\u00f9 all&#8217;anno rispetto al 1970 e nei paesi che escono dalla povert\u00e0 i consumi aumentano pi\u00f9 velocemente della popolazione e del reddito. Converr\u00e0 far crescere bistecche e formaggi in un brodo di coltura, come le cellule.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sui PNAS, Nathan Pelletier e Peter Tyedmers pubblicano un modello di previsione per\u00a0&#8220;i potenziali costi ambientali globali della produzione di bestiame 2000-2050&#8220;. Lo riassumo in attesa della sua falsificazione, in senso popperiano s&#8217;intende, da parte di C. Costa, non appena avr\u00e0 falsificato i modelli idrici usciti gioved\u00ec su Nature. 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