{"id":4511,"date":"2010-10-14T12:41:58","date_gmt":"2010-10-14T11:41:58","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=4511"},"modified":"2021-08-24T00:12:00","modified_gmt":"2021-08-23T22:12:00","slug":"yeti-e-cenerentole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2010\/10\/14\/yeti-e-cenerentole\/","title":{"rendered":"Yeti e Cenerentole"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; uscito il <a href=\"http:\/\/www.wwf.it\/UserFiles\/File\/News%20Dossier%20Appti\/DOSSIER\/Sostenibilit\/LPR_2010_BASSA_def.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Living Planet Report<\/a> del WWF. Questa volta ha incrociato\u00a0i trend delle specie e dell\u2019impronta ecologica con i redditi dei singoli paesi. Estratti:<br \/>\n&#8211; \u00a0i paesi pi\u00f9 ricchi hanno un\u2019impronta ecologica pari a circa 5 volte quella dei paesi poveri, i quali subiscono invece la maggiore perdita di biodiversit\u00e0.<br \/>\n&#8211; Un&#8217;impronta \u00a0da yeti non \u00e8 sempre correlata con un pi\u00f9 alto livello di sviluppo: quella di un peruviano \u00e8 di\u00a01,5 ettari globali, in linea quindi con la capacit\u00e0 del pianeta, e il Per\u00f9 ha un indice di sviluppo umano di 0,86, medio alto, quanto ad aspettativa di vita, reddito e livello di educazione.<br \/>\n&#8211; Nelle zone temperate \u00e8 migliorata la conservazione delle specie e il controllo dell\u2019inquinamento anche perch\u00e9 deforestazione e cambiamenti di uso del suolo qui sono avvenuti soprattutto prima del 1950. Ai tropici, dal 1970 si registra un declino del 60% e fino al 70% per le specie di acqua dolce, il tasso pi\u00f9 alto tra tutte le specie terrestri e marine considerate.<br \/>\n&#8211; Dal 1966 l\u2019impronta ecologica globale \u00e8 raddoppiata. L\u2019impronta di carbonio \u00e8 aumentata addirittura di 11 volte. L\u2019impronta idrica \u00e8 in costante aumento e considerando l\u2019acqua \u201cvirtuale\u201d contenuta nei prodotti commercializzati internazionalmente, ha impatti e ricadute su fiumi e falde acquifere di tutto il mondo (un abitante del Regno Unito, per esempio, consuma 150 litri di acqua al giorno, ma il consumo britannico di prodotti esteri porta questo valore fino a 4.645 litri di risorse idriche mondiali al giorno).<br \/>\n&#8211; Ogni abitante del pianeta dovrebbe \u201caccontentarsi\u201d di 1,8 ettari globali per vivere entro i limiti della capacit\u00e0 del pianeta senza comprometterle per le generazioni future. Le nazioni pi\u00f9 ricche, superano di gran lunga questa misura arrivando a picchi di oltre 10 ettari globali pro capite.<br \/>\n&#8211; I 31 paesi dell\u2019OCSE \u00a0sono responsabili di circa il 40% dell\u2019impronta globale. L\u2019unico tra i paesi europei a rientrare nei limiti del pianeta \u00e8 la Repubblica Moldava.<br \/>\n&#8211; A \u00a0chiudere la classifica con impronte da Cenerentola sono Bangladesh, Afghanistan e Timor-Est.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; uscito il Living Planet Report del WWF. Questa volta ha incrociato\u00a0i trend delle specie e dell\u2019impronta ecologica con i redditi dei singoli paesi. 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