{"id":457,"date":"2007-08-19T20:00:22","date_gmt":"2007-08-19T18:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it\/2007\/08\/19\/la-prova-del-rafano\/"},"modified":"2021-08-03T19:23:05","modified_gmt":"2021-08-03T17:23:05","slug":"la-prova-del-rafano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2007\/08\/19\/la-prova-del-rafano\/","title":{"rendered":"La prova del rafano"},"content":{"rendered":"<p>Come m&#8217;aveva promesso il direttore,\u00a0adesso ricevo le anteprime di <em>Angewandte Chemie.<\/em> Ma di\u00a0chimica non so niente, gli avevo detto\u00a0alla conferenza UPAC\u00a0di Torino. Appunto,\u00a0cara signora, dovrebbe saperne qualcosa, \u00e8 onnipresente\u00a0dalla biologia alle nanoscienze.&#8221;<\/p>\n<p>Aveva ragione,\u00a0sembra\u00a0prezzemolo e\u00a0adesso,\u00a0per esempio, so come funziona\u00a0la <a href=\"http:\/\/www3.interscience.wiley.com\/cgi-bin\/jabout\/40002873\/press\/200733press.html\">prova\u00a0del rafano<\/a>, o meglio della sua perossidasi, un enzima.<\/p>\n<p>Sul numero di domani un gruppo di ricercatori olandesi diretto da Jan C.M. van Hest e Alan Rowan dell&#8217;universit\u00e0 di Nimega, descrivono come si costruisce un nano-reattore per fargli produrre reazioni chimiche a catena.<\/p>\n<p>Il loro nano-reattore \u00e8 un serbatoio d&#8217;acqua che consiste in tante nanobollicine ognuna avvolta in una plastica fatta di polimerosomi i quali stanno al serbatoio come la membrana alla cellula. Sono dei copolimeri con la testa idrofila e la coda idrofoba che si possono calibrare perch\u00e9 lascino passare nell&#8217;acqua molecole al di sotto di una certa dimensione e trattengano fuori quelle pi\u00f9 grosse.<\/p>\n<p>Per dimostrare che produceva proprio reazioni a catena (velocissime tra l&#8217;altro), Van Hest ecc. hanno\u00a0attaccato rafano-perossidasi alla membrana. Nell&#8217;acqua del serbatoio hanno messo un\u00a0secondo enzima, la glucosiossidasi,\u00a0e poi l&#8217;intero serbatoio a bagno in un substrato, una\u00a0soluzione contenente della lipasi B (terzo enzima), del glucosio\u00a0con quattro gruppi acetile legati a ciascuno, pi\u00f9\u00a0un altro composto: l&#8217;ABTS.<\/p>\n<p>E il nano-reattore ha funzionato: la lipasi B ha tagliato via i gruppi acetile del glucosio che, cos\u00ec ridimensionato, \u00e8 passato attraverso i polimerosomi e s&#8217;\u00e8 fatto ossidare dalla glucosiossidasi, liberando acqua ossigenata, cio\u00e8 perossido d&#8217;idrogeno. Conclude esultante la notizia: &#8220;Proprio quello che la perossidasi del rafano aspettava per trasformare l&#8217;ABTS nel suo radicale cationico&#8221;.<\/p>\n<p>Pensavo in bionda platinata&#8230;\u00a0Macch\u00e9:\u00a0in ABTS+, pi\u00f9 stabile.<\/p>\n<p>Nota 1: l&#8217;ABTS l&#8217;ho preso alla leggera, ma il suo nome vero \u00e8 (2,2&#8242;-azino-di(3-etil-benztiazolina-solfato)) e viene usato in molti processi industriali. Il rafano invece si usa di pi\u00f9 nei paesi nordici, in Francia sulla lingua di vitello bollita per esempio, e in Giappone sciolto nella salsina di soia per il sushi.<\/p>\n<p>Nota 2:\u00a0in Alto Adige\u00a0il primo enzima citato si dice kren perossidasi o meerrettichperoxidase?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come m&#8217;aveva promesso il direttore,\u00a0adesso ricevo le anteprime di Angewandte Chemie. Ma di\u00a0chimica non so niente, gli avevo detto\u00a0alla conferenza UPAC\u00a0di Torino. 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