{"id":4624,"date":"2010-10-27T12:40:54","date_gmt":"2010-10-27T11:40:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=4624"},"modified":"2021-08-24T18:23:01","modified_gmt":"2021-08-24T16:23:01","slug":"uno-degli-ultimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2010\/10\/27\/uno-degli-ultimi\/","title":{"rendered":"Uno degli ultimi"},"content":{"rendered":"<p>Forse per svegliare i <a href=\"http:\/\/www.cbd.int\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">delegati<\/a> che a Nagoya dovrebbero impegnarsi a rallentare il calo della biodiversit\u00e0,\u00a0<em>Science<\/em> anticipa on line due articoli in tema.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciencemag.org\/cgi\/rapidpdf\/science.1196624.pdf?cookietest=yes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Henrique Pereira<\/a> e altri 22 autori analizzano gli scenari quantitativi sulle estinzioni delle specie terrestri e acquatiche, e paragonano le proiezioni dei modelli con le osservazioni sul campo. La gamma delle probabilit\u00e0, scrivono, sottovaluta quella dei cambiamenti avvenuti sia in negativo che in positivo, quindi serve ridurre d&#8217;urgenza le incertezze. \u00a0Gli autori sperano nell&#8217;imminente fondazione dell&#8217;Intergovernmental\u00a0Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem (ISPBE)<\/p>\n<blockquote><p>un&#8217;opportunit\u00e0 per avviare un grande sforzo teso a migliorare e valutare gli scenari della biodiversit\u00e0. Modelli migliori rafforzeranno il ruolo degli scenari nel collaudare gli interventi per minimizzare l&#8217;impatto delle attivit\u00e0 umane e massimizzare i servizi degli ecosistemi forniti dalla biodiversit\u00e0. Tali scenari&#8230; contribuiranno a raggiungere gli obiettivi stabiliti nel nuovo piano strategico della Convenzione sulla diversit\u00e0 biologica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Se si sostituisce &#8220;biodiversit\u00e0&#8221; con &#8220;clima&#8221;, \u00e8 il refrain che ha portato i governi a fondare l&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). I biologi ne invidiano il successo, si vede che non leggono Climate Monitor.<\/p>\n<p>Con oltre 150 firme di superstar (tipo Luigi Boitani e Carlo Rondinini per intenderci), mi sembra che il <a href=\"http:\/\/www.sciencemag.org\/cgi\/rapidpdf\/science.1194442.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo articolo<\/a> batta ogni record per la sua disciplina. Gli autori hanno usato quarant&#8217;anni di dati su 25,780 specie a rischio inserite nella Red List per valutare la situazione dei vertebrati:<\/p>\n<blockquote><p>Un quinto delle specie sono classificate come &#8220;minacciate&#8221; e il loro numero va crescendo: in media, ogni anno 52 specie di mammiferi, uccelli e anfibi passano in una categoria pi\u00f9 vicina all&#8217;estinzione.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il declino \u00e8 dovuto principalmente all&#8217;espansione dell&#8217;agricoltura, alla deforestazione, al sovrasfruttamento con relativo inquinamento degli ecosistemi e all&#8217;invasione di specie aliene. Ma\u00a0ci sono eccezioni, e non sembrano correlate n\u00e9 con i soldi spesi n\u00e9 con la creazione di riserve:<\/p>\n<blockquote><p>ci sono casi di notevoli successi, ad illustrare che un&#8217;azione strategica e mirata di conservazione pu\u00f2 ridurre il tasso di perdita rispetto a quello previsto in assenza di intervento. Tuttavia gli interventi attuali non sono commisurati alla minaccia di estinzione e per combatterla dovranno aumentare sostanzialmente. Anche quando si riprendono, molte specie restano dipendenti da sforzi di conservazione che richiedono investimenti a lungo termine. Per esempio si protegge da 30 anni il\u00a0<em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Leontopithecus_rosalia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leontopithecus rosalia<\/a><\/em>, da 70 anni la\u00a0<em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Grus_americana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Grus americana<\/a><\/em> e da 115 anni il\u00a0<em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ceratotherium_simum\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ceratotherium simum<\/a><\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Complimenti al Sudafrica che ha salvato il rinoceronte bianco\u00a0<em>C. simum simum. <\/em>Per quello settentrionale<em> <em>C. simum cottoni <\/em><\/em>\u00e8 troppo tardi. Nel 1970 in natura ce n&#8217;erano 500 esemplari,\u00a0oggi meno di una decina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse per svegliare i delegati che a Nagoya dovrebbero impegnarsi a rallentare il calo della biodiversit\u00e0,\u00a0Science anticipa on line due articoli in tema. Henrique Pereira e altri 22 autori analizzano gli scenari quantitativi sulle estinzioni delle specie terrestri e acquatiche, e paragonano le proiezioni dei modelli con le osservazioni sul campo. 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