{"id":466,"date":"2007-08-24T13:01:39","date_gmt":"2007-08-24T11:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it\/2007\/08\/24\/false-impressioni\/"},"modified":"2021-08-03T19:07:22","modified_gmt":"2021-08-03T17:07:22","slug":"false-impressioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2007\/08\/24\/false-impressioni\/","title":{"rendered":"False impressioni"},"content":{"rendered":"<p>Su <em>Science<\/em> di oggi\u00a0(notizia ripresa da\u00a0<em>Repubblica <\/em>e altri quotidiani) un gruppo dello University College di Londra diretto da Henrik Ehrsson al Karolinska Institute di Stoccolma, e l&#8217;altro del Politecnico di Losanna , diretto da Olaf Blanke dell&#8217;ospedale universitario di Ginevra, pubblicano i risultati di due esperimenti diversi e collegati.<\/p>\n<p>Hanno indotto dei volontari ad avere esperienze &#8220;extra-corporee&#8221;. Non esattamente le proiezioni astrali di cui maghi e mistici sarebbero capaci, ma quasi. In entrambi i casi, i soggetti avevano occhialoni da realt\u00e0 virtuale. Nell&#8217;esperimento di Ehrsson si vedevano da dietro, come se fossero seduti alle spalle di se stessi. Quando lo sperimentatore toccava loro il petto e insieme quello del loro s\u00e9 virtuale, dicevano di sentirsi dentro quest&#8217;ultimo. Tanto per essere certo che non fingevano, lo sperimentatore afferrava un martello e lo abbatteva sul s\u00e9 virtuale: tutti i soggetti sudavano freddo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;esperimento di Blanke, in realt\u00e0 virtuale i soggetti vedevano di spalle un loro avatar o un manichino o un cubo arrotondato, e guardavano l&#8217;immagine mentre questa e loro stessi venivano accarezzati con un pennello. Poi a luci spente e senza occhiali, dovevano indietreggiare di pochi passi. A luce accesa, dovevano ritornare dov&#8217;erano prima. Se avevano guardato un avatar &#8211; e se le carezze che questo riceveva erano sincronizzate con quelle che ricevevano loro &#8211; andavano nel punto della stanza dove avevano visto l&#8217;avatar.<\/p>\n<p>Blanke e Ehrsson son famosi per le precedenti ricerche su stati alterati di coscienza &#8211; impressione di essere toccati mentre a esserlo \u00e8 una mano di gomma (Ehrsson), impressione\u00a0di sprofondare o di\u00a0fluttuare in aria in\u00a0pazienti epilettici dei quali si stimola con elettrodi il gyrus angolare dell&#8217;emisfero destro (Blanke).<\/p>\n<p>Adesso quel gyrus\u00a0viene sospettato\u00a0di essere\u00a0&#8220;l&#8217;organo della coscienza&#8221;, un po&#8217; come la ghiandola pineale un tempo.\u00a0Ma gli esperimenti su <em>Science <\/em>mostrano solo che vista e tatto sono circuiti cerebrali che si possono disconnettere, come gi\u00e0 si sapeva. Quindi fino a prove decisive vale la presunzione d&#8217;innocenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Science di oggi\u00a0(notizia ripresa da\u00a0Repubblica e altri quotidiani) un gruppo dello University College di Londra diretto da Henrik Ehrsson al Karolinska Institute di Stoccolma, e l&#8217;altro del Politecnico di Losanna , diretto da Olaf Blanke dell&#8217;ospedale universitario di Ginevra, pubblicano i risultati di due esperimenti diversi e collegati. 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