{"id":5894,"date":"2011-03-03T18:51:54","date_gmt":"2011-03-03T17:51:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=5894"},"modified":"2021-08-28T19:12:23","modified_gmt":"2021-08-28T17:12:23","slug":"oscuri-borborigmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2011\/03\/03\/oscuri-borborigmi\/","title":{"rendered":"Oscuri borborigmi"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/t1.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcQKbqK5aaNRZmR6ybqWWZY6Z-zfb9fr5AUnuBviwy6ZxrQGtvDHpQ\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v471\/n7336\/full\/471006a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intitolato<\/a> l&#8217;editoriale di <em>Nature<\/em> sul gran collisore di adroni, giusto oggi che il lavoratore del collisore e titolare dei <a href=\"http:\/\/www.borborigmi.org\/2011\/03\/03\/lhc-si-riprende-quasi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">borborigmi.org<\/a> scrive:<\/p>\n<blockquote><p>Eh, oh, nel caso vi foste distratti: da sabato <a href=\"http:\/\/cdsweb.cern.ch\/journal\/CERNBulletin\/2011\/09\/News%20Articles\/1331556?ln=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i fasci girano di nuovo dentro LHC<\/a>, e le\u00a0<a href=\"http:\/\/www.twitter.com\/cern\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">prime collisioni a 7 TeV del 2011<\/a> sono state registrate ieri sera intorno a mezzanotte. Che sia chiaro: niente di speciale, roba a bassa intensit\u00e0 e nulla pi\u00f9. Per fare sul serio servir\u00e0 aumentare il numero di\u00a0<em>bunch<\/em>, e sistemare una serie lunghetta di parametri dell\u2019acceleratore. Qui si parla di fine dei test e inizio della presa dati per la fisica intorno al 15 Marzo! Che, in sostanza, significa che tra non molto potremmo ritrovarci con una bella valanga di dati nuovi da digerire.<\/p><\/blockquote>\n<p>Mi tranquillizzo. Quel brontolio non \u00e8 il modello standard che si sbriciola, \u00e8 solo <a href=\"http:\/\/atlas.web.cern.ch\/Atlas\/Collaboration\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Atlas<\/a> che ha fame.<\/p>\n<p><strong>Gratis<\/strong><br \/>\n&#8211; l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/news\/2011\/110302\/full\/471019a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo<\/a> di Jane Qiu che ha seguito il simposio su Monitoraggio e valutazione degli ecosistemi, a Pechino. Nonostante i soldi e le buone intenzioni<\/p>\n<blockquote><p>la Cina faticher\u00e0 a preservare intatti gli ecosistemi che le restano data la domanda crescente di terra, dovuta all&#8217;aumento della popolazione e al piano del governo di quadruplicare il PIL tra il 2000 e il 2020<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8211; Martin Pera riassume tre papers importanti di Hussein <em>et al<\/em>., Gore <em>et al.<\/em> e Lister <em>et al. <\/em>sulle &#8220;anomalie&#8221; delle cellule staminali indotte rispetto a quelle embrionali, tutte coltivate in vitro. Trovano un bel po&#8217; di problemi: molteplici variazioni nel genoma; mutazioni; sbagli nella metilazione del DNA&#8230; Hanno torto i protettori degli embrioni scartati nelle fecondazioni in vitro e ha ragione <a href=\"http:\/\/users.unimi.it\/labcattaneo\/pagineIT\/lab\/personale\/personaleSCHEDE\/elenacattaneo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Elena Cattaneo<\/a>: senza la ricerca sulle staminali embrionali, \u00e8 impossibile continuare quella sulle \u00a0staminali derivate, per induzione, da cellule gi\u00e0 differenziate.<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v471\/n7336\/full\/471045a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Koji Fujita<\/a>, dell&#8217;universit\u00e0 di Nagoya, spiega il paper di <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v471\/n7336\/full\/nature09825.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Thomas Laepple <em>et al<\/em>.<\/a> che arrivano a uno strano risultato. Le temperature antartiche non sono sincronizzate con l&#8217;insolazione locale, ma con quella dell&#8217;emisfero nord, quindi<\/p>\n<blockquote><p>La serie delle temperature derivata dalle carote antartiche &#8211; fra le meglio datate per quanto riguarda l&#8217;evoluzione delle temperature del tardo Pleistocene &#8211; non pu\u00f2 essere usata per confermare o per contraddire l&#8217;ipotesi di Milankovic secondo cui i cambiamenti climatici globali sono innescati da variazioni nell&#8217;insolazione estiva dell&#8217;emisfero nord.<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli autori dicono di non esserne proprio sicuri e Fujita ancora meno, ma \u00e8 contento: il lavoro suscita domande su come si sa quello che si sa del clima passato e queste fanno riflettere sulle risposte ottenute fin qui. Oltre a fornire idee per le prossime ricerche, dico io. Comunque, dice lui, per i cicli di Milankovic ci sono altri dati.<\/p>\n<p>&#8211; Stesso tema, altro polo. Mark Serreze, il capellone che dirige il <a href=\"http:\/\/geography.colorado.edu\/people\/faculty_member\/serreze_mark\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">NSIDC <\/a>a Boulder,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v471\/n7336\/full\/471047a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commenta<\/a> la ricerca di Steffen Teitsche <em>et al.<\/em> di cui informavo gli orsi polari l&#8217;altro giorno. La pensa come Riccardo Reitano: sono troppo ottimista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec \u00e8\u00a0intitolato l&#8217;editoriale di Nature sul gran collisore di adroni, giusto oggi che il lavoratore del collisore e titolare dei borborigmi.org scrive: Eh, oh, nel caso vi foste distratti: da sabato i fasci girano di nuovo dentro LHC, e le\u00a0prime collisioni a 7 TeV del 2011 sono state registrate ieri sera intorno a mezzanotte. 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