{"id":6503,"date":"2011-04-19T20:03:12","date_gmt":"2011-04-19T18:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=6503"},"modified":"2021-08-28T21:51:39","modified_gmt":"2021-08-28T19:51:39","slug":"non-allora-di-cena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2011\/04\/19\/non-allora-di-cena\/","title":{"rendered":"Non all&#039;ora di cena"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/311\/2011\/04\/F1.large.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6506\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/311\/2011\/04\/F1.large-522x1024.jpg\" alt=\"F1.large\" width=\"522\" height=\"1024\" \/><\/a><br \/>\nSiete avvisati.<\/p>\n<p>Jeff Gordon \u00e8 uno dei leader del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Progetto_microbioma_umano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Progetto Microbioma Umano<\/a> e\u00a0sviluppa miscele microbiche contro l&#8217;obesit\u00e0, ma forse non ha creato la start-up che doveva commercializzarle perch\u00e9 non la vedo nei conflitti d&#8217;interesse. Comunque \u00e8 uscito sui PNAS un paper di Andrew Goodman suo e di\u00a0<a href=\"http:\/\/gordonlab.wustl.edu\/Publications.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">altri del suo lab,<\/a> all&#8217;universit\u00e0 Washington di Saint Louis:<\/p>\n<blockquote><p><strong>Collezioni estensive di colture di microbiota personale dell&#8217;intestino caratterizzate e manipolate in topi gnotobiotici<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Una pietra miliare.<br \/>\nSiamo un metaorganismo composto all&#8217;1% (Craig Venter dice allo 0,5%) \u00a0di cellule umane, per il resto da microbi senza i quali schiantiamo nel giro di 2 minuti (dice sempre Craig Venter). Ovunque, ma soprattutto nel tratto digerente, c&#8217;\u00e8 un delicato equilibrio tra le diverse specie, solo che<\/p>\n<blockquote><p>Gli sforzi per determinare le interazioni funzionali tra le \u00a0comunit\u00e0 microbiche e i loro habitat sono complicati da una vecchia osservazione: per molte di esse, la maggioranza degli organismi non sono stati coltivati in laboratorio. Differenze metodologiche tra approcci indipendenti da colture e basati su colture, hanno contribuito alla difficolt\u00e0 di derivare una valutazione realistica della discrepanza tra le componenti coltivabili di un ecosistema microbico e la diversit\u00e0 totale delle comunit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quasi tutti i batteri prelevati dal colon umano fuori muoiono anche se alimentati con una buona approssimazione di quello che passava il convento prima. Sono strettamente personali, adattati di fino all&#8217;habitat, alla dieta dell&#8217;ospite, alla presenza e ai metaboliti delle specie con le quali dividono il loro anfratto. Goodman e Gordon hanno avuto un&#8217;idea geniale, hanno usato topi con pochi tipi di batteri e tutti gi\u00e0 noti, detti appunto gnotobiotici. Cos\u00ec hanno scoperto che:<\/p>\n<blockquote><p>Il microbiota fecale umano consiste per lo pi\u00f9 di taxa e funzioni che sono gi\u00e0 presenti nei membri normalmente allevati in coltura (<em>come si vede dai grafici, <\/em>ndr). Trapiantate \u00a0in topi gnotobiotici, le comunit\u00e0 complete e quelle coltivate mostrano le stesse dinamiche di colonizzazione, distribuzioni geobiologiche e risposte a perturbazioni dietetiche. Inoltre i topi gnotobiotici possono essere usati per plasmare le collezioni personalizzate di colture e arricchirle con taxa adatti a diete specifiche. Dimostriamo anche che migliaia di isolati da un singolo donatore possono essere archiviati clonalmente e mappati tassonomicamente in formato multi-pozzetti, per creare collezioni personalizzate di microbiota.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per esempio, dopo l&#8217;ablazione di un tumore al colon la radioterapia uccide microbi indispensabili. Anche se adesso si usa tenere da parte materia emessa prima dell&#8217;intervento chirurgico, non \u00e8 che si conservi perfettamente. Senza, la guarigione \u00e8 molto rallentata. Una collezione gi\u00e0 pronta e rinnovabile in topi gnotobiotici sarebbe un bel progresso. E c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9:<\/p>\n<blockquote><p>Ricuperare componenti di un microbiota coesistiti in singoli donatori che hanno fenotipi di interesse fisiologico o patologico, e riunirli in combinazioni diverse dentro topi gnotobiotici dovrebbe facilitare gli studi preclinici progettati per \u00a0determinare fino a che punto taxa batterici maneggiabili sono in grado di trasmettere \u00a0tratti del donatore o di influenzare la biologia dell&#8217;ospite.<\/p><\/blockquote>\n<p>Faccio un altro esempio.<\/p>\n<p>Digerisco anche i sassi e non ingrasso. Le comunit\u00e0 che mi forniscono queste caratteristiche potrebbero venir trasferite in un intestino in difficolt\u00e0 per sopperire ai suoi bisogni. Una procedura analoga potrebbe servire ad allevare erbivori, con cibo per loro indigesto senza farli ammalare come oggi e magari ridurne le flatulenze climalteranti.<\/p>\n<p>Sempre che si riesca a farne nascere qualcuno gnotobiotico come si fa con i topi, per provarci dentro combinazioni diverse fino a identificare il mix giusto. Mica facile, le comunit\u00e0 non convivono mica con la prima venuta e nei grafici si vede che la &#8220;discrepanza&#8221; maggiore riguarda proprio le \u00a0specie, le distinzioni pi\u00f9 sottili.<\/p>\n<p>Un paper eccezionale \u00a0lo stesso e <a href=\"http:\/\/www.pnas.org\/content\/108\/15\/6252.full?sid=c3c68f13-8196-4bae-ad27-2b5ba24db035\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pure gratis<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siete avvisati. 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