{"id":7261,"date":"2011-04-28T12:33:37","date_gmt":"2011-04-28T10:33:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=7261"},"modified":"2021-09-05T15:06:59","modified_gmt":"2021-09-05T13:06:59","slug":"la-leggenda-del-faraone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2011\/04\/28\/la-leggenda-del-faraone\/","title":{"rendered":"La leggenda del faraone"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/t1.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcRehoTLyEd2Atz7D8Ychkq0ADweRoKpps4VX0ygfghyUm-JN1qE\" alt=\"\" \/><br \/>\nAllusione all&#8217;attualit\u00e0? L&#8217;8 aprile\u00a0<em>Science <\/em><a href=\"http:\/\/news.sciencemag.org\/sciencenow\/2011\/04\/the-curse-of-the-mummies-arteries.html?ref=hp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">titolava<\/a><\/p>\n<blockquote><p>La maledizione delle arterie delle mummie<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;articolo non parlava del primo ministro italiano ma di una presentazione fatta all&#8217;American College of Cardiology da Adel Allam, della scuola di medicina all&#8217;universit\u00e0 Al Azhar e da Gregory Thomas, dell&#8217;universit\u00e0 della California a Irvine. Hanno passato allo scanner 52 mummie: delle 44 con tessuti cardiovascolari identificabili, il 45% soffriva di ateriosclerosi. Longevit\u00e0 media 40 anni.<\/p>\n<blockquote><p>Come mai i vertici dell&#8217;Egitto erano tanto cagionevoli? Gli antichi egizi pi\u00f9 facoltosi preferivano diete ipercaloriche, i dolci intrisi di miele per esempio, ma non fumavano e in un&#8217;epoca senza automobili \u00e8 probabile che facessero pi\u00f9 esercizio fisico di noi oggi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come se i ricchi di allora andassero a piedi.<\/p>\n<p>Su <em>Nature<\/em> di oggi c&#8217;\u00e8 una<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/news\/2011\/110427\/full\/472404a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> divertente inchiesta<\/a> di Jo Marchant sulle polemiche attorno al\u00a0sequenziamento dei geni di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tutankhamon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tutankhamon<\/a>, di dieci suoi parenti e dei loro patogeni, pubblicato l&#8217;anno scorso sul <em>JAMA<\/em> e oggetto di un documentario di Discovery Channel che aveva finanziato la ricerca:<\/p>\n<blockquote><p>La maledizione del DNA del faraone<br \/>\nEra l&#8217;ultima di una serie di analisi del DNA di antiche mummie egizie. All&#8217;apparenza la ricerca rivelava i legami di famiglia tra le mummie e le loro afflizioni, dalla tubercolosi alla malaria, conoscenze inedite sulla vita e la salute degli Egizi e annunciava la nuova era dell&#8217;egittologia molecolare. Solo che met\u00e0 dei ricercatori del campo ne contestano ogni parola.<\/p><\/blockquote>\n<p>I critici sostengono che il DNA sequenziato era contaminato e che i ricercatori dovevano usare le nuove macchine oggi disponibili. Costano una cifra e siccome \u00e8 vietato mandare all&#8217;estero anche un minuscolo frammento di mummia, i laboratori egiziani dovrebbero comprarle o noleggiarle, ma non hanno i mezzi. E poi dice Albert Zink, uno dei responsabili della ricerca su Tutankhamon,<\/p>\n<blockquote><p>Ci sono problemi politici. Un lavoro del genere potrebbe \u00a0fornire informazioni delicate sull&#8217;origine genetica dei faraoni e sulla loro discendenza viva oggi.<\/p><\/blockquote>\n<p>La <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maledizione_di_Tutankhamon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trovata pubblicitaria<\/a> di Howard Carter \u00e8 pi\u00f9 longeva dei faraoni.<\/p>\n<p><strong>Il sonno del neurone<\/strong><br \/>\nFa anche rima.<\/p>\n<p>Sempre su <em>Nature<\/em>, esce <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v472\/n7344\/full\/nature10009.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una ricerca<\/a> della coppia Chiara Cirelli &#8211; Giulio Tononi, celebri per aver scoperto che il moscerino della frutta dorme. \u00a0Questa volta hanno scoperto che se i ratti rimanevano svegli a lungo (erano liberi di girare in un grande labirinto) nella corteccia cerebrale gli si spegneva un&#8217;area e quella opposta no, in alternanza. Addirittura si spegnevano singoli neuroni.<\/p>\n<p>Durante questi periodi di &#8216;sonno locale&#8217; , la cui frequenza aumenta insieme alla durata dello stato di veglia, i ratti rimangono attivi e con un elettroencefalogramma &#8216;sveglio&#8217;. Tuttavia sono meno capaci di svolgere il compito assegnato (avevano imparato a cercare un pezzo di zucchero, un&#8217;attivit\u00e0 nota per rafforzare le sinapsi della corteccia). Sebbene risultino svegli, nella corteccia potrebbero addormentarsi popolazioni locali di neuroni, con conseguenze negative sulla performance.<\/p>\n<p>Secondo <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v472\/n7344\/full\/472427a.html#\/references\">Christopher Colwell<\/a> che commenta la ricerca, il calo della performance \u00e8 la parte pi\u00f9 &#8216;speculativa&#8217;, una conclusione un po&#8217; sopra le righe per\u00f2 un&#8217;ipotesi che altri possono verificare. In realt\u00e0 gli animali che devono muoversi continuamente, i delfini per andare a respirare in superficie e certi uccelli migratori che non fanno tappe, dormono un emisfero cerebrale per volta.<\/p>\n<blockquote><p>E anche se \u00e8 solo un&#8217;evidenza aneddotica, potrei giurare che certi miei studenti riescono a dormire ad occhi aperti.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allusione all&#8217;attualit\u00e0? L&#8217;8 aprile\u00a0Science titolava La maledizione delle arterie delle mummie L&#8217;articolo non parlava del primo ministro italiano ma di una presentazione fatta all&#8217;American College of Cardiology da Adel Allam, della scuola di medicina all&#8217;universit\u00e0 Al Azhar e da Gregory Thomas, dell&#8217;universit\u00e0 della California a Irvine. 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