{"id":8697,"date":"2011-09-02T17:24:09","date_gmt":"2011-09-02T15:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/?p=8697"},"modified":"2021-09-08T21:08:08","modified_gmt":"2021-09-08T19:08:08","slug":"big-tobacco-is-good-for-you","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.ocasapiens.org\/index.php\/2011\/09\/02\/big-tobacco-is-good-for-you\/","title":{"rendered":"Big Tobacco is good for you"},"content":{"rendered":"<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.adbusters.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Adbusters<\/a><\/p>\n<p>Due anni fa, R. J. Reynolds Tobacco usava il Freedom of Information Act (Foia) per tentare &#8211; invano &#8211; di costringere lo storico della medicina <a href=\"https:\/\/ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it\/2009\/10\/13\/rassegna-di-cattive-notizie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Robert Proctor<\/a> a consegnarle i file di un libro che stava ancora scrivendo. Due anni fa la Philip Morris usava il Freedom of Information Bill (Foi) per tentare di costringere i ricercatori del <a href=\"http:\/\/www.management.stir.ac.uk\/research\/social-marketing\/centre-for-tobacco-control-research\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Centre for Tobacco Control Research,<\/a> all&#8217;universit\u00e0 di Stirling (Scozia), a consegnarle tutta la documentazione di<a href=\"http:\/\/www.independent.co.uk\/news\/science\/exclusive-smoked-out-tobacco-giants-war-on-science-2347254.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> una ricerca<\/a> su 5.500 ragazzini che hanno cominciato a fumare tra i 11 e i 16 anni, comprese le interviste confidenziali.<\/p>\n<p>Richiesta &#8220;vessatoria&#8221;, la rimandi al mittente, aveva risposto l&#8217;universit\u00e0 allo studio legale <a href=\"http:\/\/www.cliffordchance.com\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Clifford Chance<\/a> che non aveva rivelato il nome del cliente. L&#8217;ha dovuto fare per ricorrere all&#8217;Information Commissioner per la Scozia che ha ingiunto all&#8217;universit\u00e0 di evaderla. Ha fornito un minimo di dati, ma s&#8217;\u00e8 tenuta i documenti.<\/p>\n<p><strong>Come osa?<\/strong><br \/>\nPhilip Morris si riserva di appellarsi di nuovo all&#8217;Inf. Com. e per giustificare il proprio interesse, altrimenti il FoI non vale, sostiene che vuole &#8220;soltanto capire meglio la ricerca&#8221;. Come no. Tra altre cose, sonda l&#8217;influenza del pacchetto, <a href=\"http:\/\/www.newscientist.com\/article\/mg21028100.100-ignore-big-tobaccos-absurd-fight-against-plain-packs.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">anonimo<\/a> o con marchio, sulle decisioni dei ragazzini. A Big Tobacco risulta gi\u00e0 che il pacchetto anonimo non li attira, non ha &#8220;immagine&#8221;.<\/p>\n<p>Siccome solo un fumatore su due riconosce le sue sigarette preferite e l&#8217;assuefazione precoce \u00e8 la pi\u00f9 redditizia, il pacchetto anonimo &#8220;<a href=\"http:\/\/www.tobaccofreeunion.org\/files\/186.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">would kill our business<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p>Con la tattica rodata da oltre\u00a0<a href=\"http:\/\/www.library.ucsf.edu\/tobacco\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mezzo secolo<\/a>, Big Tobacco accusa i ricercatori di disonest\u00e0 e incompetenza tramite &#8220;esperti&#8221; pagati per scrivere &#8220;contro-rapporti&#8221; e finanzia siti web che diffondono i nomi dei ricercatori da perseguitare. Per esempio Linda Bauld, dell&#8217;universit\u00e0 di Stirling:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding: 0px; margin: 0px 0px 10px 0px;\">Da un anno circa, ricevo telefonate anonime, alla sera, quando sono a casa con i bambini. Un&#8217;esperienza sgradevole. E&#8217; successo sei o sette volte, sempre da un numero sconosciuto e di solito dopo qualche post su uno dei principali siti di fumatori.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"padding: 0px; margin: 0px 0px 10px 0px;\"><strong>Mi ricorda qualcosa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding: 0px; margin: 0px 0px 10px 0px;\">Anche a Heather Brooke del<a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/commentisfree\/2011\/sep\/01\/freedom-of-information-requests\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Guardian<\/a>.<\/p>\n<p style=\"padding: 0px; margin: 0px 0px 10px 0px;\">Cita la consegna di tutti i documenti della CRU chiesta da BigOil &amp; Coal, tramite il proprio consulente \u00a0Steve McIntyre e blog amici. Non dice che, fallito il tentativo, attraverso un procuratore generale di cui aveva comprato l&#8217;elezione cerca di ottenere tutti i documenti di Michael Mann e di trenta ricercatori che hanno avuto rapporti con lui.<\/p>\n<p style=\"padding: 0px; margin: 0px 0px 10px 0px;\">Heather Brooke trova che in Europa c&#8217;\u00e8 un atteggiamento anti-business, in America s\u00ec che capiscono i vantaggi economici delle informazioni una volta che sono pubbliche. Non sequitur, Philip Morris s&#8217;\u00e8 impegnata a <strong>non<\/strong> renderle pubbliche. Conclude la collega:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding: 0px; margin: 0px 0px 10px 0px;\">Sono favorevole all&#8217;uso del FoI da parte del business. Non solo perch\u00e9 la gente del business fa parte del pubblico, ma perch\u00e9 una volta che il business, con i suoi grossi budget e uffici legali, comincia a usarlo, potrebbe finalmente mordere sul serio.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"padding: 0px; margin: 0px 0px 10px 0px;\">Morale: la legge non deve difendere i cittadini dagli abusi dei pubblici poteri, ma incrementare i profitti privati, la spesa sanitaria e la rabbia dei lobbisti.<\/p>\n<p>(h\/t Riccardo Reitano)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Adbusters Due anni fa, R. J. Reynolds Tobacco usava il Freedom of Information Act (Foia) per tentare &#8211; invano &#8211; di costringere lo storico della medicina Robert Proctor a consegnarle i file di un libro che stava ancora scrivendo. 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