Doppio remoto

Fra le tante notizie che arrivano in questi giorni dalla fisica della materia, segnalo questa di Federico Capasso, quello dei laser a cascata quantica, e i suoi studenti a Harvard, soprattutto perché mi piace il loro sito.

Questa volta hanno costruito una nanoantenna ancora più precisa degli altri strumenti con i quali si perlustrano le nanodimensioni, cf. Applied Physics Letters di ieri e com. stampa di Harvard. In realtà non si vede né l’antenna né le dimensioni. Si sa che esiste e non se la sono sognati dalle immagini ottenute con un microscopio elettronico che registra delle forze, delle differenze d’intensità e poi queste vengono interpretate da un computer.

Mi sono abituata alla catena di strumenti che ci fanno vedere il macrocosmo in technicolor ma per il nanocosmo resto ancora stupita. Passerà.

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Ancora a proposito di James Watson, esce un pezzo dell’Associated Press: “Watson: genetically predisposed to stupidity?” L’AP segnala tra l’altro che dopo la prima guerra mondiale, il Cold Spring Harbor Lab – che ora ha sospeso Watson dalle sue funzioni – era il centro del movimento “scientifico” a favore dell’eugenetica. E io ne approfitto per far pubblicità a due libri: Stephen Jay Gould, Intelligenza e pregiudizio e Guido Barbujani, L’invenzione delle razze. Il primo costa 10 euro, il secondo 7,80.