Stato dell'aria inquinata

La Regione Lombardia, “la più ricca d’acqua in Italia” ha appena fatto diventare permanente il tavolo tecnico sulla siccità. Il livello del Po (h/t IbeC) scende verso i minimi storici come capita sempre più spesso dal 2003, dicono gli esperti intervistati questa mattina a Radio popolare. Concordano nell’attribuirne la colpa al cambiamento climatico e raccomandano il risparmio idrico e impianti di riciclaggio più numerosi ed efficienti. Come se a monte gli acquedotti non fossero ridotti a colabrodo.

Però oggi piove e da domani “si respira”.

Non benissimo. Stando al rapporto State of the Air 2019 compilato dagli istituti Health Effects e Health Metrics and Evaluation, la popolazione esposta a concentrazioni eccessive di inquinanti atmosferici è diminuita dal 96% al 92% tra il 1990 e il 2017, con variazioni notevoli tra un anno e l’altro. Non è diminuita nei paesi più poveri, tuttavia. E nemmeno in tutti i paesi ricchi. 

C’è un sito interattivo con i dati suddivisi per inquinanti e per paese: in Italia, per esempio, l’ozono è stabile dal 1990 e i PM 2,5 che erano calati aumentano dal 2015.

Le brutte notizie iniziano a pagina 11, sotto il titolo “The Burden of Disease from Air Pollution”. Oltre ai metodi aggiornati rispetto ai due rapporti precedenti, le novità riguardano la stima per l’aspettativa di vita (ridotta in media mondiale di 20 mesi), e  l’aggiunta alle patologie del diabete di tipo II:

  • In 2017, exposure to PM2.5 was the third leading risk factor for type 2 diabetes deaths and DALYs [Disability-Adjusted Life Years], after high blood sugar and high body mass index.  […] Exposure to PM2.5 pollution contributed to 276,000 deaths and 15.2 million DALYs from type 2 diabetes in 2017 worldwide. 

Delle altre malattie causate o aggravate dall’inquinamento muoiono innanzitutto i bambini, di più se sono nati in India, in Cina o in Pakistan.

E ci sarebbero le malattie tropicali portate dalle zanzare Aedes nelle zone temperate dell’emisfero nord, le tengo per un’altra volta.
Poi c’è chi propone soluzioni.

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Il governo canadese ha pubblicato ieri Canada’s Climate Changing Report, la sua prima valutazione del presente e del futuro del clima locale. Assomiglia a quello statunitense con meno particolari degli impatti provincia per provincia, ma secondo me il riassunto per politici e giornalisti è fatto meglio perché è suddiviso in sezioni tematiche, con le frase più importanti in grassetto. Sulle temperature, per esempio:

Come in Alaska che è in mezzo a un’ondata di calore senza precedenti, attorno al Mare Artico il riscaldamento è molto maggiore d’inverno quando non c’è il sole – è l’amplificazione polare prevista dai modelli nel 1965. Provoca la fusione dei ghiacciai e del permafrost che rilascia metano il quale scalda l’atmosfera

Fra gli eventi estremi, tendenzialmente aumentano le ondate di calore, gli incendi delle foreste boreali e le alluvioni, non gli uragani e i cicloni tropicali.

A proposito di eventi estremi, su Polita c’è un articolo divertente di Sarah Miller. Finge di voler comprare una casa al mare in Florida, ne visita, guarda le maquette. Bella, ma gli uragani, le alluvioni, le maree sempre più alte? Non si preoccupi, signora, rispondono gli agenti immobiliari, stanno sistemando tutto. Come ad Amsterdam, insomma. Solo che per sistemare Amsterdam spende miliardi e la Florida pochi milioni.

Agg. 4/4

Raggruppo qui i link di Paolo C. et al. sul clima:

L’intervista in inglese a Greta Thunberg.

L’appello di scienziati e sostenitori a frenare i cambiamenti climatici anche restaurando gli ecosistemi che fanno da carbon sink. E’ la strategia detta win-win per via dei benefici collaterali: acqua potabile, aria pulita, biodiversità, “zone-tampone” di eventi meteo estremi ecc. E un paper di Corinne Le Quéré et al. in Nature Comm., su come dall’inizio del secolo stia in parte avvenendo nell’emisfero nord.

L’articolo del Guardian sulla ricerca presentata alla Royal Meteorological Society sulle conifere che crescevano in Antartide nel Pleiocene, quando la concentrazione atmosferica di CO2 era di poco inferiore a quella attuale.

Da Nature Climate Change di aprile, le strategie possibili per abbassare le emissioni di gas serra se i paesi volessero rispettare l’Accordo di Parigi (Deep Decarbonization Pathways Project)

Da Carbon Brief, un aggiornamento sulle simulazioni ottenute con i modelli climatici globali di nuova generazione.

Da Real Climate, Matteo Williet spiega un suo paper uscito su Science Advances con colleghi del PIK e del Max Planck. Sono riusciti a costruire il primo dei modelli del sistema Terra (pazzeschi, meno male che ne hanno usato uno di “complessità moderata”!) che per l’emisfero Nord riesce a simulare la variabilità del clima, le ere glaciali e il ciclo del carbonio negli ultimi 3 milioni di anni.

Da Mondi sommersi (o Clima fluttuante? dilemma amletico), anche Steph parla del clima nel Pleiocene e aggiunge le “dimensioni della sfida” scritte in francese da Sonia Seneviratne, altro mito dell’ETH.

E una settimana fa è uscito Stato del Clima 2018 della World Meteorological Association. Spoiler Alert: ha fatto un filino meno caldo che nel 2017, ma le tendenze continuano a essere negative.

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Tra le altre brutte notizie, nelle mail di Promed c’è la progressione di Ebola in RD Congo dove ci sono ancora presidi, perfino MSF ha dovuto chiudere un grande ospedale dopo che bande armate hanno ucciso volontari, rubato e distrutto quello che non riuscivano a portar via.
E l’epidemia di colera in Mozambico dove manca l’acqua potabile per via del ciclone Idai e alluvioni conseguenti, aggravate dal cambiamento climatico. Da ieri l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quello che resta della sanità locale e le Ong stanno organizzando la vaccinazione di circa 900 mila delle persone a rischio.

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A tutela dei creduloni, se lavorano in USA

La giudice Gloria Navarro, del Tribunale del Nevada, ha confermato la decisione della Fair Trade Commission statunitense di condannare il predone OMICS e il suo spacciatore di conferenze contraffate iMedPub a pagare oltre $50 milioni di multa.
La FTC ha mandato a tutti partecipanti al racket l’ingiunzione di smettere immediatamente ogni attività truffaldina. Ha sottratto il costo dagli incassi nel periodo dei reati documentati negli USA. Poi ha sottratto i 74 patteggiamenti, ottenuti da scienziati furenti, che gli avvocati di OMICS aveva portato a sua difesa, e il risultato è la multa.
Il boss Srinibabu Gedela aveva detto che non intendeva pagarla, ma nella sentenza c’è scritto che la FTC può esigere i soldi dalle filiali americane delle banche usate da OMICS. Immagino che farà appello.

13 commenti

  1. Paolo C
    molto bella l’intervista a Greta.
    Greta: ha già viaggiato 33 ore (di sola andata) per venire in treno a Davos. A ‘sto punto, aggiungere altre 4 orette per lei non penso sia un grosso problema. Da Chiasso se ti va bene puoi arrivarci (con la FR) in 4 ore. Se pianifica bene ci arriva in un giorno e mezzo.
    Articolo: per coincidenza parlavo anche io del Pliocene

    1. Paolo e Steph,
      ho aggiunto tutti i vostri link nel post.
      Steph: secondo me, non hai calcolato i tempi d’attesa fra le coincidenze.

  2. oca
    già, i tempi di attesa…quelli che ti fregano sempre…
    “dilemma amletico”
    no, dai, è facile. Uno è per la dimensione stocastica, l’altro per quella forzata. 😀

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