Stamattina sfido la canicola per moderare un incontro sulla microbiologia del vino, organizzato da Patrizia Romano dell’univ. della Basilicata, coordinatrice del Gruppo Italiano di Microbiologia del Vino, un consorzio di laboratori di 19 università e un paio di enti di ricerca, che ha appena compiuto un anno.
Si è andati dal suolo, il microbiota del singolo terroir “selezionato” dalla pianta alla tavola (Amarone, Vernaccia spumanti erano gli esempi pratici) e all'”aromagramma” al quale contribuisce ovviamente il Saccharomyces cerevisiae, in una varietà pazzesca di ceppi – in Italia ne hanno censiti circa 500 – preceduti, coadiuvati, seguiti da altre muffe e da batteri, ognuno a metabolizzare anche in condizioni ostili (tutto quell’alcol!), a volte troppo e bisogna tenerli a freno.
Ho imparato un sacco di cose, in primis sulla valorizzazione della diversità microbiologica in corso da circa vent’anni e sugli equilibri delicati che richiede. Spero che il GMV si faccia un sito, e lo racconti a tutti.

Programma per avere un’idea
1- BIO-TRANSFORMERS: THE“CHALLENGING” DIVERSITY OF WINE MICROORGANISMS:
– Vineyard microbial biodiversity, Annita Toffanin (University of Pisa)
– Yeast diversity in grape juice fermentation, Francesca Comitini (University Politecnica Marche)
– Malolactic fermentation: past and present, Lisa Granchi (University of Firenze)
– Amarone: microbial secrets unveiled, Sandra Torriani (University of Verona)
– Vernaccia: flor strains, the yeasts live twice, Severino Zara (University of Sassari)
– Improving traditional sparkling wine with specialized strains, Giorgia Perpetuini (University of Teramo)
Short movie: “From the roots to the bottle”, by Patrizia Romano (University of Basilicata)
2 -TAILORING MICROORGANISMS FOR WINES OF THE FUTURE
– Towards richer yeast communities, Maurizio Ciani (University Politecnica Marche)
– Beads for wine, Antonio Bevilacqua (University of Foggia)
– An easy detection of Bret, Giuseppe Blaiotta (University of Naples Federico II)
– Melatonin-like molecules by wine yeasts, Roberto Foschino (University of Milan)
– Microbial contribution to the volatilome of wine, Rosalba Lanciotti (Università of Bologna)
Quasi tutti hanno rapporti con produttori di uva e vini, all’univ. Basilicata hanno pure inventato un vino sperimentale al quale hanno dato il nome di un brigante. Salvo forse Roberto Foschino che a Milano fa ricerca su alimenti e ambiente in generale, ed è capitato “per caso” su specie di lieviti che producono isomeri della melatonina nel mosto, più che nel vino.
Alle 13.45 siamo usciti dalla stanza ad aria ipercondizionata del Padiglione Italia, per attraversare il piazzale fino alla navette c’erano 300 metri roventi, circa il doppio andando da un’ombra all’altra. Fanno bene a consigliare agli over 65 di star al fresco…
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A proposito, secondo la NOAA
The combined average temperature over global land and ocean surfaces for June 2015 was the highest for June in the 136-year period of record, at 0.88°C above the 20th century average of 15.5°C, surpassing the previous record set just one year ago by 0.12°C…
ll Niño si fa sentire.
Tutto lascia pensare che il Niño continuerà a farsi sentire e con un 2015, già il più caldo da inizio d’anno, che non potrà beneficiare del relativo calo della temperatura come nel 2010, facile immaginare come andrà a finire.
Riccardo,
oggi ho messo il confronto NOAA tra le SST a nov. 1997 e luglio 2015, in più oggi il Pacifico è caldo anche a nord.
Si, è tutto rosso. O siamo su marte o è un complotto comunista.