Eni sta alla sostenibilità ambientale come … a …

Come i Climalteranti e altri, Paolo C. fatica a credere che “Eni e l’Associazione Nazionale Presidi (ANP) avviano un programma congiunto di incontri sui temi della sostenibilità ambientale per la formazione dei docenti delle scuole italiane”. Estratti del comunicato stampa;

  • L’iniziativa nasce dall’esigenza di formare il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado che, dall’anno scolastico  2020/2021, avrà nei programmi scolastici l’educazione civica come  materia di studio obbligatoria, con la necessità di svolgere in classe 33 ore complessive di lezione.

La materia è definita dall’articolo 2 della legge 92/2019:

  • “l’Educazione Civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione Italiana e delle istituzioni dell’Unione Europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona”.

Personale dell’Eni insegnerà tutto ciò ai docenti per quanto riguarda “il cambiamento climatico, l’efficienza energetica, i rifiuti e le bonifiche ambientali.”
Risposta dell’ANP alla “preoccupazione” espressa da Greenpeace, Kyoto Club e Legambiente: “non c’è niente di preoccupante.”

Giochino domenicale per grandi e piccini

Tenuto conto degli scandali nei quali l’azienda è coinvolta e della sua recente condanna per greenwashing, il giovane collega Marco Ferrari trova che

  •  Se avessero messo Dracula presidente dell’Avis, l’ironia sarebbe stata simile.

Se vi vengono in mente altre analogie le aggiungo, comincio io. L’Eni sta all’educazione su cambiamento climatico, efficienza energetica e rifiuti come

  • Donald Trump all’educazione tout court
  • la volpe al pollaio
  • Davide Vannoni al Ministero della sanità
  • Andrea Rossi (i.e. lo Sceicco della Brianza) alla trasmutazione dei rifiuti in petrolio
  • Don Vito Corleone all’Antimafia
  • Pablo Escobar alla prevenzione delle tossicodipendenze
  • Matteo Salvini alla campagna Mangiare sano
  • Rocco Siffredi all’astinenza tra i giovani – h/t diego
  • Federcaccia alla tutela della biodiversità – h/t orecchietto

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Resto in tema di mercanti di dubbio, come nel post precedente peraltro. Steven Pinker è diventato il pendant americano di Matt Ridley: stessa sottovalutazione dei rischi climatici, stesso ottimismo da Dottor Pangloss. Gli piace Ted Nordhaus – fondatore del tecnocratico-liberista Breakthrough Institute, che tre giorni fa attaccava gli ambientalisti sul Wall Street Journal. (via radioprozac)

Abstract: per decarbonizzare non c’è fretta, conviene aspettare che il terzo mondo diventi altrettanto ricco del primo. Grazie all’innovazione nelle energie pulite e alle grandi opere di adattamento, ce la faremo a non superare +2.5°C.

Nei commenti invece, un lettore raccomanda il parere di Zeke Hausfather. Io raccomando anche il fact-checking di fino che insieme a Wang Seaver, Hausfather ha pubblicato sul sito dell’American Physics Society. Il bunk era stato lasciato lì in ottobre da Wallace Manheimer della CO2 Coalition. Come dice il nome, è una lobby per la difesa delle emissioni di CO2 e la diffamazione dei climatologi, finanziata da Big Oil & Coal.

6 commenti

    1. perché no? All’ANP si può suggerire di far insegnare a Federcaccia la salvaguardia della biodiversità – anzi grazie, orecchietto, adesso lo faccio.

  1. Io credo che su questo si debba prendere una forte posizione pubblica. Qui si rischia di buttare al vento l’unica occasione che abbiamo di incidere fortemente per una rivoluzione culturale.
    Se qualcuno si mobilita, io ci sono 🙂

    1. gvdr,
      una mobilitazione c’è già stata al Friday for Future, anche perché l’ANP ha annunciato l’avvio del programma a ridosso delle notizie sulla multa – e senza pubblicare il programma, così sembra un altro greenwashing.
      A pensar male ecc. vuoi vedere che per formare i docenti l’ENI ha scelto i soliti bigoilisti?

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