"Inorriditi"

Titolo dell’articolo di Jeff Tollefson su Nature: “Scienziati inorriditi mentre svanisce la speranza di una massiccia vittoria elettorale di Biden”. Non solo loro, ma la comunità scientifica e le sue riviste si erano illuse di contare qualcosa. Con le solite eccezioni, avevano preso posizione contro Trump.

Di sicuro, in un anno di disastri ambientali e climatici con in più 230 mila morti di Covid-19, gli americani avrebbero capito che negare l’evidenza era letale e votato per un presidente che “ascolta gli scienziati”.

  • Quattro anni fa, la scienza non aveva avuto un gran ruolo nelle elezioni statunitensi. Quest’anno invece è stata in primo piano a causa della pandemia. Ma non ha avuto un’influenza travolgente sugli elettori. I sondaggi mostrano che per la maggior parte dei repubblicani, Trump ha gestito bene la crisi del coronavirus nonostante il fatto che ne abbia minimizzato i pericoli, e sabotato gli scienziati del governo e le misure di sanità pubblica che dovevano contenerne la diffusione.  

L’onda blu non c’è stata, i candidati con una formazione scientifica che si presentavano alle elezioni con i democratici sono stati battuti da repubblicani, scrivono Jeffrey Mervis e David Malakoff di Science.

Come tanti, credevano che l’incompetenza, la corruzione, il razzismo, le falsità e la crudeltà meschina di Trump e del partito repubblicano fossero non solo ovvie, ma anche così offensive da ripugnare a un’ampia maggioranza. Invece sono apprezzate da un’ampia minoranza o la lasciano indifferente. (L’anno scorso è uscita un’ampia ricerca del Pew Center sulla “polarizzazione” politica in USA, tema di innumerevoli saggi anche quest’anno.) Succede anche nelle fasce di popolazione più danneggiate e insultate da Trump, come nel caso dei suoi elettori di origine latino-americana.

A Jeff Tollefson, Naomi Oreskes ripete che gli scienziati devono comunicare meglio e di più. Detto da lei che sa quanti scienziati sono disposti a mentire appena il potere porge loro un megafono e una poltrona redditizia – o preferiscono tacere per paura di ritorsioni – mi sembra un po’ un’ingenuità.

8 commenti

  1. Mi ha detto un amico che un po’ ha seguito le campagne che
    “prima delle elezioni i democratici hanno invitato a votare per posta onde evitare problemi di assembramento a causa Covid.
    I repubblicani hanno invece invitato ad andare alle urne”

    Quindi, se Trump non riesce a bloccare il voto per posta e i suoi elettori non sono riusciti a votare due volte (come raccomandava), l’onda fa ancora in tempo ad arrivare.

  2. “quanti scienziati sono disposti a mentire appena il potere porge loro un megafono e una poltrona redditizia”: appunto, quanti? Non si potrà certo contarli un* per un*, ma si può probabilmente arguire che siano una piccola minoranza, credo. In altre parole: il lodevole, preziosissimo lavoro dei “nettascienza” non può che attrarre l’attenzione sulle mele marce. Attenzione però a mettere i dati nel contesto generale: si può affermare che la grande maggioranza dei ricercatori rispetta sostanzialmente il dettato dell’integrità etica.

    1. Ciao Giovanni,
      si può affermare che la grande maggioranza dei ricercatori rispetta sostanzialmente il dettato dell’integrità etica
      Son convinta anch’io, ma finché resta una maggioranza silenziosa rischia di essere discreditata insieme alla minoranza dei disonesti.
      —
      Cimpy,
      la campagna elettorale repubblicana ha invitato spesso a votare per posta “come il presidente Trump”. Che non può impedirlo e la Corte suprema nemmeno, perché tutti gli stati hanno una legge elettorale che lo prevede.

  3. Oca, mi sa che anche in America la gente è stufa e sazia di sentire e vedere esperti e studiosi per ogni dove e quando. Non so se si siano dati anche là alle penose logomachie che si sono registrate da noi. Ma la gente che è ignara di cosa sia la ricerca dopo tanti mesi si è fatta una scorza di indifferenza o diffidenza. Bombardata da tanta informazione in ordine stocastico, finisce per sposare la soluzione facile: credere a ciò che fa più comodo. E la soluzione populista da sempre, a destra e a sinistra, e ha sempre successo. Il populismo ha covato decenni sotto la cenere, è emerso in tutta la sua forza quando si è aperto il mondo postmoderno, in cui da ognuno si pretende che prenda posizione su una quantità di questioni di cui non ha conoscenza e competenza. In passato delegava al partito, alla chiesa, al padrone, al notabile, entità che si supponeva ne sapessero di più. Oggi delega ad un altro sé stesso, che si può chiamare Berlusconi o Trump.

    1. Cimpy,
      Meno male! Ma anche grazie ad alleati che smetteranno di esserlo in gennaio, rif. post di oggi.
      —
      Grandonio,
      la gente è stufa e sazia di sentire e vedere esperti e studiosi per ogni dove e quando.
      Ascolta gli esperti o pseudo tali che le dicono “ciò che le fa più comodo”.
      E’ la soluzione populista da sempre, a destra e a sinistra, e ha sempre successo.
      Mi sembra che in democrazia il populismo ci sia sempre stato e sia sempre reazionario. Di solito le sinistre e i liberali difendono i diritti umani, la rule of law, le agenzie internazionali ecc. Non sono per il ritorno a un passato più o meno immaginario.

  4. @Cimpy
    Intanto pare abbia vinto Biden
    Lo prendiamo come indizio del fatto che il 2020 stia mutando in una forma più benigna?

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