Rosetta sviata

E’ andata bene, ma poteva finire malissimo, con la Rosetta spiaccicata nel grande canyon della Vallis Marineris e tutti in lacrime.

Complimenti a Paolo Ferri e al suo gruppo di “Base Terra”, il centro dell’Agenzia spaziale europea a Darmstadt da dove guidano le sonde in giro per il sistema solare. In particolare Rosetta, diminutivo femminile per un affare grande un Tir, che ci ha fatto soffrire per un anno, prima di partire davvero dopo aver cambiato destinazione perché intanto la meta di prima era finita in fondo al sistema solare.

Che dovrà fare un miliardo e mezzo di chilometri di strade celesti, onde mollare fra alcuni anni un affare grande come un frigo, zeppo di strumenti di misura, compreso il sistema OSIRIS (infrarosso e spettroscopia) e quello Philae con telecamera ad alta risoluzione. Due nomi a far capire che la Rosetta si chiama così perché, come Champollion la pietra di Rosetta, deve decifrare Ciuciù.

Nota: Ciuciù nel lessico familiare ochesco è la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, scelta nel 2004 come nuova meta di Rosetta.

A Darmstadt  la chiamano Natascia, ma l’ho saputo dopo e comunque non aiuta a ricordare i due che l’hanno scoperta, mentre se uno pensa “Ciu..ciù” s’attacca automaticamente “riumov-gherassimenco”.

Ciò premesso, i marziologi – gente spietata che non esita a privare del sonno per una settimana i navigatori e a farci venire la tachicardia pur di scattare una foto in più – hanno ottenuto che Paolo Ferri e gli altri rallentassero la Rosetta a 7800 km/ora e la mandassero raso Marte prima che tornasse qui a farsi dare un “colpo di frusta”, ovvero di acceleratore passando per due volte raso Terra. A soltanto 5000 chilometri, che sembrano tanti, ma vorrei vedervi a guidare una roba che sembra una locomotiva, lanciata a 15000 km/ora.

A novembre s’annunciano notte insonni a Base Terra.

Per le emozioni, qui c’è il video con l’ombra di Phobos, la luna più interna, che scorre sopra Marte, ripreso da Rosetta che poi sarebbe scesa a mille chilometri sopra la superficie. 1000 km, nemmeno Milano – Reggio Calabria. Per fortuna ero via in questi giorni o stavo incollata al computer con le patatine e l’ansia, come quando al circo c’erano i trapezisti.

Il video, dicevo:
http://www.esa.int/SPECIALS/Rosetta/SEM9R6N0LYE_0.html