CNR delendum est, la saga continua.

PISTELLA AFFONDA IL SUO VICE E PILOTA L’ASCESA DI FEDERICO ROSSI
Al Cnr è caos, il cda revoca de Mattei che preannuncia ricorso in tribunale – 
di Alex Malaspina

Lo psicodramma che da alcuni giorni si stava consumando nelle stanze dei bottoni di piazzale Aldo Moro, sede istituzionale del più grosso ente pubblico di ricerca, ha raggiunto livelli parossistici nella serata di ieri. Quando, intorno alle 20, dalla sala riunioni del consiglio d’amministrazione è trapelata la notizia che all’unanimità i componenti, su proposta di Pistella, prima che lo stesso rassegnasse le dimissioni, avevano revocato dall’incarico di vice presidente, l’aennino Roberto de Mattei, assente alla riunione, che per quattro anni aveva fatto tandem sincronizzato con lo stesso Pistella, sono stati in molti a manifestare stupore che è diventato sconcerto quando si è appreso che lo stesso cda, sempre all’unanimità o, meglio, alla bulgara, aveva anche provveduto a rimpiazzarlo con Federico Rossi, ordinario di Sistemi elettrici per l’energia a Cassino, diessino di ferro molto vicino a Bassolino, che di lì a pochi attimi, a norma di regolamento, avrebbe assunto il timone del Cnr.
Quel timone che da giorni sognava di roteare de Mattei, soprattutto da quando il ministro Mussi avere deciso di rinunciare alla nomina di un commissario. Eppure, quella del commissario era sembrata a molti la strada maestra che il ministro, per il bene dell’ente e della ricerca pubblica, avrebbe dovuto seguire, per liberare il Cnr non solo da Pistella, paracadutato nel 2002 da Letizia Moratti, dapprima come direttore generale e poi come presidente, ma dall’intero cda che per tre anni ne aveva supinamente condiviso le scelte “strategiche”. Quello che è accaduto ieri non può che aver avuto il placet preventivo di Mussi sul quale ricade tutta la responsabilità di una vicenda di bassa politica che ora rischia di buttare il Cnr nel caos.
Roberto de Mattei, a dispetto del suo credo religioso, non è certo personaggio pronto a porgere l’altra guancia, tant’è che ha già preannunciato azioni giudiziarie in quanto il provvedimento di revoca, un vero sgarbo che mai si sarebbe aspettato dal presidente “amico”, non solo non era all’ordine del giorno ma, cosa più grave, allo stato risulta immotivato. Ma ad esigere chiarezza è anche Ivan Duca della segreteria nazionale di Usi/RdB: “Si tratta di una operazione che difficilmente attori e comprimari della prima repubblica sarebbero riusciti a mandare in scena. Usi/RdB da anni si batte per un Cnr al servizio della scienza e della comunità, libero dall’invadenza della politica. Nei prossimi giorni su questa squallida vicenda presenteremo un esposto alla Procura di Roma perché accerti se qualcuno ha abusato dei suoi poteri”.