Il ritorno dello scettico verde

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In Stiamo freschi (Mondadori, 232 pagine, note, da p. 156 bibliografia e indice, 18 euro) Bjørn Lomborg denuncia l’isteria scientifico-mediatica sulle conseguenze del riscaldamento globale, l’inettitudine del protocollo di Kyoto, l’idiozia di spendere per ridurre le emissioni di CO2 quando bisogna lottare prima contro fame, malattie, povertà (assento vigorosamente, ma perché le lotte dovrebbero escludersi a vicenda?).

Intanto gli stati spendano 25 miliardi di dollari per la ricerca in energie alternative e altri miliardi in mappe del rischio nelle zone costiere quando si alzerà il livello del mare, sistemi di evacuazione, barriere contro detto innalzamento ecc… Così il rapporto costi/benefici sarà positivo.

Se il governo statunitense non ha trovato i soldi per proteggere mezzo milione di abitanti a New Orleans, come farà il Bangladesh che nel delta del Gange deve proteggerne 50 milioni?

Come i tuoi amici del Consenso di Copenaghen, sei ottimista. Per es. pensi che l’industria limiterà da sola le emissioni di gas serra. Hmm. La foto sopra è del 1969, l’anno prima che nascesse l’EPA: saturo di rifiuti scaricati da raffinerie, industrie chimiche e metalmeccaniche, a Cleveland il fiume Cuyahoga s’era incendiato.

Per es. pensi che le popolazioni delle zone a rischio si sposteranno in quelle rese ospitali dal riscaldamento globale e saranno benvenute. Hmm, piacerebbe anche a me, ma facciamo così.

Calcoli la probabilità che accada, quando vieni ti porti il computer e me la spieghi. Al ristorante vegetariano che ti dicevo l’altra volta, ti andrebbe?