Il vestale del meteo


L’alt.uff. dell’Aeronautica e meteorologo Guido Guidi aveva salutato con braccio alzato e tintinnar di medaglie il paper di Spencer & Braswell, uscito su Remote Sensing, che interpretava così (corsivi miei)

il confronto con la realtà (vista da Roy Spencer, una vita da creazionista, 13 anni di errori non ammessi nei dati NASA, due nel Tea Party) restituisce l’immagine di un sistema climatico meno sensibile alle perturbazioni e più efficiente nel gestirle di quanto si immagini (eventi estremi vittime danni ma quali ma dove?) la presenza di un numero molto elevato di fattori e di relazioni tra questi, impedisce di valutare correttamente il peso e dunque la valenza positiva o negativa dei feedback (arrgh ad ignorantiam). Senza questa valutazione, l’approccio numerico ovvero modellistico alla previsione climatica – e lo dimostra il fatto che la battuta d’arresto delle temperature globali dell’ultimo decennio (battuta grandiosa) non è stata prevista da alcuna simulazione (men che mai da queste) – continua a dimostrare molti limiti.

GG deve ancora andare dall’oculista. “Addendum” :

Come era prevedibile, la pubblicazione di questo lavoro, accompagnata da un comunicato stampa credo volutamente poco politically (= poco scientifically) correct, ha alzato parecchia polvere.
Le vestali del clima hanno indossato velocemente i paramenti (altro culto, cmq piviale, casula, mitria ecc. sono vietati alle femmine) e, ora perché interpellate da testate scientifiche (invece di vestali del meteo) ora d’iniziativa si sono affrettate a dire la loro. Naturalmente peste e corna. Spencer ha risposto al fuoco (= ai lumi di due vestali). La battaglia si svolge sul piano più formale – in termini di liceità della pubblicazione – che tecnico (piano sfondato mesi fa)… Infatti le vestali dichiarano che se non fosse stato per l’orrida, inutile e ignorante blogosfera climatica (non saprei dirlo meglio) questo lavoro non avrebbe mai ricevuto tanta attenzione.  E’ comprensibile dato che ci sono loro a guardia del tempio.

Scacco matto
Blogosfera aizzata da Spencer, consapevole che in materia di clima una nuova rivista di telemetria non è il tempio, semmai una capanna degli attrezzi. I quali devono essere affidabili. Comincia a rimpiangere la propria campagna promozionale.

Il direttore Wolfgang Wagner scrive sulla home page di Remote Sensing che il paper contiene troppi “errori metodologici” e “false affermazioni”, non andava pubblicato. Rassegna le dimissioni anche perché

Con questo gesto vorrei anche protestare personalmente contro il modo in cui gli autori e gli scettici con le stesse loro idee sul clima hanno esagerato le conclusioni del paper in dichiarazioni pubbliche, per es. nel com. stampa dell’università dell’Alabama del 27 luglio, sulla home page del principale autore, negli articoli “Nuovi dati della NASA fanno un’enorme buca nell’allarmismo sul riscaldamento globale” pubblicato da Forbes, e “Dati della  NASA mostrano che il global warming si perde nello spazio?” pubblicato da Fox News, per citarne solo alcuni.

Il gesto di Wagner sta alzando molta più polvere del paper. Forbes fa marcia indietro. Spencer si lascia sfuggire che i suoi tre peer-reviewers “con idee sul clima” identiche alle sue erano quelli indicati da lui, si proclama vittima di una congiura dell’Ipcc e il devoto Maurizio Morabito si erige a suo difensore d’ufficio:

Future dichiarazioni pubbliche fanno oggi parte del processo editoriale di riviste peer-rewiewed?

Da addetto stampa del PdL, sarebbe felice di dirigere un foglio noto per pubblicare che Babbo Natale esiste e si chiama Silvio. Ogni somiglianza con le dimissioni del comitato scientifico di Climate Research dopo la pubblicazione di Soon & Baliunas 2003 è puramente casuale.

Altra medaglia
L’alt.uff. è felice di dirigere un foglio ecc. Il 26 agosto scriveva del risultato dell’esperimento CLOUD:

possiede il potenziale di alterare non poco, se non addirittura sovvertire, una buona parte della traballante ipotesi delle origini totalmente antropiche delle dinamiche di lungo periodo del clima recente (ipotesi mai esistita, i feedback sono noti da secoli). Specie perché di prove sperimentali che sostengano la relazione causa effetto tra l’aumento della concentrazione di gas serra per mano antropica e l’aumento della temperatura del Pianeta non ve ne sono.

E’ vero. Non c’è prova che la CO2 smetta magicamente di avere un effetto serra quando è aggiunta “per mano antropica”. Che altro sale nell’avanzo di brodo lo lascia scipito come ieri. Che… ad lib.

Per collezionisti, more climate deniers’ BS:
– La lobby pro BigOil tedesca EIKE accusa Stefan Rahmstorf di paragonarla ai nazisti in una slide, la quale riporta una citazione dell’EIKE che paragona Rahmstorf ai nazisti;  la sentina di Climate Depot continua a straripare nonostante ripetuti interventi; per non farsi notare, il rapporto Non-Ipcc dell’Heartland Institute esce nel polverone alzato da Wagner.

h/t Deltoid e il lagomorfo anche per le ultime gaffe degli ispettori Clouseau e degli orsi polari.