
Su Science, Alice Huang tiene la rubrica “Ask Alice” per “Career Advice” e ieri alla domanda
I’ve just joined a new lab for my second postdoc. It’s a good lab. I’m happy with my project. I think it could really lead to some good results. My adviser is a good scientist, and he seems like a nice guy. Here’s the problem: Whenever we meet in his office, I catch him trying to look down my shirt. Not that this matters, but he’s married. What should I do?
rispondeva
Imagine what life would be like if there were no individuals of the opposite—or preferred—sex. It would be pretty dull, eh? Well, like it or not, the workplace is a part of life. …
As long as your adviser does not move on to other advances, I suggest you put up with it, with good humor if you can. Just make sure that he is listening to you and your ideas, taking in the results you are presenting, and taking your science seriously. His attention on your chest may be unwelcome, but you need his attention on your science and his best advice.
Dmanda e risposta erano sostituite poche ore dopo con
The Ask Alice article, “Help! My adviser won’t stop looking down my shirt,” on this website has been removed by Science because it did not meet our editorial standards, was inconsistent with our extensive institutional efforts to promote the role of women in science, and had not been reviewed by experts knowledgeable about laws regarding sexual harassment in the workplace. We regret that the article had not undergone proper editorial review prior to posting. Women in science, or any other field, should never be expected to tolerate unwanted sexual attention in the workplace.
Giù valanghe di messaggi su twitter.
Non è la prima volta che la microbiologa ed ex presidente dell’American Association for the Advancement of Science consiglia la sottomissione ai superiori. Questa volta però le obiezioni femminili e maschili sono state immediate e pubbliche:
- Bloomberg
- New York magazine
- Forbes
- Washington Post
- Retraction Watch
- Wandering Scientist
- Quartz
- Mashable
- Sarcastic Rover
- Free thought
- Salon
- DrugMonkey
- The Week
- Jezebel
- Isis the Scientist
- Inside Higher Ed
- omissis
- Esilarante parodia sul Guardian.
Alice Huang dice di aver “tenuto conto degli interessi a lungo termine” della post-doc, e che affronterà prossimamente la controversia – fra generazioni e culture, secondo me.
“just imagine the perks of an endless cursed existence. Think of all the data you’d be able to work through.”
E’ il sogno occulto di ogni scienziato, maschio e femmina 😀
Mi sono premunita
Ne abbiamo parlato ieri sera con la mia compagna. Siamo tutti, ovviamente, d’accordo che la sottomissione non sia la tattica giusta, che quel supervisor sia un po(r)co di buono, e siamo rincuorati dalla forte e immediata reazione della comunità scientifica internazionale. Ho però provato a pensare a che consiglio avrei dato io, se la cosa fosse successa in Italia… E non è stato facile.
Innanzitutto, a chi denunciare? Esistono commissioni di controllo disciplinare sensibili al problema? Esistono, in Italia, “reti di sicurezza” per chi dovesse denunciare il proprio supervisor? E se questo fosse un affermato titolare di cattedra, siamo sicuri di chi, fra la ricercatrice e il barone, perderebbe il posto? E la comunità ha abbastanza la schiena dritta da non prendersela col più debole?
Gvdr,
Qui le università dovrebbero avere sia una “consigliera” apposta nel Senato accademico che una commissione pari opportunità.
Dipende molto dalle situazioni e se una si rassegna, la capisco, i baroni possono essere vendicativi. In generale, mi sembrano saggi i consigli di Isis the scientist: non avere un unico supervisore, parlarne con altre ricercatrici o comunque persone fidate (difficile che nessuno se ne sia accorto). Non fare niente da sola, insomma, there’s safety in numbers anche per parlare con la consigliera o la commissione.
Dopo un caso che ha causato uno scandalo la mia Università è particolarmente sensibile al problema, ma trovo difficile giudicare eventuali occhiate. Sono necessari fatti dimostrabili, non è ipotizzabile che basti la parola di una studentessa/dottoranda per crocifiggere un docente. Esiste la possibilità di una “denuncia” anonima ma non risolve il problema della singola vittima e comunque, anche di fronte al ripetersi di queste denuncie, è difficile intervenire se non con una sorta di “moral suasion”. In definitiva credo che il problema vada risolto culturalmente nella sua interezza.
Forse era questo il senso di quanto voleva dire la Huang, ma mi rendo conto di star facendo l’avvocato del diavolo 🙂
Riccardo,
moral suasion
l’ideale sarebbe di trovare un po’ di colleghi decenti che gli dicono di smetterla perché li mette in imbarazzo tutti quanti e non solo la post-doc.
eventuali occhiate
Ne parla Orac – dipende dal modo e dal contesto, as usual.
—
CimPy,
Grande sì, Andrea sogna di diventare Dracula…
Quelli del Guardian sono stati grandi
😀
Solo se tenured. Altrimenti diventa accanimento terapeutico.