Cari orecchietti di radiopop,
benvenuti nell’Antropocene:
– è la giornata della terra, che non è sempre accogliente come si vede dalla banca-dati CATDAT con le informazioni sulle vittime e i danni economici causati da disastri naturali dal 1900 in poi. L’ha creata James Daniell e l’ha presentata all’assemblea annuale della European Geoscience Union – la quale, guarda caso, ha votato che l’Antropocene inizia con la rivoluzione industriale;
– è la prima giornata di raccolta firme sotto l’Accordo di Parigi per limitare i danni del riscaldamento globale, ma a qualcuno piace caldo, si legge in un articolo di Nature;
– e su Science, per rigirare il coltello nella piaga, Lucas Joppa di Microsoft e ricercatori di mezzo mondo ci ricordano che la diversità della vita terrestre risulta dalla differenza tra il tasso di diversificazione evolutiva e quello di estinzione. Oggi si stima che i tassi di estinzione delle specie siano mille volte superiori al “tasso di fondo” (quello medio prima che la nostra specie si organizzasse).
Potrebbero arrivare a 10 mila volte se continuassimo come ora, nonostante gli impegni sottoscritti, la Convenzione che vieta il commercio delle specie a rischio (CITES); la Convenzione sulla diversità biologica; gli Scopi dello sviluppo sostenibile approvati l’anno scorso e altre belle parole. Joppa e i suoi coautori non disperano e propongono soluzioni.
intervallo (sì, anche noi…)

L’archeologo Daniele Malfitana dirige l’Istituto per i beni archeologici e Monumentali del CNR, a Catania, che fa parte della collaborazione Unit4Heritage. Non vuole rinunciare a salvare/restaurare/studiare Palmira, vittima di una catastrofe innaturale così come la popolazione siriana. Ma come e quando pensa di poterlo fare?
Dalle 12.50 alle 13.27 anche in streaming, podcast dopo, FaceBook e mail oche at radiopopolare.it
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Assenza giustificata
Bibliografia e altri link quando torno dal Convegno nazionale di teriologia, dove partecipo al seminario sulle bufale.