The hole story

Sull’Economist, il Technology Quarterly è dedicato al futuro dell’agricoltura, da far girare e discutere nelle Ong di cui riprende molti argomenti, ma non tutti, per es. sorvola sulla piaga dei brevetti.

Roma groviera – 2013

C’è anche un articolo – spiritoso già dal titolo che ho ripreso – sulle ricerche per riparare le buche stradali e quella per evitarle.
In India, dove il denso smog urbano contribuisce a renderle scarsamente visibili, causano 3 mila vittime/anno; in USA $5 miliardi di danni/anno agli automobilisti; in Gran Bretagna, dove John McAdam ha inventato il rivestimento in bitume, servirebbero $17 miliardi per tapparle tutte.

Con i tagli alla spesa pubblica, anche nei paesi ricchi gli interventi sono rari: consistono, se va bene, in pezze effimere messe “a freddo” quindi senza legarsi all’asfalto, così accanto alla pezza si formano nuove crepe che generano altre buche.

All’università del Minnesota, Larry Zanko et al. hanno messo a punto una miscela di asfalto e 1-2% di magnetite che, irradiata con microonde della frequenza giusta, in dieci minuti scalda la pezza a 100 °C. Basta dotare di un generatore di microonde i camion mandati a tappare le buche.

Anche all’ETH di Zurigo, Etienne Jeoffroy et al. aggiungono al bitume delle nanoparticelle di magnetite per evitare e sanare “micro-fratture”. Una volta la miscela usata per asfaltare le strade, basta farle percorrere una volta all’anno da un camion con un generatore del campo magnetico che scalda l’asfalto e lo liquefa, così percola nelle crepe e previene la formazione di buche.

In attesa della prevenzione, all’università di Leeds Phil Purnell et al. metteranno su autobus e altri veicoli pubblici di Leeds dei sensori che rilevano le prime fessure (e altri danni per es. all’illuminazione). Un domani avviserebbero automaticamente dei robot che correrebbero a riempirle di materiale legante a solidificazione istantanea.

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Su Scienze in rete, Pietro Greco riassume il rapporto dell’ANVUR sull’andamento delle università italiane dal 2003 al 2014, e pubblica i grafici su studenti iscritti e laureati, con curve in picchiata dal 2009 in poi:

Al calo di iscrizioni si aggiunge un elevato tasso di abbandonoraggiunge la laurea triennale solo il 58% degli iscritti. Ancora una volta il tasso non è simmetrico: gli abbandoni tra il I e il II anno sono massimi tra gli studenti delle scuole medie professionali (superiore al 28%) e minimi tra gli studenti dei licei (intorno all’8%).

D’altronde dal 2009, governi e parlamentari hanno tagliato il 22% dei fondi destinati all’università. Avanti così e ne resteranno solo le buche.

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Crap, courtesy of a major publisher

Il titolo di Derek Lowe non è molto gentile per il gruppo Nature, ma il crap è uscito in aprile su Scientific Reportsuna rivista che chiede parecchi soldi per pubblicare (h/t Retraction Watch), in gennaio era uscito quasi con lo stesso titolo su Frontiers in Pharmacology, cioè da un noto spennapolli “cortesia” del redattore e dei revisori citati di fianco, complimenti! – e il mese prima su PeerJ che credevo più seria, be’ almeno ha messo una “expression of concern“.

E’ la selezione naturale della scienza-pattume, scrivono Paul Smaldino e Richard McElreath:

An incentive structure that rewards publication quantity will, in the absence of countervailing forces, select for methods that produce the greatest number of publishable results.

La ricerca diventa una “fabbrica di pubblicazioni”; chi bara di più ha un tasso di sopravvivenza maggiore  e riproduce più studenti bari. Hanno pure i dati anche se non so quale rivista li pubblicherebbe. Recensione di Ivan Oransky & Adam Marcus. 

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Cross posting del week-end

Anche Hermano Tobia e Nevanlinna ritengono superiore a 1 la probabilità che in una scatoletta di plastica una calamita emetta un campo elettromagnetico, a volte monopolare a volte no, da dieci a mille volte superiore a quello terrestre (la potenza varia in funzione dall’area e dal volume d’azione, nonché dagli effetti indicati nel dépliant).
Il vice-presidente dell’Assocarboni Riccardo Sorgenti raccomanda di “consultare” il ten. col. Guido Guidi sui benefici della CO2 e le menzogne dei cronisti. Fatta la consultazione e verificato che stando all’alt.uff. delle FF.AA. la CO2 antropica avrebbe smesso di avere un effetto serra dal 1999, la rover Oppy chiede al vice-presidente se crede a Babbo N. o Gesù B. Altre domande?

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Sondaggio del week-end

1. Qualche lettore o lettrice ha comprato un copri-bottiglia per il declustering dell’acqua, in microfibra Nexus Evolution, venduto dalla Xenia S.r.l. e distributori autorizzati:
Questa nuova Fibra tessile costituita da diversi ossidi di metalli nobili, (in una formula brevettata e segreta) che entrando in risonanza tra loro, emettono un raggio nel range dell’infrarosso, nella gamma 4-14 definito raggio della vita, e sono capaci di restituirlo al corpo per induzione. Questo modifica il modo in cui le singole molecole di acqua sono aggregate tra di loro, distende i legami idrogeno-ossigeno delle molecole, in modo da poter trasportare una maggior quantità di sostanze nutritive e veicolandole più velocemente all’interno del nostro organismo ad ogni singola cellula. Ciò comporta una velocizzazione ed ottimizzazione del trasporto di tutte le sostanze nutritive veicolate dall’acqua, con incremento del metabolismo cellulare e conseguente drenaggio delle scorie prodotte rendendo le cellule sane.
Grazie a questa distensione dei legami, la molecola di acqua vista al microscopio elettronico risulta più distesa, per cui passa attraverso le membrane cellulari con molta più facilità, senza provocare ristagni cioè ritenzioni idriche.
Il risultato è un riequilibrio fisiologico laddove vi sia uno squilibrio ( infiammazione, dolore, malattia cronica o acuta, eritema, diabete, colesterolo, sbalzi di pressione, deficit circolatori… ).
2. Se sì, quanto l’ha pagato?
3. Quali effetti terapeutici ha notato rispetto all’acqua in bottiglia scoperta:
3a) meno eritema, diabete, colesterolo, ipertensione, ghiandole mammarie e/o altre?
3b) più plin plin, capelli, vigore, snellezza, sonno, ghiandole mammarie e/o altre, charme?
Altre domande?

8 commenti

  1. Signora Oca la Fibra Meravigliosa si chiama Nexus Fiber, non Xenus.
    Anche rivedere gli anagrammi mi tocca, ecco cosa vuol dire essere a stipendio. Però questa condizione è favorevole allo studio, infatti studiavo l’araldica di famiglia e tra le pagine dell’abbecedario del mio bisnonno ho trovato …

    ehm

    ci ho trovato diverse cose, tra le quali un librettino di Conti Fatti, era specifico per i semianalfabeti, in terza di copertina la Tabella Pitagorica, e c’era una quantità impressionante di somme, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni, e anche tante equivalenze e molte frazioni, tutte già risolte.
    La lettura di questo libretto di Conti Fatti mi ha dato l’idea di scrivere a mia volta un libro di Errori Corretti,
    ma ho paura che ne esca un Ossimoro inferocito, e poi non so se sarebbe utile, a questi della Fibra Meravigliosa per esempio, che energizzano le molecole con cariche quantiche o fotoniche, hai voglia a correggergli gli errori!
    Saluti.
    EC

  2. Ma non è una truffa la Xenus? Se non c’è nessuna teoria fisica, chimica o biologica che provi il fenomeno ottico, se il fenomeno ottico non è misurabile sperimentalmente, e poi il trasferimento per induzione: sembra un collage, fatto da bambini, di parole scientifiche, o il cut-up di David Bowie.
    Ma la finanza non si può muovere in proprio?

    1. El Corregidor,
      grazie, molto gentile, ero distratta da un’assonanza, temo.

      domenico,
      siamo animali a sangue caldo, emettiamo radiazione infrarossa (energia termica) con o senza magliette o mutande Xenia.
      E’ più sorprendente il declustering dell’acqua in bottiglia e nelle nostre cellule in gruppi di 3 molecole (“acqua trimera”) invece di 2 o 5 o quante ne servono al momento. Cambiarci i clustering normali, secondo me ci ammazzerebbe.
      Che io sappia la Finanza lascia vendere di tutto, anche false lauree in medicina, ingegneria ecc.

  3. Ma la finanza non si può muovere in proprio?
    Beh, poi che si fa con marche (note o meno) di prodotti che garantiscono “frustate di energia sana” con scadenza (del prodotto conservato in busta di plastica) da sei mesi ad un anno, o che ti raccontano dei “sapori di una volta” mentre ti consegnano prodotti industriali?

  4. Cambiarci i clustering normali, secondo me ci ammazzerebbe.
    Certamente.
    Un tempo si accontentavano di farci bere soluzioni diluitissime di qualche sale o molecola benefica; ora propongono di modificare la composizione dei cluster dell’acqua. I successi della medicina omeopatica li rende sempre più audaci. Non rompeteci i cluster ai quali siamo abituati da quando la vita esiste.

    1. camillo,
      Non rompeteci i cluster
      con la “fotonizzazione” dell’acqua pare inevitabile. Lo fanno anche le scatolette che prosciugano i muri, fanno crescere le cipolle e uccidono i microbi a distanza, compresa la flora batterica che ci tiene in vita…
      p.s. A proposito d’acqua, c’è una brutta notizia: stamattina è morto Guido Barone.

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