Le emergenze

Sono rinviati i miei appuntamenti femministi-letterari, e perfino Edo, l’esperto di mojito analcolico nel bar sotto casa, dice che io e i miei ospiti dovremo aspettare che la situazione torni normale per poterlo assaggiare (avevamo espresso dubbi sul risultato). Con la chiusura alle 18 rifiuta non solo di preparalo prima di pranzo, ma perfino di condividere la sua ricetta.
Qualche suggerimento per una rappresaglia?

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A proposito. Su FaceBook e sul suo blog, Dario Bressanini ha pubblicato la ricetta dell’amuchina fai-da-te, in mezzo a considerazioni divertenti e sacrosante su una certa isteria collettiva. Promette un video su You Tube per far vedere come si prepara

Ma intanto DIFFONDETE questo post su tutti i gruppi dove vedete della cattiva informazione.

Se vi va, per favore?

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Nella testolina del piccolo Franco Battaglia, c’è posto per un’unica fissazione e un’unica emergenza per volta. La fissazione è sempre la biondina svedese, l’emergenza non è più il degrado ambientale contro il quale non ha mai fatto nulla, ma la Covid-19. Terremoti, o incendi, siccità, alluvioni aggravati dal riscaldamento climatico? Non ci stanno. E nemmeno nel testone di Nicola Porro.
Ospita sul suo blog privato gli sfoghi di bile che trova indegni del Giornale e li promuove su Twitter. Risultato (uno dei pochi ripetibili mio salotto):

  • Il tweet è già abbastanza imbarazzante da non farmi aprire il link.

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Da Climalteranti, Daniele Bocchiola assistito da Claudio Cassaro e Laura Tositti, racconta le sue spedizioni su un ghiacciaio dell’Everest per misurarne l’evoluzione. Spoiler alert: il suo “stato di sofferenza” è “inequivocabile”.

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Non so se sia un suggerimento per il “ricercatore impressionante” che s’illude di aver analizzato la struttura dell’IPCC e la formazione degli esperti del Working Group III, ma un avvenente collega segnala un’analisi – onesta sul serio – dei tre Working Groups di Max Callaghan, Piers Forster e Jan Minx, uscita su Nature Climate Change.

Con il machine learning, hanno estratto dal Web of Science 400 mila pubblicazioni relative al clima, metà delle quali uscite dopo il V rapporto. Le scienze umane sono ben rappresentate nei rapporti, un po’ meno l’agronomia e l’ingegneria per la cattura della CO2, un tema in pieno boom demografico.

Il paper è per abbonati, ma c’è un buon com. stampa del Priestley Centre che Forster dirige all’università di Leeds. Estratto:

  • “l’IPCC fa un buon lavoro nel rappresentare [le varie discipline] nelle valutazioni della letteratura,” chiarisce Callaghan. “Tuttavia molti studiosi sono ancora infelici del ruolo delle conoscenze in scienze sociali. Più fondamentalmente, il problema può essere la loro bassa proporzione nell’insieme della letteratura sui cambiamenti climatici”.  

Le tabelle e i dati sono gratis.

Dai paper anticipati online, Nat.Clim.Change di marzo si annuncia come uno speciale sull’Australia, dall’editoriale “In the line of fire” alla corrispondenza desolante Henriette Jager e Charles Coutant, “Knitting while Australia burns“:

  • Although headlines about joey pouches and koala mittens may seem to trivialize the problem in the public eye, they also demonstrate widespread global support for addressing climate threats to biodiversity. These threats are neither trivial nor local, as similar wildfire-induced forest losses are expected in the Amazon and western North America. There are no ‘band-aid’ solutions, knitted or otherwise. Moving quickly toward a carbon-neutral economy and developing climate adaptation plans that consider wildfire should be priorities knitted into the fabric of government, industry and individual decisions worldwide.

L’editoriale su Nature Eco&Evo di febbraio, “Biodiversity in flames“, faceva notare che i media hanno parlato molto degli animali, sottovalutando lo “stato di sofferenza” della vegetazione…

Dal Guardian:

  • nearly 20,000 wildlife farms raising species including peacocks, civet cats, porcupines, ostriches, wild geese and boar have been shut down across China in the wake of the coronavirus, in a move that has exposed the hitherto unknown size of the industry

Doveva accadere anche dopo la Sars. E’ in preparazione una legge, ma

  • Untouched however, are breeding operations for traditional Chinese medicine, fur and leather, lucrative markets known to drive illegal poaching of animals including tigers and pangolins.

Già.

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ADR: No.

Non ho letto i rapporti della lobby di Big Oil & Coal nota come Gentlemen Who Prefer Fantasies sui costi delle varie tecnologie e fonti di energia per arrivare a zero emissioni nette di CO2.

Abstract della presentazione: i modelli climatici sono ciofeche, nessuno sa come il clima evolverà, invece il nostro modello è perfetto, sappiamo con matematica certezza che in Gran Bretagna non ci possiamo permettere i costi di una decarbonizzazione. Che detto da cherry-pickers seriali… Tuttavia, le fantasie di quei gentiluomini dovrebbero appassionare il “grande analista”, nel caso appassionassero i suoi molti ammiratori, il debunking di Richard Black mi sembra efficace e conciso.

Quello di Simon Evans è altrettanto efficace e più circostanziato.