Letture on demand (covid-19)

Steph segnala l’articolo peer-reviewed di ricercatori cinesi pubblicato da Nature Medicine. E’ un studio sulle 2 immunoglobuline, quella specifica per il Sars Cov-2 e quella immunitaria (per semplificare, sono quelle rilevate dai test sierologici). Sono state misurate in 285 pazienti ricoverati in tre ospedali di Wuhan e 164 dei loro “contatti stretti”, quasi tutti asintomatici. Le analisi sono state fatte in laboratorio, con un metodo controllato su altri campioni da tre laboratori indipendenti, non con il test veloce, quindi sono più affidabili.

Gli autori non pretendono di aver fatto grandi scoperte, “il nostro è uno studio piccolo”, scrivono, anche perché i criteri di inclusione erano ben definiti, quindi i partecipanti erano suddivisi in molti gruppi.

Colpiscono le differenze, gli “outliers” come la madre e la figlia che restano negative al tampone durante tutto il ricovero, ma hanno l’immunoglobulina per il virus. La metà dei “contatti stretti” asintomatici non aveva alcuna traccia di anticorpi, non era stata proprio contagiata. Il dato un po’ negativo è che gli anticorpi presenti entro il 19° giorno nei 26 pazienti testati ogni tre giorni, cominciavano a declinare in media dopo il sesto giorno, l’eccezione era uno guarito dopo una malattia grave. Conclusione mesta:

  • I test sierologici possono essere di aiuto nel diagnosticare pazienti sospetti con risultati negativi alla RT–PCR [tampone] e per identificare infezioni asintomatiche.

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PM di varie dimensioni a parte, resta poco probabile la trasmissione a distanza del Sars Cov-2 per via aerea. Anche lo studio non peer-reviewed uscito il 26 aprile su Nature, indica che il contagio attraverso gli aerosol – micro-gocce contenenti il virus – avverrebbe tra persone vicine in luoghi confinati. In due ospedali di Wuhan in marzo e in aprile, l’Rna del virus era presente a livelli rilevabili in due ambienti “tendenti all’affollamento” soltanto, uno riservato al personale medico di unità di cure intensive, l’altro erano i gabinetti per i pazienti.
Non è detto che le micro-gocce possano trasportare il virus, ma la conclusione potrebbe rassicurare gli ipocondriaci

  • i nostri risultati indicano che ventilazione, spazi aperti, sterilizzazione dei dispositivi protettivi e uso appropriato e disinfezione delle zone dei gabinetti possono limitare efficacemente la concentrazione di Rna del Sars CoV-2 negli aerosol.

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Ieri in un comunicato stampa la Gilead si è detta soddisfatta dei risultati ottenuti con il remdesivir. I pazienti sarebbero migliorati fino a cinque giorni prima di quelli che ricevevano le cure standard e un placebo. Non è chiaro se la mortalità fosse maggiore come nei risultati preliminari. A metà strada è cambiato il parametro principale (primary end-point), il placebo è stato sostituito perché il primo non era più disponibile e il numero dei pazienti trattati con il farmaco è calato.
Un pasticcio.

Sempre ieri, il Lancet ha pubblicato i risultati molto attesi del trial randomizzato in doppio cieco svolto in 10 ospedali di Wuhan tra febbraio e marzo con 237 pazienti iniziali di cui 78 nel gruppo placebo. E’ peer-reviewed, apparentemente, il protocollo (fatto bene) e i dati grezzi sono allegati, tutti possono rifare i conti (conviene, per i due gruppi molti dati sono quasi uguali). Sull’arco di 28 giorni, le endovenose di remdesivir accorciavano di circa un giorno la ventilazione e quindi di quattro-cinque giorni il miglioramento dei sintomi, ma la mortalità era superiore dell’1% nel gruppo remdesivir:

  • Nessun beneficio statisticamente significativo è stato osservato tra il trattamento con remdesivir e il trattamento standard.  

Il trial doveva reclutare un altro centinaio almeno di pazienti i cui sintomi erano comparsi da non più di 12 giorni ma da metà marzo a  Wuhan “l’infezione era sotto controllo”, quindi servono “altri studi”. Perché la statistica è tirata per i capelli? Nel commento John Norrie dice che l’unico beneficio è un artificio statistico e che l’intero trial è inconcludente – un po’ come gli autori…
Un altro pasticcio.

Dati preliminari del trial in corso al NIAID con oltre mille pazienti confermano che il farmaco accelera la guarigione, e suggeriscono una mortalità dell’8% rispetto al 11,6% nel gruppo placebo. Una differenza da confermare con esami post-mortem, nel frattempo in USA il remdesivir è diventato una cura standard.

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Irradiare i polmoni dei pazienti con raggi X a basse dosi (LDRT) non sembra proprio raccomandato. L’International Journal of Radiation Biology ha pubblicato una rassegna di articoli, ma non è citato in quella usata dai due oncologi rampanti di Emory per giustificare il loro esperimento. Finisce così

  • C’è poca o nessuna evidenza a sostegno del trattamento palliativo o curativo con LDRT per la polmonite o di una sua superiorità rispetto ad altre terapie potenziali attualmente in esperimenti clinici.

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Face palm…

Il chirurgo Antonios Gasparis della Stony Brook School of Medicine, a New York, si è accorto che gli uomini si ammalano più gravemente e muoiono di covid-19 più delle donne. Ritiene che il virus si attacchi ai recettori per gli estrogeni sulla membrana delle cellule polmonari quindi intende tapparli – incollando un patch di estrogeni sui sintomatici di oltre 18 anni e sulle sintomatiche di oltre 60 anni. Cerca 110 volontari e per ora ne ha trovato un*.

All’ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles – dove hanno inventato la sonda anale a luce ultravioletta che piace tanto al Potus – la pneumologa Sara Ghandehari se n’è accorta anche lei, ma ai suoi pazienti somministrerà del progesterone perché sembra proteggere le donne incinte.

Si vede che sulla costa nord-est, le cellule polmonari umane sono fatte in un modo e su quella sud-est in un altro… (h/t Leonid Schneider)

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In Corea del Sud non ci sono state 263 reinfezioni perché i tamponati non erano mai stati infetti, erano falsi positivi che avevano probabilmente assorbito Rna di un virus “morto”, stando al Korea Herald.

O’s digest di Nature rimandato a domani, ma non i complimenti per i ricercatori del Museo di storia naturale di Milano e il loro Spinosauro acquatico a trazione posteriore, è stupendo!