Tranquilli, le “preoccupazioni etiche” non sono quelle espresse dall’AIFA a proposito dei 300 bambini autistici usati da Antonucci & Siniscalco per promuovere gli affari di Noakes, Ruggiero & Co a spese dei genitori.
(S’è indignato anche maicolengel di Butac – grazie per le “due ali così”, giovanotto, ma appartengono a Dora di HIV Forum che ogni tanto me le presta…)
Sono suscitate in USA da un esperimento clinico con una versione un po’ più moderna della parabiosi, pagato dai partecipanti – come accade spesso per le cellule staminali in cliniche “for profit”, scrive Jocelyn Kaiser su Science Insider.
La società Ambrosia di Monterrey, California – nata dal fallimento di XVitality Sciences che offriva “cure sinergiche anti-invecchiamento” in cliniche all’estero… – cerca 600 clienti dai 35 anni in su, disposti a pagare 8.000 dollari, oltre a viaggio e soggiorno, in cambio di analisi del sangue e di una trasfusione di 1,5 lt di plasma proveniente da donatori tra i 15 e i 25 anni.
L’idea del titolare Jesse Karmazin, un medico di 31 anni, è che i clienti ne saranno “ringiovaniti” come i topi negli esperimenti di Ann Wagers, Tony Wyss-Coray et al. pubblicati nel 2014, dai risultati controversi e per ora privi di conferme nei topi o in altri animali.

(Altri studi hanno confermato che i fattori di riparazione presenti nel sangue di topi giovani accelerano – per esempio – la guarigione di lesioni muscolari in topi vecchiotti. E molti studi hanno confermato che i topi sono raramente modelli affidabili degli esseri umani. Uno dei motivi è che salvo studi dell’apparato riproduttivo, si usano topi maschi…)
Anche Wyss-Coray ha una start-up e da due anni, insieme ai colleghi di Stanford, sta studiando l’effetto di plasma giovane in 18 pazienti affetti da Alzheimer “lieve o moderato”. A differenza del trial di Karmazin, questo è gratuito per i pazienti ed è stato approvato dal comitato etico dell’università e non da uno “commerciale”. In USA ci sono Ethical Review Boards a pagamento infatti e parecchie di loro tendono ad approvare qualunque protocollo mandi il cliente.
Non che “l’evidenza scientifica” sia granché, dicevano Michael Conboy e altri ricercatori a Nature nel gennaio 2015
per ora le affermazioni sul sangue o il plasma giovane che allunga la vita sono false: i dati semplicemente non ci sono. Un esperimento per verificarle richiederebbe più di sei anni – prima bisogna aspettare che i topi invecchino, poi che muoiano di morte naturale, poi analizzare i dati.
Dalla descrizione su Clinical Trials, il protocollo presentato da Karmazin sembra fatto apposta per dare risultati statisticamente insignificanti. Per es.
- non esistono marcatori sanguigni dell’invecchiamento, quindi elenca centinaia di molecole alla rinfusa;
- mancano gli “end-point”, d’altronde senza marcatori non possono esserci, per di più sono reclutati anche clienti sani e relativamente giovani;
- manca un gruppo di controllo, d’altronde come dice Karmazin, è difficile chiedere 8.000 dollari a gente che sa di poter ricevere un placebo…
Ci va di mezzo la credibilità di Clinical Trials, tanto più che gli NIH non fanno rispettare l’obbligo di pubblicare i risultati.
Dall’Ottocento, la parabiosi torna di moda ciclicamente, adesso è in forma “light” e scientifica solo all’apparenza. Per ora Ryan Cross della MIT Technology Review è il solo a ricordare le ricerche che hanno trovato risultati opposti a quelli di Ann Wagers, Wyss-Coray et al. Non che sembri importare a miliardari che ne finanziano le start-up e ai comitati etici che ne approvano i trial.
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Il nuovo che avanza, visto dal Corriere
Di citazioni, brani copiati, spunti presi in prestito nel programma di Raggi ce ne sono altri e sono facilmente individuabili grazie a Google. Perché la Rete sa essere una risorsa. Ma la Rete, come dice Grillo, «non perdona». Mai.
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Indignata della campagna sulle vaccinazioni decisa dal ministero, Gioia Locati sostiene che i vaccini non sono sottoposti a esperimenti clinici randomizzati in doppio cieco con placebo – una bufala, ovviamente (3 link, altri a richiesta) – e se lo fa confermare da Fabio Franchi, co-autore di Aids, la grande truffa secondo il quale l’Hiv non causa l’Aids.
(h/t bar sotto casa)
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Tomas Tuma, Manuel Le Gallo (c’est un breton!) et al. del lab di Evanghelis Eleftheriou all’IBM di Zurigo hanno costruito un neurone artificiale, un grumetto di materiale a cambio di fase (germanio + antimonio + tellurio) che “funziona” fra due elettrodi. Per ora questi neuroni sono destinati al machine learning – com. stampa e paper su Nature Nanotechnology.
le “preoccupazioni etiche” non sono quelle espresse dall’AIFA a proposito dei 300 bambini autistici usati da Antonucci & Siniscalco per promuovere gli affari di Noakes, Ruggiero & Co a spese dei genitori.
L’AIFA non ha preoccupazioni etiche, scherzi? Chi mai può avere preoccupazioni etiche in agosto? Non starai cercando di rovinargli le vacanze, spero.
Gioia Locati sostiene che i vaccini che non sono sottoposti a esperimenti clinici randomizzati in doppio cieco con placebo – una bufala, ovviamente (3 link, altri a richiesta) – e se lo fa confermare da Fabio Franchi
Qualcuno dica alla signora Locati che è intrappolata in una echo chamber e non lo sa.
Dora,
A volte penso che di preoccupazioni etiche l’AIFA ne abbia quanto Gioia Locati o le ERB commerciali…
Gioia Locati sostiene che i vaccini che non sono sottoposti a esperimenti clinici randomizzati in doppio cieco con placebo… ” fanno cosa? La frase, scritta così com’è resta sospesa, oppure c’è ub” che ” di troppo dopo “vaccini”….potreste chiarire, per favore? L’argomento mi interessa, grazie ????
Alessandra,
tolto il “che” di troppo, grazie.
potreste chiarire, per favore?
refuso a parte, immagino! Provo a riassumere le regole per tutti i paesi membri dell’OMS e quelli “osservatori” come Taiwan. Se cambia solo un adiuvante già testato o una proteina del virus (quello dell’influenza muta di continuo) non servono esperimenti, altrimenti sono obbligatori.
Durante un esperimento di fase III, si può sospendere il placebo – o il vaccino precedente, quando esiste – e quindi la randomizzazione. E’ successo per Ebola. Se un vaccino si dimostra efficace al 100% ancora prima che si concluda la fase III, diventa immorale non vaccinare tutti quelli a rischio.
Comunque ci vuole l’autorizzazione dell’OMS, del ministero della sanità locale, del comitato etico che ha approvato il protocollo, di chi ha fatto il vaccino ecc.