Buffalo Parade


I colleghi si son bevuti la storia del cibo organico e non. Esempio tipico, Luigi Grassia scrive sulla Stampa:

l’«organic food» non ha alcuna qualità positiva che lo distingua dal cibo ordinario, quello ottenuto dai campi e dalle stalle normali dove si usano prodotti chimici: lo certifica la britannica Food Standard Agency, sulla base di uno studio scientifico pluriennale che verrà pubblicato dall’autorevole American Journal of Clinical Nutrition. Si tratta della ricerca più vasta e approfondita mai compiuta nel mondo su quest’argomento, e con tutti i crismi dell’ufficialità. 

Accid… non è una ricerca e la Food Standard Agency non certifica nulla. E’ una rassegna, e secondo gli stessi autori, su 52.471 pubblicazioni, ne hanno prese in considerazione 162 di cui 55 – vedi Appendix 12, p. 124 del rapporto originale – soddisfacenti per metodi, strumenti di analisi e altri criteri di validità.

E l’American Journal of Clinical Nutrition non è più autorevole di Novella 2000. Per i suoi conflitti d’interesse, rif. Food Politics di Marion Nestle o In difesa del cibo di Michael Pollan. 
Dopo aver sintetizzato la “ricerca” per chi “non è abituato al frasario scientifico”, Luigi Grassia rivela di non averla vista:

possibile che l’uso o il non uso di fertilizzanti e pesticidi (cioè anti-parassitari) non faccia differenza nella qualità dei cibi? Questa è una cosa che tutti credevamo fosse accertata e che non si potesse più mettere in discussione. Il ritornello del prof. Dangour a questa obiezione è il solito: «L’eventuale sovrappiù di sostanze chimiche riscontrato nei cibi convenzionali rientra nelle ordinarie variazioni statistiche e non ha impatto significativo sulla salute». 

Non era questa la domanda, bis. Il “ritornello” del prof. Dangour si riferisce ai nutrienti nei prodotti destinati all’alimentazione umana: di fertilizzanti e pesticidi nella sua rassegna non c’è traccia.
Per par condicio, Sara Ricotta Voza intervista i “profeti del naturale”. Non hanno dati nemmeno loro, ma non si bevono la “scoperta”.
La rassegna di Dangour et al. vista da Marion Nestle.

El bosùn de Higgs
Su Science, Adrian Cho cerca di rovinare le vacanze ai fisici delle particelle, spiegando che l’LHC è messo peggio di quanto temeva Marco.

“A giant leap for cheese”
E’ stato ritrovato in un giardino del Buckinghamshire il pezzo di Cheddar lanciato nello spazio dai formaggiai della West Country per celebrare l’anniversario dello sbarco sulla Luna. Rif. the BBC.