Pari opportunità


Un mese fa, le biologhe evoluzioniste Fiona Ingleby e Megan Head mandano alla rivista PLoS One un paper sulla differenza di carriera tra dottorati e dottorate, rifiutato da una peer review anonima

Il 29 aprile Fiona Ingleby twitta due estratti del rifiuto:

It would probably … be beneficial to find one or two male biologists to work with (or at least obtain internal peer review from, but better yet as active co-authors) in order to act as a possile check against interpretations that may sometimes be drifting too far away from empirical evidence into ideologically biased assumptions 

Con la stessa logica, un articolo su… (razzismo, antisemitismo, schiavitù ecc. – inserire discriminazione a scelta) va scritto insieme a un o due … (razzisti, antisemiti, schiavisti ecc. – inserire discriminatori a scelta).

Perhaps it is not so surprising that on average male doctoral students co-author one more paper than female doctoral students, just as, on average, male doctoral students can probably run a mile a bit faster than female doctoral students.

La biologia richiede un pene e muscoli da scaricatore, infatti. Ma siamo nel 21mo secolo, la notizia è subito ripresa da Retraction Watch, Times Higher Education e Science Insider (nei commenti, alcuni sessisti danno il meglio di sé).

La rivista risponde il giorno stesso:

PLOS ONE has strict policies for how we expect peer review to be performed and we strive to ensure that the process is fair and civil. We have taken a number of steps to remedy the situation. We have formally removed the review from the record, and have sent the manuscript out to a new editor for re-review. We have also asked the Academic Editor who handled the manuscript to step down from the Editorial Board and we have removed the referee from our reviewer database.

*

Avete notato che l’associazione a delinquere Stamina e i suoi promotori insultano e diffamano preferibilmente Elena Cattaneo e non Gilberto Corbellini, Amedeo Santosuosso, Giovanni Boniolo, Paolo Bianco ecc.? (Non è un invito a insultare e diffamare anche loro, preciso prima che Hermano Tobia si inventi qualche mia opinione.)

h/t Salvatore C. – immagine.

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A proposito di neuroni, su Trends in Molecular Medicine era uscita una meta-analisi di Kathryn Hall et al. che correla l’efficacia del placebo agli SNP su undici geni che nel cervello partecipano al circuito della dopamina (5 geni), della serotonina (4), degli oppioidi (1) e degli endocannabinoidi (1). E’ una correlazione da verificare, as usual, ma cambierebbe radicalmente i trial clinici. Dalla news di Reuters:

“Most people tend to think first and foremost of a placebo not evoking a biological response but a psychological response,” said Arthur Caplan, an ethics researcher at New York University Langone Medical Center. “If there is indeed a biological element and you can actually find a genetic basis for it, you would absolutely be causing a revolution in clinical trial design.”

Sarebbero esclusi i portatori degli SNP, se il farmaco da testare fosse simile a uno precedente in cui gli stessi SNP sono trovati nei volontari finiti nel gruppo placebo, ma se fosse una molecola o una terapia nuova?

9 commenti

  1. ” insultano e diffamano preferibilmente Elena Cattaneo”. Serengeti strategy anyone?
    E’ una strategia purtroppo conosciuta e utilizzata con successo da chi non ha argomenti scientifici. Nessuna sorpresa ma tanto fastidio.

  2. ocasapiens
    in Italia se ne parla e facile che presto avremo la nostra legge. Le premesse però non sono buone, siamo maestri nel rifarci (a parole) agli altri ma a non imparare dalle loro esperienze.

  3. Le proposte che ci sono in ballo vanno oltre la legge sulla trasparenza, ad esempio eliminano la necessità di motivazione ed estendono a chiunque il diritto d’accesso eliminando la limitazione ai soggetti “interessati”. Poi resta da definire cosa si intende per “documento”. Pensado al caso di Mann, i messaggi di posta elettronica lo sono? Infine, soddisfare le richieste ha un costo non tanto di riproduzione dei documenti ma di tempo, non capisco perché il servizio debba essere del tutto gratuito come proposto quando anche sulle ricette mediche si paga il ticket.

    1. Armando,
      be’, non mi ha risposto, se mi firmavo Silvio magari Matteo Renzi mi patrocinava il convegno su quelli che fanno esplodere i criceti con la mente…

  4. Sarà solo una mia impressione ma le molte ministre e parlamentari Renziane mi ricordano più il …ehm… “femminismo”… di Silvio che l’autentico femminismo della Bindi, della Bonino, di Nilde Iotti, di Franca Rame, della Castellina e di tante altre brave donne della politica.

    1. Armando,
      le molte ministre e parlamentari Renziane
      selezione naturale, mi sa che in quell’ambiente una femminista non sopravvive – e molte femministe hanno smesso di votare parecchio tempo fa.

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