Padri e figli

Nel suo ultimo video, serioso come al solito, Potholer parte dalla composizione della Luna, che gli scienziati della NASA non vogliono far sapere, per arrivare al complotto anticapitalista dei meteorologi secondo i quali la temperatura globale aumenta mentre i “veri” scienziati, e alcuni giornalisti a rimorchio, hanno scoperto che sta calando da quasi vent’anni.

Al 6′ Potholer cita en passant l’Open Peer Review Journaleffimera creatura di Michael Connolly e del figlio Ronan – con un’allusione involontaria alla creduloneria di professori universitari noti per fomentare dubbi sulle scienze del clima. Nel 2014, il politologo Roger Pielke Jr ne citava giulivo un testo sulle isole di calore urbane

“poor siting biases… has probably led to overestimation of global warming” since the 19th century

La bufala sulle stazioni di rilevamento bugiarde era stata diffusa nel 2010 da Anthony Watts dopo che aveva scoperto in Antartide l’effetto di un’isola di calore urbana detta da allora “Sarà stato Andy”, dal nome di uno dei due occupanti della tenda più vicina alla stazione di rilevamento.

Ci aveva abboccato Roger Pielke Sr. – padre di Pielke Jr. e mercante di dubbi anch’esso – che doveva produrre insieme a Watts, McIntyre e Christy una ricostruzione delle temperature statunitensi più affidabile di quella dei falsari della NASA, ma poi aveva cambiato idea.

Se non sbaglio, l’opera del trio negazionista è in attesa di pubblicazione dal 2012.
(Una variante della bufala è stata rilanciata pochi giorni fa dall’ing. Pedrocchi, un tempo del Politecnico di Milano: si riscalda il clima locale per via delle isole di calore urbane, ma sono così piccole da non influenzare il clima globale.)

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The Australian, un quotidiano di Rupert Murdoch, ha pubblicato pari pari* un post dubbivendolo di Judith Curry nel mezzo della primavera più calda e siccitosa, e degli incendi più estesi mai registrati sul continente. Farà comodo ai delegati dell’Australia che rivendicano il diritto di dedurre dagli impegni presi con l’Accordo di Parigi i tagli delle emissioni non contabilizzati con il Protocollo di Kyoto.
*Il caporedattore per l’ambiente essendo impegnato in un processo…

Judith Curry era prof alla George Mason University. Adesso alcuni dipartimenti stanno preparando l’app-gioco Cranky Uncle, ideato e disegnato da John Cook, una difesa contro le fake news. Insegna

  • le tecniche del negazionismo scientifico, come i falsi esperti e il cherry-picking. Usa la scienza, la tecnologia e la creatività per coinvolgere i giocatori e aiutarli a superare il diniego delle scienze del clima. 

Sul sito dell’università, il crowdfunding è tuttora aperto.

E’ più complicato smontare le bufale come fa Tamino con quelle sull’innalzamento del livello del mare spuntate di recente sul blog di Anthony Watts, la fonte preferita dei globalcoolisti nostrani. Il tempo di tradurle, e le ritroviamo da un alt.uff. delle FF.AA e altri convinti che nel 1999 sia iniziata una nuova era glaciale…

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No free lunch (refrain)
C’è un breve accenno alle tecnologie a emissioni negative irrealizzabili in tempo utile sulla scala necessaria nel dossier “Managing Climate Change” del Financial Times, solo per abbonati – peccato.

Future Earth pubblica gratis una rassegna delle principali pubblicazioni sul clima uscite tra il 2018 e il 2019, comodamente suddivisa in 10 temi e con un sunto per ciascuno.
La pagina 7 del primo tema “The world is not on track” riguarda le tecnologie per la rimozione del carbonio dall’atmosfera (CDR). Sarebbero necessarie per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi, ma per i motivi già noti, nessuna è pronta per l’uso:

  • Un dispiegamento estensivo delle CDR in futuro è improbabile senza un lavoro sostanziale per minimizzare questi ostacoli. […] Alcuni scenari mostrano che la dipendenza sulle CDR – oltre ai metodi naturali – potrebbe ancora essere evitato con una forte e immediata mitigazione [i.e. riduzione delle emissioni].

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A Carbon Brief fanno una rassegna stampa sulla COP25 – anglofona ma fatta bene, trovo.
Hanno intervistato i responsabili per la crisi climatica delle Ong presenti a Madrid (in rappresentanza degli “stakeholders”) tra i quali Harjeet Singh che adesso se ne occupa per Action Aid International. Nel video, Gilles Dufrasne di Carbon Market Watch parla dell’articolo 6 incluso nell’Accordo di Parigi.
Le regole per applicarlo sono state approvate l’anno scorso, meno quelle dell’art. 6 sulla cooperazione volontaria per ridurre le emissioni attraverso due meccanismi basati sul mercato e uno non basato sul mercato, per esempio pagato attraverso i finanziamenti internazionali per gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Spiegazione della posta in gioco.

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Il Jet stream, d’estate questa volta
Le Ong come Action Aid hanno ragione di preoccuparsi.

La corrente circumpolare “a getto” sta cambiando insieme alle sue onde di Rossby. D’estate due onde (5 e 7) si ripetono in modo sincronizzato nella fascia temperata dell’emisfero nord – Europa, Nord America soprattutto, e attorno al Mar Caspio – dove c’è una coltura intensiva di cereali (“breadbaskets”). Aumentano di 16 – 20 volte il rischio di doppie ondate di calore che durano anche per settimane, scrivono Kai Kornhuber, Dim Coumou dell’Environmental Change Institute all’univ. di Oxford e del PIK, et al. su Nature Climate Change.

Dalla metà degli anni Ottanta, quando le due onde erano in fase hanno ridotto le rese anche del 10% localmente e del 4% nell’intera fascia.

Normalmente quando il maltempo decima i raccolti in una regione, la perdita è compensata dalle importazioni – compensata per modo di dire, l’aumento dei prezzi causa “instabilità sociale”, rivolte, emigrazioni. Ma con la maggior frequenza e intensità degli eventi estremi e il riscaldamento globale, anche se le onde non “sosteranno” più a lungo diventerà più difficile garantire la sicurezza alimentare, salvo pianificare un sistema di scorte globali a prezzo calmierato.

Franziska Gaupp, Jim Hall et al. dell’univ. Columbia e dello IIASA associano radiazione solare, precipitazioni e ondate di calore sincrone (alluvioni ed ENSO, principalmente) alle rese nei principali paesi produttori/esportatori tra il 1967 e il 2012. I rischi di coincidenza sono aumentati del 16,8% per 3 dei 4 principali breadbaskets, più per il frumento e il mais che per la soia (in Argentina e India, alluvioni e monsoni sono in alternanza). Invece per il riso, nello stesso periodo sono diminuiti da 21,2% al 11,8% per un cambiamento della radiazione solare,

anche se alcuni studi indicano che la tendenza potrebbe cambiare direzione in futuro.

Sono le prime ricerche in materia, quindi in attesa di conferma. Per la seconda la revisione deve esser stata faticosa perché l’articolo è arrivato nel febbraio 2017 ed è stato accettato nel settembre scorso.

Lettura gratuita, commento di Zia Mehrabi per gli abbonati.

10 commenti

    1. homoereticus,
      mi spiace deluderla, non so che libro sia e non avevo letto l’intervista allo studioso di “neurobiologia” vegetale – sigh…

  1. Mancuso è recidivo, l’avevo già intravisto qualche settimana fa su Rai3 mentre proponeva la stessa panacea…

  2. Avevo letto dei thread su Twitter sulle onde di Rossby, in particolare sulla 7. Non ho trovato però niente su onde e AGW, dipende dal fatto che “Sono le prime ricerche in materia”?

    1. Diego,
      intendevo le prime applicate alle rese agricole, scusa.
      Ci sono ricerche su AGW e onde di Rossby più o meno da quando si fanno modelli. Quelle sull’influenza dell’AGW su onde di Rossby ed eventi estremi sono più recenti. Ne aveva scritto Dim Coumou da Real Climate quando il collegamento era diventato evidente.

    1. E’ anche una questione di procedura, Paolo. Non so se un paese “in uscita” può presentare una proposta per modificare un meccanismo già stabilito né come venga approvata.

  3. @Sylvie @Paolo
    Scusate, avevo scritto di fretta, mi interessava la correlazione tra AGW, onde ed eventi estremi. Il link di Sylvie però risponde alla mia curiosità.
    In ogni caso, grazie davvero

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