O's digest al tempo del colera

Rassegna stampa minima e, spero, profilattica.
LEconomist – che in Cina ha una redazione coi fiocchi – è quasi un numero speciale. Dedica all’epidemia (e “probabile pandemia”) l’editoriale, la sezione Cina con “La vita in quarantena”, un reportage da Wuhan, l’analisi “Politica della pandemia”, e la sezione Internazionale con “Prepararsi al peggio, sperare nel meglio” o sperare soltanto perché l’epidemia non è controllabile, e ha ripercussioni economiche non solo per la Cina. Poi ci sono gli aggiornamenti online.

Il governo australiano vieta l’ingresso nel paese a viaggiatori provenienti dalla Cina, ma non se sono cittadini australiani – i quali sarebbero immunizzati dal proprio passaporto, si presume.

Sul Foglio, Enrico Bucci denuncia la “pseudoscienza di stato”, le ciarlatanerie raccomandate come prevenzione e cura contro l’infezione “dall’apposito comitato costituito presso il ministero indiano dell’Ayurveda, Yoga e Naturopatia, Unani, Siddha, Sowa Rigpa e Omeopatia” (si chiama proprio così). Poi ci sono illustri accademici che anticipano “scoperte” complottiste su BioXiv. Lì sono durate mezza giornata. Per dirla con Alessandro Manetto:

  • This is a really dumb study and these scientists should be ashamed. 

ma sospetto che sarà presto riciclato…

Xi Jinping ha imposto anche lui una pseudoscienza di stato, per cui la medicina tradizionale cinese deve compiere miracoli, in particolare in oncologia Elisabeth Bik, Smut Clyde e due nettascienza cinesi spiegano su For better science come i “ricercatori” si sono attrezzati per compiacere il Presidente, produrre pattume su scala industriale e farlo uscire su riviste di pseudoscienza.

Anche lo scandalo della settimana è legato a Wuhan, di preciso alla sua modesta Università di Tecnologia dove il famoso chimico di Harvard Charles Lieber aveva fondato il prestigioso WUT-Harvard Joint Nano Key Laboratory. Il 28 febbraio Lieber è stato arrestato dal FBI per spionaggio. Potrebbe essere rilasciato dietro cauzione di $1 milione, ma è tuttora “sospeso” dall’università, rif. anche l’Economist sezione “Scienza”.

Avrei evitato la metafora dell’epidemia, ma pure Trump ha attribuito al proprio governo – che ogni anno prova a ridurre di circa 1 miliardo i finanziamenti degli NIH – il merito dei progressi in medicina. In particolare in oncologia perché negli USA il tasso di mortalità da tumori sarebbe il più basso mai “registrato nella Storia”. Non è merito suo, of course, rif. Fact Check, Ars Technica e la “World View” di Vinay Prasad su Nature.

Su Science Advances quindi gratis, è uscito un paper di John Carey et al. da segnalare ad autorità sanitarie e debunker istituzionali:

Hanno fatto sia sondaggi che esperimenti per verificare l’effetto o meno delle correzioni. Non solo le correzioni creano confusione, e perdono credibilità sia i titoli falsi dei giornali che quelli veritieri (effetto spillover), ma pur con molti limiti, i loro risultati confermano

  • che fornire un’informazione fattuale accurata non ha sempre l’effetto sperato sul sostegno pubblico agli interventi cui si riferiscono o ai leader.

6 commenti

  1. >>.. the falling death rate is primarily because of reductions in smoking that began in the 1960s. As a result of fewer people smoking, fewer people developed and then died, not only from lung cancer, but from at least 11 other smoking-related cancers…
    Ma come, il tabacco non faceva bene? 🙂

    1. Ma come, il tabacco non faceva bene?
      Una volta sì, adesso i mercanti di dubbio dicono solo che il fumo passivo non fa male, Richard Lindzen per esempio.

  2. Non vorrei fare il difensore del governo australiano ma mi pare che impedire l’ingresso in Australia di cittadini australiani possa essere un pelino illegale. Magari imporranno una quarantena come è stato fatto in Italia.

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