Metabolismo globale


Anche l’International Resource Panel dell’UNEP è per disaccoppiare il consumo di risorse naturali e relativi impatti ambientali dalla crescita economica e perché la popolazione mondiale “faccia di più con meno”. Facile da dire. D’altronde

Nei paesi sviluppati, ogni anno i cittadini consumano 16 tonnellate di minerali, combustibili fossili e biomasse a testa, e in alcuni di questi paesi anche più di 40 tonnellate. In India, a confronto, ogni persona ne consuma 4.

La tendenza aumenta dall’inizio del ‘900 e di questo passo

Nel 2050, l’umanità potrebbe divorarne 140 miliardi di tonnellate/anno.

Sempre che il disaccoppiamento sia iniziato, perché 10 miliardi x 16 tonnellate a testa a me fanno 20 miliardi in più.  Anche a voler star bassi, dove le prenderebbe?

Mantenere la linea
Global Food Losses & Food Waste, dell’Istituto svedese per l’alimentazione e la tecnologia e la FAO, vorrebbe farci smettere di buttare un terzo della produzione alimentare. La soluzione, secondo gli autori, passa anche dalle industrie di trasformazione le quali, chissà come, sarebbero d’accordo per vendere di meno…

All’università di Pisa, la Facoltà di agraria ha forse trovato la soluzione. Il 20 maggio organizza il convegno “Il cibo del terzo millennio tra miti, frodi e mistificazioni” e come scrive la padrona di casa, Manuela Giovannetti,

Il problema più grave posto dai falsi alimentari è quello relativo agli alimenti adulterati, diventati un business redditizio per la criminalità organizzata.

Così passa l’appetito e il prezzo dello zucchero e dei grassi vegetali comincia a calare…