Science Advances ma non abbastanza

L’American Association for the Advancement of Science (AAAS) diventerà un editore anche in open access dal prossimo febbraio quando uscirà la rivista Science Advances. Però è sotto licence CC-BY-NC (solo usi non commerciali) restrittiva e non utilizzabile dai ricercatori finanziati da molti enti europei che partecipano all’Open Access Initiative di Budapest.
In una lettera aperta ricercatori e soci chiedono all’AAAS di modificare i termini di pubblicazione. E anche di spiegare i sovrapprezzi di 1.000 dollari per quel copyright, più 1.500 se il testo supera le 10 pagine. Prezzo di base: 2.300-2.700 dollari.
La raccolta delle firme prosegue, per firmare bisogna cliccare su “Review it”. Se ne discute da The Conversation.

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Pages 2k project

Fonte PAGES 2k/Stefan Rahmstorf

A proposito del documento presentato dagli avvocati di Michael Mann, Union of Concerned Scientists-USA  interviene sul processo contro la National Review, il CEI e il giornalista che lo hanno paragonato a un pedofilo e ripetutamente accusato di falsificare i dati della mazza da hockey (una fissa di molti, per es. del climastrologo Nicola Scafetta secondo il quale la peste nera è stata causata dal clima dovuto “alla congiunzione di Giove e Saturno… nel segno zodiacale dell’Acquario“).
Aaron Herstas era a un’udienza:

  • I attended a hearing related to this case last June. It was disturbing to listen to lawyers for CEI and the National Review accuse Dr. Mann of conducting fraudulent research while he was sitting right there. I squirmed in my seat more than once and quietly shook my head at their presentations. It was clear that the lawyers didn’t understand the scientific research they were discussing. I felt like I had stepped way, way down a rabbit hole.After the hearing concluded, one of the lawyers for the defendants walked up to Dr. Mann outside the court room and asked to shake his hand. He was aghast when Dr. Mann politely declined – as if the lawyer was the one who just had his honor and integrity insulted.From the lawyers’ perspective, perhaps this was just another day at the office. But for Dr. Mann it was an affront to his character, ethics and work as a scientist.

Sul versante scientifico invece, Hermano Tobia scrive a Giancarlo:

  • Approfitto per una domanda: se tu li consideri comunque dei banditi, utilizzando lo stesso metro di giudizio, come consideri questi comportamenti nell’ambito di temi spesso discussi su questo blog:
  • a) la previsione allarmistica di scioglimento dei ghiacciai himalayani entro il 2035 (1)
  • b) l’invenzione di “one theory per week” (se ne contano circa 40 mi sembra, i fuffisti sono dei dilettanti al confronto) per cercare maldestramente di salvare modelli previsionali traballanti (2)

(1) è l’esilarante non sequitur nel vol. 2 del IV, capitolo Asia, del rapporto IPCC:

  • Glaciers in the Himalaya are receding faster than in any other part of the world (see Table 10.9) and, if the present rate continues, the likelihood of them disappearing by the year 2035 and perhaps sooner is very high if the Earth keeps warming at the current rate. Its total area will likely shrink from the present 500,000 to 100,000 km2 by the year 2035 (WWF, 2005).

La superficie dei ghiacciai himalayani essendo di 3 milioni di ettari, la probabilità che triplicasse entro il 2035 era sicuramente allarmistica. In realtà, la seconda frase era riportata nel vol. 1

  • La glaciazione extrapolare terrestre si degraderà a tassi veloci e catastrofici, la sua superficie totale si ritirerà molto probabilmente da 500.000 a 100.000 km² entro il 2350.

Gli autori del rapporto hanno corretto gli errori e si sono scusati, cosa che Hermano Tobia non farà mai.
Oppure un giorno leggerà
(2) il paper  sulla temperatura dell’Atlantico,  ammetterà che non si tratta di una nuova “teoria”, bensì  della conferma con nuovi dati di quella di Fourier (1822), che su questo punto i modelli non traballano e smetterà di diffamare scienziati onesti?
Senza volerlo Hermano Tobia ha scelto proprio un esempio che lo smentisce. Su Science è appena uscita una ricerca di paleoclimatologia che conferma il ruolo dell’Atlantico nei cambiamenti climatici accelerati, previsto dal modello proposto su Nature la settimana prima.

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Accid… Why did the proton cross the road? non è in open access. Peccato, perché Hauke Riesch scrive

  • Although not intended to be anti-humour, this note attempts at least to start a more critical conversation on the value of humour in the communication of science.

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Ogni tanto vado a vedere cosa dice Mark Knoeppfler che tiene d’occhio i papers sulle staminali. Gli sembra che le retrazioni veloci di Nature in questi due anni siano un buon segno.

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A proposito di “Correlation is not causation” – un problema delle “gene set association analyses” e di più nel caso di patologie come la schizofrenia che non hanno marcatori biologici – Retraction Watch segnala la ritrattazione per problemi statistici di “Identification of gene ontologies linked to prefrontal–hippocampal functional coupling in the human brain“.

Meglio controllare ogni volta su Biomed critical commentary.

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Con delle amiche, si discute del Centre for Effective  Altruism, ben intenzionato, certo…

  • We have also launched Effective Altruism Ventures, a commercial company that will hold the rights to William MacAskill’s upcoming book, which will also engage in outreach activities related to effective altruism.  This company is not part of the Centre for Effective Altruism.