Riassunto punt. prec. Dal 2011 il dott. Passerini aspetta seduto sulla riva del fiume di vedere passare il mio cadavere dopo che gli ho consegnato un piatto d’argento con sopra le mie scuse, non appena il TPR1 e/o il TPR2 esce su Nature, Science o altra “prestigiosa rivista peer-reviewed”.
L’argenteria dovrebbe essere salva fino al 2017-2018. Infatti Andrea Rossi comunica che
The 1 MW E-Cat is a low temperature plant, it reaches max T= 120°C.
L’auto-sostentamento non è più quello di Bondeno:
The longest period of ssm we got so far with the E-Cats is 2 hours, but only after the end of the test period of the 1 MW plant in the factory of the Customer we will have reliable numbers.
Numeri affidabili arriveranno
only after at least one year of regular operation
nella secret factory del secret customer che dal 2012 lo utilizza per alimentarla in energia elettrica.
***

Il fedele Pulitzer durante il “pomeriggio da leoni” del 2012
L’8 dicembre 2014 11:10 Franco Morici ricorda ad Alessandro Pagnini questo scambio sul JoNP
Luca Salvarani, October 31st, 2011 at 7:59 AM
Dear Andrea Rossi
1- Can you confirm the second sale of the 1 mw plant to another customer?
2- So far have you sold 2 plants, or even more? (…)
Andrea Rossi, October 31st, 2011 at 9:23 AM
Dear Luca Salvarani:
1- yes
2- more (…)
Il 9 dicembre 2014 08:48, il dott. Passerini cade dal pero:
@Franco Morici
Hai scritto ad Alessandro: “…secondo il “Rossi says” di JoNP di Ottobre 2011, lui affermava di aver già “venduto” almeno tre 1MW Plant?
Quando e a chi li avrebbe venduti questi 3 o più 1MW Plant?”(…)
1) sul SE è QUANDO, come soleva fare l’oca (e penso faccia ancora): CITAZIONE PLEASE! 🙂
(h/t lettori vari, invece di correre a medicarlo.)
L’oca s. so(u)let
Nell’ottobre 2011, Rossi says di averne venduti 14 di cui a un cliente militare
una centrale termica da 13 MW, composta da 13 “1MW Energy Catalyzer” come quello in funzione a Bologna il 28 ottobre
del 2011 “sotto gli occhi dell’incaricato del cliente”, certo “Domenico Fioravanti, ingegnere collaudatore e tester dell’impianto”, scrive a caldo lo zelante Pulitzer che sempre più credulo ricopia da Cobraf il 21 agosto 2012
L’ingegner Domenico Fioravanti è un colonnello della NATO, Rossi riporta che ha un’esperienza di oltre 30 anni nel settore delle macchine termiche e della produzione di energia. Il fatto che sia un militare NATO fa presupporre che il cliente finale, come già detto, sia un’agenzia militare…
L’autore del TPR 0.0 bello asciutto mentre l’E-cat vaporizza “3.711 tonnellate d’acqua“, né ingegnere né militare né NATO, ma
La Sucker Cup 2012 !
E com’è bello e raggiante Passerini 🙂
Si fatica ad immaginarlo così leggendo i suoi ulltimi commenti.
Franco Morici dimentica che in Rossi’s-speech Yes = No e More = Neanche uno. Questo nei giorni pari di luna piena, nelle feste comandate e s.s. patroni di un campione (noto solo a lui) di città italiane. Gli altri giorni (prefestivi inclusi) la traduzione si inverte.
Aveva davvero un bell’aspetto e lo sguardo illuminato…tutta colpa di noialtri cattivoni se adesso s’ è messo a tirare karma ai passanti impenitenti, rei di coglierlo impreparato sulle dichiarazioni di vendita di Rossi, sul Thermo (2004), sulla Ralstonia uncultured per poco non rampadi, sulla costantana di Celani, sulla termodinamica, sui licenziatari, sulle fabbriche da milioni di pezzi, sul vapore secco, sulle portate d’acqua, sugli ex-soci greci, sulla pubblicabilità in rivista seria di TPR1 e TPR2, sul Ni62 (come ash e come fuel),…
Leggevo or ora della stufetta – eh ma lo sappiamo, è come per il RAR e per il bidone DGT: si ringrazia il proponente per aver permesso (come lui stesso sapeva da prima) di far scoprire anche a noialtri che, ove si parlasse di overunity, erano bufale. Aspettiamo di poterlo ringraziare in modo simile anche per E Cat e Ralstonia. Al raggio della morte di un Marconi quasi omonimo, pensiamo dopo.
Giustino,
era più raggiante lui di Proia e tutti si chiedevano come mai.
CimPy,
stufetta: “Esiste la free energy”, mitico post… Franco Morici ha un’ottima memoria. Per la pompa o reattore idrosonico, “un po’ sul COP>1 ci sperava”, il techunter.
E sbaglio o attorno a “Un altro 22 coi fiocchi!” tic… tac… il techunter diceva di aver presentato tic… tac… la “truffa della Dekfalion” a suoi “clienti”?
Trovo interessante anche la terza domanda di Salvarani e la relativa risposta di Rossi.
Salvarani chiede “Could you reveal the identity of this second customer or it’s confidential (if so I can undestand)?”
E Rossi risponde “Let the plant go to work, then they [the Customers] will reveal themselves automatically.“.
Quindi, da quell'”automatically” e dal fatto che non mi risulta che i “customers” si siano mai rivelati, se uno vuol dar credito a Rossi deve necessariamente concludere che quell’impianto non e’ mai entrato in funzione.
Fantastica “success story” per l’ECat.
E.K. Hornbeck,
Entrerà, un giorno entrerà/Salvo ennedià,il Nobel vincerà…
Riccardo,
Anche questo signore.
Non so perchè ma questo post mi ha fatto venire in mente Charles Ponzi 🙂
Giustino, era più raggiante lui di Proia …
Per A.P. credo la gioia fosse un attimino mitigata da quei tristi pensieri che non si riesce mai a cancellare del tutto in queste avventure estreme. Il sorriso a denti stretti malcelava un pensiero tipo: “Caro Gesù, fa che non abbia fatto una cazzata grande come una casa. C’ho messo tutti i soldini del mio salvadanaio ….”
Lui invece non aveva di che temere. Niente investimenti a parte la benzina e i pedaggi dell’autostrada per seguire il circo itinerante. Sognava i “miglioni” di hits sul blog da tutto il mondo, l’amore eterno e sviscerato dei discepoli pennuti e, perchè no, anche un mare di fiXX ai suoi piedi più una sfilza di comparsate in tivvù come testimonial Number One dell’avvento della nuova era del fuoco di Prometeo.
Purtroppo l’acidità dei suoi ultimi scritti è chiaro segno che i sogni sono svaporati come tante bolle di sapone. Rotonde ed evanescenti tanto quanto quelle che a raffica vengono emesse dal Gionp. Non ci credo che il dubbio non lo roda dal profondo. Ma come ammetterlo e spezzare tanti teneri cuoricini?
Meglio lanciare gavettoni di karma agli umbè.
@ Ocasapiens
Anche questo signore.
Sono subito andato a vedere la biografia su wikipedia di quel signore.
Tenendo conto degli imprenditori che abbiamo esportato negli USA (gente come Rossi, Ponzi, Marchionne), mi era venuto l’atroce sospetto che anche Keely fosse italiano.
Invece no: e’ nato in Pennsylvania.
Forse abbiamo ancora qualche speranza.
Sarà che ho il raffreddore e ho preso un testata starnutendo, ma io delle facilonerie dei dissidenti scientifici italiani ne ho le scatole piene.
Da una parte Sancho Panza e Dom Quijote scoprono con dieci, vent’anni di ritardo il dibattito sull’Extended Evolutionary Synthesis. Ma prendono fischi per fiaschi e pensano che quelli dell’EES vogliano sbarazzarsi di gradualismo e selezione naturale. Tanto che si chiedano cosa mai resterebbe di Darwin. Confondono poi mutazione nel tempo ed evoluzione, e siccome quasi tutti i concetti scientifici possono essere retrodatati a piacere (basta essere generosi nell’interpretazione dei testi) se la prendono col povero Charles. E si che il senso di Extended è ben spiegato nell’introduzione dal gruppo di Altenberg.
Dall’altra, Mistero confonde il problema della detuscolanense mettendolo sul piano di “esistenza”. Ma che Celani abbia trovato un batterio, una Ralstonia, ci possiamo credere facilmente. Il problema è se questa Ralstonia è un nuovo strain o una “classica” Picketii. Ma l’importante è avere le scuse di Giancarlo, che evidentemente è una autorità in campo (non me ne voler G.) e quindi può redimere la questione. Sembra che i miei primer di filogenetica siano stati inutili.
Che barba, che noia. Sembra di essere alla corrida: dilettanti allo sbaraglio.
Gvdr,
Devo darti una brutta notizia. Anche l’ENEA sembra ritenere che non esista perché ha tolto dal proprio sito il saggio ““Utilizzo della Ralstonia detusculanense” di Giuseppe Quartieri, Piero Quercia e Pasquale Avino. Per fortuna è citato sul (fu) sito “EnergiaInformazione e nelle slides in cui (s. 25) risulta alimentare un Ipod dotato di “batteria a Virus-batterio” (s. 26)
Per fare chiarezza ed essere pedanti, “sembra ritenere che non esista” e’ sbagliato. Crediamo a Celani, ribadiamo che non e’ un bugiardo, chiediamogli pure scusa, se servisse a portare di nuovo la questione su un piano scientifico. Questo non cambia il fatto che i dati pubblicati dal suo team non supportano l’individuazione di un nuovo strain.
Rossi says, Rossi says, Rossi says, like voices in a schizophrenic’s head… Please, inject one barrel of clozapine directly into my brain, piercing my skull. Now! Soothe my pain, please. Call the psychiatrist, not the psychoanalyst (because they told me he is only a money thief).
My psychosis is my faith! I can hear you… I hear you, dismantling my dreams. But I know that the reality is it works! I saw the steam vent: what a huge vent! With my unqualified eyes, but I saw. They told me… You are only a wretched bunch of Sunday physicists, not trusting in your own senses. Snakes and puppeteers, the same race, behind every corners I went. I heard them all. Where is my brotizolam??? Let me sleep… Let me dream about… I do not want to wake up… Snakes poisoning my mind… I can hear you a mile off: I am prepared.
I do believe.
They told me…
Magari gli si chiede scusa dopo che ci ha mostrato una di quelle Ralstonie Detusculanensi mentre gli mangia i compiti a casa…
”UniBo said” ovvero “sad UniBo”
Credo che quando si parla dei “Rossi says” bisognerebbe sempre tener presente ciò che fin dall’inizio ha sostenuto la loro credibilità e cioè gli “UniBo said”. Ne rammento qualcuno (enfasi aggiunte):
A) 11/1/11, Comunicato Stampa (Dipartimento di Fisica, Università di Bologna) Il giorno 14/01/2011 […] si terrà una prova sperimentale per misurare l’energia prodotta da un esemplare di apparato per la produzione di energia basato sul processo Ni-H ( Nikel Idrogeno) e metodo Focardi-Rossi. L’energia attesa dal reattore è di alcuni KW termici, pari quindi a quella che potrebbe soddisfare i bisogni di una o due utenze residenziali. […] La prova sarà condotta da un ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna e sarà svolta di fronte a un pubblico selezionato di ricercatori e professori dello stesso Dipartimento. […]
B) Bologna 19 Giugno, 2011. Il Dipartimento di Fisica dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna desidera comunicare che: è stato firmato un contratto di Ricerca con la Ditta EFA srl del valore di € 500.000 (+IVA), della durata di 24 mesi, per effettuare ricerche nel campo della efficienza di produzione di energia degli impianti della Ditta; […]
C) 5 novembre 2011 […] L’Ateneo precisa inoltre che […] 2) l’Università di Bologna (Dipartimento di Fisica) è pronta a svolgere esperimenti sull’apparato E-Cat non appena il contratto siglato con la EFA SrL (la società italiana di Andrea Rossi) sarà reso attivo: a questo scopo erano presenti agli esperimenti, in qualità di osservatori, i ricercatori dell’Università di Bologna. […]
D) 26 gennaio 2012 […] Il Dipartimento di Fisica dichiara che il contratto sottoscritto nel giugno 2011 tra il Dipartimento di Fisica e la EFA srl (la società italiana in cui Rossi è coinvolto) è stato rescisso causa il mancato soddisfacimento delle condizioni al termine contrattuale previsto. Non c’è più alcun rapporto tra il Dipartimento e la EFA srl legato a questo contratto. Tuttavia, il Dipartimento di Fisica si è reso disponibile con la sua esperienza e le sue strumentazioni per svolgere autonome misurazioni sulla produzione di calore da parte dell’apparecchiatura denominata E-cat al fine di fornire una risposta all’intera comunità scientifica e all’opinione pubblica in merito al fenomeno. […]
E) per concludere, dal 13 ottobre 2014 la bacheca amsacta di UniBo ospita il report intitolato: “Observation of abundant heat production from a reactor device and of isotopic changes in the fuel”
Quanto sopra riportato, che è solo la punta dell’iceberg del coinvolgimento di UniBo e dei suoi membri in questa vicenda, illustra abbondantemente quanto sia inutile e fuorviante continuare a disquisire di Rossi, dei suoi “says” e della loro credibilità.
Credo che se un intruso si aggira indisturbato da anni nelle stanze del palazzo della scienza, facendo i comodi propri o, per meglio dire, quelli di chi ce lo ha inviato, la colpa sia tutta dei guardiani che gli hanno spalancato le porte, lo hanno aiutato, omaggiato, e perfino applaudito. Il compito di questi guardiani, compito per cui son tuttora pagati dalla collettività, sarebbe stato quello di difendere quei delicati e preziosi luoghi dagli approfittatori, individuandoli, smascherandoli pubblicamente e allontanandoli al più presto.
I chiarimenti andrebbero richiesti alle persone e alle istituzioni realmente responsabili di questo scempio, non a chi si è avvalso della loro dabbenaggine.
Ascoli65,
grazie, ma credo qui tutti sanno già che
A) l’invito scritto da Levi per conto di Rossi non era affatto un com. stampa UniBO; Levi ha detto che lo ha rivisto Capiluppi, il quale lo ha negato;
B-C) le università devono anche fare ricerche a pagamento per conto di aziende private, il com. del Dip di Fisica è corretto;
D) Dalla firma del contratto, non perfezionato, UniBo non è più stata coinvolta – come da numerose precisazioni e smentite del prorettore e dell’uff. stampa da fine novembre 2011 in poi;
E) tutti i docenti sono incoraggiati a mettere in bacheca i propri testi, compresi quelli “in attesa di pubblicazione”
Dalla demo di novembre 2011, l’intero “iceberg” consiste in Giuseppe Levi.
allontanandoli al più presto
se violano le regole dell’università e se la violazione comporta il licenziamento.
I chiarimenti andrebbero richiesti alle persone e alle istituzioni
li ho chiesti al rettorato e pure pubblicati, come lei sa: Levi si occupa dell’e-cat a titolo personale durante il tempo libero.
Fermigas,
è veeeero!
Beh, però anche quello che si è avvalso, fargliela fare proprio franca….
Che poi, secondo me i danni li dovrebbe chiedere UniBo per prima, posto che le interessi.
La prima foto mi fa ricordare la marmitta del Ciao… solo più “primitiva”.
http://imagizer.imageshack.us/a/img803/9248/img1308q.jpg
@ OcaSapiens,
– A) l’invito scritto da Levi per conto di Rossi non era affatto un com. stampa UniBO; Levi ha detto che lo ha rivisto Capiluppi, il quale lo ha negato;
La dichiarazione di Levi la possono ascoltare tutti su internet (1): “Yes, I have written that. And also it was revised by our Department director, because it is a press release of the Department of Physics. So was released as an official communication of our Physics Department.” La smentita diretta di Capiluppi non l’ho mai vista. So che c’è una smentita, ma si tratta di una cosa molto indiretta: Krivit ha pubblicato una mail dell’incaricata dell’ufficio stampa UniBo la quale dice che il Dipartimento di Fisica sostiene che non c’è un comunicato stampa ufficiale del DF. Questo però non smentirebbe ciò che ha dichiarato Levi e in particolare il fatto che il suo direttore abbia revisionato ed autorizzato la pubblicazione del comunicato stampa da lui scritto.
Comunque sia, ammettendo che Levi abbia abusato di sua esclusiva iniziativa della rappresentatività del dipartimento redigendo e diffondendo un Comunicato Stampa a nome del DF-UniBo, non si capisce per quale motivo non sia stato applicato nei suoi confronti quanto previsto dal codice etico di UniBo (versione 2006) in cui all’articolo 9 si fa espressamente divieto di “(a) utilizzare in modo improprio il logo e il nome dell’Università”, tanto più alla luce del video in cui egli dichiara di essere stato autorizzato dal suo Direttore.
Capiluppi ha negato di averlo autorizzato a mandare quell’invito e dopo la prima volta Levi non ha più usato il logo dell’università, infrazione minima, al massimo un rimprovero orale, l’oca s.
– B-C) le università devono anche fare ricerche a pagamento per conto di aziende private, il com. del Dip di Fisica è corretto;
Quindi, secondo te, se un privato convinto che il suo ferro da stiro sia un reattore nucleare si presenta ad una università e offre i suoi ultimi 500k Euro chiedendo di verificarlo, è corretto che questa università, dopo avergli certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso, accetti la sua offerta predisponendo allo scopo una programma di ricerca biennale che coinvolge ben 5 suoi ricercatori, più altri dipartimenti?
il resoconto di Levi e le dichiarazioni alla stampa non sono certificazioni, e un’università è libera di far ricerca su quello che le pare, basta che sia fatta bene, l’oca s.
– D) Dalla firma del contratto, non perfezionato, UniBo non è più stata coinvolta – come da numerose precisazioni e smentite del prorettore e dell’uff. stampa da fine novembre 2011 in poi;
La firma del contratto, avvenuta a 5 mesi dalla demo bolognese, basta e avanza per pretendere da UniBo un chiarimento sulle basi scientifico-sperimentali che ne erano alla base. Tuttavia il supporto UniBo è continuato anche dopo visto che i suoi rappresentanti sono stati presenti come “osservatori” (vedi del 5 novembre 2011) agli esperimenti sull’ecat svoltisi nel 2011. Compreso quello dell’impianto da 1 MW, in cui il ruolo di almeno uno di essi non pare essere stato solo quello di semplice “osservatore” dato che i resoconti della giornata che si trovano in rete lo presentano come “Professor Giuseppe Levi, who was Rossi’s right-hand man today, will be heading the Bologna research on the E-Cat.”
In rete si trova pure che io sono una crononauta, e allora?
Ed anche ammesso che il ruolo dei numerosi professori UniBo che hanno assistito alla decina di esperimenti sull’ecat svoltisi nel 2011 fosse stato quello di semplici “osservatori”, mi piacerebbe proprio sapere che cosa hanno osservato, capito e riferito, se è stato necessario ben un anno dalla prima demo affinchè UniBo disdisse il contratto e solo per inadempienze contrattuali di tipo finanziario.
Alla decina di esperimenti sull’e-cat ha assisto Levi, l’oca s.
– E) tutti i docenti sono incoraggiati a mettere in bacheca i propri testi, compresi quelli “in attesa di pubblicazione”
In tal caso nella bacheca di UniBo ci dovrebbe essere un avviso/disclaimer che metta in guardia dal fatto che qualunque docente UniBo se ne possa servire a suo piacimento anche per diffondere bufale, di cui poi UniBo non si sente chiamata a dover rispondere.
C’è il disclaimer, l’oca s.
–Dalla demo di novembre 2011, l’intero “iceberg” consiste in Giuseppe Levi.
A parte il fatto che l’ultima demo, quella da 1 MW, è del 28 ottobre, a te pare poca cosa la massa di dichiarazioni di numerosi professori del DF di UniBo a sostegno dell’indiscussa produzione di eccesso di calore emesse pubblicamente nei 10 mesi precedenti? Secondo te l’UniBo se la può cavare così, senza nessuna rettifica riguardo a quelle specifiche dichiarazioni?
Numerosi nel senso di tre dopo la demo di gennaio, e nessuno in rappresentanza di UniBo che in proposito non ha pubblicato nulla e non ha nulla da correggere, l’oca s.
–se violano le regole dell’università e se la violazione comporta il licenziamento.
Non hai capito. Io mi riferivo a Rossi. L’infiltrato nelle sacre stanze della scienza è lui, ma i custodi che ce l’hanno fatto entrare sono i fisici dell’UniBo. Per il resto, premesso che a me non interessano le sanzioni ma solo il ristabilimento autorevole della verità scientifica, mi pare chiaro che alcuni punti del codice etico del 2006 sono stati violati, per lo meno quello dell’articolo 9. Però chi l’ha violati ha continuato indisturbato per anni a implicare il nome della sua Università in questa faccenda.
L’unica violazione è l’uso del logo e del nome del Dip. per l’invito, che implica al massimo un rimprovero verbale a Levi. Nessun altro ha violato alcunché quando ha detto di aver preso lucciole per lanterne, cosa che succede a tutti, l’oca s.
– li ho chiesti al rettorato e pure pubblicati, come lei sa:
A parte il fatto che tu non sei il portavoce ufficiale di UniBo, i chiarimenti che l’UniBo dovrebbe fornire riguardano CHI, COME e PERCHE’ ha fatto saltar fuori 12/15 kW dal dispositivo testato dai fisici di UniBo il 14 gennaio 2014. Non mi risulta che questi chiarimenti siano mai stati dati. E’ proprio sulla credibilità acquisita da quelle dichiarazioni dei professori bolognesi, che si fondano tutti i “Rossi says” che hai messo alla berlina nel tuo post.
Infatti ho pubblicato quanto mi hanno scritto il portavoce ufficiale e il capo del Dip. UniBo non ha fatto il test del 14 gennaio e non ha chiarimenti da dare in proposito. Dalla fine del contratto i Rossi says si fondano sulla credibilità degli svedesi, Elforsk in primis – l’oca s.
– Levi si occupa dell’e-cat a titolo personale durante il tempo libero.
Allora si firmi in qualità di “consulente di Rossi” oppure come “amico dei gatti”, non come “Bologna University”. E poi, per stare a Lugano almeno 32 giorni ha preso l’aspettativa?
La verità è che è di Bologna University, non si può costringerlo a mentire. Non vedo perché doveva prendere un’aspettativa, bastava che andasse a Lugano quando non faceva lezione, alcuni degli svedesi non ci sono neppure andati, l’oca s.
(1) http://www.youtube.com/watch?v=ld7Z1FHupZc&lr=1&t=02m44s
@ Cimpy,
– Che poi, secondo me i danni li dovrebbe chiedere UniBo per prima, posto che le interessi.
Per come credo che stiano le cose, penso che nessuno chiederà i danni a nessun’altro. Ma se mai ciò avvenisse, considerate le dichiarazioni pubbliche dei professori UniBo sull’indubbia presenza di eccesso di calore prodotto dai suoi dispositivi, non credo che sia Rossi a doverli pagare.
nella bacheca di UniBo ci dovrebbe essere un avviso/disclaimer che metta in guardia dal fatto che qualunque docente UniBo se ne possa servire a suo piacimento anche per diffondere bufale, di cui poi UniBo non si sente chiamata a dover rispondere
Indovina: c’è davvero. L’ho anche postato da Franchini…
@ Ascoli65
non si capisce per quale motivo non sia stato applicato nei suoi confronti quanto previsto dal codice etico di UniBo (versione 2006) in cui all’articolo 9
Sei sicuro che non sia successo?
Quindi, secondo te, se un privato convinto che il suo ferro da stiro sia un reattore nucleare si presenta ad una università e offre i suoi ultimi 500k Euro chiedendo di verificarlo, è corretto che questa università, dopo avergli certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso, accetti la sua offerta predisponendo allo scopo una programma di ricerca biennale che coinvolge ben 5 suoi ricercatori, più altri dipartimenti?
Fatto salvo l’uso improprio del logo dal parte di Levi, non mi risulta che l’Universita’ di Bologna (in quanto tale) abbia mai certificato l’eccesso di calore.
Non sono neppure convinto che, tecnicamente, possa farlo.
La firma del contratto, avvenuta a 5 mesi dalla demo bolognese, basta e avanza per pretendere da UniBo un chiarimento sulle basi scientifico-sperimentali che ne erano alla base.
Pretendere?
Hanno forse commesso un reato, mettendo quella firma?
Sostieni questo e anche di non avere un atteggiamento inquisitorio?
Tuttavia il supporto UniBo è continuato anche dopo visto che i suoi rappresentanti sono stati presenti come “osservatori” (vedi del 5 novembre 2011) agli esperimenti sull’ecat svoltisi nel 2011
Il supporto di UniBo o di alcuni suoi esponenti?
Continui a fare il medesimo errore dei believer.
Ed anche ammesso che il ruolo dei numerosi professori UniBo che hanno assistito alla decina di esperimenti sull’ecat svoltisi nel 2011 fosse stato quello di semplici “osservatori”, mi piacerebbe proprio sapere che cosa hanno osservato, capito e riferito, se è stato necessario ben un anno dalla prima demo affinchè UniBo disdisse il contratto e solo per inadempienze contrattuali di tipo finanziario.
Anche a me piacerebbe saperlo.
Secondo me, hanno osservato i tramezzini alla mortadella e le bottiglie di sangiovese. E hanno capito e riferito di conseguenza.
In tal caso nella bacheca di UniBo ci dovrebbe essere un avviso/disclaimer che metta in guardia dal fatto che qualunque docente UniBo se ne possa servire a suo piacimento anche per diffondere bufale, di cui poi UniBo non si sente chiamata a dover rispondere.
Ahi, ahi, ahi.
Non segui Cimpy.
Grave mancanza.
Secondo te l’UniBo se la può cavare così, senza nessuna rettifica riguardo a quelle specifiche dichiarazioni?
Dichiarazioni di UniBo o di singoli professori?
“cavare cosi'”? Quindi insisti nel considerarlo un reato da punire.
L’infiltrato nelle sacre stanze della scienza è lui, ma i custodi che ce l’hanno fatto entrare sono i fisici dell’UniBo.
Sacre?
Custodi?
Per il resto, premesso che a me non interessano le sanzioni ma solo il ristabilimento autorevole della verità scientifica,
Sicuro che esista la “verita’ scientifica”?
Sicuro che si possa pretendere di (ri)stabilirla?
mi pare chiaro che alcuni punti del codice etico del 2006 sono stati violati, per lo meno quello dell’articolo 9. Però chi l’ha violati ha continuato indisturbato per anni a implicare il nome della sua Università in questa faccenda. […] Allora si firmi in qualità di “consulente di Rossi” oppure come “amico dei gatti”, non come “Bologna University”.
Stai scherzando?
Quando ha usato il logo dell’Universita’ ha sicuramente violato il codice etico.
Ma non crederai mica che esplicitare l’appartenenza alla propria universita’ voglia dire “implicare il nome della sua Universita’”?
Non mi sembra che Josephson abbia nascosto la sua affiliazione quando ha scritto (e presentato) queste slide (e un mucchio di altra roba altamente imbarazzante).
Credi che sia stato punito per questo?
Credi che il Dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Cambridge si sia sforzato di ristabilire la “verita’ scientifica”?
Credi che i custodi delle sacre stanze della scienza si siano preoccupati di cacciarlo dalle stesse?
O forse credi che anche l’Universita’ di Cambridge sostenga la fusione fredda?
Credi forse che, grazie a quelle slide, possiamo sostenere che l’Universita’ di Cambridge ha certificato che, come sostiene Josephson, “the Pons-Fleischmann excess-heat observations have been replicated many times since, in many different laboratories”?
@ Cimpy,
– Indovina: c’è davvero.
Sulla bacheca UniBo non compare esplicitamente un avviso/disclaimer, tuttavia cercando meglio ho trovato qualcosa di simile al punto 5 del pdf lincato alla voce “Condizioni”. Un avvertimento un po’ troppo nascosto, secondo me.
Comunque sono interessanti alcuni passaggi che si trovano negli altri punti del pdf. Particolarmente significativo è l’inizio del primo: “1. L’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna persegue l’obbiettivo primario di contribuire allo sviluppo culturale e scientifico della collettività anche attraverso lo sviluppo di strumenti di diffusione e circolazione del sapere, …”. Mi piacerebbe sapere di quale “sapere” si parla riguardo al TPR2.
E’ da chiarire anche il senso del passaggio immediatamente successivo: ”… quali la messa a disposizione gratuita dei prodotti scientifici e culturali realizzati nell’ambito delle attività proprie e dei soggetti che con essa collaborano.” Le “attività proprie” sono sicuramente quelle di UniBo e quindi, se fosse vera la versione di OcaSapiens secondo cui Levi ha continuato ad interessarsi dell’ecat a titolo personale e utilizzando il suo tempo libero, il TPR2 non rientrerebbe tra i prodotti di questo tipo. Resterebbero i prodotti “dei soggetti che con essa collaborano”, ma questa frase sembra fatta apposta per soggetti “esterni” che si trovano a collaborare su temi specifici con UniBo, piuttosto che per soggetti “interni” che fanno gli affari propri nel tempo libero.
Per cui la stessa presenza del TPR2 nella sua bacheca avvalorerebbe l’ipotesi che esso riguardi una “attività propria” di UniBo e che quindi l’UniBo sia implicata in un qualche modo, che non ha reso noto, in questa attività. A meno che non ci troviamo di fronte ad un eventuale ulteriore abuso del suo ricercatore, che l’Università non si preoccupa di chiarire, nonostante il clamore suscitato dal TPR2 su centinaia di siti e decine di altri media nel mondo.
@ Ascoli65
Sulla bacheca UniBo non compare esplicitamente un avviso/disclaimer,
Un link alle “condizioni”, nella home del repository, non e’ sufficiente per te?
E’ da chiarire anche il senso del passaggio immediatamente successivo: ”… quali la messa a disposizione gratuita dei prodotti scientifici e culturali realizzati nell’ambito delle attività proprie e dei soggetti che con essa collaborano.”
Leggi anche il seguito: “A tal fine, l’Ateneo ha realizzato ed attivato il servizio AlmaDL, strumento gratuito ed aperto di diffusione e condivisione dei risultati delle attività scientifiche ed accademiche dei docenti e ricercatori dell’Ateneo”. Mi sembra chiarisca.
Se vuoi accompagnarmi nella mia ossessione — che consiste nell’affermare che, non fornendo informazioni sufficienti a replicare gli esperimenti, TPR1 e TPR2 non possono essere considerati articoli scientifici — puoi lamentarti del fatto che quanto inserito da Levi non puo’ ragionevolmente essere considerato “risultati delle attivita’ scientifiche”.
Comunque, il punto 5 ci frega anche su questo ed elimina qualunque dubbio: “L’Ateneo non esercita alcun controllo sui contenuti dei materiali pubblicati. L’Ateneo mette unicamente a disposizione le tecnologie e le risorse informatiche necessarie per curare la messa a disposizione del pubblico delle opere nelle pagine del Sito su richiesta dei relativi autori e/o titolari dei diritti.”
Pretendere che il salvataggio di un articolo in un deposito online gestito, sostenuto o finanziato da un’universita’ implichi la certificazione di quell’universita’ a quanto sostenuto nell’articolo e’ insensato, potenzialmente contraddittorio e, comunque, pericoloso. Sostenendo questo, aiuteresti i believers della fusione fredda a sostenere che una decina di universita’ in Europa (e molti prestigiosi istituti di ricerca) certificano la validita’ dell’ECat. Se non capisci a cosa mi riferisco, cerco di farti avere i dettagli in privato (se mi prometti di non divulgarli).
Lo dico: anche secondo me in bella vista sarebbe stato meglio, però c’è.
E anche a me piacerebbe che rappresentanti rappresentativi di UniBo spernacchiassero per benino chi si ostina a dire che l’Alma supporta TPR2 ed FF, ma resta vero quel che scrive Hornbeck: l’Alma non supporta niente, siamo noialtri che vediamo quel che vogliamo vedere, chi un patrocino, chi decisioni pilatesche, chi menefreghismo per insignificanza della cosa. Quale che sia il discorso, resta il fatto che a dire che Unibo è a favore sono i fuf. E Ascoli65. A noialtri magari girano le sfere per la poca attenzione prestata o per il fatto che certi messaggi vanno ripescati dai bagni studenteschi, ma lo diciamo apertamente che.le cose non stanno necessariamente così. Poi lo ripeto: ballerei la giga per un annuncio chiaro e roboante di chi di dovere nella Home di UniBo – però rispetto quel che ne dissero altri (se li ho capiti bene): sono panni sporchi, se li devono lavare in famiglia.
@ E.K.Hornbeck,
– Sei sicuro che non sia successo?
Sarebbe il colmo se fosse successo e, dopo tutto il clamore sull’ecat, l’Ateneo non avesse sentito di il dovere di metterne al corrente l’opinione pubblica. Ma soprattutto sarebbe inconcepibile che Levi abbia continuato per anni a coinvolgere, tramite la sua presenza, l’UniBo nelle vicende ecat.
– Fatto salvo l’uso improprio del logo dal parte di Levi, non mi risulta che l’Universita’ di Bologna (in quanto tale) abbia mai certificato l’eccesso di calore. Non sono neppure convinto che, tecnicamente, possa farlo.
Se pensi che un’Università sia fatta dei muri dei suoi edifici ti do ragione, è tecnicamente impossibile che essi certifichino qualcosa. 🙂 Se invece pensiamo che sia costituita da professori e ricercatori che agiscono e parlano in nome dell’Università (come ci ha ricordato Pomp), allora l’eccesso di calore è stato ampiamente certificato e avvalorato dall’UniBo.
– Pretendere? Hanno forse commesso un reato, mettendo quella firma?
Secondo te i cittadini non hanno il diritto di pretendere che i professori ricerchino e diffondano la verità scientifica e smascherino le bufale? Cosa c’entrano i reati? Secondo te i professori sono autorizzati a dire qualsiasi cosa che non infranga il Codice Civile?
– Il supporto di UniBo o di alcuni suoi esponenti?
Di quegli esponenti, in particolare dei fisici del DF, che avevano titolo ad esprimersi su quell’argomento.
– Secondo me, hanno osservato i tramezzini alla mortadella e le bottiglie di sangiovese. E hanno capito e riferito di conseguenza.
E’ un giudizio ben più grave di quelli che esprimo io. Ti rendi conto di quel che dici?
– Sicuro che esista la “verita’ scientifica”?
Ci sono argomenti in cui la verità è ignota o è controversa, ma ne sappiamo abbastanza per sancire il fatto che un ferro da stiro non si scalda per via di qualche arcana reazione nucleare. Questo è il livello a cui, per quanto riguarda la vicenda ecat-UniBo, deve essere ristabilita la verità scientifica dalle autorità scientifiche del nostro Paese.
– Quando ha usato il logo dell’Universita’ ha sicuramente violato il codice etico.
Ma non crederai mica che esplicitare l’appartenenza alla propria universita’ voglia dire “implicare il nome della sua Universita’”?
Lui sa bene che è il nome della suo Ateneo quello che viene strumentalmente utilizzato dalla propaganda pro-ecat quando viene citato il suo TPR. E lo sanno bene anche al suo dipartimento e alla sua università.
–Non mi sembra che Josephson …
Stai paragonando un ricercatore ad un premio Nobel. Ad un Nobel si abbuona tutto.
–Credi che i custodi delle sacre stanze della scienza si siano preoccupati di cacciarlo dalle stesse?
Ribadito per l’ennesima volta che non mi interessano le sanzioni ma solo la corretta informazione scientifica, vorrei ricordarti che Fleischmann e Pons sono stati allontanati dalla sconosciuta Università dello Utah dopo che i loro risultati sono stati smentiti dalla comunità scientifica e tieni conto che Fleischmann in precedenza aveva occupato la cattedra che fu di Faraday ed era stato presidente della Società Internazionale di Elettrochimica.
@ Cimpy (e E.K.Hornbeck),
– Quale che sia il discorso, resta il fatto che a dire che Unibo è a favore sono i fuf. E Ascoli65.
In questi termini (posizione favorevole tout-court di UniBo coniugata al presente) non viene detto nè dai fuf, nè da me.
E’ importante capire bene in che modo i fuf utilizzino ancora oggi a piene mani la credibilità che i fisici di UniBo hanno elargito a piene mani alle prestazioni calorimetriche dell’ecat. La loro ultima linea di difesa di fronte alle pressanti contestazioni dei fisici della domenica sono espressioni di questo tipo:
a) ” ci sono prof universitari di fisica che parlano di reazione nucleare e di autosostentamento, io di dare del ******* a questi non ci penso proprio,”
b) ”on one side there is a group of university professors who put their face and their career on the stakes, working to the best of human ability,on the other side there is a character who hides behind a nickname writing a lot of numbers and bla..bla..”
c) ”tra tutti i coinvolti nell’operetta, il reattore da vicino non l’hanno visto né Raman né Massa, e quelli che illo tempore lo hanno visto non mi risulta stiano cercando di redimere i vikinghi dall’errore”
Ho citato solo alcune delle più recenti affermazioni di questo tipo, ma il web ne contiene a centinaia. Secondo me hanno ragione da vendere: queste loro affermazioni sono vere e sensate. I professori di fisica, in particolare e per primi quelli di UniBo, hanno costruito negli anni, dichiarazione dopo dichiarazione, il palco da cui Rossi lancia tuttora i suoi proclami. Solo i professori del DF, o la loro Università, o il Comitato Scientifico istituito dal Ministero possono smontare quel palco. Non lo possiamo fare noi, nè nessun altro “fisico della domenica” per quanto competente e preparato possa essere.
Separare le responsabilità di UniBo, e in generale del sistema della ricerca pubblica italiana, dalla clamorosa vicenda ecat è un madornale errore tattico, che consente alla sua propaganda di continuare a mettere a frutto l’enorme pregresso di attestazioni favorevoli (e mai smentite) già raccolto nel corso degli anni.
Resta il fatto che lei lega il nome di UniBo all’e-cat ancora più ossessivamente e falsamente di Rossi e dei suoi fans, nonostante tutte le smentite del portavoce di UniBo, complimenti per il suo lavoro di propaganda a favore della credibilità dell’e-cat e di Rossi, l’oca s.
@ E.K.Hornbeck,
Se non capisci a cosa mi riferisco, cerco di farti avere i dettagli in privato (se mi prometti di non divulgarli).
No, non ho ben capito a cosa ti riferisci. So solo che la fama dell’ecat è nata fra le braccia dei fisici bolognesi e solo dopo questo clamoroso parto ha trovato appoggi anche in altri lidi, soprattutto scandinavi. Ma tutti questi endorsement di seconda generazione poggiano sulle primigenie dichiarazioni dei fisici bolognesi riguardanti l’indubbia produzione di calore in eccesso da loro personalmente riscontrata.
Non vedo quali dettagli potrebbero modificare questo quadro che è già pubblico. E comunque, pur ringraziandoti dell’offerta dei dettagli privati, preferisco di gran lunga che il confronto rimanga sullo stesso piano in cui lo hanno messo fin dall’inizio i fisici UniBo e cioè quello pubblico-mediatico. Io sono tra coloro, milioni di anonimi cittadini, a cui i professori bolognesi hanno dato in pastura come ai pesci la notizia del “new fire”. Io ho osservato con malfidente interesse l’esca ma non ho abboccato, molti altri purtroppo lo hanno fatto. Io non ho bisogno di conoscere informazioni riservate, i chiarimenti devono essere messi a disposizione pubblicamente a tutti coloro a cui sono state indirizzate delle false promesse.
@ OcaSapiens,
–Resta il fatto che lei lega il nome di UniBo all’e-cat ancora più ossessivamente e falsamente di Rossi e dei suoi fans, nonostante tutte le smentite del portavoce di UniBo, complimenti per il suo lavoro di propaganda a favore della credibilità dell’e-cat e di Rossi, l’oca s.
Ossessivamente forse, falsamente credo proprio di no. Ho raccolto dal web un bella lista di citazioni di diversi professori di UniBo che hanno affermato con assoluta certezza che l’ecat ha prodotto quantità industriali di eccesso di calore. Viceversa, non sono ancora riuscito a trovarne una, pronunciata da questi stessi professori o da qualche loro collega, che lo mettesse in dubbio. I comunicati UniBo non hanno mai smentito le dichiarazioni sull’eccesso di calore.
Come ben sai, se l’eccesso di calore non c’è si tratta sicuramente di una bufala. Io non posso fare a meno di denunciare una bufala senza indicare al contempo le responsabilità di chi l’ha messa in giro. Non capisco come tu riesca a denunciare la prima e a difendere i secondi. Sono quest’ultimi i veri artefici della credibilità di Rossi e del suo ecat, non certo io.
@ Ascoli65
Sarebbe il colmo se fosse successo
La mia domanda era semplice: sei sicuro che non sia successo?
Dopo quell’uso improprio del logo, non mi risulta sia piu’ stato utilizzato da Levi.
Io deduco che e’ successo. O Levi avrebbe continuato a utilizzarlo.
Se pensi che un’Università sia fatta dei muri dei suoi edifici ti do ragione, è tecnicamente impossibile che essi certifichino qualcosa
Piu’ o meno.
Quello che dico io e’ che la scienza si fa con articoli scientifici.
Io ho sempre e solo visto articoli firmati da ricercatori affiliati a Universita’ o istituti di ricerca. Mai a nome di intere universita’. Mai a rappresentare la posizione ufficiale di un’intera universita’.
A me sembra che tu dia per scontato che l’Universita’ di Bologna (e le altre) abbia(no) un ruolo che non mi risulta — ma proprio per nulla — che abbia(no).
Per come le conosco io, le Universita’ creano (anche) le condizioni per cui i singoli ricercatori possano far ricerca. E, quando c’erano i soldi, finanziavano programmi di ricerca.
Punto.
Se invece pensiamo che sia costituita da professori e ricercatori che agiscono e parlano in nome dell’Università (come ci ha ricordato Pomp), allora l’eccesso di calore è stato ampiamente certificato e avvalorato dall’UniBo.
Al netto dell’uso improvvido del logo (una sola volta, se non ricordo male), non mi risulta che Levi e gli altri professori abbiano parlato in nome dell’Universita’ di Bologna.
E quand’e’ che Pomp ci avrebbe ricordato che Levi e compagnia parlano in nome dell’Universita’ di Bologna?
Secondo te i cittadini non hanno il diritto di pretendere che i professori ricerchino e diffondano la verità scientifica e smascherino le bufale?
No.
Secondo me no.
Non possono pretenderlo.
E se lo pretendono, non hanno capito come funziona la ricerca scientifica.
Possono pretendere che cerchino — nei loro limiti, e sono limiti consistenti — e diffondano la verita’ scientifica.
Non possono pretendere che smascherino bufale. Possono solo auspicare che, alcuni di loro, lo facciano.
L’esperienza del Cicap, per di piu’, ci dice che sono molto ma molto meno attrezzati, a farlo, di altre figure professionali (in questo caso penso a ingegneri e termotecnici).
Ho molta piu’ fiducia in te o in Mario Massa — e in tanti altri — e nelle vostre capacita’ di rilevare questo tipo di bufale che in quelle del professore o ricercatore universitario medio (sottolineo: medio; mettendo pero’ in conto variazioni estreme).
Di quegli esponenti, in particolare dei fisici del DF, che avevano titolo ad esprimersi su quell’argomento.
Ovvero?
Chi aveva titolo a parlare a nome del DF?
E’ un giudizio ben più grave di quelli che esprimo io. Ti rendi conto di quel che dici?
Ho forse mai detto di avere un’opinione migliore della tua, dei professori universitari?
Ne ho conosciuti di quelli che erano autentici geni e altri che erano decisamente dei cretini. E non avrei mai affidato ai geni l’incarico di individuare il trucco sottostante a una bufala: teste troppo tra le nuvole per essere efficaci in verifiche concrete come queste.
Ricordi quando Reitano ci ricordava la seconda legge di Cipolla? Posso confermare che si applica anche ai professori e ai ricercatori universitari.
Sei tu che li vedi come un blocco granitico.
Sei tu che ti aspetti, da loro, una qualita’ omogenea ed elevata.
Io ho visto una loro variabilita’ — scientifica e umana — talmente estrema che non posso neppure prendere in considerazione l’ipotesi che un intero dipartimento universitario possa agire in maniera coerente.
Ma tu sei sicuro che il giudizio che esprimo io sia piu’ grave dell’ipotesi che esprimi tu?
La tua ipotesi mi sembra assolutamente devastante, se venisse confermata.
Tu ti rifiuti di ragionare in termini di punizioni, ma dalle tue ipotesi deriverebbero conseguenze terribili.
Questo è il livello a cui, per quanto riguarda la vicenda ecat-UniBo, deve essere ristabilita la verità scientifica dalle autorità scientifiche del nostro Paese.
Ma perche’ “deve”?
Dove vedi questo dovere?
Io lo auspico, ma troverei oscenamente oppressivo se fosse un dovere formalizzato.
Lui sa bene che è il nome della suo Ateneo quello che viene strumentalmente utilizzato dalla propaganda pro-ecat quando viene citato il suo TPR. E lo sanno bene anche al suo dipartimento e alla sua università.
Ma e’ l’uso del logo che e’ vietato. Perche’ chi usa il logo parla a nome dell’Universita’.
Levi e gli altri (in seguito) hanno solo esplicitato la loro appartenenza all’Universita’ di Bologna (e altre).
Questa e’ la regola nelle pubblicazioni scientifiche.
Se vuoi criticarli, devi seguire la mia ossessione e passare dalla contestazione del fatto che si tratti di pubblicazioni scientifiche. E’ *quello* il punto su cui puoi provare a far leva.
Ma se dovessimo considerare le loro come pubblicazioni autenticamente scientifiche, per quanto scadenti, il loro comportamento sarebbe perfettamente legittimo.
Poi… certo che tutti sanno perfettamente delle strumentalizzazioni. Questo e’ quello che critico di UniBo: di non aver chiarito a sufficienza che Levi opera a livello personale.
Stai paragonando un ricercatore ad un premio Nobel. Ad un Nobel si abbuona tutto.
Mica vero.
Quando James Watson fece affermazioni razzisticamente deliranti, venne estromesso da un incarico amministrativo nel Cold Spring Harbor Laboratory e costretto a scusarsi. E credo abbia anche perso un mucchio di collaborazioni.
No.
Il punto e’ che gli articoli scientifici vengono firmati indicando la propria appartenenza.
Premio Nobel o non premio Nobel.
Ovvio che i believers della fusione fredda — che non sanno a che altro attaccarsi — confondano questo con un imprimatur dell’universita’. Ma da te non me l’aspetterei.
vorrei ricordarti che Fleischmann e Pons sono stati allontanati dalla sconosciuta Università dello Utah dopo che i loro risultati sono stati smentiti dalla comunità scientifica
Puoi darmi dettagli a riguardo?
E’ importante capire bene in che modo i fuf utilizzino ancora oggi a piene mani la credibilità che i fisici di UniBo hanno elargito a piene mani alle prestazioni calorimetriche dell’ecat. La loro ultima linea di difesa di fronte alle pressanti contestazioni dei fisici della domenica
Alcuni fisici di UniBo. Non “i fisici di UniBo”.
Comunque, delle strumentalizzazioni lo capiamo tutti benissimo.
E io sto combattendo da anni contro questa interpretazione. E tu mi stai complicando la vita, a riguardo.
Secondo me hanno ragione da vendere: queste loro affermazioni sono vere e sensate
Secondo me hanno torto da vendere.
Solo i professori del DF, o la loro Università, o il Comitato Scientifico istituito dal Ministero possono smontare quel palco. Non lo possiamo fare noi, nè nessun altro “fisico della domenica” per quanto competente e preparato possa essere.
Non ti sottovalutare.
Tu hai messo dei grossi chiodi sulla bara della credibilita’ dell’ECat.
No, non ho ben capito a cosa ti riferisci.
Meglio cosi’.
Se non l’hai scoperto tu, forse non l’hanno scoperto neppure i believer; meno armi in mano alla loro propaganda.
Niente di segreto, comunque.
Ossessivamente forse, falsamente credo proprio di no.
Falsamente quando attribuisci all’*intero* Dipartimento di Fisica e Astronomia di Bologna (se non all’intera Universita’) comportamenti di singoli ricercatori.
Falsamente quando sostieni che le affermazioni di alcuni professori di UniBo costituiscano la certificazione, da parte dell’UniBo stessa, del funzionamento del gattone.
Falsamente quando sostieni che la presenza di un documento di Levi in un deposito dell’Universtita’ di Bologna puo’ significare — pur in presenza di un disclaimer inequivocabile, a riguardo — che “l’UniBo sia implicata in un qualche modo, che non ha reso noto, in questa attivita’”.
Se non altro siamo d’accordo sull'”ossessivamente”.
Meglio che niente.
Cari amici (e qui non scherzo),
nei momenti più entusiasmanti dei vostri scambi, mi è venuto da spararmi all’inguine.
In gran parte li ho saltati.
Io so solamente che Rossi ci ha guadagnato molto dal fatto di poter affiancare, in qualche modo, il suo dispositivo, al nome di una università.
Levi si occupa dell’e-cat nel tempo libero.
Può andare bene.
Faccio presente che egli, nel tempo libero, rilasciava pure interviste a queryonline che rivelavano totale incompetenza di ciò di cui stava parlando.
Va bene anche questo?
Se tu sei un prof. universitario, puoi dire stupidaggini nel tempo libero?
Rubbia presenta tesi basate sui rilevamenti di temperatura degli ultimi 15 anni 15.
E’ giusto?
Quando ti chiami Rubbia, sei autorevole, e quindi hai una responsabilità.
Se io dico una stupidaggine, non mi ascolta nessuno.
Non sono un Nobel, non lavoro per una università, ne per il CESI.
Poi fate voi.
Un caro saluto.
mW
È indubbio che nomi e loghi presentati abbiano fatto fare il colpaccio a Rossi – anche perché è abbastanza evidente che tutta questa vicenda è una vicenda mediatica dove di concreto c’è ben poco.
Hornbeck
“Non possono pretendere che smascherino bufale. Possono solo auspicare che, alcuni di loro, lo facciano.”
bella scelta dei verbi, pretendere e auspicare. Il primo implica un dovere, inesistente in tutti i paesi di cui sono a conoscenza. Il secondo implica una valutazione di opportunità, in realtà più politica che scientifica.
Ognuno di noi può fare la valutazione di opportunità che crede e se crede investirci del tempo. Istituzionalmente sta al Ministero eventualmente nominare una commissione ad hoc. Certo bisogna andarci cauti, non vorrei vedere a breve commissioni sulle scie chimiche, sul raggio della morte, sul dispositivo di Keshe, sul tipo che sostiene che al CERN hanno confuso un atomo di Xenon con il bosone di Higgs (con tutti i soldi pubblici che hanno speso!) o sulle mille altre bufale in circolazione.
@ mW
nei momenti più entusiasmanti dei vostri scambi, mi è venuto da spararmi all’inguine.
Non voglio pensare alle potenziali reazioni nei momenti piu’ noiosi.
OK: capito il messaggio.
Sintesi!
Se tu sei un prof. universitario, puoi dire stupidaggini nel tempo libero?
I miei due cent.
Per potere puo’; non possiamo togliergli il diritto di parola come punizione per il successo accademico.
Possiamo pero’ sperare che siano abbastanza saggi da cercare di evitarlo; sopratutto quelli piu’ rinomati.
Il guaio e’ che siamo tutti esseri umani; sia gli anonimi e ininfluenti commentatori nei blog, come me, che i migliori e piu’ famosi tra i professori universitari (non parliamo poi dei peggiori).
Quindi ci divertiamo a disquisire di cose di cui non siamo esperti; quindi siamo soggetti a invidie, avidita’, spirito di rivalsa; quindi invecchiamo e, con noi, il nostro cervello.
Piu’ che impedire ai professori universitari di dire stupidaggini, credo si dovrebbe spiegare agli studenti — fin dalle medie, se non prima — che nessuno e’ perfetto e che anche Einstein pensava che Dio non gioca a dadi; o che Galileo non aveva capito il meccanismo alla base delle maree; o che Lord Kelvin, nel 1900, sosteneva che non c’era piu’ nulla da scoprire nella fisica.
Insomma: che anche i migliori sbagliano e che, quindi, il principio di autorita’ e’ una solenne stupidata.
@ Riccardo Reitano
Istituzionalmente sta al Ministero eventualmente nominare una commissione ad hoc
Mi corregga se sbaglio: questa eventuale commissione puo’ essere sensata e opportuna ma per motivi che esulano dalla ricerca scientifica in quanto tale (pur potendo avere delle ricadute concrete su questa).
Ovvero: puo’ aver senso per stabilire se esiste una nuova fonte di energia — o una nuova cura per il cancro, o un metodo per ridurre il riscaldamento globale, ecc. — per poterne potenziare gli effetti sociali positivi (o ridurre gli effetti negativi, quando si rivelano bufale) ed eventualmente stabilire degli investimenti per la ricerca nel campo.
Ma non puo’ aver senso per — esclusivamente — risolvere una disputa scientifica, in quanto tale.
H.K. Hornbeck e Riccardo,
possono fare come il comitato dell’INFN per la FuF: valutare i risultati resi pubblici e se meritano qualche investimento. E’ andata bene, la bibliografia era minima. Per arrivare a 35 paginette, hanno dovuto metterci dentro un po’ di demo in video e roba scaricata su arXiv.
Pensa al comitato per Stamina che s’è dovuto leggere cartelle cliniche, sentenze dei tribunali, i documenti delle inchieste.
“non vorrei vedere a breve commissioni sulle scie chimiche, sul raggio della morte, sul dispositivo di Keshe, sul tipo che sostiene che al CERN hanno confuso un atomo di Xenon con il bosone di Higgs (con tutti i soldi pubblici che hanno speso!) o sulle mille altre bufale in circolazione”
Lasciatemi fare il bastian contrario: capitasse, sarei decisamente contento. Non come dovere, però, più come consulenza, magari presso il Cicap che poi diffondesse via qualche programma anche discutibile ma seguito parecchio – tipo le Iene, per dire, che pure a quelle farebbe solo bene far qualcosa del genere dal lato giusto, che ancora devono scontare per Stamina (e non solo).
Capitasse, scommetto che anche Ascoli65 approverebbe, dico bene? Poi mi sbaglierò, ma se la FF è una campagna mediatica, più che l’Universtità in quanto tale per sbufalare le bufale magari un Crozza sarebbe persino più efficace (già me lo vedo, nei panni di Zichicche…)
@ E.K.Hornbeck,
Vorrei evitare di controbattere a tutte le obiezioni della tua ultima risposta. Mi pare che alcuni di questi aspetti li abbiamo già ampiamente dibattuti nei commenti ai due recenti post “Non è Babele” (24 ottobre) e “In memoriam” (3 novembre) e non è il caso di proseguire anche qui la novella dello stento. La mia personale posizione è che l’UniBo si lascia strumentalizzare da almeno 4 anni in merito alle prestazioni dell’ecat, che tale strumentalizzazione si fonda (a ragione) sulla montagna di dichiarazioni dei suoi fisici tutte concordi nel confermare la produzione di enormi eccessi di calore e che tale stato di cose è intollerabile per chi ritiene che scienza e ricerca siano cose serie. Se tu la pensi in altro modo, credo che non ci resti altro che prendere atto della diversità dei nostri punti di vista.
Voglio solo precisare meglio la mia posizione su un paio di aspetti.
– Al netto dell’uso improvvido del logo (una sola volta, se non ricordo male), non mi risulta che Levi e gli altri professori abbiano parlato in nome dell’Universita’ di Bologna. E quand’e’ che Pomp ci avrebbe ricordato che Levi e compagnia parlano in nome dell’Universita’ di Bologna?
Il prof. Pomp aveva ricordato i “compiti di un professore universitario” a prescindere dalla latitudine. La sua critica specifica, essendo svedese, era rivolta soltanto contro i suoi colleghi di Uppsala, ma le sue considerazioni generali valevano per qualunque professore. Purtroppo all’UniBo non c’è un Pomp che si prende il disturbo e la responsabilità di mettere in guardia i propri connazionali dal comportamento antiscientifico dei suoi colleghi.
Per quanto riguarda l’uso del logo UniBo è sufficiente la sua comparsa sul documento calorimetrico di Levi per poter affermare che l’Ateneo sostiene la produzione di calore in eccesso da parte dell’ecat. Il fatto che sia un episodio singolo non significa affatto che UniBo abbia disconosciuto quel documento, il quale mantiene intatta la sua validità. Devi inoltre tener conto che nell’intervista a Krivit del giugno 2011, che ho già citato in un mio precedente commento, Levi ha sostenuto che quel suo documento è frutto di un lavoro di gruppo svolto insieme ai suoi colleghi, alcuni dei quali hanno confermato a “viva voce” sui media di essere stati testimoni della produzione di 12/15 kW. Chi sostiene queste cose presentandosi come professore di una Università, coinvolge necessariamente il suo Ateneo in ciò che dice. La gente gli dà credito non perché si chiama Pino Pallino, ma perché si presenta come Prof. Pinco Pallino dell’Università di Bologna.
Se uno o più professori proclamano ripetutamente delle sciocchezze sui media nazionali la loro Università di appartenenza ha il dovere di intervenire per rettificare quanto detto dai suoi professori. Secondo me ce l’ha …
…, o meglio, ce l’avrebbe avuto, perché oramai la competenza è passata ad un livello superiore, quello ministeriale. Come noto parecchi Parlamentari hanno preso sul serio i prodigiosi risultati proclamati dai fusionisti pubblici italiani, compresi i fisici bolognesi, ed hanno presentato ai Ministri competenti numerose interrogazioni a riguardo, che attendono ancora una risposta. Sappiamo che al fine di rispondere alle interrogazioni un Ministro ha chiesto l’istituzione di un Comitato Scientifico ad hoc (1). A quest’ora il suo compito dovrebbe essere già terminato e dovrebbe aver consegnato la sua relazione al Ministro richiedente. Non so se si tratta delle 35 paginette di cui parla qui sopra OcaSapiens e non so neppure se sia lo stesso Comitato (mi chiedo pure come faccia lei a conoscere questi dettagli, mentre il resto della popolazione ne viene tenuta all’oscuro). Comunque sia, spero che almeno su un punto possiamo concordare e cioè sul fatto che questa iniziativa parlamentare si concluda al più presto con le doverose risposte richieste ai Ministri e che immediatamente dopo venga reso di pubblico dominio il responso del Comitato Scientifico.
Almeno questo ci è dovuto!! Oppure no?
(1) https://fusionefredda.wordpress.com/2014/05/22/hermano-tobia/#comment-40200
@ tutti
Prima che si abbandoni ad atti di autolesionismo inconsulto, allontanate dalla mano di mW eventuali armi da fuoco.
O, almeno, scaricatele.
@ mW
Ci ho provato…
Ma il lato prolisso della dialettica e’ troppo forte in me.
@ Ascoli65
Il prof. Pomp aveva ricordato i “compiti di un professore universitario” a prescindere dalla latitudine.
Uno dei noccioli del nostro dissenso e’ proprio questo: per quello che capisco, sostieni che un ricercatore che firma un articolo indicando la propria appartenenza all’Universita’ scrive “in nome dell’Universita’ di appartenenza”. Per me non e’ cosi’: parla solamente a nome proprio.
A riguardo, la tua affermazione era “Se invece pensiamo che sia costituita da professori e ricercatori che agiscono e parlano in nome dell’Università (come ci ha ricordato Pomp)”.
Non mi risulta che Pomp abbia affermato che professori e ricercatori parlino “in nome dell’Universita’ di appartenenza”. Puo’ essermi sfuggito, ovviamente. Ma aspetto una citazione puntuale o sono costretto a concludere che hai dato alle parole di Pomp un significato che non avevano.
Per quanto riguarda l’uso del logo UniBo è sufficiente la sua comparsa sul documento calorimetrico di Levi per poter affermare che l’Ateneo sostiene la produzione di calore in eccesso da parte dell’ecat.
Ti avevo chiesto se Levi (o altri ECat-tari bolognesi) avevano parlato a nome dell’Universita’ al netto di quel documento.
Noto che non riesci a portarmi altri riferimenti.
Visto che sei il mio guru ufficiale riguardo alla documentazione relativa al coinvolgimento di UniBo nella vicenda ECat… se non ci riesci tu… sono costretto a concludere (almeno provvisoriamente) che altri riferimenti non esistono.
Ma anche per quanto riguarda quel documento credo che tu abbia torto.
E’ vero: Levi ha usato il logo.
Ma era autorizzato a farlo?
A me non risulta.
Insistere ad affermare che l’Alma Mater Studiorum “sostiene la produzione di calore in eccesso da parte dell’ecat” sulla base di quell’unico documento — probabilmente non autorizzato, quando mai piu’ il logo e’ stato usato da Levi in documenti analoghi, TPR1 e TPR2 compresi — mi sembra uno spettacolare esempio di cherry picking.
Chi sostiene queste cose presentandosi come professore di una Università, coinvolge necessariamente il suo Ateneo in ciò che dice.
Come scrivo sopra, mi sembra che questo sia proprio uno dei punti principali di dissenso fra noi.
Se per “coinvolge” intendi che il suo ateneo fa una brutta figura nel dare lavoro a un incompetente (se e quando dimostra di esserlo), sono d’accordo.
Se per “coinvolge” intendi che parla in nome del suo ateneo, dissento totalmente.
La gente gli dà credito non perché si chiama Pino Pallino, ma perché si presenta come Prof. Pinco Pallino dell’Università di Bologna.
Questo e’ indubbiamente vero.
Ma e’ un errore della gente.
Anch’io preferirei che UniBo fosse piu’ energica nel correggerlo. Ma non e’ corretto concludere che UniBo “sostiene la produzione di calore in eccesso da parte dell’ecat” sulla base di un’incomprensione causata dell’ignoranza diffusa.
Se uno o più professori proclamano ripetutamente delle sciocchezze sui media nazionali la loro Università di appartenenza ha il dovere di intervenire per rettificare quanto detto dai suoi professori. Secondo me ce l’ha…
Secondo me, no.
Secondo me sarebbe opportuno (non doveroso) che almeno qualche accademico bolognese facesse come Pomp.
Ma non l’Universita’ in quanto tale. Non e’ il suo compito.
E non mi risulta che l’Universita’ di Uppsala, in quanto tale, abbia rettificato TPR1 e/o TPR2.
Quella di Pomp e’ l’iniziativa — ammirevole, a mio modo di vedere — di un singolo accademico.
Ha generato una disputa scientifica all’interno (anche) della sua universita’ ma non mi risulta che l’Universita’ di Uppsala abbia istituito una qualsivoglia commissione per risolverla o abbia “rettificato” quanto scritto nei due TPR.
Comunque sia, spero che almeno su un punto possiamo concordare e cioè sul fatto che questa iniziativa parlamentare si concluda al più presto con le doverose risposte richieste ai Ministri e che immediatamente dopo venga reso di pubblico dominio il responso del Comitato Scientifico.
Su questo concordo, ma per motivi civili e politici. Non per motivi scientifici.
Non sta ai ministri risolvere una disputa scientifica.
Almeno questo ci è dovuto!! Oppure no?
Secondo me si’, in quanto cittadini/elettori che attendono una risposta all’interrogazione di un loro rappresentante.
Insistere nel non rispondere a Realacci significa mostrare disprezzo per i suoi elettori e, piu’ in generale, per l’intera cittadinanza italiana.
Ma questo non significa che il parlamento sia titolato a risolvere una disputa scientifica.
P.S.: hai dei riferimenti sull’allontanamento di F&P dall’Universita’ dello Utah? E’ un episodio di cui non so quasi nulla.
“un ricercatore che firma un articolo indicando la propria appartenenza all’Universita’ scrive “in nome dell’Universita’ di appartenenza”. Per me non e’ cosi’: parla solamente a nome proprio”
E allora dicamolo: tecnicamente, e per tutte le persone smaliziate, Hornbeck ha ragione. Ma la semplice contiguità proposta dai fuffari, mediamente funziona: si fa credere che almeno un’Università italiana e una svedese appoggino e approvino – anzi, di base si lascia che siano i lettori a fare 1+1, le citazioni esplicite sono solo di alcuni. È un po’ come col gioco della NASA che il pubblico credeva decisamente coinvolta per lo spettacolo di due associati: si tratta di un gioco sull’ambiguità che in effetti potrebbe essere fermato con pche parole pubbliche da parte delle persone giuste.
Non che quelle persone abbiano alcun dovere – non è direttamente un problema loro se altri si confondono – ma se.la cosa fosse sancita in modo chiaro ed evidente, anche solo con un banner nella Home page di UniBo, tanto del fascino dell’E Cat presso il pubblico della saga verrebbe meno. Resta che di obblighi le Università non ne hanno (come pure la NASA, per dire).
CimPy,
dal 2012 UniBo ha “sancito” la cosa a ripetizione, non è servito a nulla. E voglio sperare che sulla home page di UniBo ci siano cose importanti per gli studenti.
mW
Se tu sei un prof. universitario, puoi dire stupidaggini nel tempo libero?
Se è un robot, no.
E.K.Hornbeck
si, è come dici. Le commissioni ministeriali non risolvono diatribe scientifiche ma supportano la politica per consentire di prendere decisioni informate.
Negli USA il Presidente nomina (non obbligatoriamente) un comitato scientifico di consulenza (Council of Advisors on Science and Technology) ed il Parlamento può chiedere pareri alla National Academy of Sciences. In Italia non esiste nulla di analogo, a parte l’Accademia dei Lincei che è consulente scientifico e culturale del Presidente della Repubblica.
Nel caso e-cat non vedo i presupposti per nominare una commissione. Il Ministro potrebbe farlo (o averlo già fatto) per rispondere ad una interrogazione parlamentare. Avrebbe sicuramente un impatto sociale ma la funzione resterebbe politica, non scientifica.
Cimpy
a me sembra che tu più in generale auspichi che in Italia si parli di più e meglio di scienza e su questo non posso che essere daccordo. Farlo con le commissioni ministeriali non mi sembra una buona idea 🙂
In effetti, di una Commissione Ministeriale non sento il bisogno. “Scienza divulgata per bene”, invece, mi piace. Voto anche a favore dell’allontanamento di certi (ex) galeotti dagli ambienti scientifici, comunque.
😉
ciao,
Ascoli65 dice:
“La gente gli dà credito non perché si chiama Pino Pallino, ma perché si presenta come Prof. Pinco Pallino dell’Università di Bologna.”
E.K.Hornbeck risponde:
“Questo e’ indubbiamente vero. Ma e’ un errore della gente.”
Dobbiamo chiederci perchè tanta gente fa questo errore.
Secondo me è perchè ripone fiducia nella parola “Università”.
Come possiamo cambiare questo stato di cose senza che la gente perda fiducia nella ricerca?
Questo è il problema.
Possiamo mettere un disclaimer come dice Cimpy, con il cui approccio, tra l’altro, sono completamente d’accordo.
Cimpy ha ragione: di fatto, la parola Università può essere usata per avvalorare qualsiasi cosa, anche solo per un accostamento vago.
Questo è un fatto dal quale non si può prescindere.
Caro Hornbeck, è vero che il principio di autorità è sbagliato, ma di fatto, io mi avvalgo di un “principio di autorità” anche quando vado dal medico. Mi fido.
Questo è un altro problema.
Il problema, secondo me, è nel rapporto tra dibattito scientifico e mass media.
Un esempio interessante, per me, in questi giorni, viene da questo blog, dove vedo che Rubbia ha fatto considerazioni sul clima basandosi sulle temperature degli ultimi 15 anni e non su quelle degli ultimi 100 anni.
Se ho capito bene, Rubbia ha commesso un grave errore.
Forse, a questo errore hanno assistito solo i partecipanti al convegno.
Ma se avesse proposto questi argomenti in una trasmissione televisiva, quale effetto avrebbe avuto sugli spettatori?
Nel dibattito scientifico, quella di Rubbia è solo l’affermazione sbagliata di uno che si esprime su temi che riguardano un settore non suo.
Ma nei mass media, una simile affermazione da parte di un premio Nobel ha un impatto fortissimo, e non credo che i media riescano a rendere fedelmente i meccanismi del dibattito scientifico. (1)
Questo è un altro problema.
Ascoli dice:
“Se uno o più professori proclamano ripetutamente delle sciocchezze sui media nazionali la loro Università di appartenenza ha il dovere di intervenire per rettificare quanto detto dai suoi professori. Secondo me ce l’ha…”
E.K.Hornbeck risponde:
“Secondo me, no. Secondo me sarebbe opportuno (non doveroso) che almeno qualche accademico bolognese facesse come Pomp.”
Io non so chi abbia il dovere di fare cosa, ma Pomp non ha avuto spazio sui media nazionali, e questo è un fatto.
Credo che questo sia ancora il problema (1)
Scusate se mi sono dilungato.
mW
@ E.K.Hornbeck,
– Non mi risulta che Pomp abbia affermato che professori e ricercatori parlino “in nome dell’Universita’ di appartenenza”.
intendevo dire che professori come Pomp si sentono obbligati ad intervenire su ciò che essi ritengono dei comportamenti antiscientifici dei loro colleghi, in quanto lo considerano uno specifico dovere del loro mestiere. Pomp infatti scrive: “… I think I have an obligation to take part in the E-Cat discussion. I am employed by Uppsala University – and thereby in a sense by the Swedish tax-payers …. Sono parole di alto spessore civico, che noi in Italia ci sogniamo di poter sentir proferire da un nostro professore. Da quanto risulta dal dibattito sull’ecat pare invece che i nostri professori siano bravissimi ad accampare pretesti e scovare cavilli per giustificare i comportamenti scorretti dei loro colleghi.
Pomp aggiunge un altro passaggio molto importante: ”Hopefully though, my colleagues and I manage to get rid of these mistakes by the time we publish the results. We look over and over what we have done, discuss if we think everything was done correctly, whether there might be any mistakes left, and whether there might be alternative explanations for our findings than the ones we propose.” Cioè, secondo Pomp e I suoi colleghi, un professore ha il dovere di verificare le proprie conclusioni e, se ritenute erroree, di correggerle proponendo delle interpretazioni alternative. Proprio quello che I fisici di UniBo NON hanno MAI fatto a proposito degli incredibili risultati calorimetrici della demo del 14 gennaio 2011 da essi misurati e proclamati.
– E’ vero: Levi ha usato il logo. Ma era autorizzato a farlo? A me non risulta.
Guarda che stai ragionando a rovescio. Se in una pubblicità di un prodotto la ditta XXX dichiara una prestazione presentandosi con il proprio marchio di fabbrica, non è che deve aggiungere una dichiarazione in cui specifica che la pubblicità è autentica e che l’uso del marchio è stato autorizzato. E non deve essere neppure il destinatario del messaggio a chiedersi ogni volta se l’informazione è autentica e autorizzata. Se per caso la vera ditta XXX scopre, o viene informata, che c’è stato un abuso, sarà lei stessa a farsi parte attiva e a pretendere una rettifica pubblica facendo in modo che sugli stessi mezzi di informazione, e con la stessa enfasi, compaia la smentita del vero titolare del marchio, preoccupandosi inoltre di rettificare le informazioni sbagliate date in precedenza. La stessa sollecitudine si deve pretendere dal mondo della divulgazione scientifica, a meno che non si vogliano difendere bufale e bufalari.
– Su questo concordo, ma per motivi civili e politici. Non per motivi scientifici. Non sta ai ministri risolvere una disputa scientifica.
Su questo sono assolutamente d’accordo. Il Ministro risponderà per quanto riguarda i soli aspetti politici. Per quanto riguarda quelli scientifici il Ministro ha correttamente istituito un Comitato Scientifico, che a quest’ora avrà già concluso il suo compito. L’importante è che il Ministro risponda alle interrogazioni parlamentari e nel contempo renda pubbliche le conclusioni scientifiche del Comitato.
Mi fa molto piacere che su queste due precise richieste ci troviamo d’accordo. Credo che al momento siano le più importanti e facciano passare in secondo piano qualsiasi altra disputa. Spero che tutti coloro che hanno a cuore la corretta gestione della ricerca scientifica in Italia siano dello stesso avviso e che uniscano le loro voci a questo appello.
@ mW
Come possiamo cambiare questo stato di cose senza che la gente perda fiducia nella ricerca?
Questo è il problema.
Questo e’ indubbiamente un grosso problema, ma non era uno di quelli su cui stavo bisticciando con Ascoli65.
Sono quasi completamente d’accordo con quello che dici in seguito (dettagli sui dubbi e sui dissensi piu’ avanti), ma il dissenso che Ascoli65 ed io abbiamo (salvo fraintendimenti) riguarda:
– che senso dare all’indicazione dell’appartenenza a un’universita’ o a un istituto di ricerca in un articolo scientifico e quando e in che modo — esattamente — questo implichi il coinvolgimento dell’universita’ (o istituto) in questione;
– quali sono — esattamente — i doveri dell’universita’ (o istituto) in corrispondenza di una diatriba scientifica o, nel peggiore dei casi, di un articolo contenente dei palesi errori (ipotizzando la buona fede dell’errante ed escludendo il caso della falsificazione consapevole dei dati).
Sembrano problemi secondari — rispetto a quelli che indichi — ma sono convinto che siano solo meno evidenti.
Possiamo mettere un disclaimer come dice Cimpy, con il cui approccio, tra l’altro, sono completamente d’accordo.
Cimpy ha ragione: di fatto, la parola Università può essere usata per avvalorare qualsiasi cosa, anche solo per un accostamento vago.
Questo è un fatto dal quale non si può prescindere.
Ci andrei cauto col disclaimer; sono convinto che in alcuni casi rafforzerebbe i fuffari, dando loro una pubblicita’ che sarebbe meglio evitare, e penso che la reazione debba essere valutata attentamente, caso per caso. Tieni anche conto che i believer estremi ragionano in termini di “l’Universita’ ha smentito quindi qualcosa di vero c’e’ o non cercherebbero di nasconderlo”; una versione perversa del vecchio principio “excusatio non petita, accusatio manifesta”.
Comunque, si’: i fuffari cercano disperatamente di accostarsi a universita’ e altre organizzazioni prestigiose. Se non hanno agganci effettivi (come Rossi con Focardi e Levi) arrivano anche a inventarseli di sana pianta.
E’ un problema.
Eccome che e’ un problema.
E credo che le universita’ — in generale, e UniBo, riguardo alla vicenda contingente su cui ragioniamo — lo sottovalutino.
è vero che il principio di autorità è sbagliato, ma di fatto, io mi avvalgo di un “principio di autorità” anche quando vado dal medico. Mi fido.
Entro certi limiti pero’.
Se, tempo fa, mi fossi fidato ciecamente del nostro medico — che non aveva battuto ciglio su delle analisi con valori strani — probabilmente oggi mio padre sarebbe morto; se non oggi, a breve. Fortunatamente ho preteso un secondo parere.
Un po’ di fiducia nei professionisti va bene.
Il “principio di autorita’” e’ un’altra cosa: pensare che abbia *necessariamente* ragione basandosi sul fatto che e’ un medico. In quella forma, e’ sbagliato e, a volte, pericoloso.
Il problema, secondo me, è nel rapporto tra dibattito scientifico e mass media.
Un esempio interessante, per me, in questi giorni, viene da questo blog, dove vedo che Rubbia ha fatto considerazioni sul clima basandosi sulle temperature degli ultimi 15 anni e non su quelle degli ultimi 100 anni. […]
Ma nei mass media, una simile affermazione da parte di un premio Nobel ha un impatto fortissimo, e non credo che i media riescano a rendere fedelmente i meccanismi del dibattito scientifico. (1)
Questo è un altro problema.
Verissimo.
Un problema enorme.
Aggravato pesantemente da giornalisti come Melis che da’ ampio risalto — in una trasmissione radiofonica — al test di Defkalion ma non da il minimo risalto alle notizie successive che mostrano che i risultati trionfalistici di quel test erano causati da un errore che mi verrebbe voglia di definire “ingegnoso”.
Io non so chi abbia il dovere di fare cosa, ma Pomp non ha avuto spazio sui media nazionali, e questo è un fatto.
Beh… Pomp critica TPR1 e TPR2 e non mi sembra che questi abbiano avuto spazio sui media nazionali.
Il ragionamento, pero’, in generale e’ valido: la demo del 2011 ebbe un passabile risalto ma le voci critiche fanno fatica a uscire dai blog.
E’, indubbiamente, un problema anche questo ma mi sembra — almeno questo — molto piu’ legato al mondo dell’informazione che a quello accademico.
Comunque, i problemi che mi indichi — che forse sono presenti anche in altri paesi — mi sembra che, da noi, siano tragicamente aggravati da (e strettamente connessi a) un altro gigantesco problema: la sostanziale ignoranza scientifica della maggioranza del popolo italiano.
C’e’ poco da fare: la cultura scientifica, in Italia, e’ vista come una cultura di serie B. Solo la cultura umanistica e’ vista come vera cultura.
Tieni conto che il sistema educativo italiano e’ stato riformato da Gentile nel ’23 e ancora ne e’ fortemente influenzato.
Gentile era amico (fino alla rottura causata dal diverso atteggiamento sul fascismo) di quel Benedetto Croce che, sprezzantemente, defini’ la scienza un “Kochbuch” (libro di ricette di cucina).
In Italia ci sono persone che si vantano di non capire nulla di scienze e di matematica. E vengono anche applauditi, per questo.
Quando io dico che non capisco nulla di poesia, la gente mi guarda come se avessi preso a calci il cane di un bambino. Se non il bambino stesso.
Credo che l’unico modo per affrontare efficacemente i problemi che indichi, sia migliorare la preparazione scientifica delle prossime generazioni.
Peccato che ai governanti questa soluzione non possa piacere: un popolo con una solida preparazione scientifica ha uno spirito critico molto piu’ sviluppato ed e’ molto piu’ difficile da imbrogliare.
@ Ascoli65
intendevo dire che professori come Pomp si sentono obbligati ad intervenire su ciò che essi ritengono dei comportamenti antiscientifici dei loro colleghi, in quanto lo considerano uno specifico dovere del loro mestiere.
Perfettamente d’accordo su questo e su quello che segue (e anch’io sono angosciato dall’assenza di un equivalente di un Pomp, a Bologna), ma non divagare.
Hai tirato fuori Pomp quando ragionavamo del significato dell’indicazione dell’universita’ di appartenenza negli articoli prodotti.
Hai sostenuto che Pomp ci ricordava che professori e ricercatori “agiscono e parlano in nome dell’Universita’” di appartenenza.
Dalle parole che mi riporti non mi risulta che abbia scritto quanto affermavi.
Riconosci di aver attribuito alle parole di Pomp un significato che non avevano?
O ti riferivi ad altre parole?
Guarda che stai ragionando a rovescio.[…]
Noto che, nonostante ripetute richieste in questo senso, non riesci a fornirmi altri documenti che certificherebbero — a nome dell’Universita’ di Bologna — l’eccesso di calore.
Prendo atto che tale certificazione sarebbe basata esclusivamente su tale documento.
Riguardo al quale… quello che dici e’ indubbiamente giusto nei rapporti tra UniBo e il cittadino medio. Ed e’ esattamente per questo che io critico UniBo: ritengo sia stata troppo timida nel dissociarsi da una tale manovra promozionale lasciando che l’opinione pubblica credesse — legittimamente — che l’ECat era marchiato UniBo.
Pero’, tu ed io siamo un po’ piu’ scafati del cittadino medio. E sappiamo andare oltre il primo documento che incontriamo.
Io trovo anche la dichiarazione, del 5 novembre del 2011, nella quale Capiluppi — a nome di UniBo — affermava
L’Università di Bologna […] precisa di non essere coinvolta negli esperimenti sull’E-Cat condotti dalla società Leonardo Corp. di proprietà di Andrea Rossi. L’Ateneo precisa inoltre che: 1) nessun esperimento relativo all’E-Cat si è svolto presso l’Università di Bologna né il 28 ottobre 2011, né in date precedenti, né è stato condotto da ricercatori dell’Università […]
Questa dichiarazione ti sembra compatibile con l’uso del logo — di quell’universita’ che non e’ coinvolta negli esperimenti — da parte di uno dei ricercatori che non hanno condotto l’esperimento?
A me no.
L’unica cosa che mi sembra evidente, tenendo conto di entrambi i documenti, e’ che qualcuno — tra Levi e Capiluppi — l’ha fatta fuori dal vaso. E quello su cui si concentrano i miei sospetti e’ quel ricercatore che (presumo dopo un informale ma energico cazziatone) non si e’ piu’ azzardato a usare il logo in documenti connessi all’ECat.
Quindi affermare — con la granitica certezza che dimostri — che UniBo avrebbe “certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso” mi sembra un zinzinino affrettato.
P.S.: riguardo all’allontanamento di F&P dall’Universita’ dello Utah? Hai riferimenti?
@EKH
grazie per la sintesi della vostra discussione. Ogni tanto bisogna sintetizzare i risultati.
D che senso dare all’indicazione dell’appartenenza a un’universita’ o a un istituto di ricerca in un articolo scientifico e quando e in che modo — esattamente — questo implichi il coinvolgimento dell’universita’ (o istituto) in questione;
R i fatti rispondono alla domanda a prescindere dalle nostre opinioni. La dichiarazione di affiliazione all’Università, sui media, è arma molto potente. Come una automobile, che può trasportarti in giro ma anche investire i passanti. A fronte di questo potere, ci deve essere una responsabilità. Ma di chi?
D quali sono — esattamente — i doveri dell’universita’ (o istituto) in corrispondenza di una diatriba scientifica o, nel peggiore dei casi, di un articolo contenente dei palesi errori (ipotizzando la buona fede dell’errante ed escludendo il caso della falsificazione consapevole dei dati).
R l’Università deve intervenire (per me) quando sono violate le regole del gioco scientifico. L’Università deve garantire il metodo.
Per il resto, sono d’accordo con te: nella vicenda di salute di tuo padre, ti sei avvalso del dibattito scientifico.
Hai ragione: la massima esposizione mediatica dell’e-cat e di UNIBO c’è stata nel 2011.
Tu hai trovato questa dichiarazione:
L’Università di Bologna […] precisa di non essere coinvolta negli esperimenti sull’E-Cat condotti dalla società Leonardo Corp. di proprietà di Andrea Rossi. L’Ateneo precisa inoltre che: 1) nessun esperimento relativo all’E-Cat si è svolto presso l’Università di Bologna né il 28 ottobre 2011, né in date precedenti, né è stato condotto da ricercatori dell’Università […]
Ma ha avuto la stessa risonanza dell’esposizione mediatica di cui sopra?
Adesso come adesso, la gente si ricorda di questa dichiarazione?
Forse questo potrebbe mettere d’accordo te e Ascoli.
Il ricercatore non parla a nome dell’Università, ma l’Università certifica la correttezza del ricercatore, quindi ci sono doveri sia da parte del ricercatore che da parte dell’Università.
Forse l’Università doveva dare maggiore risonanza mediatica a questa sua presa di posizione.
Un caro saluto a tutti.
SSMNSC
@ E.K.Hornbeck,
Prima di rispondere, e lo farò più tardi, alle questioni più importanti del tuo ultimo intervento vorrei sgombrare il campo da un paio di questioni che sembrano starti molto a cuore, ma che secondo me in questo momento sono secondarie:
– riguardo all’allontanamento di F&P dall’Universita’ dello Utah? Hai riferimenti?
Beh, io mi sono mantenuto sul leggero. Secondo l’articolo “Il nucleare pulito” (1) essi sarebbero stati “cacciati dallo Utah”. Preparata, che è l’autore dell’articolo, parla da persona ben informata visto il suo lungo e fruttuoso (per loro) sodalizio con il chimico inglese, come egli ricorda poco più avanti. Quindi secondo l’ormai mitico fusionista nostrano, il padre della FF viene prima cacciato dagli USA, poi il laboratorio giapponese in terra di Francia se ne libera appena possibile e alla fine dove viene a rifugiarsi? In Italia, ovviamente, la vera terra promessa di qualsiasi fuffista.
– Hai sostenuto che Pomp ci ricordava che professori e ricercatori “agiscono e parlano in nome dell’Universita’” di appartenenza. Dalle parole che mi riporti non mi risulta che abbia scritto quanto affermavi. Riconosci di aver attribuito alle parole di Pomp un significato che non avevano?
Ho già spiegato qual è il significato che do alle parole di Pomp. Nel suo caso non mi interessa l’aspetto “giuridico-normativo”, ma solo quello “sostanziale”. Pomp si sente chiamato ad intervenire in quanto dipendente della sua università e quindi dei contribuenti svedesi. Lo fa perché qualcuno usa “il nome della sua Università” per far credere cose che ritiene non scientificamente fondate. Egli si rende conto che “il nome della sua Università” è un patrimonio suo, dei suoi colleghi e del suo Paese che va tutelato e si ritiene in dovere di farlo in prima persona.
Per il resto non mi interessano i cavilli di cui l’UniBo si potrà eventualmente avvalere nelle sedi opportune per sostenere che l’Ateneo è estraneo alla vicenda ecat. Dal punto di vista sostanziale, essendo una vicenda mediatica più che scientifica, la storia dell’ecat si fonda sulle dichiarazioni rilasciate e sugli atti compiuti (vedi ad esempio contratto biennale di ricerca) ad opera di numerosi fisici bolognesi (tra cui le persone più rappresentative del DF) e che a questo scopo hanno utilizzato e utilizzano tuttora “il nome della loro Università”.
Ieri era alle 21 è andata in onda su Radio24 una puntata di Mr.Kilowatt in cui Maurizio Melis ha aggiornato il suo pubblico sugli ultimi sviluppi della vicenda ecat. In quei 5-6 minuti trasmessi in un ora di elevato ascolto è stato nominato due o tre volte “il nome dell’Università di Bologna” in un programma costruito in modo da far credere che le prestazioni descritte nell’ultimo TPR2 siano degne di attenzione scientifica. Chi l’ha ascoltata, tra cui molti imprenditori e investitori italiani, hanno inevitabilmente associato “il nome dell’Università di Bologna” all’ecat di Andrea Rossi. Nessuno ha ricordato loro che i ricercatori in questione agirebbero di propria iniziativa nel loro tempo libero. Questo uso propagandistico del “nome della loro Università” è a conoscenza dei vertici dell’Ateneo, ma lasciano fare. Sono almeno 4 anni che lasciano fare.
Spero di essermi spiegato, perché su questo punto non vorrei tornarci più.
(1) http://www.inftub.com/scienze/fisica/IL-NUCLEARE-PULITO41952.php
La valutazione di Preparata non la considererei fra le più “serene”. Lui è quello che ha scritto frasi del tipo “guerra che l’establishment aveva scatenato contro la fusione fredda” o, parlando di un editoriale di Nature, “un editoriale delirante che poco manca che inciti gli scienziati allo sterminio dei miscredenti (continua la guerra di religione contro gli eretici)”, o ancora “E’ il nuovo stile, degno, non c’è dubbio, del Sant’uffizio” quando non era stata accettata una sua proposta. Ed era ancora il 1995 quando Preparata ha scritto queste frasi nel suo libro, dopo non si è certo placato.
D’altra parte, questo era il suo stile anche prima della “fase fusione fredda”. Era andato contro i 9/10 della comunità scientifica con toni similmente aspri, andati peggiorando con il tempo.
Riccardo,
spero di aver corretto giusto.
E.K. Hornbeck,
Fleischmann era un pensionato, emerito dell’univ di Southampton. Pons era dell’università Salt Lake City e in ottobre 1990 se n’è andato senza preavviso durante l’indagine sui soldi.
Ascoli65
Sono almeno 4 anni che lasciano fare.
nel senso che hanno pubblicato una decina di smentite.
@ Ascoli65
Se non altro, stavolta, hai riconosciuto il mio intervento nonostante la temporanea decorazione dell’alias.
vorrei sgombrare il campo da un paio di questioni che sembrano starti molto a cuore
Non e’ questione di stare a cuore.
E’ che hai fatto delle affermazioni abbastanza precise — per controbattere a altre mie affermazioni o punti di vista — che mi sembrava (e mi sembra) errata (una) o che trovavo interessante ma senza riferimenti (l’altra).
Dovresti conoscermi abbastanza da sapere che sono pignolo.
Comunque, grazie per il link all’intervento di Preparata.
Ti faccio pero’ osservare che non possiamo prendere per oro colato le sue parole: Preparata era… come dire… leggermente di parte.
Si’, parla da persona ben informata; come anticipavi, leggo che aveva stabilito un sodalizio con Fleischmann, quindi possiamo presumere che quando scrive che “Fleischmann e Pons, [furono] cacciati dallo Utah” lo faccia (principalmente) in base a quanto raccontatogli dallo stesso Fleischmann. E possiamo anche presumente che calchi i toni (che, come Reitano ci ha ricordato, gli erano abituali (anche prima? perbacco! era proprio predisposto al contagio delle scienze patologiche)) per rafforzare l’idea (che permea tutto l’intervento) che i fusionisti freddi siano dei martiri della scienza e che siano stati perseguitati dalla maggioranza dei fisici — perche’ “quei fenomeni avrebbero richiesto la riscrittura di gran parte dei libri di testo o della fisica moderna” (come se la maggioranza dei fisici non si divertirebbe da matti a riscrivere quei libri) — e dagli “interessi economici dell’industria dell’energia (petrolio, centrali nucleari, ecc.)”.
Tu ed io, pero’, non crediamo nella realta’ del fenomeno fusione fredda. E, quindi, non possiamo sposare acriticamente la versione Fleischmann/Preparata senza rinnegare il nostro scetticismo; dobbiamo percio’ considerare l’espressione “cacciati” come una testimonianza (se non un’interpretazione) di parte, interessata e, quindi, da prendere con le molle. Sarebbe interessante sapere cosa sostiene l’altra campana (se mai l’Universita’ dello Utah ha emesso qualche comunicato a riguardo).
Perche’ se Preparata ci dice che F&P sono stati “cacciati”, io (magari a causa di un mio personale bias cognitivo) sono portato a pensare che possa essere successo
(a) che F&P siano stati dileggiati — a livello scientifico e mediatico — e che l’Universita’ dello Utah non abbia fatto nulla per difenderli o, persino, abbia fatto pressioni informali per convincerli ad andarsene; F&P potrebbero quindi (avendo anche avuto un’offerta dalla Toyota) essersi formalmente dimessi pur giocando a fare le vittime e sostenendo di essere stati cacciati;
(b) oppure che F&P siano stati cacciati in seguito a un’accusa di “misconduct”.
I dettagli, su un aspetto come questo, sono importanti.
Quindi, quando mi hai opposto che “Fleischmann e Pons sono stati allontanati dalla sconosciuta Università dello Utah” — per ribattere alla mia affermazione secondo la quale le universita’ non si occupano di “cacciare” i ricercatori che, in buona fede, fanno errori — hai sposato acriticamente la versione di un fusionista freddo (o magari di due).
Io, cercando in rete, non ho trovato nulla di significativo e considero quest’aspetto — la fuoriuscita di F&P dall’Universita’ dello Utah — una questione da chiarire. E interessante; se trovi altre informazioni, la questione mi interessa.
Ho già spiegato qual è il significato che do alle parole di Pomp. Nel suo caso non mi interessa l’aspetto “giuridico-normativo”, ma solo quello “sostanziale”.
Credevo fosse evidente che, al contrario, le mie obiezioni riguardavano l’aspetto formale (o giuridico/normativo, se preferisci, anche se mi sembra una terminologia che tende un po’ troppo verso il legalese).
Interessandoti di scienza non puoi considerare l’aspetto formale secondario rispetto a quello sostanziale.
Hai sostenuto che Pons faceva delle affermazioni, in merito all’aspetto formale, che sarebbero state in contrasto con quello che sostenevo io.
Posso quindi concludere che non e’ vero che Pomp ha affermato che professori e ricercatori “agiscono e parlano in nome dell’Universita’”?
Per il resto non mi interessano i cavilli di cui l’UniBo si potrà eventualmente avvalere nelle sedi opportune per sostenere che l’Ateneo è estraneo alla vicenda ecat.
Dici che non ti interessano gli aspetti formali, e definisci “cavilli” quelli che eventualmente utilizzera’ UniBo, dopo che ti sei servito del logo dell’Universita’ — utilizzato, una sola volta e quasi certamente in maniera non autorizzata, da un suo ricercatore — per affermare che “l’Ateneo sostiene la produzione di calore in eccesso da parte dell’ecat”?
Sicuro che non ti interessi anche l’aspetto formale?
Sicuro di non ricorrere anche tu a cavilli?
Dal punto di vista sostanziale, essendo una vicenda mediatica più che scientifica, […]
Distinguiamo bene i punti di vista.
Quello formale da quello sostanziale; quello mediatico da quello scientifico.
Su quelli sostanziale e mediatico sono d’accordo con te (e credo lo siamo tutti, noi scettici): il nome dell’Universita’ di Bologna e’ stato — scaltramente ed efficacemente — utilizzato da Rossi (e, piu’ in generale, dai sostenitori della fusione fredda) e UniBo ha fatto troppo poco (e troppo male) per ostacolarlo. E sarebbe opportuno (per il bene della comunita’ e della stessa liberta’ di ricerca) che il maggior numero possibile di singoli ricercatori sentisse, come ha sentito Pomp, il dovere morale di ostacolare certe operazioni commerciali e certe derive pato-scientifiche.
Se pero’, dal punto di vista *formale*, mi vieni a dire che l’Alma Mater “sostiene la produzione di calore in eccesso da parte dell’ecat”, non sono d’accordo.
Se dal punto di vista *formale* sostieni che un ricercatore, quando firma un articolo indicando l’universita’ e gli istituti a cui appartiene, scrive “a nome” dell’universita’ e degli istituti in questione, non sono d’accordo.
Se affermi che dal punto di vista *scientifico* le universita’, in quanto tali, hanno il *dovere* *formale* di risolvere le dispute tra i loro ricercatori e correggere gli errori scientifici, non sono d’accordo.
@ E.K.Hornbeck,
completo qui sotto la mia risposta al tuo intervento del 13 dicembre 2014, 01:39.
–Noto che, nonostante ripetute richieste in questo senso, non riesci a fornirmi altri documenti che certificherebbero — a nome dell’Universita’ di Bologna — l’eccesso di calore. Prendo atto che tale certificazione sarebbe basata esclusivamente su tale documento.
Le dichiarazioni attestanti la produzione di enormi quantità di eccesso di calore dal dispositivo denominato ecat fatte “esibendo nome e reputazione dell’Università di Bologna” sono innumerevoli. Viceversa non esiste NESSUNA, ripeto NESSUNA, dichiarazione che esibisca a qualsiasi titolo il “nome dell’Università di Bologna” in cui l’eccesso di calore venga smentito o soltanto messo in dubbio.
Il report calorimetrico di Levi relativo alla demo del 14 gennaio 2011 rappresenta soltanto la certificazione più strutturata ed organica in cui il “nome dell’UniBo” è stato utilizzato per dare credibilità a quelle rivendicazioni. La forma più clamorosa e coinvolgente è stata invece l’approvazione da parte del consiglio di Dipartimento del DF e la successiva firma da parte del Direttore di un programma di ricerca biennale sui fenomeni nucleari che sarebbero stati all’origine di quell’eccesso di calore. Ti ricordo che queste prese di posizioni ufficiali del DF sono avvenute a mesi di distanza dal report di Levi, sulla base esclusiva delle presunte prestazioni calorimetriche dell’ecat, dato che per quanto riguarda i fenomeni nucleari quel dispositivo era, in base alle misurazioni effettuate dagli stessi fisici universitari, indistinguibile da una qualsiasi vaporella domestica.
– … UniBo: ritengo sia stata troppo timida nel dissociarsi da una tale manovra promozionale lasciando che l’opinione pubblica credesse — legittimamente — che l’ECat era marchiato UniBo.
La dissociazione dell’UniBo non solo è stata timida, ma è stata sempre ambigua. Il comportamento scientificamente corretto sarebbe stato quello di verificare la fondatezza delle prestazioni calorimetriche dichiarate dai fisici UniBo, controllando la correttezza dei dati sperimentali su cui esse erano basate, e di riferire pubblicamente l’esito della verifica. In tal caso non ci sarebbe stato bisogno di nessuna dissociazione, perché la verifica avrebbe mostrato facilmente che i dati calorimetrici proclamati erano clamorosamente inventati.
–Io trovo anche la dichiarazione, del 5 novembre del 2011, nella quale Capiluppi — a nome di UniBo – affermava …
Quello del 5 novembre 2011 è un comunicato dell’Ateneo, e non risulta esplicitamente che l’estensore sia stato Capiluppi. Comunque questo poco importa. Ciò che più importa è che quel comunicato non è affatto una dissociazione dell’UniBo dall’ecat, come molti vogliono farlo passare, ma contiene solo delle precisazioni, alcune inutili, altre ovvie, in relazione ad un articolo di FoxNews che riportava la seguente frase: “Rossi claims his company, Leonardo Corp., will produce the E-Cat machine, which he first demonstrated earlier this year at the University of Bologna. “.
UniBo “precisa di non essere coinvolta negli esperimenti sull’E-Cat condotti dalla società Leonardo”, ma questa è una smentita inutile visto che FoxNews riportava solo che la Leonardo avrebbe prodotto gli ecat.
La seconda precisazione UniBo, quella al punto 1 del suo comunicato, riguarda in effetti una imprecisione dell’articolo FoxNews dato che l’esperimento di inizio anno, quello del 14 gennaio 2011, non si era svolto “at the University of Bologna”. Ma i 3 video dell’evento mostrano i fisici UniBo presenti all’evento e l’audio contiene la descrizione del ruolo da essi svolto nelle misurazioni condotte con strumentazione del DF. Il dettaglio che fossero in un capannone di Rossi, piuttosto che in un laboratorio dell’Università è assolutamente insignificante. D’altronde quei video sono intitolati “Energy Catalyzer Bologna University Test” e al momento del comunicato in questione erano 10 mesi che facevano il giro del mondo senza che l’Ateneo avesse sentito il bisogno di precisare la natura del suo coinvolgimento.
Che poi i laboratori e le attrezzature di UniBo siano stati utilizzati per verificare le prestazioni del metodo Focardi-Rossi, come veniva chiamato il sistema ecat fino ad inizio 2011, è documentato nella domanda di brevetto WO/2009/125444, in cui si dice: “The two graphs of figures 3 and 4 have been made by the electronic microscope of Dipartimento di Fisica dell’ Universita di Bologna, under the supervision of Prof. Sergio Focardi, on January 30, 2008, and are related to the powder atomic composition at the two above points of figure 2.”
Inoltre la tab.2 della suddetta domanda di brevetto elenca una serie di strumentazioni ed elaborazioni dell’Università degli Studi di Bologna:
Pressure gauge: Elaborazione – Dipartimento di Fisica – Universita degli Studi di Bologna
Neutron measuring device: Elaborazione Dipartimento di Fisica – Universita degli Studi di Bologna
Chemical-physical analyses: – Dipartimento di Fisica – Universita degli Studi Bologna.
UniBo non può dire di non essere a conoscenza dell’impiego delle sue attrezzature nel processo di messa a punto e verifica del metodo Focardi-Rossi perché quel brevetto è citato pure nel report di Villa emesso contestualmente al report calorimetrico di Levi. Va inoltre tenuto conto che l’art.8 del Codice Etico, in vigore dal 2006, vieta l’impiego di attrezzature e risorse umane non espressamente autorizzati dall’Università. Quindi delle due l’una: o siamo in presenza dell’ennesimo abuso da parte di personale UniBo, oppure l’Ateneo aveva autorizzato quelle misure.
– Questa dichiarazione ti sembra compatibile con l’uso del logo — di quell’universita’ che non e’ coinvolta negli esperimenti — da parte di uno dei ricercatori che non hanno condotto l’esperimento? A me no.
Per quanto sopra detto, il comunicato UniBo del 5 novembre 2011 non può essere affatto considerato una dissociazione dell’Ateneo dalla vicenda ecat, anzi tutt’altro, dato che al suo punto 2 viene confermata la presenza di suoi ricercatori agli esperimenti nell’ambito del contratto firmato con una società di Rossi. Che poi la società si chiami EFA o Leonardo, dal punto di vista del coinvolgimento mediatico di UniBo cambia poco.
–qualcuno — tra Levi e Capiluppi — l’ha fatta fuori dal vaso. E quello su cui si concentrano i miei sospetti e’ quel ricercatore che (presumo dopo un informale ma energico cazziatone) non si e’ piu’ azzardato a usare il logo in documenti connessi all’ECat.
Credo che ci voglia parecchia fantasia per presumere una cosa del genere. Le parole dette da Levi a Krivit nell’intervista del giugno 2011 sono chiare circa il coinvolgimento dei vertici del suo Dipartimento e dell’INFN di Bologna nella vicenda ecat. Tenuto conto che proprio in quei giorni il DF annunciava ufficialmente la firma del contratto di ricerca con la società EFA sono molto più propenso a dar credito alle dichiarazioni di Levi.
Levi non ha più usato il logo perché la demo di gennaio 2011 è stata l’ultima documentata esclusivamente da personale di UniBo. Tutte le altre sono state documentate da altri soggetti (Essen, Kullander, Lewan, Krivit, ecc.) oppure, nel caso dei 2 TPR, da Levi insieme ai professori svedesi.
– Quindi affermare — con la granitica certezza che dimostri — che UniBo avrebbe “certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso” mi sembra un zinzinino affrettato.
A me pare invece una ennesima presa dei fondelli della pubblica opinione negare che l’UniBo, tramite i suoi fisici più rappresentativi, abbia fornito le basi di credibilità scientifica su cui si fonda tutta la vicenda mediatica dell’ecat.
Ascoli65
“l’art.8 del Codice Etico, in vigore dal 2006, vieta l’impiego di attrezzature e risorse umane non espressamente autorizzati dall’Università”
Da come lo interpreti, ad ogni utilizzo si dovrebbe avere esplicita autorizzazzione dell’Università. Ovviamente non è questo che dice quell’articolo.
Se posso permettermi un’altra osservazione, Unibo o il DF, come chiunque, non è responsabile di cosa altri dicono o scrivono di loro. Al massimo gli si può attribuire il non aver smentito queste voci; ma il come, quando e se farlo è, come dice Hornbeck, una valutazione di opportunità sulla quale si può serenamente dissentire. Ma sia chiaro che il non farlo non implica necessariamente la veridicità di quanto detto da terzi, per giunta in questo caso palesemente interessati.
@ SSMNSC
La dichiarazione di affiliazione all’Università, sui media, è arma molto potente. Come una automobile, che può trasportarti in giro ma anche investire i passanti. A fronte di questo potere, ci deve essere una responsabilità. Ma di chi?
Il dubbio che ci ponevamo — o, per lo meno, il punto su cui insistevo io — era squisitamente formale e in ambito scientifico.
Quello che poni tu e’ un dubbio pratico che io classifico come politico e di responsabilita’ civile.
Di chi e’ la responsabilita’ pratica, nel caso di una bufala spacciata col supporto di ricercatori di un’universita’?
Non dimentichiamo che la responsabilita’ principale e’ sicuramente dell’ideatore della bufala e di coloro che ne traggono profitto.
Poi, una responsabilita’ notevole e’ da attribuire anche ai giornalisti disattenti (quando non militanti, come Melis) che quella bufala la propalano in maniera acritica.
Quale sono le responsabilita’ dei ricercatori e dell’universita’ a cui appartengono?
La casistica puo’ essere molto ampia ma riesco a immaginare una responsabilita’ chiara e lampante solo nel caso i ricercatori siano complici dei bufalari e abbiano consapevolmente imbrogliato sui dati. In questo caso, ovviamente, responsabilita’ dei ricercatori; ma anche dell’universita’ se, scoperto l’imbroglio, non ha fatto nulla.
l’Università deve intervenire (per me) quando sono violate le regole del gioco scientifico. L’Università deve garantire il metodo.
Come accennavo prima, riesco a immaginare un intervento quando il ricercatore viene pescato a imbrogliare sui dati. Esempio: la Purdue University che caccia Rusi Taleyarkhan.
Credo che quello sia un reato (scientifico) gravissimo e imperdonabile e che il ricercatore coinvolto, dopo le opportune verifiche e con una buona dose di garantismo e di presunzione di innocenza, se riconosciuto colpevole debba essere estromesso dalla comunita’ scientifica.
Per violazioni minori… non saprei; bisognerebbe ragionare violazione per violazione.
Tu hai trovato questa dichiarazione: […]
Ma ha avuto la stessa risonanza dell’esposizione mediatica di cui sopra?
Adesso come adesso, la gente si ricorda di questa dichiarazione?
[…]
Forse l’Università doveva dare maggiore risonanza mediatica a questa sua presa di posizione.
No, non ha avuto la stessa risonanza.
Ma questo e’ principalmente colpa dei media, non dell’Universita’.
Vero che l’Universita’ di Bologna non ha fatto molto per dare risonanza a quella dichiarazione; ma anche con tutta la risonanza che poteva dargli, giornalisti come Melis e Giacobbo l’avrebbero ignorata o — peggio — avrebbero puntato sull’enfasi della smentita per insinuare la volonta’ di nascondere la realta’ della fusione fredda.
Io avrei preferito che l’Alma Mater fosse piu’ tenace e sistematica con le sue smentite. Ma e’ anche difficilissimo capire cosa e’ meglio e cosa e’ peggio, in questi casi.
Adesso come adesso sta a noi dare risalto a quella dichiarazione. Ogni volta che qualche believer sostiene — come incontrovertibile dato di fatto — che all’Universita’ di Bologna hanno fatto (o peggio: fanno) ricerche sull’ECat.
Il ricercatore non parla a nome dell’Università, ma l’Università certifica la correttezza del ricercatore, quindi ci sono doveri sia da parte del ricercatore che da parte dell’Università.
Non credo che si possa chiedere troppo a questa certificazione di correttezza, da parte delle universita’.
Quando ero studente ho pubblicato un articolo (una cosa microscopica, un conference proceeding di poche pagine) in cui indicavo l’affiliazione all’universita’ in cui studiavo.
Non credo che i miei coautori ed io abbiamo scritto delle grosse sciocchezze. E, se le abbiamo scritte, sicuramente in buona fede.
Ma che garanzie poteva dare l’universita’, a mio riguardo? Solo che ero iscritto a un corso di laurea.
E.K. Hornbeck,
edificante, vero?
Taleyarkhan ha avuto parecchie sanzioni, ma è tuttora prof alla Purdue.
Un ricercatore non è mica il Papa, chi può certificare che tutto quello che fa in qualunque momento della sua vita è corretto?
Riccardo,
Già, nel frattempo l’ingrato “star researcher” tagliava la corda…
@ Ocasapiens
Fleischmann era un pensionato, emerito dell’univ di Southampton. Pons era dell’università Salt Lake City e in ottobre 1990 se n’è andato senza preavviso durante l’indagine sui soldi.
Interessante quell’articolo.
Forse saranno marginali, ma mi hanno colpito due passaggi
A 20-member Federal panel from the Energy Department was formed to look into the work’s merit, and its chairman requested a visit to the Utah laboratory. The team was initially rebuffed by Dr. Pons, who complained that it included scientists who were overtly hostile to his claims.
Questo e’ un classico ma, dei recenti, mi ha ricordato il caso Vannoni/Stamina.
Dr. Michael H. Salamon, a Utah physicist, early on studied the cold-fusion apparatus of Dr. Pons. His results were published last March in Nature. Dr. Salamon and his nine co-authors reported they could find no sign of the telltale gamma rays that would indicate fusion, a finding widely interpreted as strong evidence against the claims. A lawyer representing Dr. Pons and Dr. Fleischmann demanded retraction of the paper under threat of a lawsuit. This stunned the university faculty as well as Dr. Salamon. “It’s outrageous,” he said at the time. “It is really an unparalleled assault on academic rights. You don’t threaten scientific colleagues with lawsuits. That just doesn’t happen.” The lawyer later apologized.
Anche il ricorso all’avvocato, per reagire a critiche scientifiche, mi ricorda qualcosa. 🙂
Non male il Presidente dell’Università dello Utah che dopo i 5 milioni di dollari statali ottenuti ne ha chiesti altri 25 federali, ma almeno stavolta senza successo.
@ Riccardo Reitano e OcaSapiens,
le chiacchiere stanno a zero.
I fisici di UniBo hanno dichiarato e scritto innumerevoli volte, in qualità di professori o ricercatori della loro Università, che l’ecat ha prodotto quantità eccezionali di eccesso di calore. In seguito a tali risultati il DF-UniBo ha messo a punto, approvato e firmato un contratto biennale di ricerca sull’ecat ed ha dichiarato che i suoi ricercatori erano presenti ufficialmente in qualità di “osservatori” agli esperimenti su quel dispositivo organizzati dal cliente. Il contratto è stato rescisso dal DF solo dopo 9 mesi dalla sua approvazione e ben 12 mesi dopo la demo di gennaio 2011, non perchè i professori “osservatori” si fossero nel frattempo resi conto che il dispositivo non produceva alcun calore in eccesso, ma solo perchè il cliente non aveva pagato la prima rata.
NESSUN membro di UniBo ha MAI negato o messo in dubbio le suddette dichiarazioni dei fisici di UniBo secondo cui l’ecat ha prodotto calore in eccesso.
Su questi fatti non smentibili poggia, direttamente o indirettamente, l’intera credibilità delle prestazioni calorimetriche di cui si avvale la propaganda dell’ecat. Chi lo nega non fa un buon servizio alla ricerca della verità e contribuisce esso stesso alla presa in giro di cui è stata vittima la pubblica opinione nazionale e mondiale.
@ Ascoli65
Le dichiarazioni attestanti la produzione di enormi quantità di eccesso di calore dal dispositivo denominato ecat fatte “esibendo nome e reputazione dell’Università di Bologna” sono innumerevoli.
“Innumerevoli”? Non ti sembra di esagerare? Con un’affermazione molto simile, e altrettanto poco meditata, ci ho perso la lode in un esame.
Scommetto che, se ci mettiamo, troviamo un limite superiore al numero di documenti producibili — dal dipartimento F&A di Bologna in un dato intervallo di tempo — e, quindi, la dimostrazione che tali dichiarazioni sono numerabili.
Comunque, tali “dichiarazioni” sono indubbiamente numerose; ma sono da parte di ricercatori dell’Universita’ di Bologna, non “a nome” dell’Universita’ di Bologna (escludendo l’uso del logo in quell’unica occasione).
“Esibendo” (e il piu’ delle volte lecitamente) si’, “a nome” no.
Viceversa non esiste NESSUNA, ripeto NESSUNA, dichiarazione che esibisca a qualsiasi titolo il “nome dell’Università di Bologna” in cui l’eccesso di calore venga smentito o soltanto messo in dubbio.
Ora sei tu che ragioni a rovescio.
Adesso si dovrebbe dimostrare che non c’e’ l’eccesso di calore?
E l’Universita’ di Cambridge dovrebbe anche dimostrare che non esiste la telepatia, visto che ci siamo?
La forma più clamorosa e coinvolgente è stata invece l’approvazione da parte del consiglio di Dipartimento del DF e la successiva firma da parte del Direttore di un programma di ricerca biennale sui fenomeni nucleari che sarebbero stati all’origine di quell’eccesso di calore.
Quel programma di ricerca, pero’, non certifica la produzione di eccesso di calore.
Teoricamente avrebbe potuto farlo — e, a quel punto, avremmo potuto disquisire se a nome dei singoli ricercatori coinvolti o se a nome dell’intero Dipartimento — ma non e’ mai stato attivato; quindi non puo’ certificare tale eccesso.
La dissociazione dell’UniBo non solo è stata timida, ma è stata sempre ambigua
Avrei preferito di piu’ anch’io, ma non mi sembra poco “nessun esperimento relativo all’E-Cat si è svolto presso l’Università di Bologna né il 28 ottobre 2011, né in date precedenti, né è stato condotto da ricercatori dell’Università”.
Si puo’ discutere sul fatto che sia sincera o meno; ma — riguardo agli esperimenti fino al 28 ottobre 2011 — mi sembra chiara.
Il comportamento scientificamente corretto sarebbe stato quello di verificare la fondatezza delle prestazioni calorimetriche dichiarate dai fisici UniBo, controllando la correttezza dei dati sperimentali su cui esse erano basate, e di riferire pubblicamente l’esito della verifica.
Non “dai fisici UniBo” ma “da alcuni fisici UniBo”.
Questo sarebbe stato il comportamento scientificamente corretto di singoli ricercatori — stile Pomp, Ascoli65, Gdm, Reitano, Franchini, Fermigas, Massa e altri — non quello di un’universita’.
Quello sarebbe stato il comportamento politicamente corretto di una commissione di nomina politica, non quello di un’universita’.
Ciò che più importa è che quel comunicato non è affatto una dissociazione dell’UniBo dall’ecat, come molti vogliono farlo passare
Non e’ una dissociazione dalle possibili future ricerche sull’ecat ma e’ una evidente dissociazione da quelle passate: “nessun esperimento relativo all’E-Cat si è svolto presso l’Università di Bologna né il 28 ottobre 2011, né in date precedenti, né è stato condotto da ricercatori dell’Università”.
UniBo “precisa di non essere coinvolta negli esperimenti sull’E-Cat condotti dalla società Leonardo”, ma questa è una smentita inutile visto che FoxNews riportava solo che la Leonardo avrebbe prodotto gli ecat.
Ti sembra una smentita inutile se nell’articolo c’e’ scritto “He [Rossi] claims he demonstrated the device, called an E-Cat, at the University of Bologna in Italy on Oct. 28”?
Va inoltre tenuto conto che l’art.8 del Codice Etico, in vigore dal 2006, vieta l’impiego di attrezzature e risorse umane non espressamente autorizzati dall’Università. Quindi delle due l’una: o siamo in presenza dell’ennesimo abuso da parte di personale UniBo, oppure l’Ateneo aveva autorizzato quelle misure.
Non ho idea di quale sia la declinazione pratica di quell’articolo.
Comunque: davvero ti sorprenderebbe se fossimo di fronte a un ennesimo abuso?
Per quanto sopra detto, il comunicato UniBo del 5 novembre 2011 non può essere affatto considerato una dissociazione dell’Ateneo dalla vicenda ecat, anzi tutt’altro, dato che al suo punto 2 viene confermata la presenza di suoi ricercatori agli esperimenti nell’ambito del contratto firmato con una società di Rossi.
Sicuramente e’ una smentita della tua affermazione secondo cui l’Universita’ di Bologna avrebbe “certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso”.
Sicuramente e’ una smentita del fatto che quella demo e’ avvenuta all’interno dei locali dell’Universita’ di Bologna.
Sicuramente e’ una smentita del fatto che ricercatori dell’Universita’ di Bologna abbiano condotto quella demo e altri esperimenti connessi all’ECat.
Afferma che quei ricercatori erano presenti solo come osservatori.
Ti sembra poco?
Se anziche’ aiutate i believers a coinvolgere l’Universita’ di Bologna tu prendessi atto di questo e aiutassi me e altri mettere in evidenza questi aspetti, forse la propaganda dei believers sarebbe meno efficace.
Credo che ci voglia parecchia fantasia per presumere una cosa del genere.
Non credo ci voglia molta fantasia.
Basta confrontare i documenti e ragionare.
A me sembra che l’uso del logo da parte di Levi sia incompatibile con la dichiarazione di Capiluppi.
Personalmente non do credito a nessuno dei due.
Mi limito a rilevare l’incompatibilita’ e a prendere atto che Capiluppi e’ indubbiamente in una posizione in cui puo’ parlare (riguardo a questi argomenti) a nome del Dipartimento (se non dell’intera Universita’) mentre la facolta’ di Levi di usare il logo e’ estremamente dubbia.
Noto invece che tu, come nel caso dell’allontanamento di F&P dall’Universita’ dello Utah, pur di trovare conferma alle tue ipotesi sei pronto a sposare acriticamente la versione di un fusionista.
Levi non ha più usato il logo perché la demo di gennaio 2011 è stata l’ultima documentata esclusivamente da personale di UniBo.
E perche’ dovrebbe essere un problema l’esclusivita’?
Se Levi fosse stato autorizzato, non avrebbe potuto usare il logo anche in TPR1 e TPR2? Magari affiancato a quello dell’Universita’ di Uppsala, se i relativi ricercatori fossero stati (a loro volta) autorizzati?
A me pare invece una ennesima presa dei fondelli della pubblica opinione negare che l’UniBo, tramite i suoi fisici più rappresentativi, abbia fornito le basi di credibilità scientifica su cui si fonda tutta la vicenda mediatica dell’ecat.
Sono quasi d’accordo.
Ma sostituendo “abbia fornito” con “ha lasciato che Rossi ne usasse il nome per costruirsi”. Mi rifiuto di pensare che UniBo, in quanto tale, abbia attivamente operato con il consapevole obiettivo di fornire a Rossi le basi della propria credibilita’.
E, comunque, “piu’ rappresentativi”? Al piu’ “uno dei fisici piu’ rappresentativi”; Focardi. Da quando in qua Levi e’ tra i fisici piu’ rappresentativi di Bologna?
A me sembra evidente che singoli ricercatori — non l’intera Universita’ — erano coinvolti eccome in quegli esperimenti, che Levi ha fatto uso del logo e che — per tanti motivi — chi doveva vigilare non l’ha fatto con la dovuta grinta.
Ma, quella dichiarazione, e’ sufficiente a smentirti quando affermi che l’Universita’ di Bologna (in quanto tale) avrebbe “certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso”.
E’ sufficiente ad annullare la tua obiezione — alla mia ipotesi che Levi avesse usato il logo senza autorizzazione — che dovrebbe essere la ditta XXX a farsi parte attiva per rettificare le informazioni sbagliate date in precedenza. Forse non l’ha fatto con l’energia che sarebbe stato opportuno, ma l’ha fatto. Quindi — dal punto di vista formale (che e’ poi quello che conta, trattandosi di un logo) — quella particolare istanza di quel logo e’ da considerare un clandestino in quel preciso documento.
I fisici di UniBo hanno dichiarato e scritto innumerevoli volte, in qualità di professori o ricercatori della loro Università, che l’ecat ha prodotto quantità eccezionali di eccesso di calore.
“Innumerevoli”?
E ridaie!
E’ proprio un vizio.
E’ meglio se ti ristudi il significato di “innumerevoli”.
Comunque, non “i fisici di UniBo” ma “alcuni fisici di UniBo”.
E a nome proprio, non a nome dell’Alma Mater.
In seguito a tali risultati il DF-UniBo ha messo a punto, approvato e firmato un contratto biennale di ricerca sull’ecat
E allora?
Sembra che tu sia particolarmente ossessionato da quel contratto di ricerca.
Cosa cosa ci trovi di scandaloso?
Trovi forse che avendo firmato quel contratto, UniBo abbia certificato la validita’ dell’ECat?
Non pensi che si sarebbe dovuto aspettare la fine del programma di ricerca, per affermarlo?
Credi che fare ricerca su un’apparecchiatura dubbia ti renda automaticamente un bufalaro? Allora cosa ne pensi del gruppo GSVIT, che quelle cose si propone di farle gratis?
Secondo me, la cosa veramente scandalosa e’ aver firmato il contratto senza, contestualmente, farsi versare un robusto anticipo.
Il contratto è stato rescisso dal DF solo dopo 9 mesi dalla sua approvazione e ben 12 mesi dopo la demo di gennaio 2011, non perchè i professori “osservatori” si fossero nel frattempo resi conto che il dispositivo non produceva alcun calore in eccesso, ma solo perchè il cliente non aveva pagato la prima rata
E’ esatto.
Quindi?
Avrebbe forse dovuto concludere che il dispositivo non produceva alcun calore in eccesso prima di averlo studiato?
Per di piu’, rinunciando al pagamento che Rossi gli aveva promesso?
Ritieni forse che, approvando e rescindendo quel contratto, abbia certificato “la produzione eccezionale di calore in eccesso”?
O non e’ piu’ ragionevole concludere che il Dipartimento e’ stato imbrogliato da un abile venditore di fumo che gli ha sventolato sotto il naso una bella carota, per poter agganciare il proprio nome a quello dell’Universita’, e che poi ha ritirato la carota quando aveva raggiunto lo scopo?
Riesci a renderti conto che e’ proprio il mancato pagamento di Rossi a scagionare il Dipartimento di Fisica, a dimostrare che e’ una vittima di Rossi e che ipotizzare che abbia organicamente e consapevolmente partecipato, all'”imbroglio” che immagini, e’ insensato?
Ti rendi conto che e’ proprio il Dipartimento di Fisica a essere stato imbrogliato e che molte delle reticenze che rileviamo — compresa l’assenza di un Pomp bolognese — possono proprio essere causate dalla difficolta’ ad ammetterlo?
NESSUN membro di UniBo ha MAI negato o messo in dubbio le suddette dichiarazioni dei fisici di UniBo secondo cui l’ecat ha prodotto calore in eccesso.
Ci risiamo.
Non “dei fisici di UniBo” ma di “alcuni fisici di UniBo”.
La mancanza di un Pomp a Bologna e’ una cosa antipatica — e su questo siamo tutti d’accordo — ma tu stai nuovamente invertendo l’onere della prova: non sta agli scettici negare il funzionamento dell’ECat ma a coloro che ci credono provare che funziona.
Su questi fatti non smentibili poggia, direttamente o indirettamente, l’intera credibilità delle prestazioni calorimetriche di cui si avvale la propaganda dell’ecat. Chi lo nega non fa un buon servizio alla ricerca della verità e contribuisce esso stesso alla presa in giro di cui è stata vittima la pubblica opinione nazionale e mondiale.
L'”intera credibilita’” nel 2011.
Da allora le cose sono un po’ cambiate, se ci hai fatto caso.
E, comunque, se c’e’ qualcuno che fa un pessimo servizio alla ricerca della verita’, e amplifica gli effetti della propaganda fusio-freddista, e proprio chi cerca ossessivamente — ignorando pervicacemente qualsiasi fatto o ragionamento contrario — di generalizzare il coinvolgimento di *alcuni* ricercatori di un dipartimento e di attribuire all’intero dipartimento il ruolo di fiancheggiatore consapevole di una squallida operazione di vendita di fumo.
@ Ocasapiens
Taleyarkhan ha avuto parecchie sanzioni, ma è tuttora prof alla Purdue.
Gia’ l’avevo saputo e la cosa mi aveva sconvolto quasi quanto scoprire che l’Agente Betulla e’ stato reintegrato nell’ordine dei giornalisti.
Ora cerco di pensare alla vicenda di Taleyarkhan come a una sorta di “mal comune, mezzo gaudio”: non e’ vero che solo noi italiani siamo incapaci di emarginare i bugiardi (anche se, negli altri paesi, tendono a non eleggerli presidenti del consiglio).
Un ricercatore non è mica il Papa, chi può certificare che tutto quello che fa in qualunque momento della sua vita è corretto?
E, forse, il ragionamento andrebbe esteso ai puri e semplici laureati.
Quando un’Universita’ attribuisce una laurea a uno studente, puo’ garantire che rimarra’ competente per il resto della sua vita?
Possiamo considerare l’Universita’ di Milano — che ha dato ad Andrea Rossi una laurea in filosofia e presso la quale questi ha studiato filosofia della scienza con Geymonat — responsabile del maltrattamento attuato dal sedicente ingegnere nei confronti del metodo scientifico? O dobbiamo considerare responsabile lo stesso Geymonat?
mW,
certo, è fatto apposta – ma anche se non sapesse nulla, non si chiederebbe come mai, visto che UniBo è coinvolta, il test si sia svolto in Svizzera?
E.K. Hornbeck,
O dobbiamo considerare responsabile lo stesso Geymonat?
No, la Statale di Milano (sistemato i corsivi, credo)
UniBo poteva fare di meglio e di più, come tutti, e i giornalisti anche. Ma una smentita non è una notizia, se va bene la cita chi ha pubblicato l’informazione sbagliata. E per di più l’e-cat non ha mai “fatto notizia”, basta paragonare la sua copertura mediatica con quella del caso Stamina per rendersene conto.
Ascoli65,
le ha già risposto E.K. Hornbeck, aggiungo che UniBo ha pubblicato smentite ufficiali “innumerevoli” direbbe lei. L’università di Uppsala ha comunicato a un giornalista di non aver alcun accordo con Rossi all’inizio del 2011, dopodiché silenzio di tomba. Eppure dei suoi ricercatori ne usavano i laboratori e il personale per conto di un’azienda privata e facevano dichiarazioni trionfali sui media. Secondo me, questo spiega la reazione Stephan Pomp et al.
Comunque,
se io non sapessi nulla, e sentissi una trasmissione alla radio, dove parlano dell’e-cat e nominano UNIBO, mi fiderei di sicuro.
mW
@ E.K.Hornbeck,
– “Innumerevoli”? Non ti sembra di esagerare? Con un’affermazione molto simile, e altrettanto poco meditata, ci ho perso la lode in un esame. … e, quindi, la dimostrazione che tali dichiarazioni sono numerabili.
Ho detto “innumerevoli”, non ho detto nè “infinite”, nè “innumerabili”. Se consulti un dizionario troverai che “innumerevoli” significa che non si riescono a contare. Ed è per l’appunto il caso delle dichiarazioni fatte da membri di UniBo a sostegno delle eccezionali prestazioni calorimetriche dell’ecat, in quanto non si riesce a contarle tutte, dato che sono così numerose, essendo distribuite su un arco di anni all’interno di documenti, radio, TV, giornali, conferenze, tavole rotonde, ecc., da non essere tutte rintracciabili.
Per la lode persa, mi dispiace. Se fosse stato un esame di sofistica l’avresti ampiamente meritata, se si è trattato invece di un esame di logica credo che ti sia andata molto bene.
– Ora sei tu che ragioni a rovescio. Adesso si dovrebbe dimostrare che non c’e’ l’eccesso di calore?
Sei tu che continui a ragionare a rovescio. L’affermazione “l’ecat ha sicuramente generato in nostra presenza calore in eccesso” è stata fatta innumerevoli volte dai fisici bolognesi esibendo la loro affiliazione all’UniBo. A chi avrebbe potuto esibire la stessa affiliazione non era richiesto di sostenere l’affermazione contraria e cioè “l’ecat sicuramente NON genera calore in eccesso” (cosa indimostrabile neppure a valle di una lunga sperimentazione), ma soltanto che “NON c’è alcun motivo di ritenere che nei test in cui i fisici UniBo hanno effettuato le misure o sono stati semplici osservatori l’ecat abbia generato calore in eccesso”.
– Quel programma di ricerca, pero’, non certifica la produzione di eccesso di calore.
L’unico motivo valido per varare un programma di ricerca di quel tipo era la convinzione che l’ecat avesse sicuramente generato calore in eccesso, dato che dal punto di vista nucleare gli stessi professori bolognesi avevano già detto che l’ecat non emetteva radiazioni, proprio come qualsiasi vaporella domestica. Lo scopo del programma di ricerca era solo di appurare quali arcani fenomeni nucleari fossero la causa del calore in eccesso misurato e documentato dai fisici bolognesi ed inoltre l’eventuale miglioramento delle prestazioni dell’ecat.
– Non e’ una dissociazione dalle possibili future ricerche sull’ecat ma e’ una evidente dissociazione da quelle passate: “nessun esperimento relativo all’E-Cat si è svolto presso l’Università di Bologna né il 28 ottobre 2011, né in date precedenti, né è stato condotto da ricercatori dell’Università”.
A novembre 2011 erano già 10 mesi che i mezzi di informazione riportavano di tanto in tanto, sia pur sbagliando, che la demo di gennaio era stata condotta all’Università di Bologna. All’indomani dell’evento, l’articolo di Ludovica Manusardi Carlesi sul Sole-24ore iniziava così: “Ricerca. Ieri esperimento all’università L’INIZIATIVA Messo a punto dal professor Focardi un sistema per produrre energia con idrogeno e nickel …”. Credi che i vertici del DF e di UniBo non ne fossero venuti subito a conoscenza? E perchè non hanno immediatamente precisato che l’esperimento non si era svolto all’Università?
Per quanto riguarda la smentita della conduzione dell’esperimento siamo in presenza dell’ennesimo sofismo. Si sa che l’esperimento della demo è stato condotto da Rossi che ha acceso e spento a suo piacimento le resistenze elettriche dell’ecat, i professori bolognesi hanno però condotto le MISURAZIONI, cioè quelle operazioni che hanno portato alla loro conclusione che l’ecat produceva sicuramente eccezionali quantità di calore in eccesso, ma nessuna radiazione gamma in più del fondo naturale. Ci sono 40 minuti di filmato con la viva voce dei fisici bolognesi, che lo dimostrano in modo inconfutabile.
– Non ho idea di quale sia la declinazione pratica di quell’articolo. Comunque: davvero ti sorprenderebbe se fossimo di fronte a un ennesimo abuso?
Certo che mi sorprenderebbe, perchè ci troveremmo di fronte non ad UNO, ma a DUE abusi. Il primo perchè contravvenendo all’art.8 sarebbero stati utilizzate attrezzature e risorse umane dell’Ateneo sena la dovuta autorizzazione, il secondo perchè contravvenendo a quanto stabilito all’art.15 dello stesso codice etico non sarebbe stata istituita la Commissione Etica per indagare sul rispetto delle norme del Codice stesso.
E’ chiaro che l’enfasi che aveva avuto la demo del gennaio 2011 non poteva non aver portato a conoscenza chi di dovere che le attrezzature dell’UniBo erano state impiegate per dimostrare il funzionamento del metodo Ni-H descritto nel brevetto WO/2009/125444, quindi, come risulta anche dall’incipit dell’articolo sul Sole-24Ore prima ricordato, era chiaro che l’UniBo era stata consapevolmente coinvolta nella messa a punto dell’ecat. O quanto meno questo è stato volutamente lasciato credere per almeno 10 mesi dalla demo di gennaio 2011.
– O non e’ piu’ ragionevole concludere che il Dipartimento e’ stato imbrogliato da un abile venditore di fumo che gli ha sventolato sotto il naso una bella carota, per poter agganciare il proprio nome a quello dell’Universita’, e che poi ha ritirato la carota quando aveva raggiunto lo scopo?
Dici davvero? Un filosofo finto ingegnere che prende per il naso il dipartimento di fisica più quotato d’Italia facendo credere al suo decano e ai 2 direttori che una banale stufetta elettrica era in realtà un reattore nucleare? Ma dove l’hai letta questa, su Topolino?
–Se anziche’ aiutate i believers a coinvolgere l’Universita’ di Bologna tu prendessi atto di questo e aiutassi me e altri mettere in evidenza questi aspetti, forse la propaganda dei believers sarebbe meno efficace.
Scordatelo. I “believers”, quelli autentici, sono vittime non solo delle affermazioni dei professori di Bologna che li hanno illusi sulle prestazioni calorimetriche dell’ecat, ma anche di chi gli vuol togliere la sacrosanta giustificazione di questo loro convincimento. Io difenderò sempre la ragionevolezza di chi, dalla casalinga di Voghera al suo rappresentante in Parlamento, sosterrà il funzionamento dell’ecat e della realtà delle FF sulla base delle dichiarazioni dei ricercatori pubblici italiani di UniBo, dell’INFN e dell’ENEA. Non ho alcuna intenzione di unirmi alle furbate, di qualsiasi sorta esse siano e da qualunque parte della barricata esse provengano.
Ascoli65
“L’unico motivo valido per varare un programma di ricerca di quel tipo era la convinzione che l’ecat avesse sicuramente generato calore in eccesso”
“Lo scopo del programma di ricerca era solo di appurare quali arcani fenomeni nucleari fossero la causa del calore in eccesso misurato e documentato dai fisici bolognesi ed inoltre l’eventuale miglioramento delle prestazioni dell’ecat.”
Puoi supportare queste due affermazioni con dichiarazioni o documenti ufficiali del DF (non il tale del DF ha detto) o le devo considerare tue deduzioni?
@ Riccardo Reitano,
– Puoi supportare queste due affermazioni con dichiarazioni o documenti ufficiali del DF (non il tale del DF ha detto) o le devo considerare tue deduzioni?
Certo, basta leggere l’annuncio della firma del contratto diramato dal DF-UniBo il 19 giugno 2011 (1).
Il primo punto dice: “è stato firmato un contratto di Ricerca con la Ditta EFA srl del valore di € 500.000 (+IVA), della durata di 24 mesi, per effettuare ricerche nel campo della efficienza di produzione di energia degli impianti della Ditta;” Per supportare la mia prima affermazione basta ricordarsi che gli “impianti della Ditta” sono dei presunti reattori nucleari a FF basati sul metodo Focardi-Rossi che utilizza nichel, idrogeno ed un misterioso catalizzatore.
La seconda mia affermazione deriva invece direttamente dal terzo punto dell’annuncio del DF: “il programma di ricerca (parte integrante del Contratto) prevede sia la misurazione delle prestazioni degli impianti che l’eventuale miglioramento della prestazioni.”. Come si può notare l’”eventuale” è legato solo al “miglioramento delle prestazioni”, non è riferito alle prestazioni di base degli impianti, che essendo impianti per produrre energia, e non radiazioni, sono necessariamente prestazioni calorimetriche.
Che quel contratto poggi sulle prestazioni calorimetriche misurate e certificate dai professori UniBo durante la demo del 14 gennaio 2011, deriva dal fatto che ne parlava già il prof. Villa in una intervista riportata su 22passi il 4 febbraio successivo:
22PASSI. “So che è in corso il perfezionamento di un contratto di ricerca tra Rossi e l’Università di Bologna per permettere al Dipartimento di Fisica di eseguire ulteriori esperimenti, parteciperà anche lei a questa ricerca?”
VILLA. “Certamente, se gli attori principali lo vorranno. Come ho già detto a Rossi e Focardi, ho un laboratorio che è già attrezzato per misure di fisica nucleare: principalmente gamma e neutroni. …”
Nella stessa intervista il prof. Villa aggiunge: ”… appartengo a quei pochi privilegiati che hanno visto coi loro occhi l’E-Cat produrre calore, ma non hanno ancora capito (o visto) quale sia la sorgente di energia”. I pochi privilegiati sono la dozzina di professori e ricercatori di UniBo, INFN ed ENEA che hanno avuto la possibilità di vedere, chi per qualche minuto chi per l’intera durata del test, la prodigiosa macchina moltiplicare i kW ad un palmo dal loro naso.
Qualche giorno dopo, il 9 febbraio, qualcuno posta su EnergeticAmbiente una mail di Focardi in cui egli annuncia senza lasciar spazio a dubbi di sorta un “protocollo di accordo che verra’ firmato col dipartimento di fisica”. Gli unici dubbi riguardano la disponibilità di Rossi: ”Probabilmente l’ing Rossi ci mettera’ a disposizione una cella funzionante (non so quando) che verra’ utilizzata da me e dai miei collaboratori per fare misure onde avere conferma del modello teorico descritto nell’articolo che le invio. In pratica si tratta di misurare le energie dei raggi gamma emessi dai vari isotopi del rame.” Come puoi notare, in questa mail Focardi parla al plurale dei suoi collaboratori, presumibilmente i 5 che dovevano far parte del gruppo coordinato da Levi, che avrebbe dovuto trascorrere i due anni successivi a cercare i gamma emessi dall’ecat.
E poi qualcuno ha pure il coraggio di cavillare sulle parole degli ambigui comunicati tardivi di UniBo nel disperato e patetico tentativo di dissociare le responsabilità dell’Università da questa storia!!
(1) http://newenergytimes.com/v2/sr/RossiECat/docs/20110701UNIBO-NoticeOfContract-It.pdf
(il comunicato era stato pubblicato nella bacheca di UniBo “http://www.df.unibo.it/bacheca/avviso_efa.pdf”, ma nel frattempo è stato rimosso)
Ascoli65
quindi il DF avrebbe effettuato “ricerche nel campo della efficienza di produzione di
energia”. Dove leggi “la convinzione che l’ecat avesse sicuramente generato calore in eccesso”?
E “la misurazione delle prestazioni degli impianti” come si sposa con “appurare quali arcani fenomeni nucleari fossero la causa del calore”?
Dimenticavo la fine del comunicato che tangenzialmente dovrebbe interessarti:
“Informazioni ufficiali riguardo alla attività di ricerca in oggetto saranno fornite solo ed esclusivamente dal Dipartimento di Fisica o dall’Alma Mater Studiorum a cui il Dipartimento appartiene.”
quindi non dai singoli a proprio nome se pur afferenti al DF. Questo è il modo comune di operare.
Ascoli65,
neanch’io intendo unirmi alle sue furbate. Prego pertanto chi legge i suoi commenti di notare che le citazioni confermano che
– fra la dozzina di prof invitati a guardare l’e-cat per qualche minuto o più nel gennaio 2011, nessuno aveva capito (o visto) la sorgente di energia;
– un solo ricercatore di UniBo ha detto innumerevoli volte di aver “misurato e certificato” una produzione di calore in eccesso
– sia Villa che Focardi intendevano misurare eventuali radiazioni e non solo fare misure calorimetriche
– solo il Dip era autorizzato a comunicare gli sviluppi dell’eventuale programma di ricerca
A UniBo, quelli che ricevono la rassegna stampa e la guardano, hanno sicuramente notato l’occhiello sul Sole-24 Ore e che nell’articolo non viene detto che il test si sia svolto all’università. In questi casi – frequentissimi, tra l’altro – l’uff. stampa può segnalare la svista al caporedattore, ma non può esigere un’errata corrige a meno che il titolo (sottotitolo, passante, occhiello, didascalia ecc.) sia deliberatamente lesivo.
infine il coinvolgimento di Unibo che non c’è mai stato
è stato pubblicizzato a milioni di nostri connazionali e a folle ancor più vaste all’estero
dii cui il 99,9999% non se n’è mai accorto.
@ Riccardo Reitano,
– quindi non dai singoli a proprio nome se pur afferenti al DF. Questo è il modo comune di operare.
E quindi? Non ci vedo nulla di strano. E’ normale che le informazioni ufficiali provengano dal DF e dall’UniBo e non dai singoli professori. Infatti l’annuncio del contratto è stato diramato dal DF e la conferma della partecipazione dei professori UniBo in qualità di osservatori agli esperimenti dell’ecat è contenuta in un comunicato di UniBo. Bastano questi 2 atti ufficiali a confermare il coinvolgimento del DF e di UniBo nella vicenda dell’ecat.
Le dichiarazioni (innumerevoli) dei singoli membri del DF consentono però di chiarire in cosa sia consistito questo coinvolgimento ed hanno rappresentato il canale privilegiato, se non ufficiale almeno ufficioso, in cui esso è stato pubblicizzato a milioni di nostri connazionali e a folle ancor più vaste all’estero, creando e supportando di fatto il mito di Rossi e del suo ecat.
@ OcaSapiens,
– sia Villa che Focardi intendevano misurare eventuali radiazioni e non solo fare misure calorimetriche …
E’ proprio quello che avevo riportato io a proposito delle loro dichiarazioni. Infatti dopo la demo di gennaio, avvenuta pochi giorni prima, erano già tutti convinti che l’ecat generasse quantità eccezionali di eccessi di calore. Sono almeno 6 i fisici bolognesi che hanno dichiarato senza mezze misure su tutti i media che sono stati testimoni di questo eccesso di calore. L’approvazione del contratto di ricerca con Rossi da parte del Consiglio di Dipartimento è avvenuto ben 3 mesi dopo la demo. L’unica motivazione che può aver giustificato il varo di un simile faraonico progetto è che quel coso stagnolato testato a gennaio 2011 avesse effettivamente prodotto dell’eccesso di calore, perchè dal punto di vista nucleare non era stata rilevata alcuna radiazione anomala.
Se non ci fosse stata la convinzione del calore in eccesso il Consiglio del DF-UniBo avrebbe deciso una campagna biennale di misure nucleari su un ferro da stiro a vapore!!
TUTTI i professori del DF avevano diritto di partecipare al Consiglio del 21 aprile 2011 e TUTTI erano a conoscenza dei clamorosi fatti del gennaio precedente. TUTTI avrebbero dovuto sentire il bisogno di partecipare, di esporre le proprie perplessità e di esprimere il proprio parere negativo.
Ascoli65
allora, se non ho capito male, il DF NON aveva “la convinzione che l’ecat avesse sicuramente generato calore in eccesso” e NON intendeva “appurare quali arcani fenomeni nucleari fossero la causa del calore”; o, quanto meno, non ha mai detto niente del genere.
Noto anche che “E’ normale che le informazioni ufficiali provengano dal DF e dall’UniBo e non dai singoli professori” e quindi attribuire al DF o a Unibo le dichiarazioni dei singoli è errato anche secondo te.
Infine, l’unico coinvolgimento del DF è stato il famoso contratto di ricerca, che non prevedeva quanto avevi affermato precedentemente ma, se possiamo estendere al contratto le intenzioni dichiarate ufficialmente nel comunicato sulla scissione del contratto, “svolgere autonome misurazioni sulla produzione di calore da parte dell’apparecchiatura denominata e-cat al fine di fornire una risposta all’intera comunità scientifica e all’opinione pubblica in merito al fenomeno” (enfasi mia). Quindi il DF si riprometteva di fare, (forse) a pagamento prima e gratis poi, proprio quanto si chiede da sempre a gran voce, un test indipendente (autonome misurazioni).
Grazie per il chiarimento, ti lascio volentieri a disquisire con E.K.Hornbeck su necessità, tempi e modi delle smentite delle dichiarazioni di qualche afferente al DF di Bologna.
Resta il fatto che la FF di Rossi è anzitutto un fenomeno mediatico, generato da tanti articoli nel web e su riviste poco blasonate, che si è avvalso e si avvale di fraintendimenti e di vuoti da riempire a cura dei credenti, i quali si sono dati parecchio da fare e hanno riempito. A domanda presso di loro se UniBo sia o meno dalla parte della FF in generale e di Rossi in particolare, dubito che qualcuno di loro darebbe risposta negativa – lo stesso penso valga presso di loro per Uppsala, nonostante l’impegno di Pomp.
Si sbagliano, ma se non glielo dicono “UniBo” e “Uppsala” (che non ne hanno alcun dovere: il qui pro quo è tutto loro e di due prof) in modo chiaro, continueranno a farlo. D’altronde, persino Ascoli65 (che non è certo un credente) sembra convinto che delle due Università, almeno quella italiana sia davvero coinvolta come sostenitrice ancora oggi. Il fatto è che entrambe le facoltà hanno poco da dire – per quanto, comprerei un comunicato anche solo di due righe da dare in pasto ad un quotidiano nazionale o ad un TG, persino in chiusura: “non facciamo FF con Rossi. Non crediamo nell’E Cat”. Non ce lo devono, ma lo apprezzeremmo.
CimPy,
anche se UniBo cedesse all’Inquisizione e rinnegasse pubblicamente – nell’indifferenza totale del 99,9999% della popolazione – ogni credenza nell’e-cat, i propagandisti continuerebbero a legarne il nome a Rossi per via del defunto Focardi – nonostante l’e-cat derivi dalla cella Piantelli-Focardi dell’università di Siena, cella alla quale la Toscana ha destinato l’anno scorso 1 milione di euro.
Ad Ascoli65 non importa, a lui che ritiene di parlare a nome dell’opinione pubblica così come ritiene che Levi parli a nome di UniBo, è dovuta la “verità”.
UniBo gliel’ha data: dal 2011 ha smentito ripetutamente di far ricerca sull’e-cat e si è detta disposta a farla per rispondere all’opinione pubblica, cioè ad Ascoli65 e poche centinaia di trubì e unbì. E lo ha detto il portavoce dell’Istituzione a nome dei propri dipendenti evitando loro di cercare giornalisti ai quali raccontare pareri personali. Sarebbe stata fatica sprecata, Ascoli65 sostiene tuttora che Villa ha misurato e certificato la produzione di un eccesso di calore.
Ascoli65 detiene già una propria “verità”, vuole che UniBo la confermi, condanni certificazioni che esistono solo nella sua mente e sanzioni pubblicamente chi non le ha fatte. A me sembra una pretesa ridicola.
CimPy e E.K. Hornbeck
Non ce lo devono, ma lo apprezzeremmo.
Avrebbe un senso se lo dicesse Levi. Per quanto ne sanno gli altri, nella stagnola poteva esserci di tutto e quello che immaginano è irrilevante. Comunque da autore del rapporto INFN per il MIUR, Villa scrive che non c’è alcuna evidenza che produca un eccesso di calore o energia. E non era nel comitato né a titolo personale né da “osservatore”…
@ Riccardo Reitano,
– allora, se non ho capito male, il DF NON aveva …
Io la mia opinione te l’ho già espressa. Se vuoi sapere se hai capito bene cosa aveva in mente il Sig.DF prova a chiederglielo direttamente, oppure continua a suonartela e a cantartela come più ti aggrada.
Non dimenticarti però di quanto avevi scritto tu stesso su questo sito a pochi giorni di distanza dalla demo di Bologna del 14 gennaio 2011 (1):
” Nel caso di questa presentazione i colleghi si sono prestati al ruolo di “notai” per qualcosa di cui non hanno il controllo. Non è un male in sè, solo non capisco perchè farlo.”
“Per poter parlare davvero di scienza ci tocca aspettare; più ci penso e più mi sembra che qui si possa parlare solo di un’operazione di marketing.”
Come dimostrano le recenti puntate della trasmissione di Melis andate in onda su Radio24, il marketing sull’ecat basato sul nome di UniBo continua ancora oggi, a quasi 4 anni di distanza dalla farsa in cui i tuoi colleghi di Bologna si sono prestati al ruolo di notai per qualcosa di cui non si può parlare di scienza.
(1) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2011/01/25/rifusione-fredda-ii/comment-page-1/#comment-93629
@ Ascoli65
Ho detto “innumerevoli”, non ho detto nè “infinite”, nè “innumerabili”. Se consulti un dizionario troverai che “innumerevoli” significa che non si riescono a contare
E poi dai a me del sofista.
Il bue che da del cornuto al bue.
Comunque, ho seguito il tuo consiglio e ho scartabellato tra i volumi di casa; quello che segue e’ il risultato.
Dal Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli:
“Innumerévole ag. Innumerabile. Infinito, Grandissimo di numero. Innumero.”
Dal Dizionario Enciclopedico Italiano Treccani:
“Innumerévole agg. [rifacimento di innumerabile, secondo il suffisso -évole]. – Di cui non si può dire o calcolare il numero: una moltitudine innumerevole. Talvolta in frasi enfatiche col valore di numerosissimo: ebbe da lui i. benefici; ho avuto preoccupazioni innumerevoli.”
Come puoi vedere “innumerevole” *e’* “innumerabile”.
A meno che tu non voglia usarlo in senso enfatico. Ma questo andrebbe a deprimere la tua precisione. Non stupirti se poi vieni considerato esagerato come un pescatore quando racconta le sue avventure.
Io lo dico per aiutarti a mantenere credibilita’: meglio se sostituisci “innumerevoli” con “numerose” o, se proprio vuoi calcare la mano, “numerosissime”.
Per la lode persa, mi dispiace. Se fosse stato un esame di sofistica l’avresti ampiamente meritata,
Grazie.
Anche tu.
se si è trattato invece di un esame di logica credo che ti sia andata molto bene.
Al limite, se tu avessi ragione sul significato di “innumerabile”, avrei avuto problemi con in esame di lingua italiana; non con in esame di logica.
Spero che tu percepisca la differenza.
(e, comunque, si’, e’ proprio cosi’: ho avuto *enormi* problemi con la lingua italiana; guarda solo ai congiuntivi che ho cannato ieri).
A chi avrebbe potuto esibire la stessa affiliazione […] era richiesto […]
soltanto che “NON c’è alcun motivo di ritenere che nei test in cui i fisici UniBo hanno effettuato le misure o sono stati semplici osservatori l’ecat abbia generato calore in eccesso”.
Dovresti essere piu’ preciso quando fai affermazioni di questo tipo: con quel “era richiesto” intendi un dovere formale e o un dovere sostanziale?
Perche’ se lo intendi in senso sostanziale (un dovere morale come lo intende Pomp), sono d’accordo ma non capisco perche’ lo limiti a coloro che avrebbero potuto esibire la stessa affiliazione. Un Reitano, un Massa, un Ascoli65, un Gdm, un Franchini non ti vanno bene?
Se, invece, lo intendi in senso formale, e’ un dovere che mi sa proprio che ti sei inventato tu.
L’unico motivo valido per varare un programma di ricerca di quel tipo era la convinzione che l’ecat avesse sicuramente generato calore in eccesso […] Lo scopo del programma di ricerca era solo di appurare quali arcani fenomeni nucleari fossero la causa del calore in eccesso misurato e documentato dai fisici bolognesi ed inoltre l’eventuale miglioramento delle prestazioni dell’ecat.
Come fai ad affermare questo?
Hai tra le mani il contratto?
“convinzione” che “sicuramente”? Ne sei proprio certo?
A parte il fatto che troverei assolutamente valido, come motivo per varare il programma, anche il solo ragionevole sospetto (da verificare, come uno degli obiettivi del programma di ricerca) che il macchinario funzioni, nella dichiarazione del 26 gennaio 2012 (nella quale si rescinde il contratto) leggo “Dipartimento di Fisica si è reso disponibile […] per svolgere autonome misurazioni sulla produzione di calore […] al fine di fornire una risposta all’intera comunità scientifica e all’opinione pubblica in merito al fenomeno.”
Quel “fornire una risposta […] in merito al fenomeno” ti sembra compatibile con la certezza della generazione del calore in eccesso?
Ancora prima, dall’edizione online di Bologna del Corriere della Sera del 23 novembre 2011, leggo le seguenti parole di Capiluppi: “Il nostro interesse è fortissimo […] c’è molta curiosità, ma per noi è vero solo ciò che possiamo misurare”.
Ti sembrano parole compatibili con chi ha la *certezza* dell’eccesso di calore?
Dallo stesso articolo, le parole di Campari: “Con le nostre attrezzature andremo nel capannone che Rossi mette a disposizione a fare le misurazioni […] saranno misurazioni libere e indipendenti per verificare se il sistema produce una gran quantità di energia”.
E questo e’ Campari, studente di Focardi. “*se* il sistema produce”. Ti sembrano le parole di uno che e’ graniticamente certo dell’eccesso di calore?
Come si può notare l’”eventuale” è legato solo al “miglioramento delle prestazioni”, non è riferito alle prestazioni di base degli impianti, che essendo impianti per produrre energia, e non radiazioni, sono necessariamente prestazioni calorimetriche.
Io leggo quell'”eventualmente” esattamente al contrario di te.
Lo leggo come “nell’eventualita’ che il coso funzioni, cercheremo di migliorarne le prestazioni”.
in questa mail Focardi parla al plurale dei suoi collaboratori, presumibilmente i 5 che dovevano far parte del gruppo coordinato da Levi, che avrebbe dovuto trascorrere i due anni successivi a cercare i gamma emessi dall’ecat.
E chiaro che Focardi era assolutamente convinto del funzionamento del coso.
Ma Focardi non era il Dipartimento.
Per quanto riguarda la smentita della conduzione dell’esperimento siamo in presenza dell’ennesimo sofismo.
Ribadisco: tu puoi anche considerarla una menzogna, quella smentita. E non me la sentirei di darti del tutto torto.
Pero’ la smentita c’e’.
Sarebbe meglio che tu ne prendessi atto e che ti rendessi conto che, quindi, affermazioni secondo la quale l’Universita’ di Bologna avrebbe “certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso” sono destituite di fondamento da chi, a Bologna, ha l’autorita’ per farlo.
Bastano questi 2 atti ufficiali a confermare il coinvolgimento del DF e di UniBo nella vicenda dell’ecat.
Il termine “coinvolgimento” e’ di una vaghezza estrema.
Puo’ voler dire tutto e il contrario di tutto.
Sicuramente e’ falso che l’Universita’ di Bologna avrebbe “certificato in una demo pubblica la produzione eccezionale di calore in eccesso”.
hanno rappresentato il canale privilegiato, se non ufficiale almeno ufficioso, in cui esso è stato pubblicizzato a milioni di nostri connazionali e a folle ancor più vaste all’estero, creando e supportando di fatto il mito di Rossi e del suo ecat.
Ah… proprio un mito immarcescibile.
Anche ieri ero circondato da folle oceaniche che, sapendo che seguo la vicenda su questo blog, mi chiedevano angosciate se avevo notizie fresche dell’ECat.
Il calcio; la politica. Il debito pubblico; la crisi economica; la disoccupazione. Le crisi in Ucraina, in Medio Oriente, in Libia. La cura Di Bella e il metodo Stamina/Vannoni. Il Grande Fratello; il Festival di San Remo; la farfallina di Belen. Tutto in secondo piano, per questi milioni di italiani, angosciati dalla mancanza di novita’ su Rossi e il suo gattone nucleare.
Certo che mi sorprenderebbe, perchè ci troveremmo di fronte non ad UNO, ma a DUE abusi.
E due abusi ti sorprenderebbero?
In Italia?
Il primo perchè contravvenendo all’art.8 sarebbero stati utilizzate attrezzature e risorse umane dell’Ateneo sena la dovuta autorizzazione, il secondo perchè contravvenendo a quanto stabilito all’art.15 dello stesso codice etico non sarebbe stata istituita la Commissione Etica per indagare sul rispetto delle norme del Codice stesso.
Ma che ne sai?
Come fai a dare per certe queste cose?
Fai parte dell’ufficio che si occupa di emettere quelle autorizzazioni?
Fai parte della Commissione Etica dell’Universita’ di Bologna per poter escludere che non si sia indagato sul mancato rispetto delle norme? E che non siano stati presi dei provvedimenti?
Dici davvero? Un filosofo finto ingegnere che prende per il naso il dipartimento di fisica più quotato d’Italia facendo credere al suo decano e ai 2 direttori che una banale stufetta elettrica era in realtà un reattore nucleare?
Certo che dico davvero!
Credi che sarebbero i primi che prende per il naso?
Hai idea dei suoi trascorsi?
E hai idea di quanto Focardi avesse disperatamente voglia di credergli, dopo decenni di umiliazioni? In quelle condizioni, ci sarebbe riuscito anche un liceale, a imbrogliarlo.
Credi che dirigenti del DF siano talmente intellettualmente superiori da essere sicuramente immuni dal rischio di essere raggirati da un imprenditore… diciamo cosi’… creativo come Rossi?
Perche’ escludi a priori che un filosofo — beh… laureato in filosofia, per la precisione — sia abbastanza abile da imbrogliare i dirigenti di un Dipartimento di Fisica? Pensi che i laureati in filosofia siano dei minus habens?
Ti faccio presente che possiamo suddividere il dominio delle possibilita’ in queste tre macro-ipotesi:
(a) il coso funziona
(b) il coso non funziona e il Dipartimento e’ complice di Rossi (ovvero, avvalla Rossi pur sapendo che il coso non funziona e che Rossi non paghera’ la parcella)
(c) il coso non funziona e il Dipartimento e’ vittima di Rossi (ovvero crede nel (o non esclude il) funzionamento del coso ed e’ convinto di approfondire la cosa con il programma di ricerca).
Noi due non crediamo che il coso non funzioni; quindi, per noi, o il Dipartimento e’ complice o e’ vittima.
Quindi, visto che non credi che il Dipartimento sia vittima, credi che sia complice? Credi quindi che il “dipartimento di fisica più quotato d’Italia” sia coinvolto in un complotto per far credere all’opinione pubblica (con *piena* *consapevolezza* di *imbrogliare*) che la fusione fredda e’ una realta’ e che saranno a breve disponibili sistemi economici di produzione di energia che renderanno obsolete fonti fossili e uranio?
E questo lo troveresti piu’ credibile di uno scaltro venditore di fumo che riesce a firmare un contratto con UniBo, imbrogliandoli con la promessa di centinaia di migliaia di euro in cambio della collaborazione nelle verifiche e nel miglioramento di un’apparecchiatura?
Ma dove l’hai letta questa, su Topolino?
E tu dove la tua?
In una pessima imitazione di un romanzo di Fleming?
“believers”, quelli autentici, sono vittime non solo delle affermazioni dei professori di Bologna che li hanno illusi sulle prestazioni calorimetriche dell’ecat, ma anche di chi gli vuol togliere la sacrosanta giustificazione di questo loro convincimento.
Non “dei professori di Bologna” ma “di alcuni professori di Bologna”.
Quindi sarebbero vittime anche di coloro che gli vogliono spiegare che i professori universitari non sono perfetti, a volte imbrogliano, a volte si fanno imbrogliare, a volte (banalmente) fanno degli errori in assoluta buona fede?
Quindi sarebbero vittime anche di coloro che gli vogliono aprire gli occhi e togliere l’illusione?
Io difenderò sempre la ragionevolezza di chi, dalla casalinga di Voghera al suo rappresentante in Parlamento, sosterrà il funzionamento dell’ecat e della realtà delle FF sulla base delle dichiarazioni dei ricercatori pubblici italiani di UniBo, dell’INFN e dell’ENEA.
Un’esaltazione del principio di autorita’, quindi.
E poi qualcuno ha pure il coraggio di cavillare sulle parole degli ambigui comunicati tardivi di UniBo nel disperato e patetico tentativo di dissociare le responsabilità dell’Università da questa storia!!
Il problema e’ che tu, quei comunicati, non li prendi proprio in considerazione.
Il guaio e’ che tu attribuisci a un’universita’ delle responsabilita’ e dei doveri che sono di singoli, di eventuali commissioni ministeriali, del ministero stesso o che sono di tua invenzione.
Purtroppo ti sei invaghito di una teoria del complotto e cerchi, affannosamente, di trovare prove a suo favore, negando quelle contrarie e cercando sempre un modo per interpretare qualunque notizia come prova della tua ipotesi. Un esempio di cherry picking spettacolare.
Per dare credito alla tua ipotesi arrivi a travisare le affermazioni di altri — come hai palesemente fatto con le parole di Pomp, senza neppure ammetterlo quando te l’ho fatto piu’ volte notare — e ad accettare acriticamente le affermazioni interessate di vari fusionisti — come quelle di Preparata sulla cacciata di F&P dall’Universita’ dello Utah.
Ti lamenti del cavillare altrui ma sei arrivato a ignorare i disclaimer del deposito dei documenti in cui e’ registrato il TPR2 — nonostante fosse in bella evidenza e inequivocabile — per cercare di trasformarlo in un documento a nome dell’Universita’ di Bologna.
Fai affermazioni categoriche su procedimenti amministrativi e vicende riservate, come quelli relativi alle autorizzazioni nell’uso delle attrezzature e i provvedimenti disciplinari, a cui (correggimi se sbaglio) non hai accesso.
Fai delle affermazioni gravissime, sull’intero corpo docente di un Dipartimento universitario; affermazioni gravissime che, se provate, avrebbero conseguenze devastanti. Eppure te ne lavi le mani delle conseguenze, rifiutandoti anche solo di prenderle in considerazione, e ti indigni quando qualcuno ti dice che sente rumore di manette.
E poi ti metti anche a usare espressioni come “coraggio di cavillare” e “disperato e patetico tentativo”?
Mah!
Speriamo che tu non deluda Franchini, che sosteneva che sei “la persona più corretta in cui mi sia mai imbattuto” e che nei tuoi interventi non si trova “mai una parola pesante o un’espressione impropria”.
Non vorrai mica scendere al mio livello da giullare?
@ Cimpy,
– comprerei un comunicato anche solo di due righe da dare in pasto ad un quotidiano nazionale o ad un TG, persino in chiusura: “non facciamo FF con Rossi. Non crediamo nell’E Cat”. Non ce lo devono, ma lo apprezzeremmo.
Non credo che sia questa la soluzione da adottare in un corretto contesto scientifico. La strada giusta è quella seguita dai ricercatori che avevano annunciato, sia pure con le dovute cautele, la scoperta dei neutrini superluminali. Gli autori di quegli annunci hanno ascoltato le critiche che erano state sollevate, hanno rivisto le loro valutazioni ed hanno annunciato al mondo che si erano sbagliati.
La stessa cosa deve avvenire per le conclusioni sbagliate contenute nel report calorimetrico della demo del 14 gennaio 2011. Solo a quel punto l’UniBo e i suoi professori avranno adempiuto ai loro obblighi di fronte all’opinione pubblica ed alla scienza.
Per darti un’idea di quanto sia importante giungere ad una sia pur tardiva smentita, ti invito a rileggere l’interessante trascrizione della prima puntata di Smart City sull’ecat andata in onda su Radio24 l’11 dicembre scorso e messaci a disposizione su 22passi (1) in cui per sostenere la realtà della FF viene detto (grassetto aggiunto):
” Perché esperimenti condotti negli anni successivi – come quelli di Arata negli anni ’90 e quelli condotti all’ENEA nel 2001 (tra i pochissimi ad aver ottenuto la pubblicazione su delle riviste scientifiche ufficiali) confermerebbero i risultati di Fleischmann e Pons e non sono mai stati smentiti.
Quindi Melis nel 2014 sottolinea che i risultati dell’ENEA del 2001, quelli del famoso rapporto 41, “non sono mai stati smentiti” e questo, secondo lui, costituirebbe un elemento importante per ritenerli validi. Melis ha ragione, quei risultati non sono mai stati smentiti. La direzione dell’ENEA si comportò all’epoca con il rapporto 41 facendo il pesce in barile. Il risultato è che quei risultati del 2001 vengono utilizzati tuttora per alimentare la propaganda FF.
Quindi se all’UniBo vogliono concludere correttamente questa triste vicenda di cui la loro Università è stata protagonista devono comportarsi secondo le regole. Dato che l’autore del report calorimetrico della demo di gennaio 2011 e i suoi colleghi di Dipartimento non hanno provveduto a riesaminare e a correggere quelle conclusioni infondate, deve essere nominata una Commissione ad hoc, eventualmente con le competenze previste all’art.15 del Codice Etico del 2006, che si incarichi di farlo, onde informare correttamente l’opinione pubblica sulla infondatezza di quelle conclusioni. Questo per evitare che tra qualche anno Melis faccia una nuova puntata di aggiornamento sull’ecat sostenendone le incredibili prestazioni calorimetriche sulla base del documento di Levi del 2011 non ancora smentito da nessuno.
(1) http://22passi.blogspot.it/2014/12/il-ritorno-delle-cat-su-radio24.html
@ CimPy
per quanto, comprerei un comunicato anche solo di due righe da dare in pasto ad un quotidiano nazionale o ad un TG, persino in chiusura: “non facciamo FF con Rossi. Non crediamo nell’E Cat”. Non ce lo devono, ma lo apprezzeremmo.
Piacerebbe molto anche a me.
Ma ho il sospetto che i quotidiani nazionali e i TG lo ignorerebbero.
Gia’ le notizie originarie facevano poca audience; le smentite sarebbero un modo certo per affondare lo share.
E’ la triste legge dell’informazione: la notizia dell’uomo che morde il cane viene pubblicata perche’ fa clamore; la smentita della stessa notizia non fa clamore e viene ignorata.
@ Ascoli65
Quindi se all’UniBo vogliono concludere correttamente questa triste vicenda di cui la loro Università è stata protagonista devono comportarsi secondo le regole.
Regole che ti immagini tu.
Dato che l’autore del report calorimetrico della demo di gennaio 2011 e i suoi colleghi di Dipartimento non hanno provveduto a riesaminare e a correggere quelle conclusioni infondate, deve essere nominata una Commissione ad hoc, eventualmente con le competenze previste all’art.15 del Codice Etico del 2006, che si incarichi di farlo, onde informare correttamente l’opinione pubblica sulla infondatezza di quelle conclusioni.
Questo dovere, da parte dell’Universita’ di Bologna, e’ una fantasia tua.
Ascoli65
Spero non abbia preso il mio per un intervento polemico, volevo solo distinguere i fatti dalle opinioni. E’ molto diverso dire che il DF sostiene la FF o che tu personalmente credi che sia così. Poiché le tue espressioni sono spesso lapidarie e le mie informazioni sulla vicenda modeste, a volte mi è difficile distinguere. Cercavo di sapere se c’erano documenti o dichiarazioni ufficiali che attestino la tua affermazione e di cui non ero a conoscenza. Mi hai chiarito che non ci sono e ti ho ringraziato per questo.
P.S. Le due mie citazioni che riporti non hanno nulla a che vedere con questa discussione e la mia impressione è che lo hai fatto per scelta tattica di chiudere sempre “in attacco”. Non credo sia il caso di commentarle.
ocasapiens
Se, come credo, si può fare un parallelo con il negazionismo climatico, dove decine di report di IPCC, Accademie delle Scienze, Istituti di Ricerca, tonnellate di pubblicazioni e quant’altro sono stati resi pubblici nel corso degli anni, non c’è da sperare che il report INFN metta la parola fine alla vicenda fusione fredda nostrana. Anzi, forse si corre il rischio di un boomerang in quanto un report scritto senza aver “messo le mani” sulla macchina potrebbe confermare ai loro occhi l’idea dell’ottusità, se non del complotto, della comunità scientifica (Preparata docet).
Riccardo,
immagino, ma le offerte di metterci le mani gratis sono sempre rifiutate, mica si può costringere Rossi a mollare l’osso a non credenti dichiarati. E i fans accusano comunque i poteri forti di complottare a prescindere, anche quando si vantano dell’appoggio di Bill Gates, Renzi, MIT, DOD, NASA ecc.
@ E.K.Hornbeck,
– “Il bue che da del cornuto al bue.”
A me pare che il secondo animale fosse un asino. Comunque per quanto mi riguarda puoi riservarti entrambi i ruoli.
Lo Zingarelli che ho consultato io attribuisce al termine “innumerevole” il seguente ed unico significato: “che è in numero così grande che non si riesce a contare”. A chiarimento aggiunge il seguente esempio: “moltitudine innumerevole di persone”. Ora come tutti sanno le persone di una qualsiasi moltitudine non possono essere in numero infinito. Quindi il significato corretto del termine è quello che ti avevo spiegato in precedenza, cioè indica un insieme di cui non si riesce a dire il numero, proprio come riporta la Treccani da te citata.
Il problema è che ti difetta la logica, … in compenso in sofistica vai molto forte!
– nella dichiarazione del 26 gennaio 2012 (nella quale si rescinde il contratto) leggo “Dipartimento di Fisica si è reso disponibile […] per svolgere autonome misurazioni sulla produzione di calore […] al fine di fornire una risposta all’intera comunità scientifica e all’opinione pubblica in merito al fenomeno.”
Quel comunicato di rescissione è un ulteriore regalo fatto alla credibilità dell’ecat. Ammesso che Rossi fosse stato così ingenuo da metterne uno a disposizione del DF, è noto a tutti che non è possibile smentire il funzionamento di un prototipo come quello. Qualsiasi risultato negativo sarebbe stato attribuito dalla propaganda pro-ecat alla non scrupolosa applicazione di qualche minuscolo dettaglio nella procedura di prova. L’offerta del DF, caduta ovviamente nel vuoto, è servita solo a rafforzare l’idea che l’ecat fosse un oggetto degno di attenzione scientifica.
–Ancora prima, dall’edizione online di Bologna del Corriere della Sera del 23 novembre 2011, leggo le seguenti parole di Capiluppi: “Il nostro interesse è fortissimo […] c’è molta curiosità, ma per noi è vero solo ciò che possiamo misurare”.Ti sembrano parole compatibili con chi ha la *certezza* dell’eccesso di calore?
Questo è ciò che hanno fatto sempre credere. Nella demo di gennaio 2011, i fisici del DF avevano già accertato, secondo loro, che l’ecat generava eccesso di calore e lo hanno certificato in un report targato UniBo. Quella frase di fine novembre poteva benissimo riferirsi solo all’entità del COP che non corso dell’anno era variata nei vari test a cui avevano assistito.
Comunque è incredibile come tu possa sostenere che il comunicato UniBo del 5 novembre 2011 va inteso come una dissociazione dell’Ateneo dall’ecat e poi mi vieni a citare un articolo di pochi giorni dopo in cui il direttore del DF esprime il suo fortissimo interesse per l’ecat. Si sembra schizofrenia allo stato puro.
– […], le parole di Campari: “Con le nostre attrezzature andremo nel capannone che Rossi mette a disposizione a fare le misurazioni […] saranno misurazioni libere e indipendenti per verificare se il sistema produce una gran quantità di energia”. E questo e’ Campari, studente di Focardi. “*se* il sistema produce”. Ti sembrano le parole di uno che e’ graniticamente certo dell’eccesso di calore?
Sei proprio un grande arrampicatore di specchi: ti attacchi ai “se” ma trascuri il “gran”. Se noti bene Campari non mette in dubbio che l’ecat produca energia, dice solo che le misurazioni serviranno per verificare se ne produce in “gran quantità”.
–E due abusi ti sorprenderebbero? In Italia?
No, ma preferirei 2 abusi in meno, che 2 in più.
–Ma che ne sai? … Fai parte della Commissione Etica dell’Universita’ di Bologna per poter escludere che non si sia indagato sul mancato rispetto delle norme? E che non siano stati presi dei provvedimenti?
Nel preambolo del Codice Etico 2006 viene ricordato che “L’esistenza di una comunità implica sia il riconoscimento ed il rispetto dei diritti individuali, sia l’accettazione di doveri e responsabilità nei confronti dell’istituzione universitaria, di tutti i suoi membri e della collettività.”. All’articolo 15 viene precisato che il Comitato Etico agisce tramite atti motivati. Secondo me la responsabilità verso la collettività vuol dire che gli atti motivati, qualora fossero stati presi, avrebbero dovuti essere resi pubblici, dato che riguardavano fatti che hanno avuto vasta eco nell’opinione pubblica. A meno che il Codice Etico non sia soltanto una foglia di fico utile, solo a proclamare la libertà dei docenti di ricercare su quel che più gli piace e tirare le conclusioni che più gli fanno comodo.
–Certo che dico davvero! Credi che sarebbero i primi che prende per il naso?
No, mi dispiace, continuo a non ritenere possibile che una decina di fisici del più quotato dipartimento universitario d’Italia, e tutti i loro colleghi chiamati ad approvare il contratto con Rossi, non si siano resi conto dei trucchetti messi in atto per far saltar fuori dal nulla 12 kW da una vaporella stagnolata. Puoi cavillare quanto ti pare, non è credibile. Ritengo che al DF tutti si siano resi conto in breve tempo, e forse qualcuno lo sapeva anche a priori, che quei 12 kW certificati nel report UniBo erano stati inventati.
–Non “dei professori di Bologna” ma “di alcuni professori di Bologna”. Quindi sarebbero vittime anche di coloro che gli vogliono spiegare che i professori universitari non sono perfetti, a volte imbrogliano, a volte si fanno imbrogliare, a volte (banalmente) fanno degli errori in assoluta buona fede?
I Consigli di Dipartimento chiamati ad approvare i contratti più importanti, come quello con Rossi, sono aperti a TUTTI i professori, proprio per ridurre al minimo il rischio che il nome del Dipartimento venga coinvolto in faccende di imbrogli o di clamorosi, seppur involontari, errori.
–Un’esaltazione del principio di autorita’, quindi.
Esattamente. In un Paese normale deve valere il principio di autorità. Il problema è fare in modo che questo principio sia applicato correttamente e non si presti ad abusi. A questo scopo si confezionano dei bellissimi documenti pieni buoni propositi come i Codici Etici. Però se questi Codici non si applicano, si trasformano in un ennesima beffa per i cittadini, a tutto danno del principio di autorità stesso.
–Il problema e’ che tu, quei comunicati, non li prendi proprio in considerazione.
Niente affatto, io li ho considerati tutti, esaminandoli riga per riga e parola per parola, accorgendomi così delle furbate in essi contenute.
–Fai delle affermazioni gravissime, sull’intero corpo docente di un Dipartimento universitario; affermazioni gravissime che, se provate, avrebbero conseguenze devastanti.
Niente affatto, le affermazioni gravissime sono le innumerevoli dichiarazioni dei fisici di UniBo che confermano la produzione di eccesso di calore dall’ecat. Particolarmente pesanti sono poi quelle che Levi ha rilasciato a Krivit a giugno del 2011, proprio nei giorni in cui il suo DF annunciava la firma del contratto con Rossi,e che tutti possono ascoltare su YouTube. Per provare se sono vere o false basta seguire le norme del Codice Etico e nominare un Comitato Etico che metta a confronto le varie versioni sui fatti.
Sto solo chiedendo il rispetto delle regole. La cosa ti scandalizza?
@ OcaSapiens,
– Ascoli65 sostiene tuttora che Villa ha misurato e certificato la produzione di un eccesso di calore.
Ti piace mischiare le carte, eh? Di Villa ho solo riportato le SUE parole: “appartengo a quei pochi privilegiati che hanno visto coi loro occhi l’E-Cat produrre calore”.
La certificazione dell’eccezionale quantità di calore in eccesso prodotta dal metodo Focardi-Rossi è contenuta nel report dell’UniBo scritto e firmato da Levi, cioè dal ricercatore di UniBo che, come mostrano i video, ha illustrato di fronte ai suoi due direttori del DF e dell’INFN cosa si apprestava a fare per misurare le prestazioni calorimetriche dell’ecat, che subito dopo ha risposto alle domande all’intervistatore della RAI-TV, che ha poi redatto il report in cui si sostiene che l’ecat ha erogato 12682 W di calore a fronte di 1022 W di potenza elettrica assorbita, sulla cui copertina compare il logo UniBo con la scritta “ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITA’ DI BOLOGNA” e che è stato pubblicato su vari siti internet, presentandolo all’opinione pubblica come report ufficiale di UniBo.
Cinque mesi dopo il DF ha diramato l’annuncio della firma del contratto di ricerca biennale sull’ecat per migliorarne le prestazioni, contratto la cui messa a punto era cominciata all’indomani della demo del 14 gennaio 2014.
Questi sono fatti, non giochini di parole.
@ Riccardo Reitano,
–E’ molto diverso dire che il DF sostiene la FF o che tu personalmente credi che sia così.
Anche a te piace alterare le mie posizioni per poi criticarle. Io non ho detto che il DF sostiene la FF, io ho detto che il DF, tramite le sue persone e i suoi organi più rappresentativi, ha supportato in questi anni l’idea che il metodo Focardi-Rossi, dal 2011 denominato ecat, abbia prodotto quantità eccezionali di eccesso di calore. Lo hanno scritto, detto e dichiarato diversi fisici del DF e il contratto di ricerca, conseguenza diretta di quelle affermazioni, è stato approvato dal Consiglio del DF in rappresentanza dell’intero corpo docente del Dipartimento.
Questi sono fatti e non opinioni. Sta a te riconoscerli come tali oppure continuare a polemizzare inutilmente, cavillando sulle virgole.
Ascoli65
io ho scritto
“E’ molto diverso dire che il DF sostiene la FF o che tu personalmente credi che sia così.”
tu dici:
“il DF, tramite le sue persone e i suoi organi più rappresentativi, ha supportato in questi anni l’idea che che il metodo Focardi-Rossi, dal 2011 denominato ecat, abbia prodotto quantità eccezionali di eccesso di calore.”
La differenza sarebbe nel verbo sostenere anzicché supportare? Oppure fra sostenere la ff e il supportare l’idea che la ff funzioni? Non mi è chiaro, a me sembrano analoghe. Se ti ho travisato, credimi, è stato involontariamente.
Che “diversi” (da quantificare, ma passiamo oltre) hanno detto e/o scritto e/o dichiarato certe cose è un fatto. Non lo è né per il contratto né per altri documenti ufficiali che non sei stato in grado di mostrarmi. Forse dovremmo in primis metterci daccordo su cosa si intende per fatti perché altrimenti non ce ne usciamo.
@ Riccardo Reitano,
–La differenza sarebbe nel verbo sostenere anzicché supportare? Oppure fra sostenere la ff e il supportare l’idea che la ff funzioni? Non mi è chiaro, a me sembrano analoghe. Se ti ho travisato, credimi, è stato involontariamente.
La differenza è sull’oggetto, sostenuto o supportato che sia. Nella vicenda di cui stiamo parlando, e che riguarda UniBo, l’oggetto è l’ecat.
Inquadrare l’ecat in acronimi come FF, LENR, ecc. è fuorviante e può essere usato per alimentare le cavillosità presenti in molti dei precedenti commenti. Fenomeni e sigle responsabili dell’eccesso di calore misurato e documentato dai fisici bolognesi cambiano di mese in mese. L’ultima versione di moda dopo l’intervista di Melis a Hoistad si chiama “shift isotopico”. L’unica cosa che è rimasta costante dalla demo del gennaio 2011 fino al recente TPR2 è il presunto eccesso di calore, che i professori coinvolti nei test continuano ad attribuire ad un qualche arcano e sfuggente fenomeno non spiegabile con la fisica nota.
Credo che tra tutti gli acronimi che sono stati attribuiti all’ecat, quello più significativo sia stato LENR+, dove il + rimarca il passaggio dagli striminziti eccessi di calore dichiarati dai fusionisti dal 1989 al 2011 e quelli di rilevanza industriale proclamati a partire dalla famosa demo bolognese del gennaio 2011.
Ascoli65,
il DF, tramite le sue persone e i suoi organi più rappresentativi, ha supportato in questi anni l’idea che il metodo Focardi-Rossi, dal 2011 denominato ecat, abbia prodotto quantità eccezionali di eccesso di calore.
mai successo
Lo hanno scritto, detto e dichiarato diversi fisici del DF
da due fisici del DF, uno zitto da novembre 2011
misurato e documentato dai fisici bolognesi
Cerchi di calmarsi e si rilegga:
La certificazione dell’eccezionale quantità di calore in eccesso prodotta dal metodo Focardi-Rossi è contenuta nel report dell’UniBo scritto e firmato da Levi, cioè dal ricercatore di UniBo
IL RICERCATORE. UNO SOLO.
è stato pubblicato su vari siti internet, presentandolo all’opinione pubblica come report ufficiale di UniBo.
E allora? Non lo hanno fatto né il DF né UniBo.
il contratto di ricerca, conseguenza diretta di quelle affermazioni.
E allora? Lei non può chiedere che UniBo dia un risposta alla comunità scientifica e all’opinione pubblica italiana e mondiale, e lamentarsi perché il DF aveva approvato un contratto che aveva esattamente quello scopo e pagava pure le spese per realizzarlo, invece di essere a carico della collettività.
Quel comunicato di rescissione è un ulteriore regalo fatto alla credibilità dell’ecat. Ammesso che Rossi fosse stato così ingenuo da metterne uno a disposizione del DF, è noto a tutti che non è possibile smentire il funzionamento di un prototipo come quello.
Balle.
@ Ascoli65
A me pare che il secondo animale fosse un asino. Comunque per quanto mi riguarda puoi riservarti entrambi i ruoli.
Uhmmm… mi sa che il registro comico non ti si addica.
Forse e’ meglio se cerchi di limitarti a mostrare di aver capito le battute altrui.
Lo Zingarelli che ho consultato io attribuisce al termine “innumerevole” il seguente ed unico significato: “che è in numero così grande che non si riesce a contare”.
Lo Zingarelli che ho consultato io, come ti ho riportato, dice il contrario.
Anche il Treccani dice chiaramente che e’ il rifacimento di “innumerabile”.
Ammesso e non concesso che sia valida *anche* la tua interpretazione di “innumerevole”, tale parola sarebbe comunque ambigua e — continuando a usarla — dimostreresti solo una deriva enfatica che danneggerebbe la tua credibilita’.
Il problema è che ti difetta la logica,
Allora devo dedurre che non conosci la differenza tra italiano e logica.
Quel comunicato di rescissione è un ulteriore regalo fatto alla credibilità dell’ecat.
Non so tu, ma io ricordo un notevole sconforto tra i believers, in quell’occasione.
Vero che cercavano di aggrapparsi alla ribadita disponibilita’ di UniBo; ma era chiaramente una reazione disperata. La rescissione del contratto — e la causa, sopratutto — furono una botta tremenda: era l’evidenza incontrovertibile che Rossi non era stato in grado di onorare quel contratto. Una sberla tremenda alla credibilita’ come imprenditore per uno che aveva puntato tutto sul “decidera’ il mercato”.
Io, che sono profondamente sadico, mi divertii alquanto a sbertucciarne alcuni.
Comunque, con chi vuol credere a tutti i costi, c’e’ poco da fare: se confermi le loro credenze, prendono per valido il comunicato; se neghi le loro credenze, la tua negazione e’ la conferma che c’e’ l’interesse per l’argomento e che si vuol negare per coprirlo; se non ci sono comunicati, stai lavorando nel massimo segreto perche’ l’argomento e’ troppo scottante per farne parola. Dal punto di vista dei believer estremi, qualunque cosa e’ una conferma della credibilita’ della loro fede.
Nella demo di gennaio 2011, i fisici del DF avevano già accertato, secondo loro, che l’ecat generava eccesso di calore e lo hanno certificato in un report targato UniBo.
Non “i fisici del DF” ma “alcuni fisici del DF”.
Quella frase di fine novembre poteva benissimo riferirsi solo all’entità del COP che non corso dell’anno era variata nei vari test a cui avevano assistito.
“per noi è vero solo ciò che possiamo misurare”!
“*vero*”!!!
Essendo il dubbio sulla verita’ o meno, il dubbio sul COP riguarda il fatto che sia o non sia maggiore di uno.
Comunque è incredibile come tu possa sostenere che il comunicato UniBo del 5 novembre 2011 va inteso come una dissociazione dell’Ateneo dall’ecat
Mi sembra di aver sostenuto che era una dissociazione dagli esperimenti precedenti; non da quelli futuri.
Tu a quale mia affermazione ti riferisci?
Riesci a dare di riferimenti o hai travisato come con le parole di Pomp?
poi mi vieni a citare un articolo di pochi giorni dopo in cui il direttore del DF esprime il suo fortissimo interesse per l’ecat. Si sembra schizofrenia allo stato puro.
Beh?
Che c’e’ di incredibile?
Capiluppi non puo’ affermare che l’Universita’ non ha condotto i precedenti espetimenti ma che e’ interessata ai successivi?
Dove sarebbe la schizofrenia?
Sei proprio un grande arrampicatore di specchi
Mah… se lo dici tu.
Mi presti le tue ventose?
Sono decisamente migliori delle mie.
No, ma preferirei 2 abusi in meno, che 2 in più
Anch’io.
Ma ti ricordo che eravamo partiti da questa tua affermazione “Quindi delle due l’una: o siamo in presenza dell’ennesimo abuso da parte di personale UniBo, oppure l’Ateneo aveva autorizzato quelle misure”.
Se non ti sorprenderebbe una coppia di abusi, nell’uso di quelle attrezzature, non puoi affermare che l’uso di quelle attrezzature e’ la prova del fatto che UniBo aveva autorizzato quelle misure.
Nel preambolo del Codice Etico 2006 viene ricordato che […]
Stai svicolando.
Tu fai affermazioni categoriche su avvenimenti che — per quello che posso intuire — non conosci.
Ripeto le domande.
Ma che ne sai?
Come fai a dare per certe queste cose?
Fai parte dell’ufficio che si occupa di emettere quelle autorizzazioni?
Fai parte della Commissione Etica dell’Universita’ di Bologna per poter escludere che non si sia indagato sul mancato rispetto delle norme? E che non siano stati presi dei provvedimenti?
Basta rispondere “si'” o “no”. “Faccio parte della commissione etica di UniBo” oppure “Non faccio parte della commissione etica di UniBo”.
Oppure non rispondere affatto; in tal caso considerero’ valido il valore di default: “No, non faccio parte della commissione etica di UniBo”.
Ma citare il codice etico e’ solo un tentativo di distrarre l’attenzione.
Secondo me la responsabilità verso la collettività vuol dire che gli atti motivati, qualora fossero stati presi, avrebbero dovuti essere resi pubblici,
Appunto: secondo te.
Tu facevi parte di quella commissione etica? La tua interpretazione del codice e’ significativa solo in caso positivo.
Se non ne facevi parte non puoi fare affermazioni come “non si capisce per quale motivo non sia stato applicato nei suoi confronti [di Levi] quanto previsto dal codice etico di UniBo” visto che *non* *sai* se e’ stato applicato quanto previsto dal codice.
No, mi dispiace, continuo a non ritenere possibile che una decina di fisici del più quotato dipartimento universitario d’Italia, e tutti i loro colleghi chiamati ad approvare il contratto con Rossi, non si siano resi conto dei trucchetti messi in atto per far saltar fuori dal nulla 12 kW da una vaporella stagnolata.
Davvero pensi che “tutti i loro colleghi chiamati ad approvare il contratto di Rossi” si siano interessati alla questione al punto da potersi rendere conto dei trucchetti?
Io credo proprio di no.
Sono convinto che per riuscire a imbrogliare il Dipartimento — dopo aver convinto Focardi, che aveva un elevatissimo ascendente sugli altri (molti di loro erano suoi allievi, non dimenticarlo) — puo’ essere stato sufficiente convincerne un insieme molto limitato.
E anche quelli non convinti… chi glielo faceva fare di dare un dispiacere al loro vecchio professore? O di rendersi antipatici alla grossa fetta di colleghi che erano stati suoi allievi?
Forse tu credi che un professore universitario sia automaticamente anche un paladino della verita’; senza macchia e senza paura. Pronto a difenderla ad ogni costo, contro chiunque e in ogni circostanza. Sarebbe bello ma non e’ cosi’.
E comunque: mica escludo la complicita’ di alcuni (anche se mi rifiuto di considerare obbligatorio procedere contro di loro in assenza di prove della loro eventuale complicita’).
Quello che escludo e’ la complicita’ del Dipartimento in quanto tale, e nel suo complesso, e ritengo quindi che il Dipartimento debba essere considerato *vittima* di Rossi.
Puoi cavillare quanto ti pare, non è credibile. Ritengo che al DF tutti si siano resi conto in breve tempo, e forse qualcuno lo sapeva anche a priori, che quei 12 kW certificati nel report UniBo erano stati inventati.
Non e’ credibile *per* *te*.
Me ne faro’ una ragione.
Sarei piu’ deluso se non fosse credibile per qualcuno che sia interessato a stabilire la verita’ e non a interpretare la realta’ ad uso e consumo della propria ipotesi complottista.
Esattamente. In un Paese normale deve valere il principio di autorità. Il problema è fare in modo che questo principio sia applicato correttamente e non si presti ad abusi.
Il principio di autorita’ e’ la negazione della scienza, di derivazione galileiana, in quanto tale.
Non puo’ essere applicato correttamente. Mai. A meno di non voler rinunciare agli ultimi 400 anni di cultura scientifica.
Quello che dovremmo sperare e che le istituzioni scientifiche godano di *autorevolezza* e che riescano a conservarla. Cosa ben diversa dall’autorita’ e dal relativo principio.
le affermazioni gravissime sono le innumerevoli dichiarazioni dei fisici di UniBo che confermano la produzione di eccesso di calore dall’ecat.
Non “dei fisici di UniBo” ma “di alcuni fisici di UniBo”.
Non “innumerevoli”, se non vuoi far la figura dell’esagerato inaffidabile.
E poi non venirmi a dire che non hai un atteggiamento inquisitorio.
Hai appena parlato come un procuratore.
Sto solo chiedendo il rispetto delle regole
No, tu stai chiedendo il rispetto della *tua* *interpretazione* delle regole.
E’ diverso.
E’ *molto* diverso.
@ OcaSapiens,
–mai successo … da due fisici del DF
Invece è successo che ben più di 2 esponenti del DF (1) e il suo Consiglio di Dipartimento (in occasione dell’approvazione del contratto di ricerca con Rossi) abbiano supportato e divulgato la tesi che il metodo Focardi-Rossi, cioè l’ecat, abbia prodotto quantità eccezionali di eccesso di calore.
–Cerchi di calmarsi e si rilegga: … IL RICERCATORE. UNO SOLO.
Io sono calmo, sei tu che stai affannosamente cercando di arrampicarti sugli specchi.
L’eccesso di calore prodotto dall’ecat è stato misurato e documentato dai fisici (plurale) di UniBo. Va ricordato che Focardi proprio all’inizio del breve intervento che apre il primo video relativo alla demo di gennaio 2011 dice: “Ci sono alcuni colleghi del dipartimento di fisica che stanno provvedendo alla taratura dei diversi strumenti che servono per la misura.” Rossi, nel secondo video (a 6:20), dice: ”L’esperimento è stato eseguito da noi in quanto sottoposti a esame, ossia noi abbiamo portato questo reattore per essere esaminato. Le persone che hanno effettuato questo test, che adesso mi daranno i numeri esatti di quello che è successo, sono professori dell’università di Pad.. di Bologna.”. Queste cose, pronunciate di fronte ai direttori del DF e dell’INFN di Bologna, circolano in rete da 4 anni (con tanto di sottotitoli in inglese) senza che siano mai state smentite.
Va poi tenuto presente che il report calorimetrico della demo bolognese, firmato dal solo Levi, è in realtà il frutto di un lavoro di gruppo svolto insieme ai suoi colleghi di Dipartimento, come il ricercatore dichiara nella sua intervista a Krivit (a 1:50 del filmato 2/5): ”Actually the work was done in group. We have written different reports, but the work was …, there was a cross check in our group on what we were writing.”
–E allora? Non lo hanno fatto né il DF né UniBo.
E allora perchè non lo hanno smentito subito?! Credi che al DF e all’UniBo non lo sapessero che i report dei fisici del DF erano stati presentati come report ufficiali?
–E allora? Lei non può chiedere che UniBo dia un risposta alla comunità scientifica e all’opinione pubblica italiana e mondiale, e lamentarsi perché il DF aveva approvato un contratto che aveva esattamente quello scopo e pagava pure le spese per realizzarlo, invece di essere a carico della collettività.
Ciò che chiedo all’UniBo non è la ridicola campagna biennale di prove sull’ecat prevista nel loro contratto con Rossi, ma la smentita ufficiale di quanto contenuto nei report ufficiali del DF secondo cui l’ecat durante l’esperimento del 14 gennaio 2011 UniBo avrebbe prodotto 12 kW di calore a fronte di solo un kW di potenza elettrica assorbita.
–Balle
Risposta troppo sintetica ed arrogante. Non hai argomenti migliori? Allora te li presento io. E’ ridicolo pensare che il programma biennale di ricerca previsto dal contratto DF-Rossi avesse potuto smentire il funzionamento dell’ecat,
– primo, perchè il gruppo di ricerca sarebbe stato coordinato da Levi, lo stesso che ha firmato come primo autore i recenti TPR1 e 2, nonchè il report calorimetrico del gennaio 2011 (una sorta di TPR0);
– secondo, perchè le scuse per giustificare i risultati negativi sono innumerevoli come le stelle del firmamento, basti pensare alla colla che non si era asciugata bene come spiegazione del fallimento del test sull’ecat eseguito in Svezia nel 2011;
– terzo, perchè da sempre i fusionisti giustificano la non riproducibilità dei risultati da loro vantati con la incostanza del fenomeno. A loro basta un evento positivo su cento per asserire che c’è qualcosa che merita di essere studiato e stabilizzato e nel caso dell’ecat quell’evento positivo è stato autorevolmente certificato dal DF in occasione della demo del gennaio 2011, e non è stato ancora smentito.
(1) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2014/05/25/bollitore-nucleare-a-fusione-fredda-cont/comment-page-2/#comment-566641
Ascoli65,
Quando lei mi dimostra che sbaglio mi correggo, e di solito mi ricordo di ringraziarla, figurarsi se mi arrampico quando lei mi da ragione. Finora
1. l’unico resoconto di un eccesso di calore con logo UniBo che lei abbia trovato è quello di Levi; nel com. del contratto non c’è scritto che “è stato misurato un eccesso di calore”;
2. nel video “i colleghi” che fanno misure sono unicamente Levi; né Rossi né Focardi erano di UniBo; le loro dichiarazioni sono state smentite dal comunicato del contratto e da quelli successivi.
3. lei postula che – come Preparata – Focardi, Levi e Rossi dicessero sempre la verità. Stando ai fatti e i documenti ufficiali di UniBo, mentivano.
4. lei non ha trovato alcun report ufficiale del DF sull’ecat.
5. “Balle” basta e avanza. Lei non può sapere quali misure sarebbero state fatte, come e da chi.
@ OcaSapiens,
–1. l’unico resoconto di un eccesso di calore con logo UniBo che lei abbia trovato è quello di Levi; nel com. del contratto non c’è scritto che “è stato misurato un eccesso di calore”;
Il report di Levi, targato UniBo e mai smentito sarebbe più che sufficiente per asserire che il DF ha supportato, certificandola, la produzione di calore in eccesso dall’ecat. Il comunicato del contratto non è il contratto, il cui testo purtroppo non è pubblico. Tuttavia chi doveva partecipare al gruppo di ricerca ha detto e scritto quanto basta per capire cosa c’era alla base di quel programma di ricerca. A tale scopo è sufficiente rileggersi le conclusioni del report di Villa pubblicato contestualmente a quello di Levi una decina di giorni dopo la demo del 14 gennaio 2011 (neretto aggiunto):
The main findings of the present study are the following:
– the present reactor was actually able to vaporize a cold liquid water flux for about 40 minutes, showing a sizeable output-input power difference and an integrated power production of several kWh [4]; [4=report Levi]
– no gamma radiation above the background level in the energy region E > 200 keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;
– …
Thus at present having found no nuclear reaction fingerprints, further investigations are indeed needed to identify the energy production process.
Come vedi le “further invesigations”, concretizzatesi nei mesi successivi nel contratto di ricerca Rossi-DF, erano motivate soltanto dalla necessità “to identify the energy production process”.
2. nel video “i colleghi” che fanno misure sono unicamente Levi; né Rossi né Focardi erano di UniBo; le loro dichiarazioni sono state smentite dal comunicato del contratto e da quelli successivi.
Innanzitutto Focardi era di UniBo. Compariva nell’elenco del personale del DF in qualità di professore emerito ed è stato SEMPRE presentato come tale nelle innumerevoli volte in cui ha raccontato le prodigiose prestazioni dell’ecat su TV, radio, giornali, convegni, ecc. Escluso Focardi, ad effettuare misure nella saletta prove di via dell’elettricista c’erano 3 persone riconducibili al DF di UniBo.
Nessun comunicato ha mai smentito le innumerevoli dichiarazioni fatte da personale dell’UniBo in cui si sostiene che l’ecat ha generato calore in eccesso.
–3. lei postula che – come Preparata – Focardi, Levi e Rossi dicessero sempre la verità. Stando ai fatti e i documenti ufficiali di UniBo, mentivano.
Niente affatto. So bene che l’abile mentitore è colui che ricorre il meno possibile alla menzogna. Non si può mentire sempre, si rischia di non essere credibili.
Se poi ti riferisci in particolare alle dichiarazioni di Levi a Krivit circa il coinvolgimento dei vertici del DF e dell’INFN e il ruolo dei suoi colleghi, sono personalmente convinto che avesse ragione, anche perchè nei giorni in cui i video di quell’intervista venivano resi pubblici il suo DF annunciava la firma del contratto con Rossi. Comunque se qualcuno dei colleghi chiamati in causa da Levi ritenesse che le sue dichiarazioni non siano fondate ci sarebbero tutti i presupposti per sollecitare l’intervento di una Commisione Etica per chiarire le rispettive posizioni. I Codici Etici esistono per essere applicati.
–4. lei non ha trovato alcun report ufficiale del DF sull’ecat.
I 3 rapporti emessi dopo la demo di gennaio presentano tutti l’intestazione DF e sono stati presentati su internet come report ufficiali del DF. Nessuno ha smentito questa circostanza.
–5. “Balle” basta e avanza. Lei non può sapere quali misure sarebbero state fatte, come e da chi.
Il livello delle argomentazioni che usi per sostenere le tue posizioni lo scegli come credi.
Le misure utilizzate per dimostrare l’eccesso di calore sono descritte nei video e nella documentazione disponibile su internet con un dettaglio tale da poter concludere facilmente che i dati sperimentali su cui è basato il presunto eccesso di calore proclamato dai fisici del DF sono stati inventati. Siamo ancora in attesa di una rettifica autorevole di quelle dichiarazioni.
@ E.K.Hornbeck,
–Uhmmm… mi sa che il registro comico non ti si addica.
Se la tua frase sul bue era una battuta, chiedo scusa e ritiro la contro-battuta. Mi scuso anche per la mia scarsa vis comica. Il fatto è che per il contesto energetico in cui sta evolvendo la vicenda ecat ed FF in generale, mi riesce difficile di buttarla sullo scherzo.
–”Innumerevole”
Per evitare che ciascuno citi le sue fonti cartacee, ti segnalo gli esempi riportati sulla Treccani disponibile in rete (stelle nel cielo, specie in una famiglia di piante, benefici o preoccupazioni, folla, gregge, ecc.), nessuno di essi può avere una cardinalità infinita. L’etimologia è utile, ma va usata con giudizio. Spigola deriva da spiga, ma nessuno al ristorante ordinerebbe un piatto di spighe.
–…un notevole sconforto tra i believers, in quell’occasione. Vero che cercavano di aggrapparsi alla ribadita disponibilita’ di UniBo; ma era chiaramente una reazione disperata. La rescissione del contratto — e la causa, sopratutto — furono una botta tremenda: era l’evidenza incontrovertibile che Rossi non era stato in grado di onorare quel contratto.
La causa della rescissione era chiaramente inconsistente. Rossi aveva appena detto di aver venduto un impianto da 1 MW ai militari e che gliene erano stati ordinati altri 13. La realtà era invece che Rossi aveva sfruttato l’immagine di UniBo quanto bastava per conquistarsi una buona credibilità di fondo e che all’interno dell’Ateneo qualcuno aveva cominciato a capire, sia pure tardivamente, che avevano toppato di brutto. Purtroppo invece di addurre il vero motivo, e cioè la mancanza di presupposti scientifici, hanno rescisso il contratto solo per gli inadempimenti finanziari di Rossi , aggiungendo nel frattempo la furbata di offrire gratis a Rossi quello che avevano pattuito di fare a pagamento, dando così ai believers ampi margini di consolazione e di speranza, come hai tu stesso ammesso, ed ai propagandisti ulteriori motivi per sostenere la credibilità dell’ecat.
–Non “i fisici del DF” ma “alcuni fisici del DF”.
Una notizia a caso: ”I vigili urbani sono intervenuti in un terreno a La Rustica. Undici cani erano abbandonati, …” Credi che al canile ci siano andati tutti e 3 mila i vigili urbani di Roma?
–Davvero pensi che “tutti i loro colleghi chiamati ad approvare il contratto di Rossi” si siano interessati alla questione al punto da potersi rendere conto dei trucchetti? Io credo proprio di no.
Ed io invece ritengo proprio di sì. Il primo principio della termodinamica lo conoscono tutti al DF e la demo del 14 gennaio 2011 ha avuto la massima eco mediatica possibile: stampa locale e nazionale, TV locale, internet, per non parlare poi del passaparola nei corridoi. Probabilmente alla notizia che i fisici di Bologna avevano misurato 12 kW in uscita da un dispositivo che ne assorbiva solo uno, avranno sobbalzato di stupore pure i banchi del Dipartimento.
Come ho ricordato qualche commento fa, la notizia non è sfuggita neppure a Reitano, che insegna fisica a qualche centinaio di km di distanza dai miracolati luoghi bolognesi. A lui son bastati la visione dei 3 video e pochi giorni di riflessione per esprimere proprio su queste pagine la sua perplessità, parlando di colleghi che si prestavano a fare da notai a fenomeni di cui non avevano il controllo e denunciando che si trattava solo di una operazione di marketing.
Se per davvero le cose stessero come dici tu, e cioè che i fisici del DF-UniBo non si erano interessati dell’evento e non avevano cercato di spiegarsi i kW in eccesso, sarebbero da biasimare solo per questa loro indifferenza.
–Quello che escludo e’ la complicita’ del Dipartimento in quanto tale, e nel suo complesso, e ritengo quindi che il Dipartimento debba essere considerato *vittima* di Rossi.
In tal caso ci sarebbe di che vergognarsi. Sarebbe molto più onorevole proclamare la propria complicità. Comunque non sono questioni che mi interessano. Ciò che conta veramente è che esiste un report ufficiale di UniBo in cui si afferma che i fisici del DF hanno misurato 12 kW in uscita dall’ecat. Quelle conclusioni attendono da 4 anni la smentita da parte di una istituzione autorevole del sistema della ricerca pubblica italiana: DF, UniBo o MIUR.
–A meno di non voler rinunciare agli ultimi 400 anni di cultura scientifica.
Al DF di Bologna ci hanno rinunciato quando hanno scritto i loro 3 rapporti sulla demo del 14 gennaio 2011. Come ha recentemente detto Pomp: ” They outright contradict what we have learned the past 100+ years; no radioactive products, no radiation in the process, …”. Questa affermazione si riferisce al TPR2, ma può benissimo applicarsi anche ai 3 report del DF del 2011, in quanto essi certificano sia l’assenza di radiazioni, sia la produzione di 12 kW in eccesso. Le conclusioni del report di Villa riassumono bene l’intero quadro e dimostrano come il successivo programma di ricerca approvato dal Consiglio di Dipartimento si fosse retto soltanto sull’errata misurazione del calore in eccesso.
–Non “innumerevoli”, se non vuoi far la figura dell’esagerato inaffidabile.
Non darti pena della figura che faccio io, preoccupati della tua. Innumerevoli va benissimo, almeno fino a quando non mi dirai il numero esatto delle volte in cui esponenti del DF, esibendo il nome della loro Università, hanno affermato perentoriamente che l’ecat ha prodotto quantità eccezionali di calore in eccesso.
@ Ascoli65
Se la tua frase sul bue era una battuta, chiedo scusa e ritiro la contro-battuta.
Non c’e’ da chiedere scusa, per questo. Solo che non ti vengono bene (anche se quel “te lo dico da contribuente…” mi aveva fatto sperare).
Il fatto è che per il contesto energetico in cui sta evolvendo la vicenda ecat ed FF in generale, mi riesce difficile di buttarla sullo scherzo.
Questo e’ un enorme difetto.
Il contesto energetico non e’ una scusa valida per perdere il senso dell’umorismo.
Se perdi il senso dell’umorismo perdi il senso delle proporzioni.
E finisci per scambiare una vicenda marginale e irrilevante, nel pur importante e drammatico contesto energetico, per uno scandalo intergalattico.
Per evitare che ciascuno citi le sue fonti cartacee, ti segnalo gli esempi riportati sulla Treccani […]
Niente da fare: “Innumerévole ag. Innumerabile. Infinito, Grandissimo di numero. Innumero.”
La causa della rescissione era chiaramente inconsistente.
A tuo parere.
Non e’ meglio se impari a scrivere “a mio parere” quando fai affermazioni che non puoi provare?
Rossi aveva appena detto di aver venduto un impianto da 1 MW ai militari e che gliene erano stati ordinati altri 13. La realtà era invece che Rossi aveva sfruttato l’immagine di UniBo quanto bastava per conquistarsi una buona credibilità di fondo e che all’interno dell’Ateneo qualcuno aveva cominciato a capire, sia pure tardivamente, che avevano toppato di brutto.
Uhmmm… su questo sono quasi d’accordo.
Rimane il fatto che Rossi non ha pagato l’anticipo e, questa, e’ stata una pessima figura che ha buttato nell’angoscia i believer.
Purtroppo invece di addurre il vero motivo, e cioè la mancanza di presupposti scientifici, hanno rescisso il contratto solo per gli inadempimenti finanziari di Rossi
Questa e’ una tua illazione.
Per me e’ perfettamente ragionevole disdire un contratto se la controparte non paga il mezzo milione di euro pattuito come anticipo.
aggiungendo nel frattempo la furbata di offrire gratis a Rossi quello che avevano pattuito di fare a pagamento,
Anche questa e’ una tua illazione.
Dal momento che non conosci il contenuto del contratto, non sai quello che era pattuito a pagamento.
Quindi non puoi affermare che si sono offerti di fare gratis quello che avevano pattuito di fare a pagamento.
Facendolo gratis, avrebbero avuto il coltello dalla parte del manico e Rossi se lo poteva scordare di porre quegli NDA capestro che, credo potremmo scommetterci, nel contratto c’erano.
dando così ai believers ampi margini di consolazione e di speranza, come hai tu stesso ammesso
Che io avrei ammesso?
Credi forse di avermi estorto una confessione?
Non riesci proprio a contenerla la tua mentalita’ inquisitoria.
Pensi forse che io abbia mai affermato il contrario?
E, comunque, “ampi margini” sono parole tue, non mie.
Una notizia a caso: ”I vigili urbani sono intervenuti in un terreno a La Rustica. Undici cani erano abbandonati, …” Credi che al canile ci siano andati tutti e 3 mila i vigili urbani di Roma?
No.
Ma se il giornalista ha accusato l’*intero* corpo dei vigili urbani di essere corrotto e in un seguente articolo scrive “i vigili di Roma sorpresi a prendere una mazzetta”, quando quelli sorpresi a prendere la mazzetta sono solo una pattuglia, ammetterai che pretendere la precisazione che “solo alcuni vigili sono stati sorpresi con la mazzetta” e’ ragionevole.
Visto che tu, da molto tempo, accusi la totalita’ dei docenti del Dipartimento di Fisica di aver “certificato” la validita’ dell’ECat, se non chiarisci che quando scrivi “i fisici” intendi “alcuni fisici”, il dubbio che tu intenda “tutti i fisici” e’ piu’ che legittimo. La conseguente precisazione anche.
Tu impara a scrivere “alcuni fisici” e vedrai che io non ti correggo piu’ su quel punto.
Ed io invece ritengo proprio di sì.
Ed e’ un tuo parere.
Legittimo fin quando lo esprimi come tale — e non come una certezza –, non pretendi che organi accademici e politici si muovano in conformita’ ad esso e non chiedi a chi ha un parere diverso “Ma dove l’hai letta questa, su Topolino?”
la demo del 14 gennaio 2011 ha avuto la massima eco mediatica possibile: stampa locale e nazionale, TV locale, internet, per non parlare poi del passaparola nei corridoi.
Questa e’ una tua tragica sopravvalutazione dell’impatto di quella demo.
Causata anche, credo, dalla scarsa conoscenza di vicende diverse con eco mediatica enormemente maggiore.
Come ho ricordato qualche commento fa, la notizia non è sfuggita neppure a Reitano, che insegna fisica a qualche centinaio di km di distanza dai miracolati luoghi bolognesi. A lui son bastati la visione dei 3 video e pochi giorni di riflessione per esprimere proprio su queste pagine la sua perplessità,
Reitano e’ interessato all’argomento.
La maggioranza dei fisici, probabilmente, no.
Se per davvero le cose stessero come dici tu, e cioè che i fisici del DF-UniBo non si erano interessati dell’evento e non avevano cercato di spiegarsi i kW in eccesso, sarebbero da biasimare solo per questa loro indifferenza.
Presi singolarmente, non sono d’accordo: se qualcuno non condivide la tua ossessione per un argomento non e’ da biasimare per questo.
Presi collettivamente, sono d’accordo: possibile che non ci sia un emulo (almeno uno!) di Pomp, a Bologna?
In tal caso ci sarebbe di che vergognarsi.
E, infatti, questo spiegherebbe perfettamente le reticenze che anche tu denunci e che pure Neutrino ci segnalava.
Forse vergogna no, ma io sono convinto che ci sia un imbarazzo molto forte, in quel Dipartimento, quando ci si ricorda di quella faccenda.
Sarebbe molto più onorevole proclamare la propria complicità.
Questo e’ un tuo parere.
Ma lo trovo bizzarro: troveresti piu’ onorevole, per uno scienziato, partecipare consapevolmente a un complotto per diffondere una falsita’?
Piu’ onorevole di essere ingannato?
Io, uno scienziato che si e’ fatto imbrogliare, lo prenderei un po’ in giro ma, poi, mi limiterei a chiedergli di stare piu’ attento.
Uno scienziato che ha imbrogliato consapevolmente credo debba essere cacciato. Senza se e senza ma.
Ciò che conta veramente è che esiste un report ufficiale di UniBo in cui si afferma che i fisici del DF hanno misurato 12 kW in uscita dall’ecat.
Non “i fisici” ma “alcuni fisici”.
E non e’ vero che era un report ufficiale.
Al DF di Bologna ci hanno rinunciato quando hanno scritto i loro 3 rapporti sulla demo del 14 gennaio 2011.
Sono convinto anch’io che a Bologna abbiano perso una parte della loro autorevolezza.
Rimane il fatto che tu sei espresso a favore del principio di autorita’.
Non stupirti se io ed altri ti considereremo ostile alla liberta’ di ricerca.
Non darti pena della figura che faccio io, preoccupati della tua.
Mi preoccupo della tua, invece.
Anche se non fosse per la stima che, nonostante tutto, provo per te — e da qui l’angoscia che provo a vederti involuto nel sostegno a un’ipotesi complottista — ritengo la tua credibilita’ importante.
Io sono solo un giullare e di figuracce ne ho fatte cosi’ tante, nella mia vita, che ormai sono vaccinato.
Ma tu — nella vicenda dell’ECat — hai fatto molto e sei un nome importante.
Se la tua credibilita’ crolla, e’ un forte aiuto per i believers.
Innumerevoli va benissimo,
“Innumerévole ag. Innumerabile. Infinito, Grandissimo di numero. Innumero.”
Nel migliore dei casi, e’ un’esagerazione che ti squalifica.
@ E.K.Hornbeck,
Ho letto il tuo ultimo commento alla ricerca di qualche passaggio che meritasse una mia risposta, oltre a quelle che ti ho già dato in precedenza. Non ne ho trovati. Ho visto solo la solita lenzuolata di inutili e cavillose puntualizzazioni alle quali ho già ampiamente risposto.
Credo che questo nostro nuovo scambio di opinioni, che per quanto mi riguarda è giunto al termine, abbia reso evidente a tutti che l’unico modo che i difensori dei fisici bolognesi hanno a disposizione per giustificarne il comportamento nella vicenda ecat è quello di rifugiarsi in pretestuosi giochi di parole più adatti al mondo dei legulei che a quello della scienza.
E.K.Hornbeck
“Reitano e’ interessato all’argomento. La maggioranza dei fisici, probabilmente, no.”
Se la mia personale micro-statistica avesse un valore, oserei dire che nessuno dei fisici è interessato. E in realtà nemmeno io lo sono granché. 🙂
Solo un inciso (quasi breve): io sto con Randi
“No, mi dispiace, continuo a non ritenere possibile che una decina di fisici del più quotato dipartimento universitario d’Italia, e tutti i loro colleghi chiamati ad approvare il contratto con Rossi, non si siano resi conto dei trucchetti messi in atto per far saltar fuori dal nulla 12 kW da una vaporella stagnolata”.
Io vedo un problema di metri usati e di esperienze: la decina di fisici usa il metro della fisica (e nello specifico usa i numeri che dà loro Rossi). Invece servirebbe il metro del “chiappacitrulli” (o prestigiatore che dir si voglia), il quale inizia proprio prima: cerca di scoprire se quei numeri glieli ha dati Rossi (o una spalla) o sono reali.
Il punto è che la decina di fisici dà per scontato proprio l’onestà di Rossi, che è quanto basta a chiunque non abbia peli sullo stomaco per far apparire eccessi. Ai fisici che si sono fidati poi può tranquillamente lasciare il compito di spiegare come siano possibili se un trucco non ci fosse stato.
Sì, dieci (o anche cento) fisici possono essere tratti in inganno anche per anni, finché non comincino a pensare che non hanno a che fare con un collega ma con una volpe della sovrapproduzione di energia farlocca.
E anche quando iniziassero a pensarlo, poi dovrebbero dimostrare che se la cavano in una materia che non hanno studiato rispetto ad un professionista della stessa: l’inganno.
Esempi storici se ne contano a piene mani, anche in epoche recenti: basta guardare il numero di articoli scientifici che di recente vengono ritirati dalle riviste perché ad un’analisi attenta ci si è accorti che qualcosa non quadrava. E la maggior parte sono stati fatti da dilettanti del falso, ma per beccarli ce n’è voluta – in più di un caso, delle repliche non riuscite.
@ Ascoli65
Ho visto solo la solita lenzuolata di inutili e cavillose puntualizzazioni alle quali ho già ampiamente risposto.
Non credo sia tu a poterti, ragionevolmente, lamentare delle altrui lenzuolate di cavillose puntualizzazioni.
Credo che questo nostro nuovo scambio di opinioni, che per quanto mi riguarda è giunto al termine
Come preferisci.
Ma non pretendere che io non mi rivolga piu’ a te.
abbia reso evidente a tutti che l’unico modo che i difensori dei fisici bolognesi hanno a disposizione per giustificarne il comportamento nella vicenda ecat è quello di rifugiarsi in pretestuosi giochi di parole più adatti al mondo dei legulei che a quello della scienza.
Non era giunto al termine? Se ricominci tu, ricomincio anch’io.
Se mi hai scambiato per uno dei “difensori dei fisici bolognesi”, vuol dire che hai dimenticato quello che ho scritto e dal quale avevi concluso che il mio sarebbe “un giudizio ben più grave di quelli che esprimo io”.
Dubito che i vertici del DF&A di Bologna, se leggessero i miei interventi, potrebbero trovarmi simpatico. Sono convinto che, come difensore, mi licenzierebbero dopo il primo intervento.
Comunque, che tu mi stia considerando uno di loro o meno, e’ interessante che tu ti stia lamentando dei “difensori dei fisici bolognesi”; mi sembra evidente che tu ti consideri uno dei loro accusatori. E parlavi anche del giudizio grave che esprimevi. Quindi, oltre che accusatore, ti consideri anche giudice. Entrambe aspirazioni legittime ma non contemporaneamente.
Infine, non puoi, ragionevolmente, lamentarti della presenza di legulei. Quello che ha cercato di usare, come una clava, il Codice Etico di Bologna, sei tu. Ne hai citati gli articoli, elevandoti a interprete dei medesimi e insinuando che — per coloro che hanno il dovere di interpretarli e applicarli — possa essere “soltanto una foglia di fico utile, solo a proclamare la libertà dei docenti di ricercare su quel che più gli piace e tirare le conclusioni che più gli fanno comodo”.
@ Ascoli65
Se la mia personale micro-statistica avesse un valore, oserei dire che nessuno dei fisici è interessato.
Ma, appunto… per citare una battuta di un vecchio e quasi dimenticato film di Billy Wilder… lei non conosce mica tutti.
Scherzi a parte… la sua statistica e’ micro ma tende a confermare quello che (piu’ a intuito sull’animo umano in generale, che dei fisici in particolare) sospetto: che l’interesse del singolo professore/ricercatore e’ (almeno mediamente) molto focalizzato nelle proprie ricerche (oltre che nei propri insegnamenti, nei propri problemi familiari (o di salute o economici)) per dedicare un’attenzione significativa a ricerche, per quanto clamorose, che non coinvolgano molto da vicino il suo campo di specializzazione.
Poi… la mia e’ una pura e semplice un’intuizione… magari sottovaluto la curiosita’ del fisico medio.
E in realtà nemmeno io lo sono granché.
Quanto e’ bastato per capire, gia’ nel 2011, che c’era qualcosa di anomalo in quelle manovre sedicenti scientifiche e per dirlo pubblicamente.
A Bologna sarebbe stato una mosca bianca.
@ Cimpy
E anche quando iniziassero a pensarlo, poi dovrebbero dimostrare che se la cavano in una materia che non hanno studiato rispetto ad un professionista della stessa: l’inganno.
E anche arrivassero a pensarlo, potrebbero non avere il coraggio di dirlo pubblicamente per mancanza di prove.
O, se avessero le prove, potrebbero non farlo per non sbugiardare il collega — e amico, e magari appartenente anche allo stesso gruppo politico — che ha messo la firma sul documento da contestare.
@ Cimpy,
–Il punto è che la decina di fisici dà per scontato proprio l’onestà di Rossi, che è quanto basta a chiunque non abbia peli sullo stomaco per far apparire eccessi.
Scusa, ma qui si sta parlando di una vicenda che, seppur di scientifico abbia solo l’apparenza, si svolge comunque in un contesto in cui valgono le regole scientifiche. Non siamo in un contesto politico in cui vale la regola del compromesso e dell’appioppare a terzi tutte le responsabilità.
I fisici di Bologna hanno collaborato con Rossi per anni, sapevano con chi avevano a che fare. Ma non è questo il punto. La loro principale responsabilità e di aver certificato i 12 kW di eccesso di calore durante la demo pubblica del gennaio 2011. Tu sai bene che quei 12 kW scaturiscono da due dati sperimentali inventati di sana pianta a cui se ne aggiunge un terzo di inventato che è stato utilizzato per raddoppiare l’energia prodotta. Tutti e 3 questi dati inventati non dipendono da Rossi. Erano rilevabili da chi ha assistito alla demo, erano ancor più facilmente individuabili dal materiale disponibile in internet ed erano stati ampiamente segnalati su internet prima dell’approvazione del contratto di ricerca da parte del consiglio di Dipartimento e della relativa firma da parte del direttore del DF.
@ASCOLI65,
I tuoi due ultimi commenti hanno superato la barriera della mia ADHD e mi hanno fatto ripensare a me stesso, più di tre anni fa.
Quoto completamente.
Io mi ricordo quando seguivamo la vicenda su EA e 22P, e restavamo strabiliati dalle tue scoperte.
Mi ricordo di quando, ingenuamente, cercavo di dire a Passerini di mettere in guardia il suo amico Levi.
In quei momenti ero sicuro, tutti eravamo sicuri che quel poveraccio si stesse rovinando irrimediabilmente la carriera.
Vedevamo in diretta cose per le quali ci si rovina la carriera.
Te la rovini tu, e se la rovina chi può fermarti e non ti ferma.
Chi non le ha viste non c’era.
Non è successo nulla.
Non sono interessato a punizioni esemplari, e tutto sommato credo che l’e-cat sia un rutto nell’universo, che mi interessa sempre meno.
Ma non credo che le cose siano andate come dovevano andare,
non credo che tutti abbiano fatto quello che dovevano fare.
Non credo proprio.
ciao,
mW
mW,
non credo che tutti abbiano fatto quello che dovevano fare.
qui non lo crede nessuno. Purtroppo mi sembra tuttora la regola, il commissario dell’ENEA dice cavolate su ITER che va a fusione fredda e nessuno fiata. Carlo Rubbia dice cavolate al ministro per l’ambiente che non batte ciglio ecc.
@iao MW,
–Mi ricordo di quando, ingenuamente, cercavo di dire …
E’ vero, all’epoca ci siamo comportati tutti ingenuamente, credendo che quelle evidenti incongruenze che saltavano fuori non appena si guardavano più da vicino gli incredibili risultati proclamati dai fisici bolognesi (non solo da Levi) fossero dovute ad errori involontari. Non era facile accorgersene subito, non perchè fossero nascosti e quindi difficili da individuare, ma perchè erano così madornali che era difficile solo ipotizzare che membri di una istituzione scientifica così prestigiosa non avessero controllato con diligenza quei dati e non se ne fossero accorti per proprio conto. Per scovarli, dovevamo innanzitutto mettere in dubbio che fossero corretti i dati calorimetrici, quelli proclamati con assoluta sicurezza dai fisici di Bologna, e per farlo occorreva superare la fiducia assoluta riposta nell’UniBo e nel suo DF. Ora questa fiducia, almeno per me, non c’è più.
Quando segnalai la faccenda della sonda fantasma nel mio primo timido intervento su EA (1), credevo sinceramente che se ne sarebbero accorti subito e che nel giro di giorni, se non addirittura di ore, avremmo visto apparire su internet un comunicato del DF con la rettifica dei risultati calorimetrici della demo e le scuse di circostanza.
Sono passati quasi 4 anni da allora e l’unica cosa che è cambiata è che alle prese in giro dei fisici bolognesi, si sono aggiunte quelle di chi ne giustifica il comportamento.
(1) http://www.energeticambiente.it/l-e-n-r-trasmutazioni-bassa-energia/14728165-apparato-rossi-focardi-verita-o-bufala-9.html#post119167978
durante la demo pubblica del gennaio 2011
Ho sentito anche l’opinione di un altro “Ein Cimpy”, perché non ero sicuro di ricordare bene. Alla fine entrambi ricordiamo che tra il 2010 e il 2011 si parlava del fatto che eravamo certi che Levi avrebbe avuto grossi problemi in UniBo, sennonchè la cosa non avvenne e anzi era ben vero che le demo erano pubbliche e il nome dell’Università circolava in siti e blog come interessata. Inoltre, come ci ricordi anche tu, fu dopo la demo pubblica del 2011 che un contratto fu siglato tra Rossi e Unibo. Concordiamo che chi fosse Rossi e cosa facesse non potevano non saperlo. Insomma, tra il 2010 e il 2011 come minimo UniBo se anche non era parte attiva veniva comunque chiamata in causa e i pochi segnali che da essa venivano sembravano a supporto dell’avventura di Rossi.
Sembravano.
Ma di lì a poco tempo la musica è cambiata, nel senso che i segnali sono sì rimasti pochi ma, tolto quel che riesce a combinare Levi, sono tutti negativi. Se anche Unibo poteva, fino al 2011, sembrare prudentemente interessata, è indubbio che oggi come minimo se ne lava le mani, che qualcuno ha già preso le distanze dalla vicenda e qualcun altro ha già pagato l’aver creduto in un gatto greco.
Uno di noi pensa, come te, che, dopo la segnalazione della cosa ad opera tua, almeno il dubbio dovesse sorgere ai fisici che erano presenti alla demo circa la portata della pompa. Però c’è chi ritiene valida un’obiezione semplice: te ne sei accorto solo tu e nessuno di noi: ci vuole occhio e orecchio attenti, di un’attenzione al concreto che non è da tutti – una persona esperta come Massa, quando (anni dopo) ha prestato attenzione alla cosa, lì per lì non ha colto: hai dovuto insistere un poco per faglielo capire (e parliamo di uno scettico di grande competenza).
Quindi ci sta che (oltre al fatto che gli interessati davvero potessero essere una minoranza) persone meno pratiche non abbiano accettato il fatto e che i credenti -qualsiasi preparazione abbiano- non lo accettino ancora adesso.
Però che UniBo abbia preso le distanze è indubbio – non sono più i tempi delle demo con inviti del DF, e da che Rossi non ha onorato il contratto, non se ne sono date altre proposte.
In conclusione, il fenomeno mediatico c’è stato e continua, l’interesse di una parte di UniBo sembrava esserci ma non c’è più. Per fermare la follia FF un interessamento delle Istituzioni anche ai fatti del 2011 potrebbe essere di notevole impatto MA anche scatenare una caccia alle streghe che non farebbe onore a nessuno.
Questo pensano alcuni Cimpy.
mi sembra tuttora la regola
Lo fanno in tanti, anche all’estero (MIT, NASA,…). Non è bello lo stesso che ci sia chi se ne possa approfittare.
@Cimpy
E’ vero che certe cose le ha scoperte solo Ascoli65.
Aggiungo che scoprire i trucchi degli illusionisti è sempre difficilissimo.
Ma quando il trucco viene scoperto e indicato da una persona, tutti se ne accorgono e concordano con chi lo ha scoperto, perchè il trucco diviene evidente.
In particolare, il trucco della pompa, una volta scoperto, è stato evidente a tutti, da quanto era banale.
Puoi chiedere a Tia, o ad altre mille persone che in tutto il mondo si interessavano della questione.
Ricordi le analisi di Ascoli65, che una volta postate su una discussione moderata da Brian Josephson in persona, ne hanno provocato la chiusura?
Ricordi Vortex?
Ricordi EA?
Ricordi 22Passi?
Tutti si erano accorti di tutto, e chiunque non avesse pregiudizi di fede non poteva che convenire con Ascoli.
Io reputo improbabile che chi forniva certe informazioni al web non controllasse, sul web stesso, le reazioni suscitate.
Ma il bello è che io non posso provare che nessuno al DF abbia mai letto le analisi di Ascoli65.
Già.
…
…
Si ha comunque una strana sensazione di tarallucci e vino e tana libera tutti.
Io non so se ci sia da temere una caccia alle streghe. Forse è un parolone.
In parte, perchè da che mondo è mondo, le streghe che ho visto cacciare erano solo dei deboli senza santi in paradiso.
In parte, perchè un conto è Dio, un conto sono le pompe peristaltiche di precisione.
Finale:
1_ci si riferirà per sempre all’e-cat come a qualcosa nato all’Università di Bologna.
2_per sempre si potrà scaricare il Rapporto41 dal sito ENEA e pensare che Rubbia fosse seduto sulla fusione fredda,
ma poi abbia lasciato perdere tutto a causa dei poteri forti. (Questa è una mia interpretazione personale, ma potete contraddirmi?).
Niente che mi preoccupi, eh, ed inoltre riconosco che UNIBO (tutta l’UNIBO, non solo fisica) non vedesse l’ora di sganciarsi da Rossi.
Ma no, non credo proprio che le cose siano andate come dovevano andare, e che tutti abbiano fatto quello che dovevano fare.
Giusto per scrivere un po’, perchè ho ben altri problemi 🙂
Un saluto a tutti,
?????
@ Cimpy,
– fu dopo la demo pubblica del 2011 che un contratto fu siglato tra Rossi e Unibo.
Come ho scritto oggi pomeriggio sul post “Prof. Hoisted says”, ci sarebbero degli indizi secondo cui un contratto con Rossi fosse in vigore anche prima.
–tra il 2010 e il 2011 come minimo UniBo se anche non era parte attiva …
Certo che era parte attiva. E’ documentato nel primo video della demo (5:22) quando Levi presenta al pubblico i suoi direttori dicendo: “Dipartimento di Fisica, INFN. Scusate abbiamo qua i due direttori che ci stanno appoggiando in questa ricerca …” Se in quell’occasione, presi alla sprovvista, i 2 direttori potevano anche limitarsi ad un sorrisetto di circostanza, quella frase, se non fosse stata più che vera, non poteva essere tollerata dopo l’uscita dei 3 video intitolati “Energy Catalyzer Bologna University Test”. Non credo che i 2 direttori dopo aver assistito alla moltiplicazione dei kW non si siano rivisti attentamente e più volte quei video!
… e i pochi segnali che da essa venivano sembravano a supporto dell’avventura di Rossi.
I pochi segnali? Sembravano? Ma se hanno fatto di tutto per supportare la missione di Rossi! Manca solo che gli avessero concesso la laurea Honoris Causa in fisica nucleare.
–Ma di lì a poco tempo la musica è cambiata, nel senso che i segnali sono sì rimasti pochi ma, tolto quel che riesce a combinare Levi, sono tutti negativi. … oggi come minimo se ne lava le mani
Non credo che nel mondo scientifico le cose debbano andare così. Non è che dopo la toppata dei neutrini superluminali quelli del CERN se ne sono lavati le mani dicendo che in quella storia non c’entravano nulla. Sotto l’egida di UniBo sono stati diffusi dei risultati ben precisi riguardanti le prestazioni calorimetriche misurate pubblicamente da suoi dipendenti in una circostanza pubblica in cui erano presenti i 2 direttori della fisica bolognese. Ritengo che la vicenda possa terminare solo quando all’UniBo (o al MIUR) decideranno di guardare bene in quella storia e di rettificare pubblicamente quei risultati.
–circa la portata della pompa. Però c’è chi ritiene valida un’obiezione semplice: te ne sei accorto solo tu e nessuno di noi:
Quando sollevai la faccenda della sonda su EA, c’era già stato chi aveva segnalato qualche stranezza in merito alla portata della pompa. Era avvenuto su vortex dopo appena un paio di giorni dalla demo (1). E’ interessante rileggere come Rothwell si preoccupi a rigettare prontamente questi dubbi in un paio di suoi commenti successivi.
Della pompa se n’era accorto un fusionista su Vortex, figuriamoci se non potevano accorgersene i fisici che erano presenti alla demo. Il report calorimetrico riporta una portata di quasi 18 L/h, ma Levi stesso durante il primo video accenna ad una portata di 12 L/h e i video li hanno visto tutti al DF. Nessuno che abbia mangiato la foglia ed abbia chiesto di controllare meglio le prestazioni della pompa? Tutti convinti che in un capannone alla periferia della loro città qualcuno fosse riuscito davvero a moltiplicare i kW?
Il fatto che solo pochi tra gli scettici che seguivano la vicenda e la commentavano avessero sollevato la faccenda della pompa dipende soltanto da quanto ho detto poco sopra a mW. Era necessario superare la barriera di reverenzialità nei confronti di una istituzione come UniBo, per cui nessuno ha osato mettere in dubbio l’unica cosa che i fisici bolognesi davano per certa e cioè i 12 kW di calore in uscita. I più arditi si spingevano ad ipotizzare che ci fosse stata una fonte di energia nascosta, ma nessuno avrebbe osato immaginare che la misura della portata dell’acqua fosse stata manipolata. Ma i fisici bolognesi questa barriera psicologica non l’avevano, sapevano bene con chi avevano a che fare. Focardi nelle sue dichiarazioni si lamentava in continuazione dell’invidia dei suoi colleghi, il che tradotto vuol dire che i primi a non credere affatto alle prestazioni dell’ecat stavano proprio dentro al DF. Eppure nonostante il fatto che TUTTI i professori del DF abbiano avuto modo di assistere o di rivedere su YouTube la farsa del 14 gennaio, hanno lasciato che il contratto di ricerca su quell’accrocco venisse approvato dal Consiglio del loro Dipartimento.
–Per fermare la follia FF un interessamento delle Istituzioni anche ai fatti del 2011 potrebbe essere di notevole impatto MA anche scatenare una caccia alle streghe che non farebbe onore a nessuno.
Qui non si tratta di caccia alle streghe, si tratta di fare chiarezza su fatti ormai resi pubblici. In campo scientifico non è mai troppo tardi per fare chiarezza e rettificare i dati sbagliati. Avevo già segnalato come Melis nella prima puntata di aggiornamento sull’ecat andata in onda l’11 dicembre scorso su Radio24, avesse portato a sostegno della validità dei risultati ottenuti dai fusionisti dell’ENEA nel 2002 il fatto che il loro rapporto, immagino si riferisse al famoso rapporto 41, non era stato ancora smentito. Bene questa è la situazione in cui si trova tuttora il rapporto calorimetrico emesso dal DF-UniBo all’indomani della demo del 14 gennaio 2011. Non è stato ancora smentito, e questo compito spetta al DF, o in sua vece all’UniBo, o in loro vece al MIUR. Prima o poi va fatto, e tutti i Cimpy che ritengono che la ricerca scientifica pubblica debba essere improntata il più possibile alla correttezza e al rispetto della fiducia dei cittadini, dovrebbero richiederlo a gran voce.
(1) http://www.mail-archive.com/vortex-l%40eskimo.com/msg41482.html
(decisamente troppo lungo, chiedo scusa ma una sintesi non mi viene)
“Certo che era parte attiva. E’ documentato nel primo video della demo (5:22) quando Levi presenta al pubblico i suoi direttori dicendo: “Dipartimento di Fisica, INFN. Scusate abbiamo qua i due direttori che ci stanno appoggiando in questa ricerca”
Allora diciamo che era direttorialmente attiva, ci potrebbe stare.
“hanno fatto di tutto per supportare la missione di Rossi”
Sono più dell’idea che abbiano soprattutto evitato di ostacolarla, però è anche una questione di punti di vista (e non siamo tutti d’accordo su questo)
“Non credo che nel mondo scientifico le cose debbano andare così. Non è che dopo la toppata dei neutrini superluminali quelli del CERN se ne sono lavati le mani dicendo che in quella storia non c’entravano nulla”
In questo, bene o male, siamo abbastanza d’accordo, a patto che non si pensi che c’entravano più del dovuto: la “parte attiva”, per quanto importante, sembrava minoritaria. Che poi, se ci fosse una presa di posizione decisa, la bufala si sarebbe sgonfiata (o si sgonfierebbe) presto, lo pensiamo anch’io e i miei colleghi.
“Quando sollevai la faccenda della sonda su EA, c’era già stato chi aveva segnalato qualche stranezza in merito alla portata della pompa”
Non discuto. Ribadisco però che di primo acchito noialtri non ce ne siamo accorti – evidentemente il Vortexiano è uno più attento e preciso di noialtri
“Tutti convinti che in un capannone alla periferia della loro città qualcuno fosse riuscito davvero a moltiplicare i kW?”
Tutti non credo proprio. Qualcuno magari sì, o non mi spiegherei certi scettici – sono abbastanza dell’idea che il fatto di lavorare in Università non ti renda un superuomo: se eri un babbano prima, babbano rimani; magari altolocato, ma babbano.
Pare che tra i ferventi alla FF, frequentatori di altri lidi, qualche ricercatore universitario ci sia e , si dice, pure qualche prof (anche se non necessariamente di Fisica)
Era necessario superare la barriera di reverenzialità nei confronti di una Istituzione come UniBo, per cui nessuno ha osato mettere in dubbio l’unica cosa che i fisici bolognesi davano per certa e cioè i 12 kW di calore in uscita
Quella barriera esiste, ne siamo certi; anzi, è una delle forze in gioco su cui contano i fuffari di grosso calibro di tutti i tempi, che cercano sempre alleati dalle spalle larghe.
Esiste comunque un principio di autorità che, per quanto si presti a storture di ogni tipo, fa parte della natura umana. Nonostante gli sforzi degli Hornbeck, funziona egregiamente. Poi c’è comunque anche un discorso di competenze , ad esempio ????? – il me Ucraino – scrive:
“quando il trucco viene scoperto e indicato da una persona, tutti se ne accorgono e concordano con chi lo ha scoperto, perchè il trucco diviene evidente”
ma anche
“Tutti si erano accorti di tutto, e chiunque non avesse pregiudizi di fede non poteva che convenire con Ascoli”
Io concordo con la seconda parte per prima, e con la prima parte solo poi: il problema è che di pregiudizi di fede non sono vittima solo i passeracei, e che tutti poi hanno capito il trucco se non avevano fede e se si sono presi la briga di leggere (perché l’invito del Pulitzer e di altri a non frequentare luoghi dove non si parli bene di Rossi serve proprio ad allontanare la possibilità che certi dettagli siano resi evidenti a chi potrebbe non avere una fede abbastanza salda – se non leggi la soluzione, è più difficile che tu ti accorga del trucco),
“Ma i fisici bolognesi questa barriera psicologica non l’avevano, sapevano bene con chi avevano a che fare”
A parte quelli con la fede, tutti gli altri lo sapevano bene se avevano controllato anche solo un poco. Pare che almeno un direttore avesse fede.
“Qui non si tratta di caccia alle streghe, si tratta di fare chiarezza su fatti ormai resi pubblici. In campo scientifico non è mai troppo tardi per fare chiarezza e rettificare i dati sbagliati”
Ci piace, specie se si possono evitare gogne.
famoso rapporto 41
Non so se nel frattempo siano comparse altre risposte ma lo dico lo stesso: piacerebbe anche a me una presa di posizione decisa dell’ENEA sul rapporto 41. Però intanto possiamo notare che:
1) non è stato pubblicato ufficialmente da nessuna parte
2)gli estensori avevano perso l’appalto
Chi ha fede pensa a poteri forti che cercano di insabbiare (via Violante??). Chi non ha fede vede in ciò una chiara stroncatura di un report che non dice le cose come stanno.
La terza cosa che si nota è che il comportamento dell’ENEA somiglia a quello di UniBo: di base non se ne parla troppo. Io noto anche che alcune figure non proprio secondarie nell’organigramma dell’ENEA sembrano avere fede nella FF, e questo per me è spiegazione sufficiente del silenzio su certa produzione letteraria in casa.
“tutti i Cimpy che ritengono che la ricerca scientifica pubblica debba essere improntata il più possibile alla correttezza e al rispetto della fiducia dei cittadini, dovrebbero richiederlo a gran voce”
Sentirò gli altri Cimpy. Questo CimPy crede che la ricerca debba anzitutto essere fatta con metodo, possibilmente su qualcosa che abbia senso cercare (o dimostrare che non è), pure che magari il senso ce l’avesse solo per pochi individui. Correttezza e rispetto nel senso di non truccare dati e risultati – è rispetto del lavoro, anzitutto, ed è da quello che poi discende il rispetto della Scienza da un lato e dei cittadini dall’altro.
@ mW
Ma non credo che le cose siano andate come dovevano andare,
non credo che tutti abbiano fatto quello che dovevano fare.
Non credo proprio.
@ ?????
1_ci si riferirà per sempre all’e-cat come a qualcosa nato all’Università di Bologna. […]
Niente che mi preoccupi, eh, ed inoltre riconosco che UNIBO (tutta l’UNIBO, non solo fisica) non vedesse l’ora di sganciarsi da Rossi.
Ma no, non credo proprio che le cose siano andate come dovevano andare, e che tutti abbiano fatto quello che dovevano fare.
@ Luca
Sono in sostanza d’accordo con quanto dice (riporta?) Ascoli65. E’ soprattutto grazie a al DF di UniBoh che quell’accrocco ha acquisito notorietà e, purtroppo, credibilità. E’ inutile girarci intorno: questa vicenda rappresenta una sonora figuraccia da parte di quell’università.
Forse sono io che non riesco a spiegarmi…
Sono perfettamente d’accordo con voi e con Ascoli65 su quello che dite e che ho riportato sopra.
Esplicitamente affermo che, a mio parere:
– le cose non sono andate come dovevano andare; non tutti hanno fatto quello che dovevano fare o, se lo hanno fatto, lo hanno fatto male;
– data la mancanza di un Pomp bolognese, mi sembra che continuino a non andare come dovrebbero andare;
– e’ grazie al rapporto con Focardi e con UniBo che Rossi ed ECat hanno raggiunto la notorieta’ che hanno raggiunto nel 2011; questo rimarra’ negli annali;
– l’Universita’ di Bologna ha fatto poco e male di quello che avrebbe dovuto fare per evitare che Rossi usasse il suo nome; in sintesi: ha fatto una pessima figura.
Ad Ascoli65 l’ho gia’ detto in tutte le salse e, su queste mie affermazioni, credo possa concordare anche Oca Sapiens e, non sarei del tutto sorpreso, forse anche Reitano.
Possiamo dare per condiviso questo e passare oltre?
Quello su cui stavo bisticciano con Ascoli65 — tutto il resto e’ conseguente — e’ l’interpretazione dell’esatto ruolo del Dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Bologna.
In estrema e brutale sintesi, ipotizzando che (immagino saremo d’accordo) il coso non funzioni: UniBo e’ complice o vittima?
Perche’ Ascoli65 sostiene (se interpreto male, mi correggera’):
– che *tutti* gli appartenenti al corpo docente (e, presumo, anche i tutti ricercatori non docenti) non potessero non essersi interessati alla vicenda al punto non da capire che quel coso *non* funzionava (nel senso di: non creava calore in eccesso);
– che, quindi, (almeno) nel momento in cui il consiglio di dipartimento ha dato il via libera al contratto biennale di ricerca sull’ECat, l’intero dipartimento stava consapevolmente avallando, presso l’opinione pubblica, il funzionamento di un’apparecchiatura (che pure sapevano non funzionare) nell’ambito di un piu’ ampio progetto geopolitico di manipolazione dell’opinione pubblica stessa;
– che il progetto comprendeva anche una massiccia e orchestrata campagna mediatica per diffondere, il piu’ possibile, la notizia relativa all’ECat e all’avvallo dell’Universita’ di Bologna;
– che gli scopi di questo progetto di manipolazione non sono del tutto chiari ma comprendevano, quasi certamente, il diffondere l’illusione dell’imminente disponibilita’ di una fonte di energia economica, facilmente ed ampiamente disponibile e, probabilmente, anche la manipolazione del prezzo delle fonti fossili (e nucleari fissili) di energia.
Io invece sostengo:
– che Rossi sia stato abilissimo a illudere Focardi di aver trovato conferma a quello che il professore bolognese sosteneva da parecchi anni ma che non era riuscito a dimostrare;
– che, convinto Focardi, e’ stato semplice trovare (in un corpo docente composto in buona parte da suoi allievi, partendo da Levi) altri docenti/ricercatori da coinvolgere e da usare per ottenere quell’avallo (di fatto) che cercava e di cui tutti ci lamentiamo;
– che sicuramente questi (Focardi, Levi e altri) hanno operato, almeno inizialmente, cercando di dare l’impressione di operare per conto e a nome del Dipartimento di Fisica;
– che chi doveva impedirlo e’ stato troppo lento e troppo timido nel farlo;
– che e’ pero’ da escludere che *tutti* i ricercatori del DF di UniBo si siano interessati alla vicenda al punto da capire che l’ECat non funzionava;
– che qualcuno dei fisici di Bologna c’e’ cascato in pieno (e, magari, ancora ci crede);
– che e’ possibile che ci fossero dei singoli che siano stati complici di Rossi;
– che e’ possibile che alcuni, che ci sono inizialmente cascati, abbiano poi capito ma non abbiano avuto il coraggio di ammetterlo pubblicamente;
– che e’ possibile che qualcuno dei fisici del DF abbia capito (anche fin da subito) che l’ECat non funzionava ma — per quieto vivere o per non dispiacere a Focardi o agli amici di Focardi — non si sia esposto o non l’abbia fatto con l’opportuna grinta;
– che l’approvazione del contratto di ricerca biennale non sia in nessun modo un consapevole tentativo — da parte del Dipartimento di Fisica nel suo complesso — di manipolazione dell’opinione pubblica.
Sintetizzando, ancora una volta in maniera brutale, io sostengo che il comportamento dell’Universita’ di Bologna si spiega con un miscuglio di disinteresse, incompetenza, superficialita’ e debolezza da parte di singoli mentre Ascoli65 esclude a priori che quel corpo docente possa essere stato ingannato da Rossi e, quindi, che era perfettamente consapevole — nella sua interezza — di quanto stava succedendo.
Ci sarebbe anche la questione di cosa sarebbe opportuno e/o doveroso fare e da parte di chi. Ma per stasera vi ho triturato a sufficienza gli zebedei e, se vi interessa, ve la sintetizzo domani sera.
Ora, riguardo a questo dubbio (complice o vittima?), vi chiedo (ma anche agli altri, se desiderano) … che ne pensate?
Non me la prendo se mi dite che la pensate come Ascoli65 o — perche’ no? — proponete ulteriori interpretazioni.
Me la prendo pero’ se mi dite che io giustifico il comportamento dei fisici bolognesi e che mi unisco a loro nel prenderci in giro.
@ Ascoli65
Sono passati quasi 4 anni da allora e l’unica cosa che è cambiata è che alle prese in giro dei fisici bolognesi, si sono aggiunte quelle di chi ne giustifica il comportamento.
Se ti stai riferendo a me, dillo chiaramente.
Qui non si tratta di caccia alle streghe, si tratta di fare chiarezza su fatti ormai resi pubblici.
La tua *e’* una caccia alle streghe, visto che stai accusando chi esprime opinioni diverse dalle tue di prendere in giro allo stesso modo di quelli che inquisisci.
L’unica cosa che ci salva e’ che tu non disponi della forza pubblica.
@ E.K.Hornbeck,
Se ti stai riferendo a me, dillo chiaramente.
Sì, mi riferivo anche a te. E ne ho già spiegate le ragioni, che, come dimostrano i tuoi commenti precedenti, riguardano soprattutto la pretestuosa e apparentemente provocatoria cavillosità delle tue risposte alle mie argomentazioni.
E’ un peccato che tu abbia adottato nei miei confronti questo registro così sterile ai fini di un reciproco chiarimento. E’ un peccato anche perchè sei capace di impostare gli interventi su ben altri livelli molto più concreti ed utili, come hai dimostrato di saper fare nella precedente risposta indirizzata a Luca, in cui hai perfettamente sintetizzato, nei in 4 punti che mi attribuisci, quella che è la mia posizione nei confronti della vicenda ecat-UniBo. Di rimando posso dire che sono d’accordo con una parte, solo con quella che non contrasta i 4 punti precedenti, dei punti successivi che riassumono la tua posizione. Non ho quindi alcuna difficoltà a pensare che qualcuno dei fisici del DF abbia cercato di opporsi all’accordo con Rossi ed abbia espresso la propria contrarietà in occasione del Consiglio di Dipartimento che lo ha approvato. Qualcun altro avrà cercato vie riservate per farlo e per motivi di rispetto dei suoi colleghi avrà evitato di rendere pubblico il suo disaccordo. Altri, ben pochi immagino dato l’alto livello di competenza che viene riconosciuto al DF di Bologna, ci saranno cascati inizialmente e poi si saranno vergognati di ammetterlo. Sta di fatto che aver lasciato per anni che il nome del DF di UniBo venisse impiegato a piene mani per propalare urbi et orbi una bufala come quella dell’ecat è una responsabilità collettiva del corpo docente del DF a cui non è stato ancora posto il giusto rimedio.
E secondo me il rimedio a questa incresciosa situazione non sono le ambigue dichiarazioni di estraneità da parte di UniBo, ma una rettifica autorevole, completa e pubblica da parte del DF sulla insussistenza dei risultati calorimetrici della demo del 14 gennaio 2011, quelli riportati nel report che esibisce il logo dell’Università. Questa è la sostanza della mia richiesta. Poco importano i bizantinismi burocratici e normativi che vengono opposti ad essa. Se non ci sono altre strade più conciliatorie per raggiungere lo scopo, c’è sempre a disposizione l’art.15 del Codice Etico del 2006 (o equivalente del 2014). Non si tratta di invocare la forza pubblica, il Codice Etico è uno strumento di autogoverno ed autodisciplina del corpo docente, che dovrebbe tutelare l’asset più importante di un’Università: la sua credibilità.
Sull’onda di queste discussioni mi sono chiesto cosa avrei fatto io all’epoca, quando non sapevo nulla di ecat, di Rossi e quant’altro, se ci fosse stata una demo nel mio Dipartimento. La cosa più probabile è che non ci sarei andato, così come, immagino, la gran parte dei colleghi. I fisici (nel loro complesso) hanno chiuso con la fusione fredda 20 anni fa e nessuno, con qualche sparuta eccezione, ha voglia di riaprire quel capitolo.
Ma ammettiamo che ci fossi andato. Sarei stato più interessato agli aspetti di costume che scientifici, avrei visto altri “proclamare” il calore in eccesso prodotto; non ci avrei creduto ma probabilmente non mi sarei curato di andare a spulciare né l’apparato sperimentale (semi-segreto) né i dati. Atteggiamento poco scientifico? Certo, ma non sarei andato lì per questo. Avrei forse preso in giro i colleghi coinvolti (se i rapporti personali lo consentivano) archiviando poi la questione.
E negli anni a seguire? In genere i colleghi non seguono i blog e quelli che lo fanno seguono blog scientifici di colleghi del proprio campo di interesse; ricordatevi che abbiamo un lavoro e che blog e questioni scientifiche più ampie si seguono per interesse personale e nei ritagli di tempo. Io stesso seguo solo questo come blog generalista e se ocasapiens non ne avesse parlato non ne avrei saputo nulla di queste polemiche. Quindi non avrei fatto nulla e avrei anche approvato che il Dipartimento si facesse dare 500 mila euro da Rossi per un test che avrei creduto fallito in partenza. Ma se c’era qualcuno disposto a farlo (non io), far scoprire le carte poteva anche starci. Sappiamo oggi che per motivi non difficili da immaginare Rossi non ha voluto scoprire le sue carte, nemmeno gratis.
Immaginiamo ancora che in qualche modo fossi venuto a conoscenza delle polemiche contro il Dipartimento. Qui non so dire come mi sarei comportato perché è difficile valutare un problema di immagine (perché solo di questo si tratta) senza esserci dentro. Così su due piedi direi che avrei fatto spallucce, abbiamo e abbiamo affrontato problemi ben più gravi di questo e una scelta di basso profilo può anche essere, o almeno sembrare sul momento, la scelta più saggia. Chi ce lo avrebbe fatto fare a metterci in mezzo a beghe da blog, dove le regole del gioco (regole?) sono molto diverse dalle nostre? Gli standard che noi come scienziati adottiamo (e dobbiamo adottare) per affermare o negare qualcosa sono molto più stringenti che in un blog, dove basta un video, un’affermazione magari avventata di qualcuno, un “Tizio ha detto che Caio ha detto” o indicazioni troppo generiche scritte da qualche parte per far diventare “fatti accertati” cose che non lo sono affatto e per sparare ad alzo zero. Io personalmente, ad esempio, ho scelto di non intervenire nel blog di Franchini nonostante alcune affermazioni discutibili e insinuazioni, su di me ma non solo, che ho letto. Siccome non le ho smentite sono diventati fatti accertati? Se già così il Dipartimento di Bologna, tutta Unibo e a volte anche tutta la comunità scientifica nazionale vengono maldestramente tirate per la giacca da entrambi gli “schieramenti”, immaginatevi cosa sarebbe successo se il Dipartimento si fosse “schierato”.
Detto questo, mi rendo conto che attirerò ulteriori strali. Pazienza, non sarò certo io a tirarmi indietro davanti ai “duri e puri” di qualunque fatta. Quella di “mettermi in gioco” è stata una scelta fatta anni fa e almeno al momento intendo confermarla. Apprezzo chi la condivide ma capisco chi fa la scelta opposta e non sarò io a spingerli a cambiare idea. Anzi, alla luce della mia esperienza caso mai il contrario, perché ho constatato che al di là delle parole nel “popolo della rete”, o quanto meno nella sua parte più attiva, sono davvero poche le persone interessate alla scienza e al mondo della ricerca, alla torre d’avorio se preferite.
E.K.Hornbeck,
credo possa concordare anche Oca Sapiens
concordo e la custode del Parco delle bufale pure. Siamo felici di ritrovarci fra i difensori della presa in giro bolognese e speriamo che sia presto riconosciuta anche la nostra difesa del PoliMi nella presa in giro italo-elvetico-brianzola
Non escludo nessuna possibilità – tanto più che dei fisici del DF erano ad Atacama, altri al Cern o magari in Antartide, impegnati in progetti per bandi europei milionari ecc. Escludo che fossero tutti specializzati in collaudo caldaie, nucleari o meno, e ossessionati dall’e-cat al punto di analizzare i video o seguire le discussioni sui blog o intenti a manipolare i prezzi del brent.
Come penso sia evidente dai tempi del “Giallo canarino”, concordo con Ascoli65 su almeno tre punti
1. l’e-cat deve la sua notorietà alla reputazione di UniBo (non a quella di Focardi, secondo me, affondata da Zichichi 15 anni prima)
2. non ha nulla a che fare con la scienza e le sue procedure
3. per questi motivi, il DF doveva subito proclamarsi estraneo alla sceneggiata
Se ho capito male la posizione di Ascoli65, spero che mi corregga.
Non saprei cosa “pretendere”. Il resoconto di Levi non è una pubblicazione scientifica e non si può chiedere la ritrattazione o la rettifica di qualcosa che non esiste. Restano due infrazioni, il falso comunicato stampa e l’uso del logo. Grave la prima, la seconda meno perché l’appartenenza di Levi a UniBo era nota a tutti gli interessati. Dal gennaio 2011 non l’ha più usato, non pubblica nulla, è fuori dai gruppi di ricerca e insegna in una sede di provincia. Il minimo accademico assoluto, sotto 0 Kelvin non si va.
Fine del pistoletto e arrivo al pasticcio lamentato da E.K. Hornbeck e alla sua domanda.
UniBo complice o vittima di Rossi?
La risposta la so (1), ma se vi fa piacere discuterne, posso ricopiare il commento di E.K. Hornbeck e la risposta di Riccardo Reitano su un post e vi ritrovate sotto.
(1) Rif. il teorema di Guglielmi e le leggi di Cipolla.
Riccardo,
non me ne sarei occupata se il 19 gennaio 2011 un lettore non avesse scritto a Oggi Scienza, e la mia risposta non avesse suscitato le solite illazioni e minacce. Alla SISSA nessuno ne aveva sentito parlare, eppure c’era il master in comunicazione della scienza con tanto di rassegna stampa quotidiana.
@ OcaSapiens,
–Se ho capito male la posizione di Ascoli65, spero che mi corregga.
I 3 punti che hai elencato non rappresentano per intero la mia posizione, tuttavia concordo pienamente almeno con i primi 2. Per il terzo posso dire che sarei stato ben felice se il DF si fosse proclamato estraneo alla sceneggiata entro un tempo ragionevole, diciamo un paio di settimane, ma per come sono andate le cose credo che non potesse farlo in quella forma, nel senso che sono troppi gli indizi che indicherebbero una sua piena e consapevole collaborazione nell’organizzazione della demo. Diciamo che una volta resisi conto di quali fossero le basi scientifiche su cui si fondavano le mirabolanti prestazioni del metodo Focardi-Rossi narrate fino ad allora dal decano del Dipartimento avrebbero dovuto RECEDERE immediatamente da qualsiasi iniziativa fino ad allora incautamente intrapresa con Rossi. La collaborazione pregressa non poteva più essere smentita, se non per altro per tutte le citazioni di UniBo contenute nel suo brevetto del 2009.
Purtroppo in quel momento decisivo hanno prevalso altre logiche e si sono lasciati invischiare sempre di più in quella scellerata impresa. Quando, con un ritardo imperdonabile, hanno deciso di invertire la rotta, lo hanno fatto in modo ambiguo lasciando di fatto che la propaganda ecat sfruttasse il prestigio dell’UniBo per supportare la realtà dell’ecat, fino a farsi appiccicare in bacheca il TPR2. E questo sfruttamento è in corso ancora oggi, anche in forme subdole.
Mi sono imbattutto proprio oggi in uno delle decine di articoli sull’ecat che AlainCo raccoglie da tutto il mondo. Si tratta di un post su un sito ucraino pubblicato ieri (1). La traduzione in inglese di Google è abbastanza comprensibile. E’ triste vedere come i lettori di un popolo alle prese con una profonda crisi economico-finanziaria e problemi di varia altra natura vengano illusi ed ingannati da false promesse di energia a buon mercato. Lo scienziato fusionista locale intervistato in fondo all’articolo si spinge a dire che le ceneri del nichel, oltre a fornire energia abbondante, pulita ed economica, possono essere trasformate a piacimento in oro, platino, uranio, metalli rari, ecc. Su cosa sono basate queste false promesse? A parte i risultati del recente TPR2, garantiti da “six distinguished researchers from Italy and Sweden”, esse poggiano soprattutto su quanto mostrato da Rossi all’inizio del 2011 “in the presence of a large number of witnesses”. Beh, è arcinoto che quei testimoni erano in buona parte professori di UniBo. Per stavolta, l’articolo non cita mai l’UniBo, ma in esso risuona comunque il mito della demo del “January 2011”, che nel mondo della FF è sinonimo di “Energy Catalyzer Bologna University Test”.
Quindi direi che al tuo elenco manca ancora un quarto e ultimo ma essenziale punto: una rettifica ufficiale e pubblica dei risultati calorimetrici della demo di gennaio 2011. Non dovrebbe essere impossibile ottenerla, se ce ne fosse la volontà. Basterebbe che chi di dovere convochi Levi ricordandodogli che il suo report calorimetrico di allora attende ancora di essere pubblicato in forma definitiva e invitandolo a farlo a più presto con le necessarie correzioni. Il tutto tenendo sulla scrivania il Codice Etico del 2006 aperto all’art.15.
(1) http://www.ukrmol.in.ua/2014/12/blog-post_19.html
Ascoli65,
Ci pensavo ieri mentre scrivevo della ritrattazione di Giuseppe Lia et al. Dubito che Rossi accetti di togliere il rapporto di Levi dal proprio blog. Per poterlo rettificare e magari metterlo nell’archivio aperto, Levi dovrebbe rifare le misure correttamente. Mettiamo che ne sia capace, chi costringe Rossi a prestargli il vecchio e-cat?
@ Ascoli65
Sì, mi riferivo anche a te.
Trovo profondamente offensivo — da parte di una persona che, come te, nonostante tutto stimo — affermare che io stia prendendo in giro te o altri.
E se davvero tu avessi ragionato su quello che ti scrivevo, ti saresti reso conto che sostenere che io giustifico i fisici bolognesi e’ un’affermazione assolutamente ridicola.
Vero e’ che ci sono andato pesante con te; ma perche’ sono realmente convinto che le tue idee siano profondamente pericolose. Sono pero’ anche convinto che tu non te ne renda conto.
Contrariamente a te, non mi risulta di aver mai messo in dubbio la tua buona fede.
E’ un peccato che tu abbia adottato nei miei confronti questo registro così sterile ai fini di un reciproco chiarimento.
Rileggiti anche i tuoi interventi e cerca di ripensare a chi ha sterilizzato il chiarimento.
hai dimostrato di saper fare nella precedente risposta indirizzata a Luca, in cui hai perfettamente sintetizzato, nei in 4 punti che mi attribuisci, quella che è la mia posizione nei confronti della vicenda ecat-UniBo
Perche’ io cerco di capire e di ragionare sulle affermazioni dei miei interlocutori.
Non sempre ci riesco, ma almeno ci provo.
E anche perche’, contrariamente a quello che pensi tu, di onesta’ intelettuale non solo parlo ma faccio anche il possibile per praticarla. Anche quando questo e’ a mio danno.
Tu saresti riuscito a sintetizzare altrettanto bene la mia posizione?
Di rimando posso dire che sono d’accordo con una parte, solo con quella che non contrasta i 4 punti precedenti, dei punti successivi che riassumono la tua posizione.
E questa mi sembra gia’ una novita’.
Ad esempio, (magari sbaglio ma) non ricordo di aver mai letto, in precedenza, tue affermazioni secondo le quali alcuni fisici del DF potessero essere stati imbrogliati da Rossi. O che, riservatamente, potessero essersi opposti.
Buona parte dell’attrito che abbiamo sul “i fisici” e “alcuni fisici” deriva proprio sulla tua descrizione omogenea (almeno fino a ieri) dell’atteggiamento dei fisici e ricercatori bolognesi.
Sta di fatto che aver lasciato per anni che il nome del DF di UniBo venisse impiegato a piene mani per propalare urbi et orbi una bufala come quella dell’ecat è una responsabilità collettiva del corpo docente del DF a cui non è stato ancora posto il giusto rimedio.
Affermazione sulla quale siamo sostanzialmente d’accordo.
Il problema e’ capire se quel “lasciar fare” e’ stato voluto, collettivamente, o se e’ stato un effetto di inefficienza e/o incompetenza.
Il problema e’ stabilire qual’era la reazione piu’ efficace (e, a riguardo, non ho una risposta).
Il problema e’ stabilire come porre il giusto rimedio e da parte di quale autorita’ (e se di tipo politico o scientifico).
Problemi sui quali ci siamo confrontati ma sui quali ho incontrato la tua totale chiusura a prendere anche solo in considerazione le idee e le altrui obiezioni alle tue conclusioni.
Poi e’ evidente che io sono ricorso anche a “bizantinismi burocratici e normativi”, ma per reagire ai *tuoi* bizantinismi burocratici e normativi. Ed era esattamente questo il significato della mia battuta sul bue che da’ del cornuto al bue.
Anche tu sai — o, almeno, sapevi — impostare i confronti su livelli molto piu’ alti e utili.
Questi fatti, che sono umanissimi, si gestiscono proprio come hanno fatto quelli dei neutrini superluminali, facendo cioè la strada di andata e ritorno, anche se quest’ultimo tratto è il più difficile da ripercorrere.
A Bologna sono rimasti invece a metà strada!
Adempiuto a questo dovere deontologico nei confronti della collettività, per me possono gestirsi le loro cose interne come più gli piace.
Qui pero’ non riusciamo proprio a capirci.
Tu continui a mescolare doveri scientifici con doveri “nei confronti della collettivita’”.
E i doveri dei singoli con i doveri dell’universita’.
Tu attribuisci all’istituzione il dovere di supplire a quanto non fanno i singoli sulla base di una tua personalissima interpretazione del codice deontologico sulla quale non accetti discussioni.
@ Riccardo Reitano
Grazie per aver condiviso le riflessioni su quello che avrebbe probabilmente fatto, ipotizzando una situazione simil-UniBo.
Non per portare acqua al mulino di Ascoli65 (o meglio: anche a rischio di portare acqua al suo mulino) ma…
avrei anche approvato che il Dipartimento si facesse dare 500 mila euro da Rossi per un test che avrei creduto fallito in partenza. Ma se c’era qualcuno disposto a farlo (non io), far scoprire le carte poteva anche starci.
Avrebbe approvato ugualmente se avesse avuto il ragionevole sospetto (ma non la certezza) che le persone incaricate del test non sarebbero state in grado (per i loro preconcetti favorevoli) di condurlo in maniera adeguata?
Ovvero che corressero il serio rischio di descrivere come funzionante e rivoluzionario un apparecchio che tale non era?
Se non vuol rispondere, capisco e non insisto.
@ OcaSapiens,
–Ci pensavo ieri mentre scrivevo della ritrattazione di Giuseppe Lia et al.
Ho visto. Meritano i complimenti che hai rivolto loro. Sarebbe quella la strada corretta.
–Dubito che Rossi accetti di togliere il rapporto di Levi dal proprio blog.
Per me più che un dubbio è una certezza, ma ciò esula dallo scopo di una eventuale rettifica o smentita, che non è quello di far sparire dalla circolazione la versione attuale. Copie del report di Levi sono archiviate in centinaia di PC e si potranno sempre scaricare da vari siti. L’importante però è che risulti accessibile pubblicamente una rettifica o una smentita autorevole dei risultati calorimetrici del gennaio 2011.
–Per poterlo rettificare e magari metterlo nell’archivio aperto, Levi dovrebbe rifare le misure correttamente.
No, non è questo il procedimento e l’obbiettivo di una rettifica. Nel caso di G.Lia, probabilmente era necessario ripetere l’esperimento per capire i passaggi errati del primo tentativo, ma nel caso della demo di Bologna è sufficiente riesaminare con cura l’abbondante documentazione fotografica, videografica e cartacea dell’evento del 14 gennaio 2011, per capire che ci sono palesi incongruenze tra quanto riportato nel report e quanto mostrato dagli altri documenti.
Le principali discrepanze le conosciamo tutti:
1) la sonda igrometrica che, secondo l’autore, avrebbe dovuto misurare il titolo del vapore non c’era e al suo posto c’era un termometro, quindi non era dimostrabile l’asserita secchezza del vapore in uscita, al cui posto avrebbe potuto esserci, come tutto fa presumere che ci fosse, solo del liquido alla temperatura di ebollizione;
2) la portata della pompa dichiarata nel report che risulta maggiore di 2 volte e mezza a quella erogabile al regime di impulsi a cui veniva operata;
3) la durata del regime di ebollizione che è stata erroneamente raddoppiata rispetto al valore vero, desumendola dai grafici presenti nei video, dopo che, secondo l’autore del report, i dati memorizzati nel PC erano andati persi.
La conclusione è che si poteva benissimo ritenere che il calore effettivo in uscita dall’ecat fosse ben inferiore alla potenza elettrica assorbita. Cioè non c’era alcun eccesso di calore, o comunque l’eccesso proclamato non era affatto dimostrato, nè dimostrabile. E siccome non c’era neppure eccesso di radiazioni, l’interpretazione corretta dei dati sperimentali, alla luce delle conoscenze acquisite dalla scienza, avrebbe dovuto essere che quell’oggetto si era comportato, per lo meno in quell’occasione, come un normale bollitore elettrico.
–Mettiamo che ne sia capace, chi costringe Rossi a prestargli il vecchio e-cat?
Per quanto ho detto sopra non c’è alcun bisogno di richiedere a Rossi il vecchio ecat, che tra l’altro non esiste più essendo stato smontato per realizzare i 4 mini-ecat testati da marzo a giugno del 2011. Di più, non c’è proprio bisogno di coinvolgere Rossi in nessuna fase del processo di riesame dei dati sperimentali della demo di gennaio 2011. Non valgono neppure eventuali NDA sottoscritti dai ricercatori del DF, perchè si tratta di riesaminare una valutazione fatta da essi, utilizzando a tale scopo della documentazione già resa pubblica.
Comunque il vero problema è chi lo farà. Secondo me esisterebbero 4 possibilità di smentita o di rettifica del report di Levi:
(a) Levi, per propria iniziativa o dietro invito del suo direttore, annuncia pubblicamente il ritiro del suo report o ne pubblica una rettifica;
(b) il DF prende l’iniziativa di redigere e pubblicare, eventualmente a firma del suo direttore, un rapporto di valutazione della correttezza dei dati sperimentali riportati nel report di Levi;
(c) l’UniBo, per iniziativa di chi sovrintende alla ricerca o dietro richiesta di qualsiasi membro dell’Università preoccupato di ristabilire la verità scientifica, applica ai fatti di gennaio 2011 l’art.15 del Codice Etico, nominando una Commissione incaricata di chiarirne tutti gli aspetti compreso quello scientifico documentato nel report calorimetrico;
(d) il MIUR, per rispondere alle interrogazioni parlamentari pendenti e che riguardano anche la faccenda ecat-UniBo, nomina un Comitato Scientifico (o utilizza le informazioni raccolte da Comitati già consultati) per chiarire i fondamenti dei risultati sperimentali portati dai Parlamentari a sostegno delle loro richieste di finanziamento alla FF, compresi quelli della demo di gennaio 2011 (che sono quelli più noti e significativi) e quindi risponde alle interrogazioni.
Come vedi i modi per far chiarezza in teoria sarebbero tanti. Il primo tuttavia lo ritengo impossibile, non sarebbe coerente con le iniziative successive di Levi. Anche il secondo e il terzo sono altamente improbabili, almeno fino a quando non cambieranno i vertici del DF o dell’UniBo. Il quarto invece non solo è possibile, ma, Costituzione e regolamenti parlamentari alla mano, è pure doveroso. Il problema è che parrebbe mancare la volontà governativa di fare chiarezza sulla vicenda FF italiana, come dimostra anche il fatto che la relazione richiesta all’INFN dal MIUR, di cui ci hai parlato, non sia stata ancora resa pubblica.
Ascoli65,
sì, i modi sono tanti, ma solo il primo fa parte della normale prassi scientifica. No surprise.
L’analisi della documentazione – già fatta alla grande, grazie! – dimostra che le misure facevano pena. Benissimo. Ma non esclude un eccesso di calore anche minimo. Su questo, Capiluppi, Campari, Villa (Zoccoli non mi ricordo) avevano ragione: per escluderlo, servono misure corrette.
L’art 15 si applicherebbe al test se fosse stato affidato a Levi dal DF o da UniBo, ma per ora non risulta.
Non bisogna confondere codice etico e metodo scientifico. La Commissione indaga sull’esistenza o meno di certi comportamenti, non stabilisce una “verità scientifica”. E nemmeno gli autori della relazione per il MIUR. (Il fatto che non sia ancora pubblicata dimostra semmai che al MIUR hanno cose più urgenti da fare). Dicono che “non esiste alcuna evidenza” per un eccesso di calore in quantità tale da poterlo attribuire a una fusione fredda – “gran quantità” diceva Villa e stando all’energia necessaria per la reazione riportata all’inizio, ha ragione di nuovo.
Dicono che non ci sono motivo per ritenere che esista, non dicono “l’eccesso non esiste” in assoluto, e meno male! Se uno scienziato affermasse una cosa simile senza avere i dati, si farebbe ridere dietro: “absence of evidence isn’t evidence of absence”.
Nessuna costituzione prevede un diritto alla verità scientifica, giustamente visto che il sapere continua a cambiare. Il diritto che va rivendicato (secondo me, e non solo per quanto riguarda la scienza) è quello a un’informazione più corretta e trasparente possibile – nel caso della scienza sullo stato delle conoscenze attuali. (1)
(1) Sono grata a Riccardo, come molti altri ricercatori e cronisti, di farlo e di insegnarci a farlo con onestà e rigore.
E.K.Hornbeck
un Dipartimento che decide di fare un test lo fa seriamente, non riesco ad immaginare che poi nomini un gruppo che non sia in grado per preconcetto di condurlo in maniera adeguata. A meno che mi manchi qualche informazione, non c’è motivo di pensare che questo sarebbe stato il caso del Dipartimento di Bologna. Come sai, il singolo afferente agisce a titolo personale e il Dipartimento non è responsabile dei suoi errori o anche malefatte. E’ diverso se ufficialmente il Dipartimento si carica dell’onere di fare l’operazione.
Ma volendo ipotizzare per assurdo che nel mio Dipartimento qualcuno proponga una commissione di soli “believers” certamente mi opporrei. Vedi, chi pensa a connivenze e solidarietà (se non peggio) con i colleghi è fuori strada perché, ammesso che esista un dovere di “fedeltà”, è caso mai verso l’Istituzione, non verso il singolo.
@ OcaSapiens,
–sì, i modi sono tanti, ma solo il primo fa parte della normale prassi scientifica.
Anche il secondo lo è. La libertà di ricerca ed espressione dei ricercatori consente anche di esprimere opinione su lavori fatti dai colleghi, soprattutto se le conclusioni contenute in questi ultimi mettono a rischio la credibilità ed il prestigio del proprio Istituto. Se c’è la libertà di scrivere dati inventati, non vedo perchè non debba esserci la libertà di rettificarli. Se non sbaglio i colleghi svedesi degli autori del TPR1 si sono presi la briga di pubblicare un documento in dissenso con il contenuto di quel report. E’ solo questione di volontà.
Il TPRI era stato commissionato da Elforsk ai prof di Uppsala, non a prof di Bologna, l’oca s.
–L’analisi della documentazione – già fatta alla grande, grazie! – dimostra che le misure facevano pena. Benissimo. Ma non esclude un eccesso di calore anche minimo. Su questo, Capiluppi, Campari, Villa (Zoccoli non mi ricordo) avevano ragione: per escluderlo, servono misure corrette.
Non invertiamo l’onere della prova. Da misure fatte malissimo non può derivare la conclusione che non si esclude un eccesso di calore, che i fisici stessi di Bologna hanno dichiarato essere in contrasto con le leggi della fisica, tanto da aver sostenuto che sarebbe stata necessaria una nuova fisica per spiegarlo.
La inverte lei che pretende una rettifica dei dati sbagliati. Non vedo come si possano trovare quelli giusti senza cercarli, l’oca s
Alcune delle persone che hai citato ha ripetutamente sostenuto di aver visto sicuramente la produzione di 12/15 kW, in accordo a quanto scritto sul report di Levi.
Hanno visto il report di Levi, o lei sostiene che hanno misurato i kW a occhio? l’oca s.
Sono queste affermazioni categoriche sulle eccezionali prestazioni calorimetriche dell’ecat che vanno smentite, non il fatto che esso non sia in grado di generare energia. Per quest’ultimo scopo basta e avanza la fisica nota e, come ripete Camillo e qualsiasi altra persona di buon senso, il fatto che non vengano emessi dei gamma.
Affermazioni cosi poco categoriche che tutti dicevano che servivano altre misure, dei gamma compresi, l’oca s.
Per smentire la produzione di energia proclamata dai fisici UniBo non è necessario, e non sarebbe neppure sufficiente, ripetere le prove. Questa è l’ennesima scusa accampata da chi non vuole rimediare al guaio che ha combinato.
Il guaio combinato da Capiluppi, Villa, Campari e Zoccoli o da chi ha inscenato quelle misure e le ha fatte? l’oca s.
–L’art 15 si applicherebbe al test se fosse stato affidato a Levi dal DF o da UniBo, ma per ora non risulta.
L’applicazione dell’art.15 è giustificato come minimo dall’opportunità di chiarire le circostanze in cui è stato diramato il Comunicato Stampa che ha invitato i giornalisti alla demo e l’impiego del logo di UniBo sul report di Levi. Perchè delle due l’una: o entrambi sono atti ufficiali ed autorizzati dal DF o sussiste almeno una grave infrazione al Codice Etico.
Lei è del comitato etico? Se non lo è come fa a sapere che non ha sanzionato Levi per il falso com. stampa e l’uso del logo? l’oca s.
–Non bisogna confondere codice etico e metodo scientifico. La Commissione indaga sull’esistenza o meno di certi comportamenti, non stabilisce una “verità scientifica”.
Su questo hai ragione. Potrebbe darsi però che alcune delle informazioni inventate utilizzate nel report calorimetrico a supporto dell’eccesso di calore riguardino prassi scorrette vietate nel Codice. Diciamo che la questione andrebbe esaminata da una Commissione Etica in cui siano presenti delle competenze capaci di comprendere anche dal punto scientifico quanto avvenuto nel corso della demo del 14 gennaio 2011.
Forse sì, ma siamo da capo: era una demo privata, non di UniBo che non è deputata a indagare su quello che avviene dai privati, l’oca s.
–E nemmeno gli autori della relazione per il MIUR….. Dicono che “non esiste alcuna evidenza” per un eccesso di calore in quantità tale da poterlo attribuire a una fusione fredda –
Gli autori della relazione per il MIUR, se si tratta di un Comitato Scientifico, non possono stabilire una “verità scientifica”, ma possono smentire che esistano le basi per proclamarne una (vedi l’eccesso di calore nel rapporto Levi). Il che è grossomodo la frase che hai riportato tu. Non so però a quale test sia riferita.
Lo smentiscono infatti. Per Rossi-Focardi non citano né pubblicazioni né presentazioni a conferenze scientifiche (d’altronde non ce ne sono!) l’oca s.
–“gran quantità” diceva Villa e stando all’energia necessaria per la reazione riportata all’inizio, ha ragione di nuovo.
Eh no, ti ricordi male. Villa ha parlato di indubbia produzione di 10-12 kW e lo stesso dato lo ha riportato sul suo report. Tra 10-12 kW in uscita e 1 in entrata, c’è una bella differenza! Quindi non aveva affatto ragione.
Riferiva quanto detto da Levi. Se l’avesse ritenuto “indubbio”, non aveva motivo di voler misurare i gamma, l’oca s.
– Il fatto che non sia ancora pubblicata dimostra semmai che al MIUR hanno cose più urgenti da fare
La mancata pubblicazione della relazione non è giustificabile con “cose più urgenti da fare”. Per immetterla in rete basta un click e al MIUR lavorano centinaia di persone.
opinione sua, a quanto riferisce lo stesso MIUR, ha cose molto più urgenti da fare, a cominciare dalla stabilizzazione dei precari, l’oca s.
– Non dicono che “l’eccesso non esiste” e meno male! Se scienziato affermasse una cosa simile senza avere i dati, si farebbe ridere dietro: “absence of evidence isn’t evidence of absence”.
E’ la stessa cosa che ho detto io. Però, per quanto riguarda i fisici di Bologna siamo rimasti alla affermazione perentoria che nella demo del gennaio 2011 l’ecat ha generato 12/15 kW di eccesso di calore.
Un fisico di Bologna, gli altri quattro volevano verificarlo, l’oca s.
–Nessuna costituzione prevede un diritto alla verità scientifica, …
Non ho detto questo e non lo intendevo. Mi referivo al fatto che il Ministro DEVE rispondere alle interrogazioni, sia perchè lo richiedono i regolamenti parlamentari, sia perchè, come scritto in Costituzione, ogni Parlamentare rappresenta la Nazione e quindi ciò che chiede è degno di considerazione. E’ chiaro poi che, per rispondere, il Ministro ha bisogno di raccogliere pareri ed informazioni sugli aspetti scientifici su cui è chiamato ad esprimersi e questi devono essere il più possibile veritieri, o per lo meno non palesemente falsi.
Certo, ma non è l’unica cosa che il ministro deve fare, la priorità assegnata dal pres. del consiglio al ministero è di rimediare al dissesto della scuola, e pare che lo ritenga prioritario anche la maggioranza del Parlamento e della cittadinanza, l’oca s.
>L’analisi della documentazione … non esclude un eccesso di calore anche minimo.
E’ la tesi di Mats Lewan: non ci sono prove che non funzioni.
Nasty,
è anche la mia, ma Lewan dimentica di dire quello che ha scritto nel suo libro: testers indipendenti gli hanno dato la prova che non funziona.
Ascoli65,
le rispondo in grassetto nel suo commento
@ Riccardo Reitano
Ma volendo ipotizzare per assurdo che nel mio Dipartimento qualcuno proponga una commissione di soli “believers” certamente mi opporrei.
Proprio questo il dubbio che mi ponevo.
Grazie per la risposta.
ocasapiens
ti ringrazio, ma non posso essere certo io a insegnarti/vi come si fa informazione. Pensa al per fortuna breve attrito fra climalteranti e la brava Bencivelli … 🙂 Sai bene che un rapporto davvero proficuo fra scienza e informazione è ancora tutto da costruire.
Uffff… mi correggi anche sotto Natale – QED
ocasapiens
solo il giorno di Natale si fa la promessa di essere più buoni, non prima 😀
@ OcaSapiens,
– Il TPRI era stato commissionato da Elforsk ai prof di Uppsala, non a prof di Bologna
Infatti io non chiedo che il DF, l’UniBo o il MIUR si interessino dei TPR, ma solo della demo del gennaio 2011, delle cui misure erano stati incaricati i professori di Bologna. L’esempio del TPR1 serviva a dimostrare come si erano comportati in condizioni speculari i colleghi dei fusionisti di Uppsala.
– La inverte lei che pretende una rettifica dei dati sbagliati. Non vedo come si possano trovare quelli giusti senza cercarli,
Non è necessario sapere il dato giusto per sancire che un dato è sbagliato. Ad esempio io posso dire che è sbagliato il dato di 10mila fagioli contenuti in un barattolo, senza necessariamente conoscere il numero esatto di fagioli contenuti. E quindi non ho bisogno di farmi dare il barattolo per mettermi a contare i fagioli. Basta disporre della foto del barattolo e accertarsi che non si tratti di un bidone.
–Hanno visto il report di Levi, o lei sostiene che hanno misurato i kW a occhio?
Nel caso di Zoccoli parrebbe di sì: “Allo stesso modo, venerdì ho visto la produzione di 15KiloWatt per mezz’ora.” Villa invece ha preferito la mano: “Quello che ho potuto vedere con mano, verificare con mano, è l’indubbio, l’indubbia produzione di calore. Appunto questi 10-12 kilowattora …” Entrambe le dichiarazioni sono state rilasciate prima della pubblicazione del report di Levi.
–Affermazioni cosi poco categoriche che tutti dicevano che servivano altre misure, dei gamma compresi
Comunque tutte le affermazioni rilasciate da vari fisici del DF sul calore in eccesso erano categoriche. Le misure di gamma e di qualsiasi altra grandezza esotica di natura nucleare servivano per capire da dove spuntasse quell’indubbia abbondanza di kW di calore in più.
–Il guaio combinato da Capiluppi, Villa, Campari e Zoccoli o da chi ha inscenato quelle misure e le ha fatte?
Da tutti i coinvolti. Chi ha approvato il comunicato stampa di invito alla demo, chi ha fatto le misure, chi le ha redatte, chi ha verificato il report calorimetrico, chi ha sottratto il proprio dipartimento ad un dibattito su internet, minacciando querele nel caso fosse sfumato l’accordo con Rossi, chi ha approvato il contratto con Rossi in Consiglio, chi poteva andare al Consiglio per disapprovarlo e non c’è andato, chi ha firmato il contratto, chi ha aspettato ulteriori 7 mesi prima di disdirlo e facendolo solo per una clausola finanziaria.
–Lei è del comitato etico? Se non lo è come fa a sapere che non ha sanzionato Levi per il falso com. stampa e l’uso del logo?
Perchè le sanzioni del Comitato Etico non sono pubbliche come i verdetti di un processo? Come farebbero altrimenti a svolgere il ruolo dissuasivo.
–Forse sì, ma siamo da capo: era una demo privata, non di UniBo che non è deputata a indagare su quello che avviene dai privati,
Solo la prova era privata, ma la misura era affidata al DF. L’UniBo ha diritto di indagare sugli aspetti che riguardano la misura.
–Riferiva quanto detto da Levi. Se l’avesse ritenuto “indubbio”, non aveva motivo di voler misurare i gamma,
Una delle dichiarazioni di Villa l’ho riportata poco sopra, e vi usa il termine “indubbio”. Il suo compito era di misurare i gamma emessi allo scopo di capire quale fosse il meccanismo nucleare che originava l’indubbio calore, non per accertare la produzione di calore.
–opinione sua, a quanto riferisce lo stesso MIUR, ha cose molto più urgenti da fare, a cominciare dalla stabilizzazione dei precari,
Le migliaia di dipendenti del MIUR sono tutti impegnati a stabilizzare precari? Anche coloro che avevano richiesto la relazione all’INFN? E alle sorti energetiche del Paese chi ci pensa?
–Un fisico di Bologna, gli altri quattro volevano verificarlo,
No, no. Sono almeno 4 i fisici del DF che con varie modalità e in diverse occasioni hanno espresso pubblicamente la convinzione che l’ecat avesse prodotto 12/15 kW di potenza in eccesso.
–Certo, ma non è l’unica cosa che il ministro deve fare, la priorità assegnata dal pres. del consiglio al ministero è di rimediare al dissesto della scuola, e pare che lo ritenga prioritario anche la maggioranza del Parlamento e della cittadinanza
Ma il sen. Scilipoti è un anno e mezzo che attende le risposte alle sue due interrogazioni e per l’on. Realacci siamo al 15 mese di ritardo, giusto per limitarci ai Parlamentari più famosi. Comunque studiare meglio i fatti di Bologna potrebbe essere molto istruttivo anche per coloro che si accingono a rimediare ai dissesti della scuola.