Il "nuovo normale"

L’Artic Report Card 2017 della NOAA comincia così:

Despite relatively cool summer temperatures, observations in 2017 continue to indicate that the Arctic environmental system has reached a ‘new normal’, characterized by long-term losses in the extent and thickness of the sea ice cover, the extent and duration of the winter snow cover and the mass of ice in the Greenland Ice Sheet and Arctic glaciers, and warming sea surface and permafrost temperatures.

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A proposito di ghiacci artici, Paul Nicklen e Cristina Mittermeier, due biologi di Sea Legacy, hanno filmato un orso polare che sta morendo di fame. Il video ha suscitato un fuoco incrociato di critiche, in particolare di animalisti secondo il quale il poveretto andava accudito, e dell’immancabile Susan Crockford per conto della GWPF, una lobby britannica di BigOil & Coal, secondo la quale la riduzione della banchisa se mai avverrà non farà correre alcun rischio agli orsi. Precisazioni del National Geographic in breve: gli sforzi per proteggerli hanno dato buoni risultati e se si fa la media tra declini e aumenti, le varie popolazioni sono stabili.

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Sempre a proposito di “nuovo normale”, il Center for Global Development ha pubblicato il “working paper” di Kim Babiarz e Grant Miller di Stanford et al. Da far girare nelle Ong secondo me.
In Malesia “dal 1954 e con rapida espansione dal 1966”, campagne locali di pianificazione delle nascite hanno consentito alle donne di aver accesso agli anticoncezionali. Cosa abbastanza rara, i risultati si possono estrapolare – con margini di incertezza – dai dati raccolti durante i censimenti. Rispetto al resto della popolazione, scrivono, le nascite calano di poco e di molto la mortalità da parto, le figlie frequentano la scuola più a lungo, si sposano un po’ più tardi, trovano più lavoro ed è retribuito meglio. Morale a pagina 12:

Our findings are consistent with growing evidence that global fertility decline is predominantly due to underlying changes in the demand for children.

(h/t The Economist. Per “l’evidenza crescente” rif. la rassegna di Miller & Babiarz uscita l’anno scorso. Il lab di Miller è associato al “Poverty lab” del MIT diretto dai mitici Esther Duflo e Abhijit Banerjee.)
Qualcuno avvisi Antonietta Gatti. Crede che il calo delle nascite sia dovuto alla malattia dello sperma arroventato (burning semen disease) da nanoparticelle tossiche che, calamitate dagli spermatozoi, vengono trasmesse agli ovuli durante la fecondazione per cui aumentano gli aborti spontanei e “ce la fa solo [un feto? un embrione?] su quattro”.

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Nature cerca un/a “editor in chief”
After 22 years as Editor-in-Chief of Nature, Sir Philip Campbell will move to a new role as Editor-in-Chief of Springer Nature in the summer of 2018 and continue to lead the Springer Nature Editorial Advisory Group and maintain responsibility for editorial policies across Springer Nature.  Recruitment for a new Editor-in-Chief for Nature and Nature Research is underway.
Lorella Carimalli, wow
Prof di matematica al Liceo scientifico Vittorio Veneto e del gruppo donne e scienza alla Libreria delle donne di Milano, è una dei 50 finalist* del Global Teacher Prize. Gruppo niente male coordinato da Sara Gandini, una delle 100 esperte che “i media dovrebbero tenere presenti“.